L’eresia del padre di PayPal: “Lauree inutili: vi finanzio io”

Peter Thiel

La scommessa di Peter Thiel, uno dei creatori del sito per pagamenti online: ha creato una fondazione per finanziare le idee rivoluzionarie di giovani sotto i 20 anni. A patto che sospendano gli studi: “Perché un’idea buona non può aspettare”

Paolo Pontoniere per “la Repubblica

Per assurdo che possa sembrare in America, dove i genitori cominciano a mettere da parte i soldi per pagare l’università dei figli mentre questi sono ancora in fascie, comincia a farsi spazio l’idea che tutto sommato per avere successo nella vita una laurea non sia poi proprio così necessaria. E da tutte le località da dove questa convinzione poteva farsi strada, la meno prevedibile era proprio la Silicon Valley californiana, regione dove se uno non ha almeno un  master si sente come se avesse sprecato la vita.

Ora è pur vero che coloro che abbandonano gli studi, ovvero i drop out – Steve Jobs e Bill Gates, per citare solo due dei più famosi – nella valle digitale sono di casa, ma che uno dei luminari della rivoluzione informatica potesse arrivare ad offrire soldi ad una ventina di giovani di belle speranze perché rinunciassero all’università a favore della carriera imprenditoriale è certamente una novità. 

L’idea è venuta Peter Thiel, fondatore di PayPal e presidente del Calrium Capital, un hedge fund con 700 milioni di capitali al suo attivo, nonché uno dei primi investitori di Facebook (anche questo fondato dal drop out Mark Zuckerberg) e promotore del Seasteading Institute, un’organizzazione che sta cercando di sviluppare una serie di città indipendenti su piattaforme oceaniche al largo della costa statunitense.

Thiel è famoso anche per aver storicamente assunto posizioni iconoclastiche quando si viene alle scelte politiche e sociali. Libertario, paladino dell’educazioneindipendente e sostenitore di Ron Paul alle ultime presidenziali, Thiel ha una propensione alle scelte difficili. Una delle sue svariate scappatelle nel mondo dello spettacolo lo ha visto per esempio partecipare al lancio, in veste di finanziatore e produttore, di “Thank You For Smoking”, un film che narra sotto una luce simpatetica le avventure di un lobbista del tobacco a Washington.

Non gli dà nemmeno fastidio essere additato come uno dei “Don della Mafia di PayPal”, un gruppo di ex allievi del sistema di pagamento di Ebay che comprende Reid Hoffman fondatore di Linkedin, Jeremy Stoppelman fondatore di Yelp e Max Levchin fondatore di Slide. Negli ultimi anni i “Don di PayPal” hanno lanciato una serie di startup (tutte di successo), il cui valore di mercato ha ragiunto i 30 miliardi di dollari e Thiel – pure qui iconoclasta – non ha esitato a sostenere che il successo di queste aziende era inversamente proporzionale alla ricchezza del salario dei loro amministratori: meno li si pagava meglio faceva la compagnia. E questa in America, in un contesto dove i Ceo guadagnano centinaia di volte più dei loro sottoposti, è eresia bell’e buona.

E di eresia in eresia così Thiel, che di lauree ne conta ben due conseguite alla famosissima Stanford University, è arrivato agli attestati blasonati rilasciati dai esosissimi campus americani, dove in alcuni casi (come proprio Stanford e anche Harvard) il corso di laurea arriva a costare oltre 50 mila dollari l’anno. Nel 2010, per poter studiare i giovani americani hanno fatto debiti complessivamente per 154 miliardi di dollari.

La tesi di Thiel è semplice: la scuola per alcuni giovani è una perdita di tempo, soprattutto quando poi per poter ripagare i debiti dovranno lavorare una vita in posizioni che ne avviliscono la creatività. Conclusione: non solo l’università non li aiuta ad emanciparsi dalla schiavitù economica ma compromette anche l’innovazione e di conseguenza fa male allo sviluppo indistriale del paese.

“Le opportunità si presentano una sola vota, se si chiude quella porta poi non si apre più”, ha affermato Thiel: “In genere le idee che cambiano il mondo devono essere implementate in un momento storico preciso e non sempre i giovani che le promuovono possono aspettare di finire l’università”. Per dimostrare la giustezza della sua tesi,  Thiel ha creato una fondazione, la Thiel Foundation, e ha lanciato un concorso internazionale, il 20 Under 20 1, rivolto a giovani sotto i vent’anni che hanno un’idea per cambiare il mondo e non vogliono aspettare per realizzarla.

Ai vincitori, che devono impegnarsi ad abbandonare l’università per almeno due anni, Thiel offre una borsa da 100 mila dollari e l’assistenza tecnica di imprenditori di successo. I giovani si devono impegnare a cercare di trasformare la loro idea in una startup e possibilimente ad arrivare al primo giro di finanziamenti. Tra i 24 vincitori di quest’anno figurano giovani che hanno intenzione di lanciare lo sfruttamento minerario degli asteroidi, di applicare i metodi delle descolarizzazione all’istruzione universitaria e di creare nuovi organismi biosintetici.

“Quella universitaria è un’esperienza preziosissima”, ha commentato Elon Musk, fondatore della Tesla Motor, produttrice del fuoriserie elettrice omonima: “Ma quando un’imprenditore è pronto a lanciare un’idea deve farlo immediatamente piuttosto che starsene a scuola altri quattro o otto anni solo per soddisfare le aspettative generali”. Ovviamente Musk, tra i fondatori di PayPal e SpaceX, è anche lui un drop out.

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