Un robot e 24mila fotografie sveleranno i segreti di Guernica

Guernica

Un macchinario cartesiano indagherà l’opera: immagini con dettagli a 3,5 micron per conoscere lo stato di salute del capolavoro di Picasso e scoprire i disegni “nascosti” dal maestro. Intanto è polemica tra il Reina Sofia e il Prado, che vuole appropriarsi del capolavoro

da “la Repubblica

Un’indagine fotografica dettagliata come non mai, per svelare tutti i segreti della “Guernica” e accertarne lo stato di salute. Eseguita non da un umano ma da un robot. L’operazione ha preso il via in questi giorni nel Museo Reina Sofia di Madrid, dove il capolavoro di Pablo Picasso, icona artistica e non solo del Ventesimo Secolo, è esposto da sempre. La più dettagliata analisi mai realizzata su quest’opera, e la prima per mezzi usati in assoluto, coincide con il settantacinquesimo anniversario dell’opera, che il genio spagnolo creò nel 1937, a documentare da par suo gli orrori della guerra civile che portò al lungo periodo franchista.

Davanti alla tela è quindi stato installato un “robot cartesiano”, cioè capace di muoversi sui tre assi corrispondenti alle tre dimensioni spaziali:  una struttura lunga nove metri e alta 3,5 che, cioè quanto la stessa opera firmata da Picasso, che da qui a giugno scatterà oltre 24mila fotografie ad altissima risoluzione (precisione di 3,5 micron) di ogni centimetro quadrato del Guernica, a luce naturale, con gli ultravioletti, a raggi infrarossi. Il progetto “Viaggio all’ interno del Guernica”, finanziato da una multinazionale spagnola, consentirà in primo luogo, ha precisato oggi il direttore del Museo Reina Sofia Manuel Borja-Villel, di fare il punto sullo stato della tela. L’ultimo studio approfondito risale al 1998, da parte degli esperti del reina Sofia, che avevano parlato di “condizioni di conservazione molto precarie”, a causa in particolare dei numerosi viaggi compiuti dal Guernica in giro per il mondo fino al suo rientro in Spagna dopo la morte del dittatore Francisco Franco.

Picasso dipinse il suo capolavoro assoluto a Parigi per il padiglione del governo repubblicano spagnolo all’Esposizione universale del 1937, mentre nel paese era in corso il bagno di sangue della Guerra Civile. Illustra gli orrori subiti dalla popolazione civile ad opera dei ribelli di Franco e dei loro alleati tedeschi e italiani, che avevano da poco bombardato e raso al suolo la cittadina di Guernica, simbolo della cultura basca. Lo studio consentirà anche di ricostruire con esattezza i vari strati dell’opera, le prime figure dipinte da Picasso e poi coperte da altre, le pennellate, e quindi darà la possibilità di una ricostruzione in 3D del quadro. Durante i lavori di ‘dissezione’ del Guernica le visite non saranno interrotte. Il robot entrerà in funzione ogni notte dopo la partenza degli ultimi visitatori del museo.

La polemica con il Prado. E proprio la fragilità di Guernica è il motivo definitivo per non spostarla. Mai più. E’ questa la risposta implicita del direttore del Reina Sofia alla richiesta avanzata dal Prado, l’altro grande museo madrileno. Il suo direttore, Miguel Zugaza, la reclama. “Per volontà di Picasso – dice – doveva andare al Prado. “Quando Picasso espresse le sue volontà, non esisteva il Reina Sofia”. Il direttore Prado aveva già proposto l’anno scorso di spostare il Guernica al Cason del Buen Retiro, una dependance del museo, che lo aveva ospitato già nel 1981. Ma il Reina Sofia, con l’ appoggio del governo dell’allora premier Josè Luis Zapatero, aveva respinto seccamente l’idea, sostenendo che il quadro oggi è troppo fragile per potersi muovere.  Il direttore del Reina Sofia Miguel Borja-Villel, ha ribadito oggi il ‘no’ a uno spostamento del capolavoro di Picasso. “La questione è chiusa, non c’è discussione possibile”, ha replicato a Zugaza. “Guernica ha bisogno di un suo luogo proprio, contestualizzato negli anni ’30. Toglierlo da questo museo vorrebbe dire toglierlo dal suo contesto” ha tagliato corto. A giugno, poi, il Reina Sofia ospiterà una grande mostra che ruota proprio intorno a Guernica e al padiglione spagnolo dell’Expo’ del 1937.

Una carriera itinerante
. Una lunga carriera da nomade, per Guernica. Fino alla morte di Franco era rimasta fuori dalla Spagna, girando per il mondo fra Europa e America. Approdò a Madrid solo nel 1981, ospitato dal Prado come aveva auspicato Picasso – morto nel 1973 – che avrebbe voluto vederlo in Spagna solo dopo il “ritorno della Repubblica”. Nel 1992 venne spostato al nuovo Reina Sofia – intitolato alla moglie di re Juan Carlos di Borbone, certo non  un repubblicano – da dove non si è più mossa. Ma Zugaza, 10 anni di success-story al Prado, di cui ha raddoppiato numero di visitatori e spazio espositivo, non si arrende. “Se non ora, spero almeno che i miei nipotini possano vederlo vincolato alla meravigliosa collezione del Prado”.

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Una Risposta to “Un robot e 24mila fotografie sveleranno i segreti di Guernica”

  1. icittadiniprimaditutto Says:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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