Archive for agosto 2011

100 YEARS / STYLE / EAST LONDON

agosto 31, 2011

Comparons la NGP avec la 3DS à l’aide d’une fille en Bikini…

agosto 31, 2011

qui

Emanuele Cappello, Amanti, 2000

agosto 31, 2011

Gemelli che confondono le idee

agosto 31, 2011

Josef Mengele

Guido Barbujani per “Il Sole 24 Ore

Nel libro di Jorge Camarasa “Mengele. L’angelo della morte in Sudamerica” troviamo criminali nazisti in fuga, inquietanti esperimenti scientifici, sonnolenti villaggi di confine e una generazione di creature concepite in laboratorio per una finalità mostruosa. Un thriller affascinante e piuttosto ben raccontato. Ma sarà poi vero?
A qualcuno torneranno in mente I ragazzi venuti dal Brasile, il romanzo di Ira Levin o il film con Gregory Peck. Josef Mengele, già ufficiale medico ad Auschwitz, crea in Brasile decine di cloni del Führer, e li fa crescere in famiglie identiche a quella di Hitler. Perché i ragazzi restino, come Hitler, orfani a quattordici anni, bisogna però assassinare i padri, e qui non svelerò la sorpresa finale. Il nome del protagonista è reale, ma la storia immaginaria. Siamo nel regno della fiction.
Jorge Camarasa, giornalista e storico argentino, pensa però che questa fiction somigli molto alla realtà, e che Mengele abbia davvero cercato di produrre una razza eletta nel sud del Brasile. E così va a cercarne le prove a Cândido Godói: un villaggio noto per l’alta incidenza di parti gemellari. Ce ne sono così tanti, di gemelli, che ogni due anni si fa una festa: si eleggono reginette di bellezza, si vendono boccette di un’acqua che garantirebbe un’eccezionale fertilità. Secondo il dottor Silva, dell’ospedale locale, il fenomeno «sfugge a qualsiasi spiegazione razionale». Anzi no, una spiegazione ci sarebbe: negli anni Sessanta arriva Josef Mengele e cominciano i parti gemellari. Può essere, ci chiede Camarasa, solo una coincidenza? (more…)

Da Wolfe a Marcus. Ci vuole fegato per scrivere di rock

agosto 31, 2011

Antonio Lodetti per “il Giornale

Non ha letto Sulla strada di Kerouac e non ha mai visto Easy Rider «perché entrambi mi sembravano stupidi ogni volta che qualcuno mi diceva cosa mi stavo perdendo». Dice che nel rock le canzoni «on the road» sono fantasie, per giunta di scarso valore, perchè il senso di libertà in esso contenute non esiste. «Si può andare ovunque solo se si proviene da nessun dove, e nessuno proviene dal nulla». Non è l’ultimo dei reazionari ma Greil Marcus, che pubblica in questi giorni Bob Dylan. Scritti 1960-2010 (Odoya), che sarà presentato a Mantova la prossima settimana, ed è un simbolo di quel giornalismo musicale che ha trasformato la critica rock in un vero movimento culturale. Un movimento nato dal new journalism degli anni ’60 e basato su una scrittura intellettual-freak, edonista, sopra le righe (spesso sotto gli effetti della droga), estrema che si chiamò giornalismo «Gonzo» dal soprannome di Hunter S. Thompson, articolista di Rolling Stone che scrisse Paura e disgusto a Las Vegas, versione psichedelica di Sulla strada. Il sogno di tutti gli intellettuali alternativi degli anni ’40 e ’50 era il romanzo. Più esattamente era un ossessione, come sostiene Tom Wolfe: «Il romanzo non era soltanto una forma letteraria, era un fenomeno psicologico». Poi si invertì la tendenza e scrittori come Truman Capote, Norman Mailer, Terry Southern, Gay Talese presero a mescolare tecniche letterarie e pezzi di cronaca giornalistica su giornali cone Herald Tribune e Esquire e secondo Wolfe «questa scoperta, all’inizio umile, in realtà rispettosa, era il fatto che si potesse scrivere per un giornale come se si stesse scrivendo un romanzo». (more…)

Resistenti, indifferenti e «collabò». L’intellighenzia francese sotto Hitler

agosto 31, 2011

Eugenio Di Rienzo per “il Giornale

La nostra memoria visiva conserva alcune indimenticabili testimonianze della «strana disfatta» della Francia nel secondo conflitto mondiale, culminata con l’ingresso delle truppe naziste a Parigi il 14 giugno 1940. La sfilata trionfale dei reparti della Wehrmacht, lungo gli Champs-Élysées, di fronte alla cittadinanza stordita dall’incredulità e dalla disperazione. La visita-lampo di Adolf Hitler al Sacro Cuore e alla Torre Eiffel, alla luce incerta della livida alba del 23 giugno. Infine, un grande film del 1980 (L’ultimo métro di François Truffaut) che narra le vicissitudini di un regista e impresario ebreo, nascosto nella cantina di un teatro parigino per sfuggire alla cattura e per continuare a dirigere, da quel rifugio, le rappresentazioni delle sue commedie. (more…)

