Archive for agosto 2011

Clock DJ – Mixer avec des horloges ou jouer avec le temps ?

agosto 26, 2011

Clock DJ from David Salaices on Vimeo.

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Claudia Schiffer, regina di Vogue

agosto 25, 2011

qui altre foto

Carolee Schneemann, Fuses, 1964-1966

agosto 25, 2011

Quando la Biblioteca Vaticana imparò a parlare americano

agosto 25, 2011

Paolo Vian per “L’Osservatore Romano

Il curriculum di Nicoletta Mattioli è in bilico fra due mondi. Nata e cresciuta in Italia, formatasi alla biblioteconomia nella Scuola Vaticana fondata da Pio XI nel 1934, ha sposato un ungherese, László Béla Háry, e nel 1952 si è trasferita negli Stati Uniti, ove è divenuta un’apprezzata e stimata bibliotecaria prima nell’Università Notre Dame, nell’Indiana, poi in quella di Dayton, Ohio, uno dei migliori atenei cattolici del Paese. A questa bibliotecaria italo-americana, che unisce la dolcezza affettuosa delle donne italiane all’intraprendenza coraggiosa di quante hanno colonizzato il nuovo mondo, dobbiamo la più accurata, importante, dettagliata ricostruzione di una delle pagine decisive della storia moderna della Biblioteca Vaticana: quella collaborazione fra la secolare biblioteca dei papi e la giovane biblioteconomia americana che segnò la seconda fase della modernizzazione inaugurata da Leone XIII con l’apertura agli studiosi dell’Archivio Segreto e della Biblioteca Apostolica negli anni Ottanta dell’Ottocento. Il volume non è recentissimo ma se su queste pagine si torna a parlarne (cfr. già l’accenno di Luigina Orlandi in «L’Osservatore Romano» del 18 novembre 2009, p. 4) è perché pochi volumi hanno il rilievo di questo, come rivelazione di una straordinaria avventura intellettuale e umana che va ben al di là delle vicende di una biblioteca (Nicoletta Mattioli Háry, The Vatican Library and the Carnegie Endowment for International Peace. The History, Impact, and Influence of their Collaboration 1927-1947, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 2009 Studi e testi, 455, pp. XX-749). (more…)

La lezione antica dell’oro: non esistono «porti sicuri»

agosto 25, 2011

Maximilian Cellino per “Il Sole 24 Ore

Il segnale inviato ieri dall’improvviso tracollo dell’oro è di quelli che il risparmiatore farà bene a custodire a lungo nella memoria: nei mercati non esistono ormai più «porti sicuri» presso cui rifugiarsi durante le tempeste finanziarie e con questo nuovo scenario si dovrà necessariamente imparare a convivere.
Gli scettici non mancheranno di far notare che ai 1.770 dollari l’oncia di ieri a Londra il prezzo del lingotto è in fin dei conti tornato soltanto sui livelli di Ferragosto, cioè oltre il doppio rispetto a quanto quotava 3 anni fa. E ci sarà anche chi proverà a spiegare con motivazioni tecniche un movimento così inatteso.
La sostanza, però, non cambia poi tanto: chi con scarso tempismo avesse cercato di ripararsi negli ultimi giorni sotto la protezione del metallo giallo, accodandosi al carro dei vincitori, oggi sarebbe inevitabilmente costretto a leccarsi le ferite. E il discorso, a pensarci bene, può essere replicato per gli altri presunti beni rifugio, spinti a quotazioni da record e probabilmente fuori da ogni logica economica e finanziaria dalla fuga disordinata degli investitori dalle attività a rischio. Ieri infatti hanno perso terreno – chi più, chi meno – i titoli di Stato tedeschi e quelli statunitensi, il franco svizzero e lo yen: tutti luoghi di rifugio divenuti evidentemente poco affidabili. (more…)

LE MEMORIE DI DICK CHENEY, IL POLITICO PIÙ POTENTE E CONTROVERSO DEGLI STATI UNITI

agosto 25, 2011

DAGOREPORT

Dick Cheney non ha rimpianti circa il suo ruolo controverso come uno dei vice-presidenti americani più influenti o i suoi 40 anni di carriera. “Questo non è un giro di scuse. È il libro di un conservatore orgoglioso. Lui non sta cercando di baciare e fare la pace con il New York Times o con alcuni dei suoi ex colleghi dell’amministrazione Bush”, dichiara una fonte vicina a Cheney.

Il Drudge Report svela in anteprima alcune delle rivelazioni dal libro più atteso di questo autunno.

