Posts Tagged ‘adolf hitler’

Studio shock su Hitler: aveva origini ebraiche e la prova è nel suo Dna

agosto 26, 2010

Uno studio genetico condotto sui parenti del Führer dimostra in modo scientifico che il dittatore non era affatto ariano. Ben 39 discendenti del fondatore del Reich sono stati sottoposti a esami

Nell’articolo: Altrettanto fantasiosa è la spiegazione che Hitler fornisce in Mein Kampf in cui sostiene di essere stato scioccato dall’incontro a Vienna con un «Ostjude», un ebreo dell’Europa orientale dall’aspetto stregonesco. Più probabile è invece la precoce influenza subita a Monaco negli anni Venti delle idee antisemite del giornalista-editore Dietrich Eckart con il quale strinse una duratura amicizia. Dopo tutto, l’antisemitismo non lo inventò Hitler. Lui vi aggiunse solo le contorte pulsioni che si aggiravano negli oscuri meandri della sua psiche

Domizia Carafoli per “Il Giornale

Ebreo e pure nordafricano. Algerino, magrebino, come uno dei tanti poveracci che oggi la povertà spinge verso l’Europa. Popoli «inferiori» che non devono contaminare la purezza della «superiore razza ariana». Se qualcuno avesse voluto immaginare un «contrappasso» per Adolf Hitler nello sconosciuto girone infernale in cui si trova, non ne avrebbe potuto trovare uno più crudele. Per lui, ovviamente.
Che Hitler avesse sangue ebreo nelle vene era voce da tempo circolante, con svariate e talvolta fantasiose ipotesi. Ma ora sembra che sia la scienza a dimostrare, senza possibilità di confutazione, l’origine ebraica e forse anche nordafricana del Führer. Lo dimostrerebbe l’analisi del Dna. (more…)

Hitler-Franco, ecco perché l’alleanza non si fece

giugno 7, 2010

Nell’articolo:  “L’invio dei volontari franchisti a supporto dello sforzo bellico contro l’Urss era però l’unica concessione militare che Hitler riusciva a strappare. La Spagna restava, infatti, in una situazione di benevola neutralità nei confronti dell’Asse”

Eugenio Di Rienzo per “Il Giornale

Dopo un lungo colloquio con Francisco Franco, il 23 ottobre 1940 a Hendaye, Hitler confidò a Mussolini di «preferire di vedersi strappati tre o quattro denti piuttosto di dover nuovamente parlare con un uomo simile». Franco infatti, aveva respinto la proposta del Führer di fare entrare la Spagna a fianco dell’Asse, dimostrandosi sordo alle intimidazioni del capo della Germania nazista che nei mesi precedenti aveva fatto intendere di essere disposto a piegare la resistenza di Madrid anche attraverso l’invasione. (more…)

A cena con Hitler per capire l’origine del Male

marzo 27, 2010
Se vogliamo scoprire la mente di Hitler, dobbiamo penetrare la spessa cortina di testimonianze superficiali che la nascondono; il carattere ripugnante che ne formava l’espressione – e che non esiste forza del pensiero in grado di compensare – e gli inaffidabili intermediari che l’hanno commentata. Dobbiamo andare dritti alle parole di Hitler: non certo quelle delle sue lettere e dei suoi discorsi – che, per quanto preziose, sono troppo pubbliche, troppo ufficiali al nostro scopo; dobbiamo invece rivolgerci alle sue conversazioni private, le sue «conversazioni tenute a tavola». La conversazione che si fa a tavola, come i quaderni di appunti, rivela la mente di un uomo in modo molto più completo, più intimo, che qualsiasi discorso formale. Tutte le conversazioni riportate in questo libro ebbero luogo alla Wolfsschanze o al Wehrwolf. Esse si tenevano durante i pasti, talvolta a pranzo, altre volte a cena, ancor più spesso in occasione del pasto più socievole: la lunga successione di tè e pasticcini – che di solito si protraeva ben oltre la mezzanotte – che concludeva una giornata di lavoro. Poi Hitler si dilungava. Conversatore appassionato, pare che egli, con la sua voce e con i suoi occhi – sebbene fosse una voce aspra e gli occhi fossero freddi – ammaliasse i suoi ascoltatori: nelle conversazioni informali, a differenza che nell’oratoria formale, il suo tono era fresco, flessibile, a volte persino allegro. Ovviamente si trattava per lo più di monologhi – anche se Hitler gradiva le interruzioni che lo stimolavano – e naturalmente spesso si ripeteva. Nondimeno, pare che la cerchia dei suoi intimi – infatti soltanto i suoi intimi, e qualche occasionale e fidato ospite, presenziavano a queste funzioni – lo ascoltasse con piacere. Nei suoi monologhi, gli ospiti vedevano tutta la mente del Führer: i dettagli autobiografici – e non documentati – della sua giovinezza, la storia segreta del glorioso Kampfzeit, la terribile ma stimolante filosofia grazie alla quale aveva già realizzato tre quarti del suo vasto programma e ora – così sembrava – stava per realizzare il resto. (more…)