Guatemala, gli americani usarono i neri come cavie

agosto 31, 2011

Anni 40, studi sulla sifilide: 83 morti. Obama si scusa

Maurizio Molinari per “La Stampa

Sono almeno 83 le vittime dei macabri esperimenti condotti da dottori pagati dal governo degli Stati Uniti su migliaia di civili in Guatemala fra il 1946 ed il 1948: ad attestarlo è il rapporto pubblicato dell’apposita commissione di indagine creata dal presidente Usa Barack Obama lo scorso novembre, con un duro atto d’accusa nei confronti del «ricorso ad esseri umani come cavie» nel tentativo di trovare rimedi con la penicellina alle più gravi malattie veneree. (more…)

Il progresso navigava con la noce moscata

agosto 31, 2011

La Via delle Spezie. Dall’antichità a Vasco de Gama fino all’800, tra commercio e innovazioni tecnologiche

Roberto Duiz per “La Stampa

Fin dagli inizi del ’400, dalla Fortaleza de Sagres a Cabo de São Vicente, nel Sud del Portogallo, Enrico il Navigatore scrutava l’oceano e immaginava terre da esplorare oltre l’orizzonte che il suo sguardo non riusciva a superare. Organizzò una scuola di navigazione perché si mettesse a punto, in segreto, un tipo di nave capace di sfondare quel limite. Un vero e proprio laboratorio, in cui chiamò a cooperare geografi, matematici ed esperti di tecnica velica. Fu lì che nacque la caravella, prima nave tecnologicamente capace di dimostrare che il mondo non finiva lì dove cominciava il mare. Le imbarcazioni portoghesi presero ad avventurarsi lungo la costa occidentale africana, spesso tornando cariche di schiavi da scaricare e mettere in vendita nel porto di Lagos. Ma bisognò attendere quasi la fine del secolo perché Vasco de Gama arrivasse fin dove l’Africa finiva e scoprisse che si poteva continuare a navigare virando verso Est, oltre quello che fu chiamato Capo di Buona Speranza: andò così incontro agli aromi delle spezie d’Oriente lungo una via tutta liquida, navigando al largo, in questo modo liberando il lungo percorso da tutti gli ostacoli che dovevano superare le spedizioni via terra. (more…)

La battaglia del cavallo che liberò i malati di mente

agosto 31, 2011

Qui sopra: il corteo di «Marco Cavallo», nel quale si distinguono, da destra, Giuliano Scabia, Dino e Vittorio Basaglia. «Marco Cavallo» venne portato fuori dal manicomio San Giovanni di Trieste, aprendo una breccia nel muro di cinta, il 25 febbraio 1973. A volere l’iniziativa fu il direttore dell’ospedale psichiatrico Franco Basaglia (1924-1980), nella foto a destra

La lotta di Trieste contro i manicomi. Con la legge 180 è stato restituito il pieno diritto di cittadinanza ai degenti

Claudio Magris per “Il Corriere della Sera

Il 12 giugno 1972, il presidente della Provincia di Trieste riceve una lettera firmata «Marco Cavallo», in cui l’animale, che ha sentito l’odore del mattatoio cui è verosimilmente destinato, rivendica il diritto a un meritato pensionamento, dichiarandosi pronto a continuare a svolgere il suo lavoro, documentando la sua capacità di farlo e testimoniando la volontà di molti suoi amici umani, viventi nello stesso Ospedale psichiatrico di Trieste, di provvedere al suo sostentamento vita natural durante e di pagare alla Provincia la medesima cifra che ricaverebbe dalla sua vendita. Il 30 ottobre dello stesso anno la giunta provinciale di Trieste delibera la vendita del cavallo in dotazione dell’Ospedale psichiatrico dal 1959 e addetto al trasporto di biancheria, rifiuti di cucina e altro materiale, decidendo di sostituirlo con un motocarro.

È così che comincia la storia di Marco Cavallo, che non sarà venduto e non morirà, anzi continua a vivere e a galoppare per il mondo, portando in groppa il malato che ha scritto per lui quella lettera e molti altri suoi compagni di sventura. Diventerà il simbolo, ilare e picaresco, di quella liberazione che è stata la cosiddetta riforma Basaglia, la legge 180 che ha trasformato l’istituzione manicomiale e soprattutto la condizione di molti dei suoi degenti e che non sarebbe stata possibile senza l’impegno di tanti che hanno lottato per essa e di quel presidente destinatario della lettera di Marco Cavallo, Michele Zanetti. (more…)

Sole nero sui passi del giusto

agosto 31, 2011

Cristiana Dobner per “L’Osservatore Romano

Lo scrittore e giornalista ebreo Pierre Assouline, di origini marocchine e con studi alla Scuola di lingue orientali di Nanterre, già direttore della rivista letteraria «Lire» nonché autore di numerose biografie accurate e complete di celebri personaggi — quali Simenon, Gallimard, Cartier-Bresson, tanto da autodefinirsi un «serial biografo» — sorprende ora i suoi lettori con una biografia dedicata a Giobbe, il personaggio biblico, «uno dei vertici della poesia di tutti i tempi».

Lo stesso titolo Vies de Job. (Parigi, Gallimard, 2011, pagine 491, euro 21,50) incuriosisce per quel plurale che annuncia qualche cosa d’insolito, infatti se è una biografia critica che presenta molteplici facce e sfaccettature, è pure un romanzo autobiografico: «Non è nulla. Non è un racconto, neppure un discorso. Perdonatemi. Lo ho chiamato romanzo perché me lo si perdoni».