In un capitolo intitolato, “Setback” (battuta d’arresto), Cheney è schietto sugli errori dell’amministrazione Bush in politica estera, soprattutto nel secondo mandato. Critica “le concessioni” alla Corea del Nord, nella speranza ingenua che i despoti possano rispondere con gentilezze e dice il presidente è stato mal servito dal suo Dipartimento di Stato, anche attraverso consigli “del tutto fuorvianti”. (more…)

Videomusic, 1984. Come i giovani arrivarono in tv

agosto 25, 2011

Alberto Alfredo Tristano per “Il Riformista

In fondo era destino. Se al Ciocco, piena e selvaggia Garfagnana, Giovanni Pascoli venne a comporre e intonare i suoi Canti di Castelvecchio tra cavalline storne e gelsomini notturni, ottant’anni dopo ancora e sempre canzoni il Ciocco emanava. Ma stavolta risuonavano basso-chitarra-e-batteria. Stavolta, era rock ’n’ roll.
«All night long! – all night – All night long! – all night» cantava Lionel Richie. Era il primo video trasmesso da quello strano animale battezzato Videomusic, comparso sugli schermi nella notte tra l’1 e il 2 dell’aprile 1984: la prima televisione musicale europea, risposta made in Lucchesia all’americana Mtv, di cui in questo agosto 2011 si celebrano i trent’anni dalla nascita. Videomusic, una lunga canzone che durò per un decennio o poco più, sacrificato sull’altare del business e dei castelli di sabbia tele-terzopolisti.
Videomusic è un ricordo, piuttosto lontano, ma ugualmente forte. Sarà l’effetto nostalgia, ma dopotutto è una specie di Oscar alla carriera, o forse alla memoria, il culto che circonda la vecchia tv con la V blu e la M verde: su internet sopravvive a opera dei fan il tesoretto di vecchie clip, programmi, registrazioni delle dirette dei concerti, riprese che fecero scuola in Italia, i primi veejay che rispondevano al nome di Red Ronnie, Marco Baldini, Paola Maugeri. Una collezione a base di Roxy Bar, Viruzz, Dottor Futuro, Colorage, Protezione Zero. Ma oltre alle tracce del tempo che fu, val la pena riandare a quell’epoca di “antenna selvaggia” e di televisione private che spuntavano un po’ ovunque, di pretori che spegnevano e di improbabili broadcaster che riaccendevano, insomma a quell’immenso orto botanico di abusivismo creativo in cui crebbe più grande e ramificata di tutte la gran pianta Fininvest del Berlusconi, che dismessi mattone e cemento erigeva un potere imponente e immateriale sui tubi catodici dell’Italia tutta, pioniere prendi-tutto della tv commerciale, alternativa all’arma bianca del servizio pubblico Rai. E naturalmente in quella affamata corsa al video-eldorado cominciata già nei Settanta da spiriti liberi e animali, efficacemente chiamati Mucchio selvaggio da Giancarlo Dotto e Sandro Piccinini che ne hanno raccontato l’epopea per l’editore Mondadori, non fu estranea la gauche, per quanto non intruppata e indipendente. Ne è un esempio proprio Videomusic, fondata dalla famiglia Marcucci, il cui capofamiglia Guelfo certo era tutt’altro che progressista, ma i cui giovani eredi Marialina e Andrea avrebbero fatto poi l’una l’assessore e la vicepresidente della rossa Toscana nonché l’editore dell’Unità dal 2002 al 2009, e l’altro il senatore del Partito democratico (in carica). (more…)

“Cartagine non è delenda. Stop alla cricca di Ben Ali”

agosto 25, 2011

Parla il nuovo ministro della Cultura tunisino, impegnato a salvare il patrimonio archeologico che il regime aveva lasciato saccheggiare

Daniela Fuganti per “La Stampa

Mentre la Tunisia si risolleva lentamente dai travagli rivoluzionari, il neoministro dei Beni culturali e della Salvaguardia del Patrimonio, Azedine Beschaouch, sta letteralmente travolgendo le cattive abitudini radicate negli anni passati, quando il suo ministero era essenzialmente uno strumento di propaganda politica per il regime di Ben Ali. Archeologo di fama internazionale, insieme al primo ministro Beji Caïd Essebsi è forse il personaggio più popolare dell’attuale governo transitorio.

Signor ministro, proprio lei, che ha contribuito con passione a salvare molti siti archeologici in tutto il mondo, facendoli iscrivere nelle liste dell’Unesco, ha dovuto invece assistere impotente agli scempi perpetrati contro il patrimonio del suo Paese nei vent’anni della dittatura di Ben Ali…
«Non è stato facile! Non passa giorno senza che la Commissione nazionale d’indagine sulla corruzione, messa al lavoro da me e diretta da un grande giurista, ritrovi reperti archeologici nelle dimore lussuose dei notabili di regime legati alla famiglia dell’ex presidente. Ma ancor più vergognoso è che questi “baroni” si siano permessi di snaturare gli oggetti per adattarli alla loro esigenze di arredamento: alcuni erano usati come colonne, altri come tavoli da cucina o recinzioni per piscine. Per esempio, è stato troncato e svuotato il torso di una statua per farne un lavabo; hanno fatto a pezzi una lastra musulmana antica per ricavarne soprammobili…». (more…)

