Posts Tagged ‘antonio di pietro’

Flores d’Arcais a Di Pietro: “È ora di cambiare”

giugno 24, 2010

di Paolo Flores d’Arcais, da il Fatto Quotidiano, 23 giugno 2010

Nell’articolo: Non può non averti colpito il risultato delle regionali in Emilia-Romagna, ad esempio, dove quattro ragazzi sponsorizzati da Beppe Grillo, senza mezzi, hanno ottenuto pressoché la stessa percentuale del tuo partito. Non illuderti che possa costituire un caso eccezionale, segnala semmai un trend, dimostra che c’è un “elettorato orfano” alla ricerca di una lista che lo possa rappresentare nelle istituzioni, un elettorato esigente, che se vede le parole non mantenute si dirige altrove, o diserta le urne. Come del resto già largamente fa

Caro Antonio, sono sicuro che anche la nuova iscrizione sul registro degli indagati, atto dovuto per via dell’ennesima denuncia di Elio Veltri, finirà come tutte le altre inchieste che su di te si sono susseguite negli anni: in una bolla di sapone, archiviazione o assoluzione.

Non lo dico per aprioristico fideismo, ma per il più fondato e irrefutabile dei motivi, l’empirica attenzione ai precedenti. Che dovrebbe insegnare qualcosa anche ai tuoi antipatizzanti, oltre che ai detrattori professionali. E tuttavia penso che, non già il ripetersi di accuse inconsistenti, ma qualche scricchiolio di incertezza che tu stesso avvertirai anche presso tuoi compagni di partito, potrebbe e dovrebbe essere per te motivo di una più generale riflessione.

Sono infatti convinto che le esitazioni e titubanze che filtrano anche tra chi condivide “toto corde” la tua opposizione intransigente al regime di Berlusconi (e ne lamenta invece il carattere fiacco o inesistente dei dirigenti Pd), non siano dovute alla minore inverosimiglianza delle ultime imputazioni elioveltriane, ma all’orizzonte politicamente opaco in cui esse finiscono per collocarsi, orizzonte del quale – questo sì – tu sei pienamente responsabile.

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TIRO CON L’ARCUS

giugno 23, 2010

STORIA DELLA SOCIETÀ DEL TESORO TANTO AMATA OLTRETEVERE – FONDATA NEL 2004 HA ELARGITO OLTRE 13 MLN € PER ARTE SACRA ED EDIFICI VATICANI – UN CARROZZONE PUBBLICO BIPARTISAN SPREMUTO PER FAVORI A AMICI O PARENTI, MA SOPRATTUTTO PER ATTUARE UNA STRATEGIA PRECISA DELLA CHIESA “RUINIATA”: SOSTENERE L’ARTE RICONDUCIBILE ALLA CHIESA – UNA “MANNA DAL CIELO”, MENTRE A ROMA CAPITA CHE CROLLINO 60 MQ DEL SOFFITTO DELLA DOMUS AREA…

Nell’articolo: Un altro macroscopico esempio romano è il Colosseo, per cui spesso si sentono invocare sponsor privati, ma che non è mai stato una voce di spesa per Arcus. Invece, nessun problema a elargire un milione di euro alla Basilica di Pompei, 500 mila euro al Vicariato di Roma per la Chiesa del Gesù o 200 mila euro alla Compagnia di Gesù per la costituzione di un museo

Giampiero Calapà per “il Fatto Quotidiano

Arcus Spa – la società di proprietà del ministero dell’Economia che ha finanziato fra gli altri la Propaganda Fide del cardinale Crescenzio Sepe (2,5 milioni di euro) e le attività professionali della sorella archeologa di Niccolò Ghedini (due milioni di euro per gli scavi di Nora) – è stato in questi anni un carrozzone pubblico spremuto per qualche favore a amici o parenti, ma soprattutto per attuare una strategia precisa della Chiesa “ruiniana”, attuata da politici di centrodestra e centrosinistra dichiaratamente vicini a Oltretevere.