Si tratta proprio del libro di Giobbe che ha ispirato innumerevoli commentari ebraici, cristiani, musulmani, acceso il guizzo ispirativo degli artisti, dei pittori, degli scrittori nel corso dei secoli. (more…)

Daido Moriyama Whore, Yokosuka, 1970

agosto 30, 2011

VON UNWERTH, Ellen – Untitled – Date of printing: 2011

agosto 30, 2011

Jorg Immendorff, Solo, 1988

agosto 30, 2011

Dall’Eni a BP: la guerra non è ancora finita ma il business libico è già ripartito

agosto 30, 2011

Scaroni vola a Bengasi per accordarsi con i nuovo governo transitorio. La BP nel frattempo pianifica nuovi maxi investimenti con Tripoli mentre gli Usa sbloccano il primo fondo speculativo a capitale libico. Le relazioni commerciali e finanziarie costruite in passato tra l’Occidente e Gheddafi sembrano destinate a sopravvivere alla caduta del dittatore

Matteo Cavallito per “Il Fatto

Paolo Scaroni, si sa, è uno che non ama perdere tempo. Specialmente quando in ballo ci sono i destini dell’Eni, il colosso degli idrocarburi di cui è amministratore delegato da sei anni a questa parte. E così, in ossequio alla tempestività, il numero uno del cane a sei zampe non si è fatto attendere volando in quel di Bengasi, Libia, per siglare il primo accordo di massima con il consiglio transitorio del Paese. Un vero e proprio “veni, vidi, vici” per la corporation della Penisola che nello spazio di poche ore ha ottenuto quello che voleva: sì allo scambio benzina per petrolio, sì alla valutazione tecnica degli impianti e sì, in prospettiva futura, alla riattivazione del gasdottoGreenstream, responsabile della fornitura di gas dalla Libia alla Sicilia. Una giornata di festa, insomma, che in borsa si è tradotta in un guadagno di 2,5 punti percentuali per il titolo Eni. (more…)

Vettor Pisani, vita e morte di un artista drammatico

agosto 30, 2011

Roberto Gramiccia per “Liberazione

E’ passato qualche giorno dalla scomparsa di Vettor Pisani, un artista importante che ha lasciato una traccia profonda nella storia dell’arte degli ultimi quaranta anni almeno. Le circostanze della sua morte sono state drammatich. E’ stato ritrovato, infatti, appeso a delle corde usate per costruire le sue installazioni (non lacci di scarpa come quasi tutti hanno sostenuto), chiuso nel bagno dell’appartamento della sua casa romana di Testaccio. Il tempo passato non allenta lo sgomento e il dispiacere per una così grave perdita per la cultura italiana. Consente tuttavia – crediamo – di considerare a mente più fredda un fatto tragico che, nell’imminenza dell’evento, è stato molto commentato dalla stampa e non sempre in modo esemplare.
Vogliamo attribuire all’emozione del momento certe forzature interpretative e certi rigurgiti retorici che hanno caratterizzato i molti pronunciamenti di addetti ai lavori che non hanno resistito alla tentazione di cavalcare l’emozione di un evento così tragico, consumatosi nel più brutale e spiccio dei modi (modo che denota una lucidità e una forza poco comuni). E così le interpretazioni sull’ “ultima performance”, sul gesto estremo estetizzante e pagano, sull’ultima testimonianza di una concezione del mondo solipsistica e dandy o peggio esotericamente mortifera sono affiorate inopportunamente fra commenti più misurati e sobri. (more…)

Intervista ad Andrea Tarabbia

agosto 30, 2011

Stafania Vitulli per “il Giornale

Mille persone in ostaggio per tre giorni di sequestro in una scuola, 334 morti di cui oltre la metà bambini, colpevole un commando di 32 terroristi separatisti ceceni di cui uno, uno solo si salva. Questa la cronaca della strage di Beslan che sconvolse il mondo nel 2004 e anche il contesto di storia recente in cui si svolge il racconto del terrorista «sopravvissuto», Marat Bazarev, nel romanzo appena pubblicato di Andrea Tarabbia, Il demone a Beslan (Mondadori, pp. 360, euro 18,50). Patron del giovane autore un palato difficile come Antonio Moresco, che per primo ne ha riconosciuto «la lontananza dai modelli letterari che vanno per la maggiore (l’immediata riconoscibilità, il carattere informativo, la duplicazione, il “realismo”, ecc.)»; primo capitolo pubblicato a giugno su Nuovi Argomenti: le premesse sembrano inappuntabili per il secondo romanzo di Tarabbia, classe 1978, russista di studi e professione, esordio nel 2010 con La calligrafia come arte della guerra (Transeuropa). (more…)