© Juha Karilo

agosto 25, 2011

Tom Waits – Bad As Me (2011) UNOFFICIAL VIDEO

agosto 25, 2011

Gordon Matta-Clark, Program Four: Sauna View, 1973

agosto 24, 2011

Zhang Haiying, Anti-Vice Campaign Series-002, 2005

agosto 24, 2011

Il calendario Pirelli 2012

agosto 24, 2011

(Alessandro Scotti-The Cal-Vanity Fair

La top olandese Saskia De Brauw (Alessandro Scotti-The Cal-Vanity Fair

Lara Stone (Alessandro Scotti-The Cal-Vanity Fair

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Il buon maestro Eugenio Garin

agosto 24, 2011

Il maestro Eugenio Garin con la figlia Anna Rossi

Paolo Rossi per “Il Sole 24 Ore”

Eugenio Garin apparteneva a quella generazione di studiosi i quali (come anche Norberto Bobbio e Nicola Abbagnano) si sono formati e hanno cominciato a scrivere durante gli anni del fascismo e sono diventati più tardi ‐ nel ventennio successivo alla Seconda guerra mondiale ‐ figure di riconosciuti maestri. Dopo la metà degli anni Cinquanta, in specie dopo la recensione di Palmiro Togliatti alle Cronache di filosofia italiana del 1955, Garin, oltre a scrivere libri di storia della filosofia e di storia degli intellettuali, assunse la funzione di «grande intellettuale civile».

Il libro di Michele Ciliberto, che di Garin è stato scolaro, ha un primo e molto rilevante merito: quello di mettere in chiaro alcuni punti fondamentali: 1) L’immagine di Garin che deriva dalla sua attività posteriore alle Cronache rappresenta «una sorta di filtro, spesso insuperabile, rispetto al Garin degli anni Trenta e Quaranta» e rispetto alle tesi che egli aveva sostenuto sino al celebre libro del 1952 sull’umanesimo italiano; 2) Si ha anche l’impressione «che egli si sia quasi censurato, cancellando le tracce» rifiutando (per esempio) le molte offerte di una ristampa del suo libro su Pico della Mirandola del 1937 e di quello sui moralisti dell’illuminismo inglese del 1941 del quale disse nel 1983 che «non si riconosceva più». 3) Nella seconda metà degli anni Trenta e nei primi anni Quaranta Garin era su posizioni indubbiamente definibili come esistenzialismo religioso. Gli autori che sente vicini, ai quali guarda con ammirazione, che propone come modelli, sono principalmente Lavelle, Blondel, Maritain, Jankélévitch e soprattutto Gilson. 4) L’incontro con gli scritti di Gramsci furono decisivi nel liberare Garin dalla ‘tentazione religiosa’. Si trattò, per usare le sue stesse parole, di «una esperienza decisiva, che durò a lungo». Garin sceglieva con cura le parole: a lungo non vuol dire per tutta la vita. 5) Negli anni Settanta (come lucidamente mostra questo libro) il quadro cambia nuovamente «gli elementi drammatici dell’esistenza umana ritornano in primissimo piano, spingendo nel fondo del quadro la dimensione civile» che si era configurata negli anni Cinquanta e Sessanta quasi come «un’ancora di salvezza». Emergono, in quest’ultima fase, come per esempio nei fondamentali saggi sull’Alberti, toni decisamente nichilistici. Questo è, per così dire, lo scheletro del libro, che è ricco di analisi dettagliate e sottili e di non pochi riferimenti a Delio Cantimori e Cesare Luporini. (more…)

Sudan: nuovo governo mentre Darfur e Sud Kordofan bruciano

agosto 24, 2011

Dopo la secessione del Sud Sudan e la mancata cancellazione dalla lista Usa degli Stati Canaglia, il presidente sudanese annuncia una “seconda repubblica” con un nuovo governo e tagli alla spesa

Antonella Napoli per “Limes

Il 2011 doveva essere l’anno della svolta per il Sudan e invece tra recrudescenza del conflitto in Darfur, con il rapimento di peacekeepers e cooperanti (tra cui un volontario della ong italiana Emergency) impegnati nella missione umanitaria nella regione, e i nuovi fronti di guerra in altre aree del Paese, sembra proprio che il volto del regime non sia destinato a cambiare.  (more…)

Il paradiso degli psicofarmaci

agosto 24, 2011

Giorgio Bignami per “Il Manifesto”

Occorre ancora tornare sullo stridente contrasto tra la demonizzazione del consumo anche moderato, non problematico, di droghe illecite – in particolare la cannabis, sulla quale si è da qualche tempo scatenata una versione «scientificamente» ammodernata del famigerato Reefer madness degli anni ’30, la follia da canne – e il disinvolto sconto alle crescenti evidenze di scarsa efficacia e di marcata tossicità degli psicofarmaci di uso medico-psichiatrico. A tale seconda questione sono dedicate varie opere recensite da Marcia Angell, l’ex direttrice del New England Journal of Medicine che se ne andò per insanabili contrasti con la rivista sui conflitti di interesse (New York Review of Books del 23 giugno 2011 e del 14 luglio).
Ci limitiamo qui a due dei principali problemi: la reale efficacia degli antidepressivi e la reale nocività dei neurolettici o tranquillanti maggiori. Una delle opere recensite riassume il lavoro del gruppo di Irving Kirsch, per confrontare i dati sugli antidepressivi pubblicati (in genere dopo prove cliniche sponsorizzate dalle ditte) e quelli rimasti a lungo nascosti negli armadi della statunitense Food and Drug Administration (FDA), ottenuti dai ricercatori dopo una defatigante battaglia in base alla legge sulla libertà di informazione. Mettendo insieme gli uni e gli altri, Kirsch ha evidenziato una differenza significativa di modesta entità tra farmaci e placebo soltanto in un numero relativamente limitato di casi di depressione più grave. Andando più oltre, ha poi mostrato che anche questo effetto si dilegua se si usano «placebo attivi»: cioè sostanze (come l’atropina) che non sono antidepressivi, ma che fanno «sentire» al paziente di esser stato trattato con un farmaco anzichè col placebo. (more…)