Al debutto nel 2004 con il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani (governo Berlusconi II), laico di estrazione socialista, i fondi con cui Arcus finanzia arte sacra e affini sono briciole: su un totale di 48 milioni di euro, scorrendo l’elenco del “programma d’interventi del triennio 2004/2005/2006” si trova un milione di euro per un complesso conventuale di Molfetta e 300 mila euro per il restauro di una chiesa di Terlizzi. Niente di più. (more…)

“Le mie accuse non sono archiviate ecco perché ora Tonino è indagato”

giugno 23, 2010

Parla Elio Veltri, cofondatore dell’Italia dei Valori: ho denunciato la gestione dei rimborsi dal 2001 al 2009. “I fondi non venivano percepiti dal partito, ma dall’associazione gestita da Di Pietro, da sua moglie e da Silvana Mura”

Nell’articolo: “Siccome Di Pietro ha la querela facile dico che quello che penso non conta. Accerterà il magistrato. Io intanto il mio dovere l’ho fatto. Oltretutto quell’associazione era un soggetto semi-clandestino. Ad esempio, io non sapevo che esistesse ed ero vicepresidente del partito. Della sua esistenza l’ho saputo casualmente solo nel 2006. E pensare che mi pagavo le campagne elettorali da solo…”.

Alberto D’Argenio per “La Repubblica

Elio Veltri, è lei che ha consegnato ai magistrati l’esposto che ha portato all’iscrizione al registro degli indagati di Antonio Di Pietro. Che nel frattempo ha annunciato una querela nei suoi confronti. Come reagisce?
“Non reagisco perché per Di Pietro contano solo le querele. Dei comportamenti etici e politici non dà mai conto. Il suo annuncio, dunque, non mi meraviglia, mi lascia indifferente. Anche se scambiare la politica con i tribunali è gravissimo. Ci sono due piani di comportamenti: uno etico-politico del quale nelle grandi democrazie tutti devono rispondere, uno giudiziario. E le sentenze non giustificano sempre i comportamenti”.

Cosa vuol dire?
“Nel 1981 ho litigato con Craxi e sono uscito dal Psi. Ma allora nessuno era indagato e quindi secondo la logica di Di Pietro non avrei dovuto lasciare i socialisti”. (more…)

Tutti gli scheletri del supermoralista

giugno 22, 2010

Nell’articolo: Il supermoralista lo ripete spesso: appena c’è un sospetto, bisogna correre dai magistrati e raccontare tutto per aiutare le indagini. Ecco, il fatto curioso è che ultimamente a Di Pietro tocca correre spesso dal magistrato

Paolo Bracalini per “Il Giornale

E adesso, che fine farà la campagna per il «Parlamento pulito», adesso che tra i non puliti, gli onorevoli inquisiti da tenere a debita distanza, c’è pure lui, il campione dei valori, il Mastrolindo della politica italiana, l’eroe della legalità, Antonio Di Pietro? Azzardiamo un pronostico: non cambierà assolutamente niente, tutto come se nulla fosse. In fondo è la specialità di Tonino, capace come pochi altri di ficcarsi sempre in tremendi pastrocchi ma di uscirne sempre con la stessa olimpica nonchalance. Anche perché, diversamente da molti suoi nemici, il più delle volte peones o moralisti improvvisati (mentre lui ha il master in quella materia), non sono minimamente all’altezza del suo talento comunicativo e della sua micidiale capacità – ereditata dai vecchi mestieri di poliziotto e magistrato – di archiviare, raccogliere e ritrovare all’occorrenza carte giudiziarie e documenti per controbattere, «carte alla mano», alla accuse. (more…)

PIERCAZZEGGIANDO CASINI (TRAVAGLIO IN MISSIONE DI LESO SCIACALLAGGIO SULL’INTOCCABILE DI PIETRO)

giugno 9, 2010

Nell’articolo: “Volendo, poi, si potrebbe dare un’occhiata a quel tabernacolo di moralità che è l’Udc. In Sicilia, per dire, il suo uomo è Totò Cuffaro, condannato in appello per favoreggiamento alla mafia: nel 2006 Casini disse che non avrebbe candidato “nessun inquisito tranne Cuffaro” perché “sulla sua innocenza garantisco io”

Marco Travaglio per “il Fatto Quotidiano

Ancora nulla di fatto per la seconda puntata della serie “Silenzi e ambiguità dell’onorevole…” inaugurata dal Corriere apposta per Di Pietro, chiamato a discolparsi per le case che non ha affittato e non ha abitato, ma soprattutto per essersi laureato in quattro anni invece di andare fuoricorso e per aver segnalato il luogo e i protettori della latitanza del faccendiere Pazienza alle Seychelles anziché farsi i fatti suoi.