L’ultima poesia di Javier per il figlio ucciso dai narcos

agosto 30, 2011

Il dolore e ha posato la penna: si è messo in marcia, non si è più fermato

Ettore Mo per “Il Corriere della Sera”, video

CITTÀ DEL MESSICO – «Mio figlio era un niño ingenuo e con un’anima nobile». Lo chiama ancora così, niño , bambino, anche se quando lo ammazzarono, Juan Francisco aveva già compiuto 24 anni. E ricorda pure che era «chiquito», piccolo piccolo, quando sognava un ingaggio nella Cruz Azul (squadra campione di Serie A in Messico), ma non ce la fece perché le sue ginocchia erano assai più deboli e vacillanti del suo spirito. Così si esprime il poeta messicano Javier Sicilia, 56 anni, onorato due anni fa nel suo Paese con il massimo premio letterario.
La notizia della morte di Juan Francisco gli giunse per telefono di prima mattina, mentre si trovava nelle Filippine per una conferenza. «Come sempre – lamenta ora – le brutte notizie arrivano all’alba». È un uomo di statura leggermente inferiore alla media, gracile, gli occhiali, pochi e già un po’ grigi i capelli. Quel mattino, subito dopo la telefonata, giurò a se stesso di non scrivere più poesie. L’ultima, dedicata al figlio, comincia col verso «Il mondo non è degno di parole» e termina col saluto estremo a Juanelo (così lo chiamava con tenerezza paterna) attraverso «il tuo e il mio silenzio». Il massacro ebbe luogo lo scorso 27 marzo, quando otto energumeni dello scellerato gruppo di narcotrafficanti soavemente etichettato «Pacifico Sur» irruppero in un bar di Cuernavaca e, dopo averli imbavagliati e insaccati come merce da scarto coi nastri adesivi, portarono via una mezza dozzina di giovani, tra cui Juan Francisco, che furono poi trovati cadaveri la mattina seguente in un campo fuori città. Il dramma ha aperto molte ferite nel cuore di Javier Sicilia, che sanguina ancora: «In realtà – ammette ora – ne rimasi sconvolto e la mia creatività poetica ne fu come asfissiata. Poi gradualmente mi sono ripreso e ho pensato che sarebbe stato più utile svolgere un’attività che richiamasse l’attenzione della gente sui problemi concreti: come il livello d’impunità, spaventoso, la corruzione dilagante nell’amministrazione e nella polizia, l’incontenibilità del narcotraffico che in quattro anni ha fatto più di 40 mila morti, per lo più civili innocenti». (more…)

Otto Dix Nine Woodcuts (Neun Holzschnitte) (1922, prints executed: 1919-1920)

agosto 29, 2011

“Nu de la mer”, Camargue, 1962 © LUCIEN CLERGUE

agosto 29, 2011

Marlene Dumas, Feathered Stola, 2000

agosto 29, 2011

Il mito delle Gibson fuorilegge: «Usano alberi in via d’estinzione»

agosto 29, 2011

da “l’Unità

La Gibson, leggendario marchio di costruttori di chitarre, è finita nel mirino di un’indagine federale negli Stati Uniti con l’accusa di avere depredato foreste di ebano per costruire i celebri strumenti usati da Jimmy Page e Chuck Berry. Agenti federali hanno perquisito le sedi Gibson a Nashville e a Memphis la settimana scorsa sequestrando legnami, dischi rigidi dei computer e decine di chitarre.

GALLERY: Da Lennon a Bob Marley
un mito che ha fatto la storia della musica

Secondo le autorità – scrive il quotidiano britannico The Times – la Gibson potrebbe essere sanzionata per avere importato illegalmente ebano dall’India (1.250 pezzi arrivati in aereo a Dallas il 22 giugno scorso), violando le leggi che vietano l’uso di piante o alberi minacciati di estinzione. L’azienda di Nashville, che ha prodotto la Sg usata da Angus Young degli AC/DC e la J160E elettrica suonata da John Lennon, ha negato ogni accusa.

L’ad Henry Juszkiewicz ha spiegato che la Gibson è stata controllata in modo ingiusto, sottolineando che la questione riguarda il modo in cui è stato preparato il legno: «Lotteremo ferocemente per provare la nostra innocenza», ha affermato. Non è la prima volta che la Gibson deve rispondere di simili accuse: già nel 2009 gli agenti federali avevano sequestrato un carico di ebano proveniente dal Madagascar.

Capitali in fuga ed evasione. Le banche greche sono un colabrodo

agosto 29, 2011

Negli ultimi 20 mesi, ha rivelato il Wall Street Journal, la combinazione recessione/timori di default ha indotto un crescente numero di greci a ritirare i propri depositi. Molti imprenditori investono nella vicina e accogliente Bulgaria. Altri mettono i propri risparmi al sicuro nelle banche estere

Matteo Cavallito per “Il Fatto

Non c’è pace per la Grecia, nemmeno dopo l’accordo di salvataggio del luglio scorso che ha sancito il default selettivo dei titoli di Stato ma anche l’impegno europeo a non abbandonare la più disastrata economia del Vecchio Continente. Chiamata a fare i conti con una persistente recessione ulteriormente aggravata dai tagli alla spesa imposti da Bruxelles, la nazione ellenica si trova ora ad affrontare un nuovo, gravissimo, problema: la fuga dei capitali dal settore bancario. (more…)

Chiesa di fede e di governo

agosto 29, 2011

Gianfranco Ravasi

Gianfranco Ravasi per “Il Sole 24 Ore

Chiesa e Stato (o società): quante analisi e discussioni si sono avviluppate e ingarbugliate attorno a questo binomio. E i colori dei discorsi il più delle volte si sono fatti accesi e le tonalità squillanti. Tanto per esemplificare gli estremi cromatici: «La Chiesa è lo spietato cuore dello Stato», scriveva Pasolini in un poemetto della Religione del mio tempo (1961), mentre Martin Luther King, nella Forza di amare (1968), ribatteva: «La Chiesa non è la padrona o la serva dello Stato, bensì la sua coscienza». C’è, poi, un altro equivoco da schiodare nell’opinione comune, ossia l’equazione d’identità Chiesa-Clero, con esiti spesso fieramente polemici, come già accadeva a Machiavelli che, intingendo la penna nel curaro, scriveva queste righe nei suoi Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio: «Abbiamo con la Chiesa e con i preti noi Italiani questo primo obbligo: di essere diventati senza religione e cattivi»! (more…)

