Messico, parla Luz Sosa, giornalista in prima linea

La violenza dei narcos, la paura della popolazione: oggi il Messico vive sotto le regole della criminalità organizzata

Alessandro Grandi per “Peacereporter

La tremenda violenza in corso da anni nell’area nord del Messico, al confine con gli Stati Uniti, miete tutti i giorni decine di vittime. Una situazione divenuta ormai insostenibile. La popolazione ha paura e abbandona le proprie case e i negozi. La polizia, quando non è collusa con le bande criminali, viene presa di mira e colpita dai killer dei narcos. Un paese il Messico, che oggi non vede un futuro di pace. Ne abbiamo discusso al telefono con Luz Sosa, giornalista in trincea, sempre in prima line nel raccontare le atrocità della criminalità. La sua carriera, ricca di premi, è minata dalle minacce dei cartelli.

“Stiamo vivendo una situazione molto difficile. Le forze che si dovrebbero occupare della sicurezza della popolazione civile sono sempre sotto minaccia dei cartelli della droga. Minacce reali, non scherzi, tutti abbiamo visto come agiscono i killer: sono violentispietati e non si fanno scrupoli ad uccidere” racconta al telefono con PeaceReporter Luz Sosa, mentre ci conferma di essere in strada a ‘coprire’ l’ennesimo omicidio.

“Poi ci sono casi clamorosi, come quello della responsabile del comune di Guadalupe, una piccola località non distante da Ciudad Juarez, che è stata rapita e di lei non si hanno più notizie. Ma non è l’unico caso. Sempre intorno a Ciudad Juarez ci sono molti villaggi che hanno visto il sindaco scappare e abbandonare il proprio ruolo istituzionale per portare in salvo la propria vita. Poi, ma credo che le notizie che escono dal nostro Paese giungano ovunque nel mondo, ci sono molti sindaci che vengono ammazzati, uccisi come cani da commando armati come se stessero combattendo una guerra mondiale. Di conseguenza la popolazione civile che si trova a vivere in determinate aree si ritrova senza la benchè minima garanzia di sicurezza. E così scappa, va via. Trova altre soluzioni, soprattutto le famiglie che hanno bambini piccoli. Come possono farli crescere in una situazione simile?

E non si contano nemmeno più le case abbandonate e le saracinesche abbassate di negozi che non riapriranno mai più. Non si contano poi le intimidazioni agli impresari. Negozi e aziende bruciate come segno di sfida“.
Dunque, con il passare dei mesi la situazione si complica sempre più. “Certo. Se un villaggio non ha polizia, significa che non ha sicurezza. E in questo caso l’unica entità in grado di garantire un minimo di sicurezza è l’esercito. Stiamo assistendo da anni alla militarizzazione del territorio. Una mossa che oggi non sappiamo se pagherà. E nonostante la presenza dell’esercito quest’area continua ad essere molto importante per il traffico di sostanze stupefacenti e persone. Non è difficile però immaginare cosa accada. I narcos si ritrovano a controllare interi villaggi fantasma. Così il loro lavoro diventa facile e senza rischi”.

“Guarda mi dispace molto dire certe cose ma oggi la criminalità organizzata in Messico è riconosciuta come un’autorità de facto. Non saprei infatti dire chi è la vera guida di questo Paese. Purtroppo in questo momento non c’è credibilità verso il governo centrale anzi a tutti gli effetti si sposta verso i criminali. Sono loro che stanno dirigendo il destino di questo Paese. E la grande corruzione che lo attraversa è una delle prime cose che il governo centrale di Città del Messico dovrebbe iniziare a debellare” conclude Luz Sosa.

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