POOM – ROLLERCOASTER – Les catalogues de mode des années 60/70 prennent vie

agosto 23, 2011

POOM – ROLLERCOASTER from POOM on Vimeo.

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Beth B, The Dominatrix Sleeps Tonight, 1984

agosto 23, 2011

Milla Jovovitch, N.Y.C., Italian Vogue, 1996 © PETER LINDBERGH

agosto 23, 2011

Dirk Skreber, Untitled, 2000

agosto 23, 2011

Usa, Harrington svela gli inganni delle agenzie di rating

agosto 23, 2011

Inaffidabili nella migliore delle ipotesi, distruttive nel peggiore dei casi. La confessione pubblica dell’ex vicepresidente di Moody’s giunge in uno dei momenti più critici nella storia di questi arbitri del mercato. Mai come oggi nell’occhio del ciclone

Matteo Cavallito per “Il Fatto

“Mi chiamo William J. Harrington, sono stato impiegato da Moody’s Investor Service(Moody’s) come analista nella divisione derivatidal giugno del 1999 fino alle mie dimissioni del luglio 2010. Nel 2006 sono stato nominato vice presidente senior, il titolo più elevato cui un analista puro possa aspirare”. Inizia così la “confessione” aperta dell’uomo che promette di diventare il più interessante insider d’America. La gola profonda, ma non anonima, che tutti si attendevano in un momento chiave: con la Secimpegnata a disegnare le nuove regole di disciplina delle agenzie di rating nel momento di massima collera collettiva nei confronti di queste ultime. Un astio emerso già all’alba della crisi ma ora divenuto pressoché incontrollabile su entrambe le sponde dell’Atlantico. (more…)

La rivincita di Caterina d’Aragona

agosto 23, 2011

I ritratti di Caterina d'Aragona ed Enrico VIII Tudo

Orgogliosa, sobria, regina fino in fondo. Una biografia celebra la prima moglie di Enrico VIII, ripudiata per Anna Bolena

Masolino D’Amico per “La Stampa

In Enrico VIII Shakespeare fa di Caterina d’Aragona, la moglie ripudiata dal sovrano, una donna di grande dignità, virtù ed eloquenza, cosa tanto più notevole in un dramma che celebra la nascita della figlia di Anna Bolena. Dopo di lui però pochi hanno dato un simile rilievo al personaggio, almeno fino all’odierna biografia (Catherine of Aragon: The Spanish Queen of Henry VIII, Faber & Faber, pp. 458, £ 20) di Giles Tremlett in cui l’autore, che è di casa a Madrid e sfrutta documenti che gli storici inglesi hanno trascurato, si giova di un punto di vista spagnolo.  (more…)

Afghanistan, truppe Usa fino al 2024

agosto 23, 2011

Altro che ritiro entro il 2014: Washington e Kabul si stanno accordando per mantenere truppe da combattimento e basi nel paese per almeno altri tredici anni

Enrico Piovesana per “Peacereporter

Le truppe Usa non si ritirerannodall’Afghanistan entro il 2014, come promesso da Obama: rimarranno per almeno altri diecianni oltre quella data, fino al 2024. E non solo quelle addette all’addestramento dell’esercito afgano, come largamente previsto, ma anche truppe da combattimento, forze speciali, cacciabombardieri ed elicotteri. In tutto25mila militari, budget Usa permettendo. (more…)

Il sapere che ci migliora la vita

agosto 23, 2011

William Blake, "Newton" (1795-1805)