Dalla biologia sintetica i veri amici dell’uomo?

agosto 29, 2011

Luigi Dell’Aglio per “Avvenire

Batteri riprogrammati che aiutano l’uomo a sconfiggere le malattie, la fame, l’inquinamento e la cronica crisi energetica. Microrganismi dotati di funzioni nuove, come purificare l’aria e l’acqua, produrre con le alghe carburanti “puliti”, fornire farmaci “cellulari” che vanno a snidare i tumori cellula per cellula. Con l’aiuto della biologia sintetica, presto dovrebbe essere possibile captare anidride carbonica, trasformare l’industria in fabbriche “verdi” che non solo non avvelenano l’ambiente, ma consumano basse quantità di energia, offrire un’alternativa agli Ogm attuali, che possono provocare contaminazioni genetiche; trattare batteri di cui il mare è ricco e che sintetizzati possano nutrire le aree del globo sottoalimentate. Il progetto è imponente e si è impegnata a realizzarlo una disciplina che fa lavorare insieme biologi, ingegneri e informatici e chiama a raccolta decine di metodologie diverse.  (more…)

Questo non è un quadro

agosto 29, 2011

«Found» (©Alexa Meade, courtesy of the artist)

«Double take» (©Alexa Meade, courtesy of the artist)

Meade accanto a «Synthesized» (©Alexa Meade, courtesy of the artist)

«Self destruct» (©Alexa Meade, courtesy of the artist)

da “ilpost”. Altre opere qui

Invece di rappresentare i suoi soggetti su tela, Alexa Meade, 24 anni, crea i suoi ritratti direttamente “addosso” ai soggetti che vuole riprodurre. Quando vengono fotografati, i modelli dipinti da Meade sembrano quadri bidimensionali.

Per il progetto a cui sto lavorando, costruisco e poi fotografo installazioni effimere costituite dall’assemblaggio di oggetti di recupero sistemati attorno a un modello, che copro di strati di pittura acrilica. Dipingo la superficie dei corpi umani, degli oggetti materiali e delle architetture che circondano l’installazione, al fine di far “collassare” il soggetto, gli oggetti di contorno e lo sfondo su uno stesso piano continuo. Presento i miei ritratti effimeri, sia dal vivo, sia in foto.

Meade lavora prevalentemente a Washington DC, dove è nata, ed è rappresentata dalla galleria Irvine Contemporary di Washigton DC.

Il sesso ci lega: come fili

agosto 29, 2011

Sabina Minardi per “l’Espresso

Ci sono otto modi di fare l’amore. E ognuno ha otto varianti, diceva il guru indiano Vatsyayana. Il risultato è nelle sessantaquattro vie del piacere elencate dal Kamasutra, a imitazione di animali e piante.

E’ partito da quel testo sacro agli indù il cubano Erik Ravelo, di Fabrica, per lanciare il progetto “Lana Sutra”, una serie di installazioni ispirate alla passione. E al filo che lega l’intera umanità. Perché se “kama” vuol dire benessere, “sutra” è il filo che unisce: emozione che lega gli individui, corrente che circola tra i corpi.

A inaugurare la serie, l’artista ha scelto una variante classica delle posizioni dell’amore, “l’unione della tigre”: un’opera già esposta al Padiglione Italia della 54 Biennale di Venezia. Dal 6 settembre, Benetton mette in mostra l’intero ciclo di quindici lavori nei concept store di Istanbul, Milano e Monaco e sul suo sito Internet. Poi i corpi che desiderano, impigliati e confusi tra fili colorati che si aggrovigliano a terra, simbolici emblemi di amore naturale, faranno il giro dei negozi del brand nel mondo. Ricongiungendo maglieria e arte, tradizione e futuro. Con ironia.

Lee ‘Scratch’ Perry – Disco Devil

agosto 28, 2011

© Christian Rausch

agosto 28, 2011

Manuel Alvarez Bravo, The Crouched Ones, 1934

agosto 28, 2011

Clorinda, morte a credito

agosto 28, 2011

Adriano Prosperi per “Il Sole 24 Ore

I lettori ricorderanno la scena della morte di Clorinda nella Gerusalemme Liberata: la guerriera musulmana che nasconde il suo sesso sotto l’armatura da cavaliere si è scontrata in duello col cavaliere cristiano Tancredi, è stata sconfitta e ferita a morte. In punto di morte avviene il disvelamento o meglio la metamorfosi: dall’armatura del valoroso guerriero esce una dolcissima figura di donna, al posto del maomettano “infedele” ci troviamo davanti a una cristiana, l’amore subentra all’odio, la pace alla guerra. E la metamorfosi raggiunge il culmine con la conversione religiosa e con la morte: l’acqua del battesimo trasforma il feroce nemico nella neofita destinata alla vita del Paradiso. Le ultime parole di Clorinda sono di perdono, un perdono donato a chi la uccide e a lui richiesto: «Amico, hai vinto. Io ti perdon…Perdona / Tu ancora, al corpo no, che nulla pave. / A l’alma sì: deh! Per lei prega, e dona / Battesmo a me, ch’ogni mia colpa lave» . (more…)

Disincentivano la disciplina di bilancio dei singoli Paesi

agosto 28, 2011

Hans-Werner Sinn

Hans-Werner Sinn per “Il Sole 24 Ore”

Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha resistito alle pressioni provenienti dal Sud Europa e ha detto no agli eurobond. Per i mercati si tratta di una delusione, ma per la ripartenza di questi Paesi non si può far altro che insistere pazientemente su una maggiore disciplina sul debito pubblico e porre fine ai permissivi vincoli di bilancio.

Gli investitori provenienti dagli Stati europei in difficoltà stanno già ottenendo molto dalla situazione attuale. La decisione presa dai leader dell’Eurozona il 21 luglio per consentire al fondo salva-Stati European financial stability facility (Efsf) di procedere con il buy back (riacquisto) dei vecchi debiti – malgrado le insufficienti risorse del fondo – rappresenta già una sorta di eurobond. La Bce continuerà altresì serenamente con la politica di salvataggio, e quindi fornirà prestiti agli Stati membri dell’Eurozona in difficoltà e acquisterà i rispettivi titoli di Stato. (more…)

L’inventore dello snob

agosto 28, 2011

Marco Testi per “L’Osservatore Romano

Nel luglio di duecento anni fa nasceva a Calcutta, dove il padre lavorava per la Compagnia delle Indie 0rientali, William Makepeace Thackeray, autore noto al pubblico soprattutto per un film di Stanley Kubrick ispirato al suo romanzo Barry Lyndon.

Thackeray però non è stato il proverbiale «autore di un solo romanzo», ma molto di più. Il destino di origini «orientali», comune a molti scrittori, come Kipling e Orwell, dovuto all’espansione coloniale inglese, non influì molto sulla sua narrativa, in quanto Thackeray si interessò soprattutto dei costumi della madrepatria, analizzandoli sia in prospettiva storica, con romanzi come La storia di Henry Esmond, sia attraverso il corrosivo umorismo della Fiera delle vanità (si dovrebbe tradurre in realtà «fiera di vanità» o «della vanità» l’originale Vanity fair, apparso a puntate in rivista dal 1847 al 1848, con illustrazioni dell’autore stesso). (more…)

E Milano diventa la capitale dei filosofi

agosto 28, 2011

Andrea Lavazza per “Avvenire

Milano capitale del pensiero. Dall’1 al 6 settembre si tiene all’ombra del Duomo il VII Congresso della Società europea di filosofia analitica (Esap, www.esap.info/ecap7). Evento al quale partecipano studiosi anche di altri continenti e ospiti illustri, come Dan Sperber, Tim Crane e Kevin Mulligan. Ne parliamo con Michele Di Francesco, presidente dell’Esap e preside della facoltà di Filosofia dell’università Vita-Salute San Raffaele.
Che importanza ha il Congresso dell’Esap e quale significato riveste per l’Italia, e Milano in particolare, ospitarlo?
«Il congresso, per numero di relatori (intorno ai 350) e vastità delle tematiche trattate, è uno dei principali eventi filosofici dell’anno a livello mondiale – e uno di maggiori mai organizzati nel nostro Paese. Per la filosofia italiana è il segnale del suo pieno inserimento nella realtà filosofica europea, ottenuto attraverso un test severo e affidabile: i contributi al convegno sono stati selezionati da un comitato internazionale composto da più di 70 membri, e gli italiani hanno ottenuto percentuali di accettazione paragonabili a quello dei paesi tradizionalmente più avanzati nell’ambito della filosofia analitica. Per quanto riguarda Milano, la cooperazione tra Università Vita-Salute San Raffaele e Università degli Studi di Milano (co-organizzatrici del convegno), alle quali si sono presto aggiunte l’Università Cattolica, lo Iulm e la Fondazione Bassetti, rappresenta sia un risultato importante sia un prezioso punto di partenza». (more…)

Un guide illustré pour comprendre l’ESRB (système de classement des âges pour les jeux)

agosto 26, 2011

qui

DAMON ALBARN Hallo (Krush Bros’ Edit)

agosto 26, 2011

Jacques de la Villeglé, 122 rue du temple, 1968

agosto 26, 2011

© André Frère

agosto 26, 2011

Il suicidio di Nerone, la buca di Saddam

agosto 26, 2011

Il Tiranno, da seduttore a idolo infranto Il destino dei despoti è la polvere. Unica «scandalosa» eccezione: Stalin
Fu al calar del sole che Acab re d’Israele, che aveva pur fondato tante città e costruito un palazzo d’avorio, morì per un colpo di freccia mentre combatteva sul suo carro da guerra. Una bella morte, in fondo: ma il grande e terribile profeta Elia gliel’aveva predetta, come si legge nella Bibbia, nel I libro dei Re. Correva l’anno 852 a. C.; e il glorioso re Acab aveva meritato che il Signore lo abbandonasse, poiché aveva restaurato in Israele e in Samaria il culto degli idoli e aveva commesso ogni sorta di prevaricazioni

Franco Cardini per “Il Corriere della Sera”