In compenso, al dossier del Corriere si appiglia un noto statista, già portaborse di Bisaglia e Forlani, poi assurto nientemeno che alla presidenza della Camera e ora finto oppositore del governo: Pier Ferdinando Casini. “Di Pietro – dice Piercasinando – è uno sciacallo che costruisce la sua fortuna politica sulle disgrazie del Paese e su un moralismo che non mi piace. Ci ha spiegato per anni, quando si parlava degli altri, che un conto sono le verità processuali, un conto la necessità che un politico sia al di sopra di ogni sospetto. (more…)

L’ITALIA DEI VALORI (IMMOBILIARI)

giugno 7, 2010

TUTTI GLI AFFARI DELLA FAMIGLIA DI PIETRO E DELLA FEDELISSIMA SILVANA MURA (AFFITTI DI PROPAGANDA FIDE E CARIPLO COMPRESI) – DA ANNI TONINO, LA MOGLIE E I FIGLI GIOCANO A MONOPOLI: COMPRARE CASE PER POI AFFITTARLE ALL’IDV PER PAGARE IL MUTUO (CON SOLDI PUBBLICI) – E LA RECENTE ISCRIZIONE DELL’EX PM ALL’ALBO DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI GLI CONSENTE DI SCALARE LE TASSE, SCENDENDO DAL 20% ANCHE FINO ALL’1%…

Nell’articolo: Pur generica, l’opinione di Di Pietro in merito è stata questa: «Alcuni giocano, altri speculano, altri evadono le tasse e altri ancora girano il mondo o se la godono e si divertono. Io ho preferito e preferisco fare la formichina come mi hanno insegnato i miei genitori». Tuttavia, secondo il 740 dipietresco dal 1996 a oggi, ha guadagnato in tutto 1 milione di euro netti e ne ha dichiarati circa 200.000 l’anno

Filippo Facci per “Libero

All’associazione blindata che gestisce i soldi dell’Italia dei valori – sulla quale sta indagando una procura, anzi due – Antonio Di Pietro ha da tempo aggiunto un terzo soggetto economico: è la società An.To.Cri., una Srl con a capo ovviamente se stesso e come socia l’onnipresente tesoriera Silvana Mura più il suo compagno (o ex compagno) Claudio Belotti, medesimo personaggio cui è intestato l’affitto di uno degli appartamenti romani attribuito alla «cricca ».

L’oggetto sociale della An.To.Cri. Srl sono acquisti immobiliari a raffica. Per capire di che cosa si sta parlando c’è solo da azzardare un riepilogo di tutta l’impressionante sequenza partitica & societaria & familiare & immobiliare dell’uomo che seguita, ancor oggi, a sventolare il vessillo del conflitto d’interessi e della lotta alle commistioni tra politica e affari.

LA LISTA DELLA SPESA
1) Di Pietro nel 1999 acquista due appartamenti tra loro adiacenti a Busto Arsizio – diverranno uno solo – per complessivi 370 metri quadri. Costo: 845.166.000 lire. Di Pietro ha sostenuto di averli rivenduti nel 2004 per 655.533,46 euro.

2) Di Pietro, nello stesso anno, 1999, acquista un bilocale a Bruxelles di 80 metri quadri. Costo: 204 milioni di lire.

3) Di Pietro il 3 gennaio 2002 acquista un appartamento a Roma, in via Merulana, di 180 metriquadri. Costo: circa 400.000 euro. È dove vive durante i soggiorni romani. Il 18 novembre 2002 risulta emessa una fattura di 7200 euro relativa a «Lavori per vostro ordine e conto svolti nella sede sociale di via Merulana 99 Roma, imbiancatura e stuccatura pareti, riparazione idraulica». (more…)

«Dalla laurea agli appartamenti In queste carte la mia verità»

giugno 6, 2010

Di Pietro: mai fatto uso privato dei soldi del partito

da “Il Corriere della Sera

Caro Direttore, il Corriere della Sera di ieri, con unarticolo in prima pagina a firma Marco Imarisio, ha adombrato il sospetto di miei «silenzi ed ambiguità» riguardo la mia storia personale. Vorrei rispondere ai rilievi mossi, documentando punto per punto. Mi scuso, innanzitutto e preliminarmente, per la pignoleria e per la montagna di carte processuali a cui faccio riferimento e che le invio.

