Posts Tagged ‘andrea camilleri’

Andrea Camilleri, Pirandello contro il Gattopardo

agosto 26, 2011

Luigi Pirandello (Agrigento 1867 - Roma 1936; Nobel per la Letteratura nel 1934) in un disegno di Paolo Galetto

Nel romanzo I vecchi e i giovani un personaggio ricorda il principe di Salina. Ma lo scrittore, a differenza di Tomasi, non ne condivide lo scetticismo verso la nuova Italia unita

Il brano che pubblichiamo in questa pagina è tratto dall’introduzione scritta da Andrea Camilleri per una nuova edizione di I vecchi e i giovani , il romanzo meno conosciuto del suo concittadino Luigi Pirandello, che esce oggi per Rizzoli (pp. 454, 8,90). Il libro, a cui il drammaturgo lavorò dopo lo scandalo della Banca Romana e la repressione nel sangue dei Fasci siciliani, racconta la fine delle speranze risorgimentali, con una implacabile denuncia della corruzione e del trasformismo della classe politica italiana. È un doloroso omaggio alla «sicilianitudine», ma soprattutto un congedo dall’epopea del Risorgimento e dai sogni coltivati dall’autore nella sua giovinezza. Un romanzo vasto (l’opera più lunga e complessa di Pirandello) che intreccia una molteplicità di personaggi e di situazioni. Tra i personaggi principali spicca don Ippolito Laurentano, un principe rimasto fedele al Regno delle Due Sicilie anche dopo l’Unità, che vive ritirato nel suo feudo di Colimbètra, circondato da un piccolo esercito privato che indossa la divisa borbonica.

Andrea Camilleri, da “La Stampa

Il giovanissimo Pirandello, prima di partire per Bonn e lì laurearsi, aveva manifestato forti simpatie verso il radicalismo, verso un socialismo più letterario che politico, ferma restando comunque la sua inattaccabile fede patriottica. Rientrato in Italia, ed essendo nel frattempo diventato legale il partito socialista, fino a quel momento fuori legge, Pirandello aveva ripreso i contatti coi suoi amici di tendenza radicale, ora diventati in gran parte socialisti a pieno titolo. (more…)

Il commissario Panebianco

giugno 8, 2010

Nell’articolo:  “Il concorso esterno esiste eccome, nel Codice: come il concorso in omicidio, in rapina, in occultamento di cadavere e così via. L’applicazione del reato concorsuale risale addirittura a metà Ottocento per il concorso esterno in brigantaggio da parte dei non briganti che si mettevano al servizio dei briganti”

Marco Travaglio per “Il Fatto

Ci vuole tanta pazienza, col Pompiere della Sera. Domenica auspicavamo che l’improvvisa aggressività usata contro Di Pietro dal quotidiano più conformista d’Italia segnasse una svolta e l’articolo “Ambiguità e silenzi di Di Pietro” inaugurasse una saga a puntate (“Ambiguità e silenzi di Berlusconi”, “diCasini”, “di Bossi”, “di Bersani”, “di D’Alema” e, perché no, “di Schifani”). Invece no: siamo fermi alla prima puntata. Almeno per i politici. Perché, sommerso dalle repliche e dalle carte di Di Pietro, il Pompiere incendiario ha deciso di aprire un altro fronte, appiccando il fuoco all’opera di un intellettuale che ha il brutto vizio di opporsi al regime berlusconiano: Andrea Camilleri. Si cura di lui e del suo commissario Montalbano, anch’egli inguaribilmente antiberlusconiano, il professor Angelo Panebianco. (more…)

Andrea Camilleri legge Ennio Flaiano: quando i critici sbagliano

marzo 21, 2010

Lo scrittore siciliano sull’autore ignorato all’epoca dagli “occhialuti cerberi custodi” della letteratura

di Andrea Camilleri

In vita, Flaiano dà alle stampe sei libri. Il primo, che s’intitola Tempo d’uccidere, lo scrive dietro le affettuose insistenze di Leo Longanesi nel 1947. Con quel romanzo vince il Premio Strega. All’epoca, Flaiano ha 37 anni, e ha tutte le carte in regola per debuttare come romanziere. Molto giovane ha collaborato con articoli a Occidente, a Quadrivio, continuando poi a scrivere con frequenza su Oggi, Risorgimento liberale e Omnibus. L’esperienza del Mondo di Pannunzio verrà dopo. Inoltre è un nome ormai noto nel cinema come soggettista e sceneggiatore.

La figura di Flaiano come narratore è perfettamente definita, anche perché i suoi articoli di costume quasi sempre tendono al racconto, a organizzarsi come microstorie. Poi vengono Diario notturno, Una e una notte, Il gioco e il massacro, premio Campione, e Ombre bianche. Una produzione di così alta qualità, di così sottile, penetrante, ironica intelligenza, di così raffinata eleganza di scrittura, non ha avuto dalla maggior parte della critica militante quel serio riconoscimento che avrebbe ampiamente meritato. Anzi. I cinque grandi della critica, in quegli anni molto attivi su quotidiani e riviste, Pancrazi, De Robertis, Debenedetti, Contini e Cecchi ignorano costantemente l’opera di Flaiano. E se si vanno a consultare i dizionari divulgativi, al nome di Flaiano sono dedicate poche, riluttanti righe. Nella Storia europea della letteratura italiana di Alberto Asor Rosa, a FlaIano sono dedicate quindici righe, però capovolgendone l’iter, partendo cioè dalla sua attività di sceneggiatore con Fellini, per concludere che Tempo di uccidere è colmo di astratte ambiguità. E l’elenco delle vistose esclusioni potrebbe continuare. (more…)

Il «Camillerismo»

agosto 22, 2009
imagesdi Pietrangelo Buttafuoco
Il migliore dei mondi possibili, caro Direttore, coincide con la migliore delle Italie. È quella civile, democratica e senza più Silvio Berlusconi. È dunque il Paese – per dirla con Andrea Camilleri, lo scrittore più amato dall’opinione corrente – senza più «il sedicente politico che racconta le barzellette, canta canzonette, fa le corna nelle fotografie, gioca a cucù con una prima ministra».Berlusconi, al pari di Camilleri, è il politico che l’opinione corrente ha più a cuore ma è una bella gara tra i due a spartirsi gli applausi perché a differenza del padre di Montalbano, vertice della migliore Italia, l’attuale presidente del Consiglio è il risultato dell’ignavia nazionale, ovvero, la peggiore Italia derivata dalla «berlusconite, un’infezione mortale incurabile, che porterà alla rovina l’Italia tutta». Ho preso a pretesto questa citazione che è il «Pretesto» numero 1 a firma Camilleri. È tratta dal libro che il sublime autore de Il birraio di Preston ha dato in stampa per Chiarelettere: Un inverno italiano. Cronache con rabbia 2008-2009. Si tratta di una raccolta: le conversazioni tra il venerando maestro e un devoto discepolo, Saverio Lodato, pubblicate su l’Unità. Sarà di sicuro un best seller perché, al pari del Grande Comunicatore (Berlusconi secondo definizione dei due), quanto a consenso, anche il somministratore di cabbasisi non scherza. È il giorno dopo giorno secondo la rubrica «Lo chef consiglia». La portata più bella è questa: «Impronte di bambini in salsa rom» ma l’argomento fondamentale è ovviamente Berlusconi perché – si sa – la fissazione è peggio della malattia e il pretesto mi soccorre perché la lettura dell’antologia urge di ulteriore domanda: «Maestro, ma non è che con l’ossessione di Berlusconi, questa infezione mortale incurabile come da sua definizione, si alimenta l’odio, dicasi odio, quello per cui l’unica strada per venirne fuori è una guerra civile per appenderlo infine a testa in giù, il Piccolo Cesare (cosa a lei tanto cara, visto che il paragone più immediato è Benito Mussolini)?». (more…)

Andrea Camilleri: “La mia rabbia libera”

agosto 4, 2009

imagesIl premier e le sue televisioni. La Bindi e la Binetti. Il Pd e i suoi malesseri. Il Sud e Lombardo. In un libro il j’accuse del padre di Montalbano. Colloquio con Andrea Camilleri

 

Questo è il Paese dei Campanelli e la sua classe dirigente è da operetta… Andrea Camilleri non rinuncia all’abituale ironia per descrivere una situazione che ritiene drammatica. Negli ultimi mesi ha seguito giorno per giorno la vicenda nazionale e ne ha fatto, insieme a Saverio Lodato, un diario quotidiano su ‘l’Unità’, ora raccolto in un volume con il titolo ‘Un inverno italiano. Cronache con rabbia 2008-2009’ (Edizioni chiarelettere). È un libro denso che coinvolge come uno dei suoi racconti, ma che impressiona come un catalogo degli orrori. Sono gli orrori di una politica che ha perso il senso della sua funzione e del bene comune, che grida parole per riempire il vuoto di contenuti, che asserisce e smentisce, che elegge la volgarità a stile di vita, che irride la povertà e mente sulla realtà di una crisi economica rovinosa. (more…)

“Sciascia? Qua nessuno lo canusce”

giugno 28, 2009

A26FE6BCAAYG3CDCAW0CMGBCA75B0HPCA6H0CEGCARXFZQJCA55XBIJCANF31OYCAM238DZCA5AVW25CA95SBCNCACAN9WFCA9Z9ON8CA5YG5E8CAH36O9PCAQ7I8TDCA1GAXQACAL1O6ZICA9HS8NQA Racalmuto per incontrare lo scrittore. Ma tutto il paese si prodiga per nasconderlo al visitatore sconosciuto

 

ANDREA CAMILLERI

Una volta, leggendo il carteggio Pirandello-Martoglio, mi venne d’osservare che in Sicilia l’esercizio dell’amicizia è un’arte assai difficile da praticare. Infatti, tanto più profonda e sincera è l’amicizia siciliana e tanto è più fragile, basta un nonnulla a romperla. Dopo anni d’intesa, di collaborazione, di aiuto reciproco, Pirandello rimprovera a Martoglio una parola. Una sola parola, non una frase, che non andava detta. E da quel momento non si scriveranno più, non si frequenteranno più. (more…)