CGIL, IL SINDACATO DELLE LIBERTÀ DI NON PENSIERO

HAI OSATO FARE UNA BATTUTACCIA IN RIMA BACIATA ALLA CAMUSSO (“SUSANNA NON TI ABBIAMO CHIESTO DI FARE SESSO MA DI RIFARE IL CONGRESSO”)? COME TI PERMETTI? È DIFFAMAZIONE! 17 ESPULSI DALLA FILT DI TRENTO! – IL SINDACATO: “È STATO SOLO L’ULTIMO DI UNA LUNGA SERIE DI ATTACCHI VIOLENTI” – PREGASI RICORDARE L’ART. 21 DELLA COSTITUZIONE…

Salvatore Cannavò per “il Fatto quotidiano“, da “Dagospia

Tra i 17 espulsi della Cgil trentina, responsabili, secondo la segreteria nazionale e regionale, “di azioni contrarie ai dettami statutari”, c’è anche una donna, Nicoletta Soini. E la sua vicenda testimonia tutta la complessità di questa storia esplosa per uno striscione sessista – “Susanna non ti abbiamo chiesto di fare sesso ma di rifare il congresso Filt in Trentino” – ma incubata in più di un anno di scontri interni. Basta leggere la versione di Soini pubblicata sull’Adige, il quotidiano del Trentino Alto Adige.

Soini è arrivata al Festival dell’Economia in cui era presente Susanna Camusso e, senza accorgersi del contenuto dello striscione, ha preso parte alla protesta contro la Cgil nazionale e regionale, accusate di negare un congresso straordinario chiesto dal dicembre scorso. Quando ha visto lo striscione, Soini non ci ha pensato un minuto a protestare: “Uno striscione offensivo, sessista, non solo verso la segretaria generale, alla quale va tutta la mia solidarietà di donna, ma verso tutte le donne e dal quale mi dissocio pienamente”.

Questa posizione, però, non ha impedito alla dirigente della Filcams di “solidarizzare con quei lavoratori che da mesi chiedono alla Cgil un congresso straordinario della loro categoria”. Nella sua lettera al giornale trentino, Soini spiega di rendersi conto “che anche la Cgil deve ancora fare molto per combattere il sessismo diffuso anche fra i nostri iscritti” ma chiede anche di riprendere la discussione e di accettare il dissenso .

La lettera di espulsione, però, è arrivata anche a lei. La Cgil ha scritto a 17 suoi iscritti sostenendo che “viste le numerose e ripetute iniziative pubbliche, da parte di iscritti alla Cgil di Trento, caratterizzate da attacchi anche violenti contro la Cgil e il suo gruppo dirigente” visto che “questi atti continuano a ripetersi” a norma dell’articolo 3 del suo statuto dichiara “concluso il rapporto associativo”.

Le “ripetute iniziative”, oltre allo striscione incriminato, sono: “il lancio di uova all’indirizzo del segretario generale della Cgil del Trentino, Paolo Burli, in occasione dello sciopero generale del 6 maggio”, “la protesta del 29 marzo durante un convegno al Mart di Rovereto”, le “reiterate accuse al limite della diffamazione rivolte alla Cgil tramite note stampa e via Internet”. Soini però il 29 marzo si trovava in Spagna e il 6 maggio non ha potuto partecipare allo sciopero perché era in prova sul posto di lavoro. E il 5 giugno, al festival dell’Economia, ha provato addirittura a difendere Camusso.

“È la prova che si colpisce nel mucchio” dice al Fatto Enzo Casagranda, segretario della Filcams del Trentino, sospeso per tre mesi, lo scorso marzo, per non aver cancellato dal blog della Filcams accuse “lesive della dignità” contro il sindacato. “In realtà non andava giù che si criticasse il collateralismo con la giunta di centrosinistra di Dellai”. Quelle accuse erano state scritte da Fulvio Flammini, oggi tra gli espulsi, rimosso dall’incarico di funzionario nel giugno 2010 con il pretesto della riduzione dei permessi attribuibili per legge. I suoi compagni, però, hanno sempre sostenuto che fosse solo “un sindacalista scomodo”.

La segreteria della Cgil del Trentino ha ricordato che, “da quando sono scoppiate le polemiche ha sempre operato per giungere ad una composizione dello scontro”. Enzo Casagrande sostiene invece che di risposte non ne sono state mai date. Addirittura, già in occasione del 29 marzo, i delegati della Filt, “i camionisti”, avevano consegnato a Camusso un dossier di 90 pagine per segnalare le anomalie della categoria e poi avevano raccolto le firme per il congresso straordinario senza nessuna risposta da parte della commissione competente.

Casagrande si appresta, con la minoranza della Cgil, a presentare oggi un documento specifico al direttivo regionale della Cgil per contestare le espulsioni che “colpiscono nel mucchio a prescindere dalle responsabilità”, come dimostra il caso di Nicoletta Soini. “Contestiamo il contenuto dello striscione ma a un atto grave corrisponde un altro atto grave – spiega Casagrande – e soprattutto viene negato agli espulsi il diritto alla difesa”.

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: