La lapide di fra Dolcino alla ricerca di un muro

fra Dolcino

Sebastiano Vassalli per “Il Corriere della Sera

Una lapide alla ricerca di un muro. È quella dell’eretico medioevale fra Dolcino, per cui sono stati versati fiumi d’inchiostro, da Dante Alighieri a Dario Fo, e che ha alimentato nei secoli tante leggende. Fra Dolcino, contro cui fu allestita una specie di crociata, aveva cercato rifugio con i suoi seguaci sulle montagne intorno al Monte Rosa. Dopo un assedio durato due inverni, era stato fatto prigioniero con la sua compagna Margherita ed arso vivo sulla pubblica piazza a Vercelli, il 1 giugno 1307. Sei secoli dopo, nel 1907, ricorrendo l’anniversario della sua morte, alcuni socialisti vercellesi fecero eseguire una lapide che avrebbe dovuto essere collocata nel luogo dell’esecuzione e che invece scomparve, misteriosamente, per più di ottanta anni. Le parole della lapide dicono: «A fra Dolcino / qui in Vercelli / dalla tirannide sacerdotale / attanagliato ed arso / per aver predicato / la pace e l’amore tra gli uomini / oggi che l’antica speranza / rivivente nei secoli / sta con la nuova era / per diventare realtà». Ritrovata nel 1988, la lapide è stata offerta alla Provincia che l’ha rifiutata. La sua attuale sistemazione, non si sa quanto definitiva, è nell’auditorium di Santa Chiara: uno spazio chiuso. Povero fra Dolcino. Dopo sette secoli, la «nuova era» non è ancora arrivata. Forse non arriverà mai.

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