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L’Italia? E’ fritta

novembre 27, 2009

di Silvia Truzzi

Rumori francesi, italici echi. Come si fa a far parlare la stampa italiana di un caso italiano con protagonisti italiani? Se ne scrive Oltralpe, naturalmente e nient’affatto lapalissianamente. Il tam tam è partito dalla terra di Montesquieu, dove in questi giorni ci si occupa di una maxi richiesta di risarcimento danni indirizzata ad Antonio Tabucchi. Mittente: Renato Schifani, offeso da un pezzo firmato dallo scrittore e apparso sull’Unità. L’appello – lanciato dall’editore Gallimard su Le Monde e sottoscritto da intellettuali, premi Nobel e giornalisti di tutto il mondo – s’intitola “Nous soutenons Antonio Tabucchi”. Beffardo destino o lungimirante profezia dell’autore di “Sostiene Pereira”.

Professor Tabucchi, perché questo appello dalla Francia?

Lo chiedo io a voi. Perché non l’ha fatto prima la stampa italiana? E’ un problema non mio.
Si sarà fatto almeno un’idea.Ripeto: la questione non riguarda me, riguarda la stampa e gli editori italiani. È stato fatto da un editore francese in Francia. Evidentemente c’era un vuoto in Italia.

È un vuoto che riguarda solo questo caso o è generale?

La Commissione europea, il Parlamento europeo, il Consiglio d’Europa hanno adottato una direttiva con cui invitano l’eventuale querelante a portare in tribunale non soltanto il nome e la persona che lo ha criticato, ma anche il giornale sul quale il testo in questione è apparso. Il giornale è persona giuridica. In America non è possibile citare un giornalista o uno scrittore escludendo la testata su cui è uscito l’articolo oggetto del contendere. Motivo: se un giornalista che ha criticato un politico molto importante – o un miliardario o l’amico di un miliardario – venisse portato in giudizio come se fosse un privato cittadino, sarebbe massacrato dalla potenza della persona criticata. Quindi la direttiva europea, fatta a somiglianza della legge americana, è pensata per difendere la libertà di parola, la libertà di espressione dalla quale discende la libertà di stampa. Perché la libertà di stampa è una conseguenza della libertà di parola. (more…)