Gilberto Corbellini per “Il Sole 24 Ore

Il fatto che la scienza esista e continui a esistere è sorprendente, anche (se non soprattutto) perché la diamo per scontata. La maggioranza degli intellettuali e dei politici italiani ritiene, in realtà, che ce ne sia troppa. Qualcuno teorizza che se ne potrebbe fare anche a meno e vorrebbe scuole che insegnino pseudoscienze e superstizione. A chi pensa che gli scienziati e le conoscenze scientifiche siano tutto sommato qualcosa di superfluo, se non pericoloso, si potrebbe consigliare di riflettere sulla Cina, che di questi tempi viene spesso presa come modello. Uno dei punti di forza ideologici del «Grande Balzo in Avanti» di Mao, fu di spedire scienziati, tecnici e intellettuali a fare i contadini, e di insegnare le teorie scientifiche ‘socialiste’. La conseguenza fu una delle più gravi carestie del secolo e un impoverimento senza precedenti. La cosiddetta «Quarta Modernizzazione», varata nel 1978 da Deng Xiaoping fondava il futuro sviluppo del Paese sulla ‘scienza e la tecnologia’, e una elevatissima proporzione dei quadri dirigenti del Partito Comunista Cinese e degli uomini di governo degli ultimi vent’anni ha un’istruzione tecnico-scientifica. Basta poi sommare gli investimenti in ricerca e innovazione che i governi cinesi, rispetto a quelli occidentali, hanno effettuato dal 1986, dopo l’avvio del National High-Tech Research and Development Program, e si capisce come mai oggi tengono in pugno l’economia mondiale. Ma, in fondo, hanno solo ripetuto quello che già gli Stati Uniti avevano fatto all’indomani della seconda guerra mondiale, mettendo in pratica i consigli di Vannevar Bush al presidente Truman! (more…)

Così petrolio e ideologia anticoloniale hanno «riscritto» la storia

agosto 23, 2011

Sergio Romano per “Il Corriere della Sera”

Negli ultimi decenni l’immagine corrente della Tripoli italiana e della nostra presenza coloniale in Libia fra il 1911 e la fine della Seconda guerra mondiale è stata influenzata da due fattori, solo apparentemente contraddittori. La critica del colonialismo rendeva impossibile qualsiasi analisi o rievocazione da cui potessero emergere giudizi troppo equanimi e riflessioni troppo nostalgiche. E il desiderio di fare affari con Gheddafi suggeriva prudenza.
Se il pubblico dibattito investiva la Libia, quindi, l’ideologia anticolonialista e il petrolio producevano lo stesso effetto. I ricordi «giusti» erano soltanto le rappresaglie italiane dopo il massacro dei bersaglieri nell’oasi di Sciara Sciat, i prigionieri politici trasportati nelle isole Tremiti sin dall’epoca di Giolitti, la spietata repressione cirenaica del generale Graziani, i campi di concentramento, l’impiccagione di Omar el Mukhtar, le vittime delle mine disseminate dall’esercito italiano nel deserto libico durante la Seconda guerra mondiale.  (more…)

La Fed: per salvare le banche Usa furono impiegati 1200 miliardi di dollari

agosto 23, 2011

I numeri forniti da Bloomberg News in base al Fredoom of Information Act. Morgan Stanley avrebbe ricevuto 107,3 miliardi di dollari, Citigroup 99,5 e Bank of America 91,4 miliardi di dollari. Soldi e tanti anche alla Royal Bank of Scotland e alla svizzera Ubs

da “la Repubblica

Nel 2006, con i prezzi immobiliari che raggiungevano il loro apice, Citigroup e Bank of America erano le regine incontrastate del settore finanziario statunitense. Complessivamente, le dieci più grandi istituzioni finanziarie americane riportavano utili per 104 miliardi di dollari. Due anni dopo, il collasso del mercato immobiliare obbligava queste stesse istituzioni a prendere in prestito 669 miliardi di dollari dalla Federal reserve, una cifra che finora era rimasta segreta. Stando a Bloomberg news, il salvataggio del sistema finanziario da parte del presidente della Banca centrale americana Ben Bernanke sarebbe costato agli stati uniti oltre 1.200 Miliardi di dollari. (more…)

WTF du jour – « Tasting the rainbow », une publicitée pour les Skittles plutôt hardcore…

agosto 22, 2011

Skittles – Newlyweds – Dir. Cousins [Not affiliated with Wrigley or Skittles. Contains explicit content not suitable for minors] from Cousins on Vimeo.

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28 000$ to Lucien Clergue

agosto 22, 2011

©Lucien Clergue nu zebré New York 1997

Richard Hamilton, Pin-up, 1961

agosto 22, 2011

Martin Kippenberger, Paris Bar Berlin, 1993

agosto 22, 2011

Cambio di marcia dei sindacati Usa

agosto 22, 2011

Giuseppe Berta per “Il Sole 24 Ore

Scadranno il 14 settembre i contratti che la Uaw, il sindacato americano dell’auto, ha stipulato con General Motors, Ford e Chrysler e per il rinnovo dei quali sono stati avviati in luglio i primi colloqui. Si tratta di una sorta di prova del fuoco per il futuro delle relazioni industriali in America: tra i vecchi accordi e quelli che si dovranno siglare c’è di mezzo lo spartiacque della crisi, un punto di passaggio cruciale sia per l’industria sia per le rappresentanze del lavoro. Prima il sindacato aveva creduto che fosse possibile amministrare il proprio potere contrattuale residuo senza una discontinuità radicale con il passato; da un anno a questa parte, invece, la Uaw ha tentato di delineare una nuova strategia, fino a presentare l’azione sindacale del XXI secolo come una svolta rispetto a quella perseguita durante il Novecento. Una discontinuità che è diventata il biglietto da visita di Bob King, fin dal momento del suo avvento alla presidenza della Uaw. Della tradizione sindacale resta in piedi soltanto un obiettivo fondamentale, quello di far sì che l’operaio dell’auto di oggi non perda quello status di membro della classe media americana faticosamente conquistato dopo la Seconda guerra mondiale. Per il resto, la leadership sindacale presenta il suo metodo contrattuale all’insegna di una profonda innovazione, imperniata sulla ricerca di un rapporto di partnership con le imprese e il loro management. (more…)