Eppure, non pare fosse quella la sua natura. Ma era stato travolto dalla passione per una bella e malvagia dame sans merci, la sua sposa Gezabele: avida, corrotta, idolatra, assassina di profeti. Per lei aveva malgovernato, rubato e ucciso.
Acab è rimasto nei secoli l’archetipo del rex iniustus, che sovente è buono e giusto agli inizi ma che finisce con l’abusare del suo potere e della fortuna, magari dello stesso favore divino. Non è solo malvagio: la sua malvagità è frutto della corruzione di qualcosa di originariamente buono, corruptio optimi pessima. La Bibbia ce ne fornisce altri esempi, da Nabucodonosor e da Baldassarre sovrani di Babilonia all’orgoglioso faraone avverso a Mosè fino allo stesso Saul roso dalla vanagloria e dall’invidia; e a Erode, odiatore del Messia e infanticida, che muore divorato dai vermi nati dal suo stesso corpo infermo. Per qualificare il sovrano o il capo di Stato ingiusto e prevaricatore, la cultura occidentale ha sottoposto a una vorticosa avventura semantica un termine greco,tyrannos, che nella lingua degli elleni non ha affatto un valore di per sé moralmente peggiorativo, ma che suona esclusivamente come una denunzia giuridica. È tyrannoschi s’impadronisce del potere e lo esercita senza possederne i necessari requisiti ereditari o istituzionali; poi, può essere in realtà anche il migliore e più giusto. Ma il governo in Atene dei cosiddetti «trenta tiranni», fra il 404 e il 403 a. C., impresse al termine il valore negativo, legato al malgoverno e all’ingiustizia, che ancor oggi esso conserva. Furono soprattutto alcuni personaggi della Magna Grecia, come Gelone e Dionisio di Siracusa, a divenir modelli di tirannia; ma i greci, seguiti in ciò dai romani, preferivano indicare come esempi ovvi e inevitabili di tirannide i re o i capi barbari (dai re persiani a Pirro d’Epiro ad Annibale). Attenzione, però: se la tirannide era condizione «naturale» dei barbari, in quanto inferiori e corrotti, essa era eccezione orribile e vergognosa in Atene o in Roma, patrie di libertà e di giustizia garantite dagli dei. Difatti, in ultima analisi, la vera natura del tiranno non è neppure la crudeltà, neppure la violenza: bensì l’hybris, l’empietà. Ciò soprattutto condanna lo spartano Pausania o il tebano Creonte al pari dei romani Tullio Ostilio o Tarquinio il Superbo; ciò condanna gli imperatori come Caligola, Nerone o Domiziano che, secondo l’aristocrazia senatoriale custode delle tradizioni, hanno prevaricato nell’abuso e nell’arbitrio. (more…)

Duecento anni per riscrivere la Bibbia

agosto 26, 2011

Francesco Battistini per “Il Corriere della Sera”

GERUSALEMME — E Mosè disse: l’Altissimo disperse il genere umano «secondo il numero dei figli di Dio». Disse proprio così, nel Deuteronomio. Il numero dei figli di Dio. Ovvero tante divinità, non una sola. Un elemento di politeismo. Questo sembrano raccontarci oggi i Rotoli del Mar Morto, i più antichi manoscritti della Bibbia. Ma questo non ci tramandarono i masoreti, gli scribi che verso la fine del primo Millennio rilessero, ridiscussero, corressero il Vecchio Testamento. Si capisce: il politeismo era un concetto incompatibile, inaccettabile, insostenibile nel canto di Mosè. E allora, zac: invece d’interpretare, di dare una lettura teologica a quel passaggio, meglio tagliare, sbianchettare con un po’ di monoteismo. E ricopiare in un altro modo: «Secondo il numero dei figli d’Israele», settanta come le nazioni del mondo, diventò la versione giunta fino a noi. Un ritocchino: «Come ne sono stati fatti parecchi — dice il biblista Rafael Zer della Hebrew University di Gerusalemme —. Per i credenti, la fonte della Bibbia è la profezia. E la sua sacralità rimane intatta. Ma noi studiosi non possiamo ignorare una cosa: che quelle parole sono state affidate agli esseri umani, sia pure su iniziativa e con l’accordo di Dio. E di passaggio in passaggio, gli errori ci sono stati e si sono moltiplicati…». (more…)

Lo yuan debole non serve più

agosto 26, 2011

Martin Feldstein, da “Il Sole 24 Ore

Forse nei prossimi mesi il Governo cinese lascerà che lo yuan si rivaluti rispetto al dollaro più di quanto non abbia fatto l’anno scorso. Durante la crisi Pechino aveva congelato il tasso di cambio; dall’estate 2010 ha lasciato che la moneta si rivalutasse. Negli ultimi 12 mesi, lo yuan si è rafforzato del 6% rispetto al dollaro.

Una rivalutazione più rapida limiterebbe l’export e incrementerebbe l’import del Paese asiatico. E consentirebbe ad altri Stati dell’area di lasciar rivalutare le loro monete o potenziare le esportazioni a spese di Pechino. La cosa potrà far piacere ai vicini, ma non ai produttori cinesi. E allora perché le autorità di Pechino stanno consentendo questa rapida rivalutazione dello yuan? Le ragioni fondamentali di questa scelta sono due: ridurre il livello di rischio del portafoglio titoli e contenere l’inflazione. Partiamo dai timori delle autorità rispetto ai rischi legati alle riserve di titoli esteri detenuti da Pechino, 3mila miliardi in obbligazioni in dollari e altri titoli esteri, che espongono la Cina a due pericoli.
Il Governo di Pechino è spaventato dall’incremento dell’inflazione negli Stati Uniti e in Europa e da una rapida svalutazione del dollaro rispetto all’euro e alle altre valute. (more…)

Cipro, scoppia la guerra del petrolio tra la parte greca e quella turca

agosto 26, 2011

Le due anime dell’isola si contendono le trivellazioni al largo delle coste. La disputa rischia di far naufragare i negoziati per riunificare il Paese, diviso dal 1974

