Pistoletto: “Basta libertà, per gli artisti è tempo di assumersi responsabilità”

Michelangelo Pistoletto

Lo scultore piemontese vince il Premio Koinè al Med Film Festival

Flavio Alivernini per “La Stampa

Il prestigioso riconoscimento incassato al Med Film Festival in corso a Roma (Premio Koinè 2011) non ha contribuito a diradare le nubi che Michelangelo Pistoletto intravede all’orizzonte della storia “l’umanità – dice lo scultore piemontese – cresce sia dal punto di vista demografico che tecnologico, sta assumendo una dimensione che fa tremare la terra, mentre l’artificio consuma la natura e la esaurisce divorando anche la cultura di ciò che è stato. La crisi economica incombe minacciosa, popoli interi di emarginati e oppressi si stanno rivoltando, siamo al giudizio universale. Precipitiamo perché abbiamo consumato il nostro passato senza responsabilità”. Non bisogna farsi intimorire però, nonostante i toni apocalittici tutto è perduto fuorchè la speranza, non in un dio, sia chiaro, perché “le religioni monoteistiche ci hanno portato alle dittature”, bensì nell’ “idea di riuscire a mettere in rapporto la spiritualità con la fisicità delle cose”. E questo significa “fare i conti con le nostre coscienze e assumerci le responsabilità del caso”.

In che modo? Attraverso le proprietà conoscitive e taumaturgiche dello specchio. Eccoci di fronte al leitmotiv che ha segnato tutta la fortunata carriera di Pistoletto ma che ora estende le sue potenzialità riflessive allargando la (retro)visione dall’individuo alla società e ai fenomeni materiali e spirituali che la regolano “attraverso lo specchio si può vedere il mondo e prenderne coscienza. Si è appena conclusa una mia mostra alla Serpentine Gallery di Londra che ho chiamato The Mirror of Judgement. Ho messo i simboli di quattro religioni davanti a uno specchio, per giudicarsi ora non nell’aldilà.” L’arte intesa non solo come libera espressione dunque, ma necessità di impegno e responsabilità politica e culturale, perché proprio con la volontà e l’artificio si è arrivati sull’orlo del precipizio “è stata l’arte, intesa come artificio, che ci ha portato fin qui e adesso si assuma la responsabilità di tirarci fuori dai guai collaborando e interagendo con tutti i settori della società. Crei un nuovo mondo!” Un laboratorio dove queste idee di rinnovamento prendono forma, d’altro canto, esiste già da diverso tempo: nel 1998 è nata Cittadellarte, in un ex lanificio del secolo scorso, fondata dall’autore della Venere degli stracci nella sua città natale, Biella. “Gli Uffizi attualmente attivi – si legge nel sito internet – si occupano di Arte, Educazione, Ecologia, Economia, Politica, Spiritualità, Produzione, Lavoro, Comunicazione, Architettura, Moda e Nutrimento”. Una ricerca di ampio respiro che certamente affonda le radici nell’originaria produzione artistica e intellettuale e che va progressivamente assumendo forti connotati programmatici e ideologici a partire dal nucleo di base della “spiritualità laica”. Pistoletto riconosce il debito intellettuale nei confronti del movimento nato da un articolo di Germano Celant apparso sulla rivista Flash Art col titolo Appunti per una guerriglia (1967) “l’esperienza dell’Arte Povera – afferma – ha insegnato a rifiutare il pensiero di lidi lontani e a non credere nell’ interminabilità del progresso. Non solo, con le sue capacità retrospettive è stato un momento di analisi profonda sulla condizione umana e di puntualizzazione critica tuttora non superato da altri fenomeni artistici. Dobbiamo prenderlo come punto di partenza per qualsiasi riflessione sull’arte, è come un pozzo da cui attingere sempre nuova acqua”.

L’incarico di direttore artistico della Biennale di Bordeaux gli sta permettendo rendere operativi i suoi concetti, ancora più radicali quando si riferiscono agli artisti “Personalmente non sono interessato a chi dice io sono un artista e faccio quello che voglio. Il mio obiettivo è forgiare pittori e scultori che siano capaci di intraprendere una responsabilità attraverso la libertà dell’arte, questa è la nuova avanguardia. Fino a qualche anno fa non esistevano, ora siamo sulla buona strada, si comincia a interagire col tessuto connettivo della comunità”. Un progetto di palingesi culturale attraverso l’arte condensato nel suo saggio Terzo Paradiso, una terza via sulla quale viaggiare al sicuro dal rischio di collisione fra natura e artificio evitando così lo scontro sotto la cui forza il pianeta può soccombere. Ai posteri la facoltà di osservare i cambiamenti che verranno. Rigorosamente allo specchio.

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Una Risposta to “Pistoletto: “Basta libertà, per gli artisti è tempo di assumersi responsabilità””

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