I capolavori sedotti e abbandonati

agosto 22, 2011

Venere di Morgantina

Dal Satiro alla Venere di Morgantina, molte le opere rubate all´Italia e restituite dopo lunghe lotte. Ma i musei che le ospitano sono vuoti. Ecco perché

Jenner Meletti per “la Repubblica”

Contese internazionali, scontri con i grandi musei americani: in questo modo l´Italia ha riavuto i suoi tesori. Eppure non sempre riesce a valorizzarli e diventano “invisibili”. Ecco cosa è successo alla Venere di Morgantina, al vaso di Eufronio o al Satiro danzante: esposti finalmente nei luoghi d´origine, dalla Sicilia a Roma, ma senza le folle che avevano all´estero “Aidone non è facile da trovare però ora vengono anche i cinesi per vedere la Venere” Non ci sono solo le sfide con l´estero: per i Bronzi il ministero ha proposto un tour Mazara del Vallo. Potesse parlare, lo splendido Satiro danzante, racconterebbe di quando nel palazzo imperiale di Tokyo migliaia di persone facevano la fila per ammirarlo. Ricorderebbe i giorni passati al Louvre di Parigi, gli «oh, oh» di sorpresa per quei suoi occhi che «sembrano vivi». Qui, nel piccolo museo a cento metri dal mare, non ci sono mai state liste di attesa. Ma il Satiro sembra contento. Nell´ex chiesa di Sant´Egidio ci sono qualche anfora, un piede di elefante in bronzo, due cannoni in ferro, ma sono un contorno: il museo è tutto suo. «Si accomodi nella saletta, guardi il filmato». Diciotto seggiole, tre spettatori, in un sabato d´agosto, stagione piena. Ecco il comandante Francesco Adragna del peschereccio «Capitan Ciccio» che racconta come il 4 maggio 1998 il Satiro venne pescato a 60 miglia da Mazara del Vallo. Ecco l´esperto che annuncia la preparazione di una teca che mantenga «temperatura e umidità stabili» per proteggere tanto tesoro. (more…)

La Guerra Fredda e il monastero

agosto 22, 2011

Enzo Bianchi per “Avvenire

Fin dai primi anni della mia vita a Bose, la mia naturale passione per i viaggi – una passione del resto tardiva: fino all’adolescenza ero quasi terrorizzato dal dover uscire dal mio Monferrato natale – si è orientata verso monasteri antichi e nuovi in cui scoprire le comuni radici e cogliere il senso di tradizioni e differenze. La nostra avventura di vita comunitaria a Bose era appena avviata, con le asperità e gli entusiasmi propri di ogni inizio: con il nostro lavoro faticavamo a procurarci il necessario per vivere dignitosamente nelle poche case abbandonate e prive di energia elettrica e di riscaldamento, eppure non ci facevamo mai mancare almeno un viaggio “monastico” ogni anno – Francia, Spagna, Belgio, Germania e Svizzera – per coltivare i rapporti fraterni con abazie benedettine e trappiste o con le allora giovani comunità di Taizé e Grandchamp. Ma non solo: l’Europa orientale mi affascinava, era una terra di cui avevo imparato a conoscere le ricchezze spirituali che cercavo di tradurre, anche letteralmente, per la nostra cultura e il nostro vissuto ecclesiale occidentale. Ma era anche una terra che viveva la cattività comunista e in cui i cristiani conoscevano la persecuzione… (more…)

I libri di Barnes & Noble al capitolo finale

agosto 22, 2011

Altri 60 milioni di rosso, il Fondo Liberty si defila: ora rischia la chiusura.  Investitori in fuga: il successo negli e-book non salva il concorrente di Amazon

Angelo Aquaro per “la Repubblica”

Il figlio del tassista italiano di Brooklyn ha reagito alla notizia con la tutta la scaltrezza maturata nei suoi quarant´anni alla guida della libreria più grande d´America: «L´investimento è una forte dimostrazione di fiducia nelle nostre capacità di business. E questo nuovo capitale alimenterà ulteriormente l´esplosiva crescita della nostra strategia digitale». Traduzione: stringiamo i denti. Ma che altro poteva fare il povero Leonard Riggio di fronte alla doccia fredda?  (more…)

