Laica e religiosa qual è il peso della fede

Arrigo Levi

Arrigo Levi per “La Stampa

Finalmente è stato trovato. Grazie a strumenti sempre più raffinati, è stato trovato HD 85512b, un pianeta simile alla Terra, il primo mai avvistato che giri intorno al suo sole a una distanza «abitabile»: la distanza giusta per avere una temperatura che consenta «all’acqua liquida di brillare in superficie e alla vita di fiorire nelle zone d’ombra». Questo potrebbe esistere su quel pianeta «terrestre», anche se non ne abbiamo certezza: perché HD 85512b è a 36 anni luce di distanza da noi, troppo lontano per vederlo bene.

Questo è un tempo felice per le scoperte spaziali. Gli astronomi hanno individuato anche un pianeta che potrebbe essere fatto interamente di diamante, un diadema brillante sul velluto nero dello spazio. E hanno avvistato nella costellazione del Cigno un pianeta che orbita attorno a due stelle, e non a una soltanto. Queste ed altre scoperte impongono agli scienziati di porsi interrogativi affascinanti, ancora senza risposta certa. Che cosa esisteva prima del nostro universo, prima del Big Bang?

E che cosa esisterà in futuro, se è vero, come sembra, che la velocità con la quale ogni costellazione si allontana dalle altre cresce in continuazione? Forse tutto svanirà nel nulla. O forse invece, per effetto della forza di gravità che tutte le attrae, vi sarà un nuovo Big Bang, in un ripetersi eterno di Creazioni e Distruzioni?
Non ho, ovviamente, alcuna risposta a tali interrogativi. Ho però un’altra inquietante domanda, che ogni volta che apprendo queste notizie mi si ripropone: in questo universo di universi, dov’è Dio? C’è posto per Dio? Dobbiamo immaginarlo responsabile di tante imperscrutabili stranezze? O è più prudente pensare che la storia di Dio sia soltanto parte della storia del pianeta Terra, frutto soltanto delle «idee di Dio», mutevoli nel tempo, della specie Homo Sapiens?

Dico questo ben sapendo l’importanza creativa (in bene, e talvolta purtroppo anche in male) di queste idee e visioni. La fede ebraico-cristiana in un unico Dio, padre di tutti gli uomini, «creatore del cielo e della terra» (cito il linguaggio biblico di Papa Benedetto), è stata una forza immensa, che ha cambiato e continua a cambiare il mondo. Non si può non rispettare chi trova, nella difficile fede in questo Dio, la ragione per vivere una vita buona, fondata sull’amore per tutti gli altri, essendo tutti gli uomini «prossimi» e fratelli. Codesti credenti veri ci sono, io ho avuto la gioia di incontrarli e di ammirare le loro opere di bene. So anche che la fede nell’uomo, che spinge tanti come me, che «credono in un altro modo», a operare come possono per migliorare le cose del mondo, è altrettanto difficile e indimostrabile. È anch’essa, quando si manifesta, una Grazia.

Prendiamo atto che le due fedi hanno, in questo nostro tempo così difficile e pericoloso, imparato a rispettarsi. Mi rallegra udire le parole di Papa Benedetto in lode di quegli «agnostici che non trovano pace, che soffrono a causa dei nostri peccati e hanno desiderio di un cuore puro», e che «sono più vicini al regno di Dio di quanto lo siano i fedeli di routine». Altre cose ancora ci dividono. Confesso che fatico a seguire il Pontefice quando rassicura i suoi fedeli sull’esistenza degli Angeli, talché «dall’inizio fino all’ora della morte la vita umana è circondata dalla loro incessante protezione». Preferisco il dubbio di Giobbe, espresso nelle parole (incise sulla tomba seicentesca di un mio antenato): «Adonai natàn, Adonai lakàch», il Signore ha dato, il Signore ha tolto.

Ma la fede religiosa è ancora una grande forza, offre indimostrabili certezze che muovono intere generazioni. Come non rimanere colpiti dal dibattito così intenso che si sta oggi svolgendo in Italia nel mondo cattolico, nel suo tormentato confronto con i peccati ostentati da tanti politici? La Chiesa forse non sa ancora fino a qual punto deve pronunciarsi, ma il tormento è di per sé un monito severo, dei cui effetti anche i più astuti fra i politici dovrebbero preoccuparsi. Attenti, perché una schiacciante maggioranza degli Italiani, anche non praticanti, ha di gran lunga più fiducia nella parola della Chiesa che nelle parole dei politici.

La fede, laica o religiosa, non ha bisogno, per esistere, del trionfo del Bene sul Male; se no presto sparirebbe. Il credente religioso, come quello laico, ha bisogno soltanto della consapevolezza che il Signore ha posto nel cuore dagli uomini la conoscenza del bene e del male, e ha poi lasciato a noi la scelta. (Deut.30). Papa Giovanni Paolo II, che è l’ultimo dei profeti, era d’accordo quando osservava che dal momento che il Signore ci ha dotati del libero arbitrio, «potrebbe dirsi che si è così privato dell’Onnipotenza». Sicché alla fine, per qualsiasi specie di credente, ogni responsabilità ricade su di noi. E ad essa non possiamo sfuggire.

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