Posts Tagged ‘anna fallarino’

Il rifugio della marchesa: l’isola dei festini proibiti

agosto 29, 2010

Nella villa di Zannone, tra i ricordi dei Casati Stampa

Nell’articolo: Doppiato Capo Negro, dove accanto al vecchio faro accorrono due mufloni, si attracca nella località Varo, vicino alla pescheria romana dove la bella Anna Fallarino in Casati Stampa si fece riprendere dal marchese in quella posa discinta, simbolo del rinnovato mito della maga Circe mangiatrice di uomini. Un sentiero scavato nella roccia dai monaci benedettini che coraggiosi si insediarono a Zannone nel VI secolo dopo Cristo, costeggiato da piante di mirto, lentisco, erica, cisti, fillirea, corbezzolo, ginestra, lavandula, euforbia arborea, conduce in una sinfonia di profumi all’abbazia benedettina, o meglio alla villa che i Casati vi hanno costruito sopra

Dino Messina per “Il Corriere della Sera
SAN FELICE CIRCEO (Latina) — Quando quella foto della marchesa Anna, scattata sull’esclusiva isola di Zannone, fece il giro dei quotidiani e dei settimanali, la soglia del comune senso del pudore ebbe un abbassamento verticale. Gli italiani, che a dicembre avrebbero vista approvata la legge sul divorzio, non si erano ancora riavuti dallo choc per l’arresto di Walter Chiari, incarcerato ingiustamente per tre mesi con l’accusa di uso di cocaina, che subito dovettero familiarizzare con una storia di libertà sessuale spinta agli estremi: un discendente delle più antiche famiglie lombarde, titolare di uno dei maggiori patrimoni, organizzava orge con la seconda moglie, Anna Fallarino, ex modella e soubrette di modeste origini beneventane, che aveva recitato per pochi secondi accanto ad Antonio De Curtis, in «Totò Tarzan». (more…)

ROMA, AGOSTO 1970. IL MARCHESE CASATI UCCIDE LA MOGLIE, L’AMANTE DI LEI E SI SUICIDA

giugno 11, 2010

UNA STRAGE CHE, NELL’ITALIA BORGHESE, RIVELA UN MÉNAGE ORGIASTICO, COL MARCHESE CHE GODEVA NEL FOTOGRAFARE LA MOGLIE CHE SCOPAVA CON GLI ESTRANEI – LA VERSIONE UFFICIALE DELL’ITALIA BENPENSANTE E GUARDONA: UN DRAMMA DELLA GELOSIA – MA 40 ANNI DOPO IL LIBRO DI UN’AMICA DI FAMIGLIA SVELA UNA STORIA MOLTO, MOLTO DIVERSA. FATTA DI DENARO, RICATTI E DI UNA DONNA CHE VOLEVA SOLTANTO UN AMORE NORMALE

Nell’articolo: “Venni a sapere degli scambi di coppia, delle orge alla cocaina, delle pareti a specchio nella camera da letto di Anna e Camillo che consentivano di spiare le stanze confinanti… Decisi di partire immediatamente”

Mariella Boerci per “Vanity Fair”

Cara bambina – perché tu sei ancora una bambina, e cerca di rimanerlo il più a lungo possibile -, in questi giorni e forse anche in quelli della vacanza precedente e tutte le volte che mi hai fatto visita a casa, soprattutto negli ultimi tempi, avrai avuto agio di renderti conto che non sono una donna soddisfatta come voglio far credere. Ho i soldi, le ville, le pellicce, i gioielli e le invidie degli altri ma, credimi, non sono la ricchezza e la nobiltà, come pensavo, che donano la felicità… Sarei stata felice se solo fossi stata amata in maniera normale. Camillo ha sempre cercato di convincermi del contrario. Mi dice che il suo amore per me aumenta e si sublima quando mi vede scopare con altri, uomini o donne che siano purché sia lui a sceglierli, e io sono stanca, stanca, stanca…

 «Negli ultimi mesi le sue fisse di fare e di trasgredire sono aumentate come se fosse incalzato da un’irrefrenabile frenesia che lo costringe a correre e a farmi correre appresso alle sue fantasie. Adesso come non mai sono arrivata alla convinzione che lui non stia tanto bene con la testa, e che la sua situazione mentale stia peggiorando… È arrivato il momento di dire basta, ci vuole audacia, tanta audacia, lo so. Avevo già provato, qualche tempo fa, a dirgli che se non la smetteva intendevo lasciarlo, e lui mi ha risposto che me ne sarei dovuta andare via da casa sua nuda e cruda come mi avava presa. Io però non intendo ridiventare povera. Come si fa a vivere se non si possiede più niente?

 «Pensa che ti ripensa ho elaborato un piano che non può fallire. Gli parlerò chiaramente e se i miei prossimi giorni si metteranno nel verso giusto, come mi auguro, continuerò a essere nobile e ricca. Nel caso si dovesse rifiutare di accontentarmi, lo ricatterò, lo minaccerò di rivelare le sue perversioni pubblicamente con il testimone che mi sono trovata e, se ci sarà bisogno, metterò di mezzo e in moto anche tuo padre, i carabinieri, la magistratura, tutto quanto mi sarà possibile. Se voglio, ho tantissime risorse a cui attingere per farmi valere, non posso dargliela vinta a quel prepotente. Certo è un peccato, io ancora lo amo, ma dopo le ultime cose che mi ha obbligato a fare prima che arrivassimo sull’isola e poi anche qui, ho capito di non sapere più che farmene di un amore così devastante e avvilente. Desidero solamente ridiventare libera da costrizioni e riconquistare la dignità che ho perso in questi anni.

 «Ciao, spero di rincontrarti quando sarò diventata una donna migliore, credo di meritarmi qualcosa di più dalla vita».

 Non fu gelosia, dunque. Fu un ricatto, una notte di fine agosto di quarant’anni fa, ad armare la mano del marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, erede di una fra le più ricche e antiche famiglie della nobiltà milanese, contro la moglie, Anna Fallarino, e il giovane studente che allietava i loro amplessi, Massimo Minorenti, prima di uccidersi a sua volta con un colpo di fucile in bocca. Lo rivela in una biografia – La marchesa Casati, che prima ancora di uscire ha messo in gara l’una contro l’altra, per aggiudicarsi i diritti cinematografici, quattro case di produzione – una bella signora dal parlare rapido e asciutto: Mariateresa Fiumanò. (more…)