Posts Tagged ‘america’

Il cattolicesimo politico in America

ottobre 29, 2009

imagesMezzo secolo fa, non era così ovvio che un cattolico potesse diventare presidente degli Stati Uniti. Kennedy ci riuscì abbracciando due capisaldi del liberalismo: la fiducia nella soggettività e l’autonomia dalle istituzioni ecclesiastiche. Da qui la sua adesione al principio della distinzione tra stato e chiesa

Un libro di recente pubblicazione,The Making of a Catholic President: Kennedy vs. Nixon 1960” (scritto da Shaun Casey per Oxford University Press), rivela che Kennedy prese coscienza della profondità del risentimento che una porzione importante della popolazione americana aveva nei confronti dei politici cattolici soltanto nel corso della sua campagna presidenziale. Il problema non era il loro status di politici, quanto quello di cattolici. Dal punto di vista protestante, ed allora gli Stati Uniti erano un paese decisamente bianco e protestante, essere cattolici politici significava rappresentare una sorta di lunga manus del Vaticano. Pastori come il metodista G. Bromley Oxnam, che Casey introduce come ‘la cosa più vicina ad un cardinale protestante americano del XX secolo’, mise in guardia contro il pericolo rappresentato da politici cattolici che funzionano da cinghia di trasmissione di una potenza straniera. (more…)

Pugno di Bush in guanto di Obama

settembre 17, 2009

obama-mcchristalL’America continua a condurre la guerra al terrore, cambiando toni e parole

Sì, la retorica è cambiata. I toni sono diversi. E, inoltre, la voce vellutata del nuovo presidente suscita emozioni forti e speranze di cambiamento sconosciute prima d’ora. Ma, riconosciuto tutto questo, che non è poco, la politica di sicurezza nazionale di Barack Obama è identica a quella elaborata da George W. Bush dopo l’11 settembre 2001. Non lo dice solo Osama bin Laden, o chi per lui, ma ogni singolo atto ufficiale della Casa Bianca al netto delle parole suadenti di super O. e del pensiero unico del giornalista collettivo. Obama è abilissimo a dipingersi come il leader che cancella il bushismo e capace di proporre politiche di netta cesura col passato, una per una poi plasticamente disattese. La Casa Bianca non parla più di guerra al terrorismo e non fa esplicito riferimento al jihadismo islamico. Ma oltre alle parole, ci sono i fatti. Negli ultimi due giorni, Obama ha compiuto due passi ufficiali che hanno spinto i più attenti paladini dei diritti civili e un paio di testate giornalistiche il cui obamismo è assoluto e militante, come la New York Review of Books e il magazine Slate, a decretare che sui temi della sicurezza nazionale non c’è alcuna differenza tra il presidente numero 43 e il numero 44. (more…)