18 voci per capirci meglio

agosto 22, 2011

Stefano Folli per “Il Sole 24 Ore

Sergio Zoppi è un noto meridionalista autore, tra l’altro, di un recente saggio sulla figura e l’opera di Umberto Zanotti-Bianco. Promosso dalla Svimez per i tipi del Mulino, esce ora questa raccolta di scritti che portano la firma di 18 autori che abbracciano ben oltre un secolo di storia italiana e che sono uniti da una caratteristica: sono tutti «non meridionali» di nascita che si sono volti ai problemi del Mezzogiorno in vari momenti della loro vita. «Una scelta forse arbitraria, certamente non casuale» annota Zoppi. E difatti, se possono sorprendere le esclusioni (i nomi li fa lo stesso autore, da Zanardelli a Sonnino, Rossi-Doria e altri), i diciotto prescelti rappresentano una fotografia più che stimolante del dibattito intorno alla «questione meridionale», da quando essa prende forma moderna nel ventennio 1875–95. I nomi sono quelli di Edmondo De Amicis, Leopoldo Franchetti, Antonio Mordini, Giuseppina Le Maire (unica donna), Piero Gobetti, Giuseppe Donati, Luigi Einaudi, Giuseppe Cenzato, Rodolfo Morandi, Ezio Vanoni, Adriano Olivetti, Giulio Pastore, Pasquale Saraceno, Giorgio Ceriani Sebregondi, Mario Romani, Carlo Emilio Gadda, Massimo Severo Giannini e Danilo Dolci. Nel 1912, sulla rivista di Prezzolini, Einaudi così si rivolgeva a Nitti: «Solo l’abbattimento dell’edificio protezionista creato nell’ultimo trentennio dalle clientele politiche e dai gruppi economici parassitari potrà rassodare la grande rivoluzione meridionale che l’emigrazione ha compiuto». Quasi cinquant’anni dopo lo stesso Einaudi, nel ’60, scriveva sul «Corriere della Sera»: «Vogliamo dubitare che, se lo Stato adempirà al suo ufficio che è di creare le premesse della vita civile, i meridionali non sappiano compiere miracoli ancor più stupendi?». La stessa fede nelle energie individuali, nella forza creativa dell’impresa, la stessa diffidenza verso lo Stato burocrate e invadente. Parole di estrema attualità.

Sergio Zoppi, Diciotto voci per
l’Italia unita, il Mulino, Bologna, pagg. 450, € 32,00

«Da 30 anni faccio poesia senza prendere un soldo. E ora la porto su iPad e tv»

agosto 22, 2011

Daniele Abbiati per “il Giornale

«Scusa, puoi ripetere?». «Hai capito bene: cento milioni di dollari. In compenso io non mi lamento per i tagli passati e futuri alla cultura. Non ho mai preso né una lira, né tantomeno un euro, che cosa possono tagliarmi, l’aria?».
I cento milioni di dollari sono quelli che la signora Ruth Lilly, erede del colosso farmaceutico statunitense, donò nel 2002 alla Poetry Foundation di Chicago, quella che stampa la rivista di poesia più diffusa in America, Poetry, appunto. E chi non si lamenta dei tagli alla cultura è Nicola Crocetti, una vita nella redazione milanese del Giornale, fondatore e direttore di Poesia, l’equivalente europeo di Poetry, fra le 11 e le 14mila copie vendute. Ora, con Il capolavoro mostruoso, autobiografia in versi del suo amico Giannis Ritsos, festeggia i trent’anni di attività editoriale. (more…)

Colpo di fortuna sui monti della Bolivia

agosto 22, 2011

Ferdinando Scianna

“Mi trovavo nell’ambulatorio di un villaggio. Entrò una donna con un bambino, lui rovesciò la testa e io iniziai a scattare”

Rocco Moliterni per “La Stampa

Metà degli Anni 80: sono in un aeroporto e incontro un amico che lavora in un’organizzazione di volontariato in Bolivia. Scherzando gli faccio notare che i loro manifesti sono un po’ tristi. “Vedi – gli dico – grazie alla forza delle sue foto Salgado ha fatto conoscere Médecins sans frontières in tutto il mondo”. “Bravo – mi risponde -, perché tu non fai lo stesso per noi? Sappi però che l’unica cosa che possiamo offrirti è un biglietto aereo”. Quando sono tornato a casa ci ho ripensato e l’idea mi piaceva. Ho iniziato a fare un giro per redazioni proponendo servizi sui minatori boliviani, ma mi sentivo rispondere che di quelle foto non sapevano che farsene. Finalmente ho convinto quelli di Airone che si poteva realizzare un reportage sulla natura nel Paese andino. (more…)

Dennis Oppenheim, Three Stage Transfer Drawing, 1972

agosto 20, 2011

Chris Killip, Brother and Sister Waiting, Whitley Bay… 1981

agosto 20, 2011

Wilhelm Sasnal, Untitled (resort), 1999

agosto 20, 2011

CHE POCO DI BONO – DA BARRICADERO A RICCO UOMO D’AFFARI, DA PIROMANE A POMPIERE, DA “THE UNFORGETTABLE FIRE”, IL FUOCO INDIMENTICABILE DELL’84 AL CERINO BAGNATO DI OGGI. DOV’È FINITO IL DIVO TASCABILE CHE SI TUFFAVA SUL PUBBLICO AL LIVE AID, CANTANDO DI DOMENICHE SANGUINOSE E MARTIN LUTHER KING, DESAPARECIDOS E STRADE SENZA NOME? LA MESTA PARABOLA DELLA VOCE DEGLI U2…

agosto 20, 2011

Andrea Scanzi per Il Fatto, da “Dagospia

Esistono fuochi indimenticabili, mai però eterni. Prima o poi si spengono. E l’incendiario diventa pompiere. Nessuno, nella musica, incarna questa involuzione piccolo borghese come Bono Vox. Cosa è successo al leader degli U2, alla voce salva degli Anni Ottanta? Dov’è finito il divo tascabile che si tuffava sul pubblico al Live Aid, cantando di domeniche sanguinose e Martin Luther King, desaparecidos e strade senza nome?