Ma — mi creda — ad un persona come me — invisa a molti e con pochi strumenti di informazione a disposizione — non rimaneva e non rimane altra scelta che ricorrere alla Giustizia per vedere riaffermata, nero su bianco, la verità rispetto alle mille menzogne che sono state scritte sul mio conto in tutti questi anni. E veniamo al merito dell’articolo:

1. Non sono stato affatto convocato dai magistrati di Firenze con «tanto di apposito decreto di notifica».

2. Non è affatto vero che io mi sia laureato in modo anomalo. Mi sono iscritto all’Università di Milano nell’anno 1974 e mi sono laureato nel 1978, rispettando appieno il piano di studio all’epoca previsto da quell’Università per la laurea in legge. Sono certo che anche Lei e il dottor Imarisio avete rispettato il piano di studio e vi siete laureati senza andare fuori corso. E’ semmai anomalo il comportamento di quegli studenti che sforano il piano di studio e vanno «fuori corso», non di chi lo rispetta e si laurea nei tempi previsti. Lo stesso giornalista, peraltro, riferisce che «l’istituto di presidenza della facoltà confermò a suo tempo che tutto era in regola». Il mio certificato di laurea e il mio libretto degli esami sono già stati pubblicati una miriade di volte e, comunque, invio anche a lei un’ulteriore copia. Le invio anche copia della causa per danni da me notificata al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per aver sostenuto nella trasmissione “Porta a Porta” del 10 aprile 2008 che la mia laurea fosse falsa. Causa, ad oggi, ferma alla Camera dei Deputati, a seguito della sua ric h i e s t a d i insindacabilità ex art. 68 Cost. (more…)

I silenzi e le ambiguità dell’onorevole Di Pietro

giugno 5, 2010

Dalla laurea agli immobili: le voci (a volte senza risposta) sul leader Idv

Marco Imarisio per “Il Corriere della Sera

Non è vero che la stampa sia sempre cattiva con lui. Lo scorso 17 maggio Antonio Di Pietro era uscito dalla procura di Firenze dirigendosi con piglio sicuro verso piazza della Repubblica, dove troneggiava e fumava un finto reattore nucleare di cartapesta, propedeutico alla raccolta di firme dell’Italia dei valori per un referendum sul tema. Tra applausi, cori e foto ricordo con i suoi sostenitori, l’ex pubblico ministero si era definito un «teste d’accusa».

 Di Pietro disse che aveva spontaneamente scelto di mettere a disposizione degli ex colleghi la sua esperienza di investigatore. I magistrati che seguono l’inchiesta sugli appalti per le Grandi Opere l’avevano convocato come persona informata sui fatti, invece, con tanto di apposito decreto di notifica. C’è differenza.

Quel giorno il dettaglio era diventato una nota a margine, le cose che contano in fondo sono altre. Un peccato veniale. Giocare con le parole, dire e non dire, abbellire la realtà, è tutto lecito. Solo che spesso Antonio Di Pietro trasforma le sue piccole furbizie in metodo. Non risponde, non del tutto almeno, oppure parla d’altro, evocando complotti e mandanti occulti. Altre volte, semplicemente, tace. E non si accorge che così facendo fa il gioco dei suoi detrattori, una legione sempre più numerosa. Vecchia storia, questa delle sparate che si mischiano a silenzi e a repliche invece puntuali. Ancora attuale, però. L’approccio mediatico rimane invariato nel corso del tempo, e non accenna a migliorare, dando così un indubbio contributo alla genesi di leggende metropolitane che riguardano anche su dettagli non proprio fondamentali nella complessa biografia dell’onorevole. Ad anni alterni torna fuori, tra dubbi e ironie, il suo personale tour de force per laurearsi in Legge alla Statale di Milano. La tesi venne discussa nel 1978, il giovane Di Pietro ci arrivò sostenendo 22 esami in 32 mesi, compresi «mattoni» quali diritto privato, pubblico, amministrativo. L’istituto di presidenza della facoltà confermò a suo tempo che tutto era in regola. Ma le illazioni, falsità di vario genere, sono proseguite, nel silenzio del diretto interessato, al quale basterebbe poco per mettere a cuccia i detrattori. (more…)

Io intercetto, voi no

Mag 13, 2010

Le ultime rivelazioni sulle intercettazioni di D’Alema e Fassino illegalmente e gentilmente offerte a Berlusconi, riportano alla mente un altro episodio della sua luminosa carriera, ovviamente dimenticato: quando era lo stesso Cavaliere a intercettare di nascosto i suoi ospiti per carpire loro false accuse contro Di Pietro. È l’autunno ‘95 e Di Pietro, uscito da un anno dalla magistratura, è nel mirino della Procura di Brescia. Ma le inchieste languono e rischiano di finire archiviate. Si avvicina l’entrata in politica del pm più popolare d’Italia e Berlusconi ne è terrorizzato.