Testimone per caso dal bunker del Führer all’arresto del Duce

febbraio 26, 2010

Vita di Aimone Canape, aspirante cameriere che si trovò sempre al centro della Storia. In Il ragazzo del lago di Foa la straordinaria vicenda di un outsider. Protetto di una duchessa tedesca, divenne in seguito partigiano

Dice Aimone Canape che si trattava di un semplice tronco d’albero: «Un palo, solo un palo di ciliegio, grezzo e sbilenco, bloccava la strada appena fuori Musso». Eppure fu quel banale intoppo – un tronco posto di traverso che un’auto in corsa avrebbe potuto facilmente travolgere – a decidere gli ultimi giorni di Mussolini. Il famoso posto di blocco che fermò l’autocolonna tedesca con la quale viaggiava il capo della Rsi il 27 aprile 1945 era tutt’altro che un ostacolo insuperabile. Ma se ne stava lì, come un segno muto del destino che incombeva. Aimone Canape ha anche conservato una fotografia, scattata in quei giorni, dove si vede la strada stretta e tortuosa che percorrendo la riva occidentale del Lago di Como congiunge il paese di Musso a quello di Dongo. E si vede il tronco d’albero, appoggiato da un lato a un muretto. (more…)

RITROVATE LE TESTIMONIANZE DELLE GUARDIE DEL CORPO DEL FÜHRER

gennaio 12, 2010

“HITLER SEDEVA COL CAPO RECLINATO, SULLA TEMPIA DESTRA ERA VISIBILE IL FORO D´INGRESSO DELLA PALLOTTOLA. Eva Braun giaceva sul divano…”

Andrea Tarquini per “la Repubblica

«Hitler sedeva col capo reclinato, sulla tempia destra era visibile il foro d´ingresso della pallottola, largo più o meno come una moneta da dieci centesimi. Eva Braun giaceva sul divano…». Così le voci dei due supertestimoni di allora narrarono quel pomeriggio fatidico del 30 maggio 1945 nel Bunker della Cancelleria del Reich, a Berlino dove divampavano gli ultimi combattimenti tra la Wehrmacht e l´Armata rossa.

Voci segrete fino a ieri. Otto Günsche, aiutante personale del tiranno, e Heinz Linge, cameriere personale, entrambi guardie del corpo e persone di fiducia scelti dallo RSHA, l´Ufficio Centrale per la sicurezza del Reich, raccontarono tutto. Oggi per la prima volta la loro viva voce, restituitaci dai nastri BASF dei magnetofoni degli anni Cinquanta, ci riporta a quei momenti. Spiegel online e Spiegel tv li hanno trovati e resi pubblici. (more…)

«Hitler non è imbecille ma demagogo»

novembre 20, 2009

MILANO – «Non è per nulla un imbecille, ma un abile demagogo». Ci aveva visto giusto l’anonimo membro dei servizi segreti francesi che, nel lontano 1924, aveva compilato quello che presumibilmente è il più antico dossier spionistico su Adolf Hitler. Secondo quanto racconta il quotidiano transalpinoLe Monde lo scorso aprile il fascicolo sul futuro Fuhrer sarebbe stato ritrovato, per caso, in uno scaffale del celebre «armadio di ferro» degli Archivi Nazionali di Parigi. Nessuno sapeva che nella «cassaforte» dove sono custoditi i più importanti documenti della storia francese – come il giuramento della sala della Pallacorda, l’ultima lettera di Maria Antonietta e il Testamento di Napoleone – fosse stato conservato anche quest’incredibile dossier. (more…)