Paul Hewson, cioè Bono Vox, nome ispirato a un negozio di cornetti acustici, ha 51 anni. Capelli corti, occhiali che in confronto Venditti è sobrio, qualche malanno (a maggio è stato operato per problemi al nervo sciatico). Voce ormai lontana dai tempi d’oro, quando ogni suo cinguettio – fosse anche palesemente narciso – si rivelava funzionale alle trame sonore, al messaggio, all’impatto.  (more…)

Controspionaggio all’«Osservatore Romano»

agosto 20, 2011

Raffaele Alessandrini per “L’Osservatore Romano

Il 26 settembre 1929 un’informativa anonima, manoscritta su carta intestata dell’«Osservatore Romano» (la cui redazione era, a quel tempo, in via Silla 35, Roma), denunciava alla Segreteria di Stato di Sua Santità «l’atteggiamento poco encomiabile» di uno dei redattori del giornale (cfr. Archivio Segreto Vaticano, Fondo Segreteria di Stato 1929, rubrica 243, fascicolo 1, ff. 20, 21r, 22 r).

«La condotta del signor Gaspare Fortini — è detto testualmente — a riguardo del segreto d’ufficio che deve essere osservato in posto così delicato è tale da non lasciare soverchie assicurazioni. Qualche volta egli, credendo la redazione deserta, è stato sorpreso ad esaminare affannosamente i manoscritti originali e le bozze di stampa che si è soliti conservare. Frequenti sue domande in gran segretezza, a questo ed a quello, intorno a fatti ed a persone, sono tali da ingenerare sospetti. Recentemente, ad esempio, ebbe a chiedere, previa offerta di un compenso, a persona degna di fede che me ne riferì poi, dati e notizie riguardanti le personalità più in vista del movimento cattolico. Alla domanda che cosa intendesse farne rispose evasivamente che si trattava di notizie per uso personale e per un’Agenzia di cui non volle dichiarare né il nome, né la qualità. (more…)

Ora sono le imprese a prestare soldi ai banchieri

agosto 20, 2011

Morya Longo per “Il Sole 24 Ore

Una volta erano le banche a finanziare le imprese. Ma questa, ormai, potremmo chiamarla «old economy»: la grande crisi finanziaria, che sta colpendo proprio gli istituti di credito, sta stravolgendo anche questo dogma. Così accade che negli ultimi mesi sono aumentati notevolmente in Italia e in Europa i “prestiti” che le imprese fanno agli istituti di credito. Non c’è banchiere, anche ai massimi livelli, che dietro le quinte non lo confermi: le imprese europee, che hanno molta liquidità difficilmente investibile in mercati sottosopra, stanno diventando un bastone di sostegno per il settore creditizio. E lo stesso sta accedendo in Italia. Si potrebbe dire che banche e imprese siano tornate a «fare sistema». Al rovescio, però. (more…)

Usa, dietro alla tempesta delle borse spuntano i profitti degli “speculatori veloci”

agosto 20, 2011

La rivelazione di Bloomberg e del Wall Street Journal: per gli operatori dell’high frequency trading i giorni più convulsi di Wall Street si sono tradotti in profitti giornalieri da decine di milioni di dollari. Cifre ridotte, ma pesanti, in prospettiva, su scala annuale. E intanto all’orizzonte non c’è alcuna regolamentazione

Matteo Cavallito per “Il Fatto

Dice il saggio: i veri soldi, quelli “a palate”, si fanno solo con la speculazione. E la speculazione, quella vera, si nutre essenzialmente di una sola cosa: di volatilità. Un ragionamento che deve essere risuonato prepotentemente nelle orecchie di decine e decine di esperti traders statunitensi che nei primi caldissimi dieci giorni di agosto hanno scelto addirittura di abbandonare le proprie esclusive località vacanziere per rimettersi prontamente al tavolo delle negoziazioni. Scelta folle? Mica tanto. Perché rinunciare alle proprie ferie per tornare a immergersi nel calderone di Wall Street può sembrare assurdo per chi si è guadagnato un breve periodo di meritatissimo riposo. Ma non certo per chi, nel pieno della tempesta finanziaria che ha assalito le piazze mondiali, ha fiutato da distante, magari all’ombra di qualche palma caraibica, l’affare del momento. (more…)

Daniele Silvestri – Le Navi

agosto 19, 2011