Così invita ad Arcore un suo vecchio dipendente e amico, il costruttore Antonio D’Adamo, che era amico pure di Di Pietro e nuota in pessime acque, con 40 miliardi di debiti con le banche. Berlusconi s’impegna ad aiutarlo finanziariamente, ma in cambio vuole una sola cosa: la testa di Tonino. Quando, alle 12:55 del 7 settembre, D’Adamo esce dalla villa di Arcore, chiama la figlia che gli domanda: “Papà, ma tu sei riuscito a fare qualcosa per lui?”. E D’Adamo: “Certo, Patrizia, c’è tutta una contropartita…”. L’amico Silvio gli ha appena promesso un po’ di respiro dalle banche creditrici e un intervento per sbloccare certi affari edilizi in Libia. Passano due anni e il 13 maggio 1997 Cesare Previti produce a Brescia un memoriale scritto da D’Adamo che rievoca creativamente il famoso prestito di 100 milioni fatto dal costruttore all’ex pm e poi restituito, e altri particolari opportunamente ritoccati per accreditare l’ipotesi accusatoria dei pm bresciani: che Di Pietro abbia concusso il banchiere Pacini Battaglia per salvarlo da Mani Pulite in cambio di una tangente parcheggiata sui conti di D’Adamo. (more…)

LA DISPERAZIONE DI MASTELLA

Mag 11, 2010

“HANNO FATTO DI TUTTO PER FREGARMI. di pietro ORA DEVE CHIARIRE” – e tonino ammette “di aver fatto il suo dovere di cittadino dopo essere venuto a conoscenza di fatti che potevano interessare la magistratura” – clemente: “sono vittima di una scientifica aggressione mediatico-giudiziaria da parte di varie procure con modalità che si somigliano fra loro. Qualcuno voleva eliminarmi dalla scena politica utilizzando strumenti illegali”…

Gian Marco Chiocci per “il Giornale”

 Onorevole Clemente Mastella. Si sente vittima di un complotto?
«Quanto ho letto stamattina (ieri, ndr) sul Giornale mi ha fatto venire i brividi. È terrificante. È la dimostrazione di quanto vado sostenendo da tempo: sono vittima di una scientifica aggressione mediatico-giudiziaria da parte di varie procure con modalità che si somigliano fra loro. Qualcuno voleva eliminarmi dalla scena politica utilizzando strumenti illegali».

Chi la voleva eliminare?
«Lo stabilirà la magistratura che ho sollecitato ad agire rapidamente proponendo denuncia-querela nei confronti dei responsabili dei gravissimi reati commessi in mio danno. Il mio avvocato Giuseppe Benedetto sarà domani in procura, io sono a disposizione per ogni chiarimento. Tanto per cominciare vorrei che si chiarisse il ruolo eventualmente ricoperto da Antonio Di Pietro, così come scrivete voi, citato dall’investigatore della finanza nelle registrazioni consegnate ai pm di Bari». (more…)

Usa, 007 e Seychelles: il lato oscuro di Di Pietro

gennaio 16, 2010

Se si vuole capire davvero la furibonda arrabbiatura di Antonio Di Pietro per il dossier che (secondo quanto da lui stesso rivelato) lo vorrebbe collegare all’universo dei servizi segreti, bisogna andare indietro di dieci anni e più. All’ultimo periodo italiano di Bettino Craxi, e poi al lungo crepuscolo ad Hammamet. È in quel periodo che il leader socialista rende sempre più esplicita la sua convinzione, maturata fin dagli esordi di Mani Pulite e poi rafforzatasi strada facendo: quella che l’origine dei suoi guai giudiziari stia da qualche parte nella nebulosa dei servizi segreti, e più direttamente nella frangia della nostra intelligence di obbedienza americana. La convinzione che Mani Pulite fosse stata – se non progettata – comunque oliata ed agevolata da Oltreoceano, da quella parte di establishment Usa deciso a chiudere i conti con l’anomalia italiana, con l’Andreotti del dialogo con gli arabi, con il Craxi dell’affronto di Sigonella.

Questa convinzione – ribadita implicitamente pochi giorni fa da Rino Formica, ex ministro socialista – passava necessariamente per una rivisitazione del personaggio Di Pietro. Non c’erano solo le Mercedes, i prestiti, le piccole magagne per cui Di Pietro verrà processato e assolto. C’erano dubbi ben più corposi, e che comportavano una rilettura integrale della biografia del magistrato milanese: una carriera solo in apparenza naif, e in realtà compiuta sotto l’egida degli apparati occulti dello Stato, di qua e di là dall’Atlantico. È una ipotesi che, oggi come allora, Di Pietro considera una calunnia senza capo né coda. E fornisce risposte – a volte precise, a volte meno – sui misteri, veri o presunti, della sua storia personale. Eccone una sintesi. (more…)

« Dialogare con il Cavaliere? Chi ci prova è come Pilato »

dicembre 21, 2009

Onorevole Antonio Di Pie­tro, Silvio Berlusconi, parlando del­l’attentato subìto una settimana fa, e dell’attentatore, dice che «un cli­ma d’odio influenza le menti labili».

«Guardi: sul piano psichiatrico, Ber­lusconi ha certamente ragione. È pos­sibile che menti malate, o particolar­mente deboli, possano essere eccitate da una certa atmosfera che, purtrop­po, si respira nel Paese. Ma a me, a noi, il punto che interessa non è tanto quello psichiatrico, quanto quello poli­tico, giusto?… E allora io mi doman­do: chi ha fomentato questo brutto cli­ma? ».

Lei, e il suo partito, l’Italia dei Va­lori, secondo la maggior parte degli esponenti del Pdl siete tra i maggio­ri indiziati.

«Ah sì?».

Sì.

«E no, proprio no… Io erano setti­mane che ovunque mi fosse possibile, sui giornali e alla televisione e persino sotto il palco di piazza San Giovanni, in quella magnifica manifestazione che fu il No B-day, ricordavo come il governo ignorasse pericolosamente tutto l’enorme disagio sociale montan­te. E non solo: arrivai ad essere persi­no esplicito. Dissi: attenti che qui, pri­ma o poi, a qualcuno saltano i ner­vi… ».

( Antonio Di Pietro risponde al tele­fono cellulare da Montenero di Bisac­cia, il suo paese di origine, in Molise. Sono le sei del pomeriggio, è appena rientrato in casa. «Trovata gelida. E sa perché? Perché non c’era acqua nel­la caldaia…». Nonostante il piccolo imprevisto domestico, però, è di buon umore. Ha appena riposto la spesa nel frigorifero. «Mica posso campare d’aria…» ). (more…)

Morire in piazza per Tonino?

dicembre 14, 2009

di Giampaolo Pansa

Mi ha colpito l’ultima copertina dell’Espresso. È dominata da un faccione di Silvio Berlusconi, una volta tanto non ridanciano. A fare da titolo c’è una sola parola: “Scaduto”. Come il latte. O come certi vecchi medicinali rimasti sul fondo dei cassetti. In realtà, sta a significare che la storia politica del Cavaliere è finita. E non resta che aspettare qualcosa o qualcuno in grado di sloggiarlo da Palazzo Chigi.

Perché mi ha colpito questa copertina, tutto sommato abituale nella storia recente del settimanale? Perché me ne ha ricordato un’altra dell’Espresso di ben tredici anni fa, e sottolineo tredici anni, anzi quasi quattordici. Mica bazzecole. Allora lo dirigeva il grande Claudio Rinaldi che aveva come condirettore il sottoscritto.

Il 21 aprile 1996 ci furono le elezioni parlamentari. E il professor Romano Prodi, all’esordio in politica, sconfisse Berlusconi, dando vita al primo dei suoi due governi. Era un ministero debole perché alla Camera risultava determinante Rifondazione comunista. Che un paio d’anni dopo avrebbe provocato la caduta di Prodi. (more…)

DI PIETRO FACCI (FILIPPO) SOGNARE

ottobre 13, 2009

35969_tnOGGI IN LIBRERIA IL LIBRO CHE L’EX PM VORREBBE BRUCIARE – DAI PASCOLI MOLISANI, ALLA SORVEGLIANZA DI ARMAMENTI NATO – DA UNA LAUREA IN SOLI 32 MESI, A VIAGGIATORE IN SCENARI DA SPIONAGGIO INTERNAZIONALE – DALLA STRETTA AMICIZIA CON UNA COMBRICCOLA DI POTENTI AL SUO AVERLI PASSATI PER LE MANETTE UNO PER UNO…

Esce oggi “Di Pietro, la storia vera” di Filippo Facci (Mondadori, 528 pagine 21 euro) e cioè una biografia decisamente non autorizzata che per 528 pagine scava in un passato che lo stesso Di Pietro tende misteriosamente a dissimulare: dai pascoli molisani all’emigrazione in Germania, dalla sorveglianza di armamenti della Nato a una laurea conseguita in soli trentadue mesi, dal ruolo di agente dell’anti-terrorismo a quello di viaggiatore in scenari da spionaggio internazionale, dalla stretta amicizia con una combriccola di potenti al suo averli passati per le manette uno per uno.

 

Poco è stato raccontato, in realtà, anche di un presente che il leader dell’Italia dei Valori lascia regolarmente nell’ombra: il familismo, il partito fondato sulla cieca obbedienza, l’incredibile disinvoltura nell’incassare e gestire il finanziamento pubblico, gli accordi sottobanco col «regime», lo spettacolare trasformismo, la doppiezza tra politica e impolitica.

Un viaggio che ripercorre anche gli anni di Mani pulite, quando Di Pietro apparve come l’uomo della provvidenza a più del novanta per cento degli italiani, e coincise con il cambio di stagione più devastante dal Dopoguerra.

Tratto da “Di Pietro, la storia vera” di Filippo Facci

Antonio Di Pietro era pur sempre l’uomo che aveva capovolto una Repubblica, era l’ariete che dal 1992 al 1994 aveva indagato un Parlamento che passava metà del tempo a discutere le autorizzazioni a procedere che lui aveva richiesto, e negarne una era lo sfregio massimo, l’ultimo arroccamento del regime morente, il sigillo dell’impunità. (more…)

Sinistrati

settembre 27, 2009

images“COMMISSARIAMENTI, CAMBI DI CASACCA, ILLEGALITÀ DIFFUSA”: IDV? UN PARTITO “OPACO”! – FLORES GHIGLIOTTINA DI PIETRO

Wanda Marra per Il Fatto (www.antefatto.it)

“Se non vuole sprecare la chance che l’elettorato democratico gli ha dato, Di Pietro deve fare un’operazione di totale rifondazione del partito”.

 

L’invito arriva da Paolo Flores D’Arcais che così porta avanti il dibattito iniziato su Micromega. La rivista da lui diretta, infatti, nel numero uscito venerdì pubblica un’inchiesta che evidenzia una serie di “tare” dell’Italia dei valori a livello locale: commissariamenti a valanga, presenza di trasformisti (ex Dc, ex Udeur, persino ex FI), casi di illegalità. Ma Di Pietro ieri in un’intervista a La Stampa minimizzava “non bisogna fare di tutta un’erba un fascio”.

Professor Flores D’Arcais, quando ha letto l’intervista a Di Pietro, cosa ha pensato?
Avrei preferito un “Grazie, c’è veramente da aprirsi alla società civile e sbaraccare tante zone opache”. E l’avrei preferito non tanto per me, ma per il futuro dell’Idv che solo così può aspirare a diventare l’architrave dell’opposizione. (more…)

Intervista ad Antonio Di Pietro

settembre 26, 2009
imagesJACOPO IACOBONI
ROMA
Lo volete capire che il mio, proprio perché è un partito post-ideologico, sta cercando di mettere insieme la popolazione al di là dei precedenti politici di ognuno?». Antonio Di Pietro ha iniziato la giornata leggendo dell’inchiesta di MicroMega severissima sull’Italia dei Valori, anticipata dalla Stampa. S’è arrabbiato, lì per lì; poi ha pensato che a quelle critiche occorresse rispondere, non mettere il muso. E col suo linguaggio (la popolazione, i precedenti politici…).

Ora che sta finendo la giornata gli piove sul capo anche la censura di Fini e Schifani per le parole pronunciate dall’ex pm sullo scudo fiscale; Tonino contrattacca: «Come al solito la casta degli intoccabili fa quadrato quando viene presa con le mani nel sacco». E Scajola che annuncia il redde rationem con Annozero? «Usa le minacce… ma la minaccia mette gli italiani di fronte a un bivio: o cedere al ricatto e avviarsi a una dittatura del nuovo ventennio, o scendere in piazza e ribellarsi, il 3 ottobre e anche dopo». (more…)

L’ITALIA DEI VALORI IMMOBILIARI

settembre 11, 2009

imagesL’INCHIESTA DELLA CORTE DEI CONTI SUI FINANZIAMENTI ALL’IDV FA EMERGERE IL DI PIETRO IMMOBILIARISTA – CON UN SISTEMA DI SCATOLE “MOLISANE” (PARTITO, ASSOCIAZIONE, SOCIETÀ) TONINO HA COMPRATO E VENDUTO CASE COI SOLDI PUBBLICI…

Filippo Facci per “Libero

La Corte dei Conti, come è noto da prima dell’estate, sta conducendo un’istruttoria sui finanziamenti pubblici – adesso di chiamano rimborsi – che l’Italia dei Valori da molti anni percepisce con modalità quantomeno singolari.

