Posts Tagged ‘augusto minzolini’

MINZO NON SCODINZOLA, MORDE

marzo 31, 2010

“DAGOSPIA MI ACCUSA D’ESSERE OSSEQUIENTE CON BERLUSCONI SOLO PERCHÉ L’HO SEMPRE RACCONTATO CERCANDO D’INTERPRETARLO” – “L’OBIETTIVO DEL TG1 È FAR ARRIVARE I DISCORSI DEL CAPO DELLO STATO AL TARGET PIÙ LARGO POSSIBILE” – “GLI EDITORIALI? HO IL GUSTO DI DIRE LA MIA. NON MI SONO MAI AUTOCENSURATO”…

Da anni Augusto Minzolini non stacca mai il cellulare e risponde a tutti. A partire dalle 22.30 il direttore del Tg1 comincia a scremare le chiamate, per sfinimento. Dunque il fatto che soltanto il 18 dicembre 2009 siano riusciti a intercettare una sua telefonata è da considerarsi di per sé un evento di portata storica.

Quella volta Minzolini raccontava al suo vecchio amico Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, la lunare trasferta del giorno prima in procura a Trani: un’inutile sfacchinata per essere interrogato circa le presunte pressioni esercitate dall’American Express al fine d’impedire che i media si occupassero di un’inchiesta sulle carte di credito revolving. (Da notare che il suo telegiornale fu l’unico a dare la notizia). Mal gliene incolse, perché l’interrogatorio era stato secretato dal pubblico ministero Michele Ruggiero. Che ora ha indagato il direttore del Tg1 per violazione del segreto istruttorio.

La telefonata si chiudeva con un’efficace sintesi di Bonaiuti: «Quindi una stronzata». E Minzolini che confermava: «Ma sì, soltanto che però ti fa capire che siamo in un paese di folli, guarda, proprio di folli…». Trascorsi tre mesi, il giornalista non ha cambiato idea: «Quella frase è il più bell’editoriale che abbia mai scritto» dice a “Panorama”.

L’ufficio nella sede Rai di Saxa Rubra è una serra tropicale a clima costante. «Benedetto uomo, mangia solo banane e ananas per mantenersi in forma, ci credo che poi ha sempre freddo» sussurra materna una segretaria. Una confidenza da licenziamento, ma il più abile retroscenarista d’Italia apprezzerà. (more…)

Fossi al posto di Minzolini

giugno 22, 2009

imagesMi spiace per gli amici di Repubblica, ma il direttore del Tg1 non ha alcun dovere di piazzare microfono e telecamera sotto le gonne della D’Addario. Non possono censurarlo perché non si comporta come loro. E’ vero che le notizie vanno date, ma nell’autonomia assoluta di valutazione editoriale, culturale, politica e civile delle notizie stesse. Fossi al posto di Minzolini, invece di eludere la questione, il che è sbagliato e non regge, io farei una controcampagna informativa, nel senso di dare le notizie e sottolinearne la povertà dal punto di vista dell’interesse giornalistico non tabloid, e Dio solo sa se il Tg1 non è e non deve diventare un Tg tabloid. Spiegherei la differenza tra una notizia politica e un pettegolezzo, tra la critica e la denigrazione sistematica, tra un’accusa e una insinuazione: farei cioè il dizionario mediatico della campagna, contrastandone il carattere suggestivo e diffamatorio. Forse è più efficace, da un punto di vista di Palazzo, la mera elusione del tema, ma appunto non regge: e il Tg1 non può permettersi buchi colossali. La notizia dunque è: continua la campagna scandalistica sul premier, seguono approfondimenti.

Giuliano Ferrara

http://www.ilfoglio.it/soloqui/2684