Alessio Pisanò per “Il Fatto

Una vera guerra per il petrolio. E’ quella che rischia di scoppiare tra ciprioti greci e ciprioti turchi. Le due comunità, formalmente divise in due stati diversi, si contendono il primato delle trivellazioni al largo della costa est dell’isola, in pieno Mediterraneo. L’annuncio delle autorità della Repubblica di Cipro, con popolazione di origine greca e membro dell’Ue, dell’inizio di alcune esplorazioni ha scatenato un terremoto tra le due anime del Paese. Con Cipro Nord, la parte turca, pronta ad erigere le barricate. (more…)

Andrea Camilleri, Pirandello contro il Gattopardo

agosto 26, 2011

Luigi Pirandello (Agrigento 1867 - Roma 1936; Nobel per la Letteratura nel 1934) in un disegno di Paolo Galetto

Nel romanzo I vecchi e i giovani un personaggio ricorda il principe di Salina. Ma lo scrittore, a differenza di Tomasi, non ne condivide lo scetticismo verso la nuova Italia unita

Il brano che pubblichiamo in questa pagina è tratto dall’introduzione scritta da Andrea Camilleri per una nuova edizione di I vecchi e i giovani , il romanzo meno conosciuto del suo concittadino Luigi Pirandello, che esce oggi per Rizzoli (pp. 454, 8,90). Il libro, a cui il drammaturgo lavorò dopo lo scandalo della Banca Romana e la repressione nel sangue dei Fasci siciliani, racconta la fine delle speranze risorgimentali, con una implacabile denuncia della corruzione e del trasformismo della classe politica italiana. È un doloroso omaggio alla «sicilianitudine», ma soprattutto un congedo dall’epopea del Risorgimento e dai sogni coltivati dall’autore nella sua giovinezza. Un romanzo vasto (l’opera più lunga e complessa di Pirandello) che intreccia una molteplicità di personaggi e di situazioni. Tra i personaggi principali spicca don Ippolito Laurentano, un principe rimasto fedele al Regno delle Due Sicilie anche dopo l’Unità, che vive ritirato nel suo feudo di Colimbètra, circondato da un piccolo esercito privato che indossa la divisa borbonica.

Andrea Camilleri, da “La Stampa

Il giovanissimo Pirandello, prima di partire per Bonn e lì laurearsi, aveva manifestato forti simpatie verso il radicalismo, verso un socialismo più letterario che politico, ferma restando comunque la sua inattaccabile fede patriottica. Rientrato in Italia, ed essendo nel frattempo diventato legale il partito socialista, fino a quel momento fuori legge, Pirandello aveva ripreso i contatti coi suoi amici di tendenza radicale, ora diventati in gran parte socialisti a pieno titolo. (more…)

Quell’infausto bla bla degli intellettuali

agosto 26, 2011

Provocatori, irriverenti, ma anche meschini. E sempre alla ricerca di potenti da osannare

Alberto Arbasino per “Il Corriere della Sera

«Intellettuale» sembra ahimè diventato un termine soprattutto peggiorativo, giacché purtroppo va denotando puzza sotto il naso, spocchia moralistica, inane bla-bla. Ma ancora più infausto appariva certamente quel «ruolo» negli anni non remoti della vera fame italiana, quando dalle «posizioni» di giornalisti e scrittori non dipendevano i viaggi e lussi della media borghese, bensì il mangiare quotidiano e le scarpe per i piccini.

Sono così piuttosto numerose le ricerche recenti sugli intellettuali voltagabbana e pulcinella variamente burattini e conformisti più o meno «redenti», con opportune reverenze al Duce o al Migliore. E convenienti sensi di colpa fra ex-Littoriali, adeguate espiazioni con pertinenti militanze, tradizionali trasformismi italici, tessere sempre più convenzionate, meschinità o protervie o taciti brindisi di Girella circa i comuni e rinnegati trascorsi giovanili. (more…)

La vera storia di Ray Bradbury, secchione rivoluzionario

agosto 26, 2011

Stefania Vitulli per “il Giornale

«Buttati dalla scogliera e fatti le ali mentre cadi». Ancor oggi, a 91 anni suonati da qualche giorno, è questo il motto di Ray Bradbury, uno dei giganti della letteratura del ’900, troppo spesso ricordato solo come scrittore di genere. Il genere sarebbe la fantascienza, che proprio il romanzo più famoso di Bradbury, Fahrenheit 451, ha contribuito a portare fuori dal «ghetto». È questa la tesi dell’ultima biografia dedicata allo scrittore di Waukegan, Illinois, proprio dall’Università del suo stato: Becoming Ray Bradbury (University of Illinois Press, pagg. 360, dollari 34,95), uscita da pochi giorni negli Stati Uniti.
Senza quella storia – cerca di dimostrare nel libro il professor Jonathan Eller, uno dei più accreditati biografi di Bradbury – di libri bruciati e poi salvati a memoria da un’umanità che nella letteratura trova la sua salvezza estetica e morale, senza quella vicenda che nel tempo è diventata film (il più famoso quello diretto da François Truffaut nel 1966, il più atteso quello previsto per il 2012 con la regia di Frank Darabont, per il quale si era parlato di Tom Hanks nel ruolo del protagonista), pièce teatrali, infinita citazione, la fantascienza non avrebbe mai fatto la fortuna di sceneggiatori, autori, produttori cinematografici e tv dando il cambio al western e al noir come blockbuster di Hollywood dagli anni ’50 in poi. (more…)