E’ un gioco di scatole molisane: in sostanza il partito è sempre stato affiancato da un’altra e diversa associazione costituita da Di Pietro (Presidente) e dall’amica Silvana Mura (tesoriera) e dalla moglie Susanna Mazzoleni (segretaria) nel cui consiglio si poteva accedere solo con il consenso dello stesso Presidente (Di Pietro) il quale si è sempre intascato tutti i soldi e ha deciso come e quando usarli; solamente l’associazione è un soggetto giuridico con tanto di codice fiscale, il partito formalmente era e resta una scatola vuota con facoltà di gestire in termini amministrativi i soldi eventualmente calati dall’alto, ma senza poter dire una parola al riguardo. (more…)

L’amico tradito: “Vi racconto io il vero Tonino”

settembre 5, 2009

AL3JIDBCA6EUSKDCA0UH330CACW7AD8CAN49X3MCAGR91Q1CAK2F0ZDCAGNKJHGCA1U0B8MCAP2NNK1CAENVMPWCAOI82JPCAP39O7DCAFTFYBYCAMMH2F6CAI0Z77CCA3ZP4QZCAMO6Q7TCAWZGFAHIl 5 marzo scorso faticammo non poco a convincere Pasqualino Cianci a commentare i tre mesi di sospensione inflitti al suo «avvocato» Antonio Di Pietro. Sei mesi dopo, l’amico-cliente tradito dall’amico-avvocato, non ha più remore né timori. «Chieda pure, chieda…».
Ora che la sentenza è pubblica e visibile a tutti, che può dire di quella vicenda?
«Una vicenda squallida. Credevo di poter contare su un amico vero, se non altro perché ad Antonio ho regalato gran parte della mia vita, aiutandolo e supportandolo specie nei momenti di sua grande difficoltà. Sono stato la sua ombra, sempre vicino anche durante Tangentopoli, vicino pure a Susanna (la moglie, ndr), uno di famiglia, insomma. Poi sulla mia pelle ho scoperto di che pasta era realmente fatto: per meri interessi pubblicitari, chiamiamoli così, in un momento in cui non godeva della luce dei riflettori, non ha avuto alcuna esitazione a buttare a mare l’uomo che più gli era stato amico in cambio di un po’ di visibilità. Ha miseramente tradito l’uomo che s’era precipitato a soccorrergli il padre che era morto cadendo dal trattore, lo stesso uomo che al posto suo s’era recato in ospedale a prendere il feretro della madre. Ecco chi è Tonino. Ha provato ad avvicinarmi chiedendo a un amico di organizzare l’incontro ed essere presente. Io non voglio testimoni, devo guardarlo in faccia. Mi deve dire perché l’ha fatto». (more…)

MISTERI D’ITALIA

agosto 17, 2009

imagesDi Pietro nella scorta di Dalla Chiesa, una storia MAI raccontaTA – STRANO CHE TONINO NON ABBIA MAI MENATO vanto di essere stato, mentre ERA UN giovanissimo poliziotto, uno degli angeli custodi Del GENERALE UCCISO DALLA MAFIA (DI STATO)…

Piero Laporta per Italia Oggi

Alcuni mesi addietro Il Giornale pubblicò una notizia che ci incuriosì. Si narrava che il magistrato Antonio Di Pietro, mentre compariva in televisione durante la temperie di Tangentopoli, era stato riconosciuto con una certa sorpresa dai genitori di Emanuela Setti Carraro, come uno dei componenti della scorta del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa quando questi, molti e molti anni prima, si era recato in visita dai suoceri.Per quante ricerche abbiamo fatto, non ci risulta alcuna smentita da Di Pietro, il quale peraltro non avrebbe nulla di disonorevole da smentire. Anzi è singolare ed è un peccato che questa sua presenza al seguito di Dalla Chiesa non sia stata mai narrata altrove né dal futuro magistrato né dai colleghi poliziotti che erano con lui. (more…)