Posts Tagged ‘banca d’italia’

TI SCUDO IN FACCIA!

luglio 13, 2010

BANKITALIA SPUTTANA I VERI FURBETTI DELLO SCUDO FISCALE TREMONTIANO: A FARE LA PARTE DEL LEONE OLTRE ALLE BANCHE SONO LE FIDUCIARIE DI FAMIGLIA – TRA QUESTE SPICCANO “SIMON FIDUCIARIA” E “GABRIEL FIDUCIARIA”, DI FRANZO GRANDE STEVENS, LEGALE DELLA FAMIGLIA AGNELLI – HA SCUDATO QUASI 1 MLD€, “IN ENTRAMBI I CASI LE ATTIVITÀ SONO RIMASTE OLTRE CONFINE”…

Mario Gerevini per “il Corriere della Sera”

L’affare delle quattro «S» (Svizzera, soldi, scudo, silenzio) è stato un colpaccio storico per moltissime fiduciarie. E in mezzo ai colossi bancari, che hanno fatto la parte del leone nel regolarizzare i clienti, balzano fuori a sorpresa alcune fiduciarie di famiglia, con volumi da grande banca.

Come la Simon Fiduciaria e la Gabriel, entrambe della famiglia Grande Stevens, o la Ser-Fid Italiana della famiglia di Adelmo Paganini, ex commissario del Casinò di Campione d’Italia. Hanno chiuso operazioni di rimpatrio per circa un miliardo ciascuno, più di Deutsche Bank o Bnl o Mediolanum.

IL DOCUMENTO
Un documento riservato dell’Uif, la struttura antiriciclaggio della Banca d’Italia, mette in fila per la prima volta tutti i rientri dalla Svizzera, banca per banca, fiduciaria per fiduciaria. E la Svizzera, si sa, ha rappresentato due terzi dei circa 100 miliardi dello scudo (il 40% fisicamente rientrati nei confini nazionali). (more…)

Terremoto sulle carte di credito: “Stop per American Express”

aprile 9, 2010

Per Bankitalia violate le norme anti-usura e anti-riciclaggio. Dal 12 aprile bloccate le nuove emissioni. Il caso sarebbe legato alle “revolving”. Non cambia nulla per le tessere già in circolazione. Altolà anche alle Diners

American Express, uno dei marchi più noti nel mondo, dal 12 aprile non potrà emettere carte di credito nel nostro Paese. Lo ha disposto la Banca d’Italia dopo un’indagine negli uffici romani della multinazionale statunitense, durata cinque mesi, dal settembre 2009 al gennaio 2010. Il provvedimento è stato notificato ai vertici della filiale italiana il 2 aprile: dieci giorni di tempo per comunicare alla potenziale clientela, con apposito avviso sul sito internet, lo stop a nuove emissioni.

Le accuse riguardano carenze riscontrate nell’organizzazione della società che hanno fatto emergere irregolarità sotto i profili dell’antiriciclaggio, dell’usura e della trasparenza. Solo 24 ore prima era stata diffusa la notizia – riportata dai giornali di ieri – di un analogo divieto disposto dalla Banca d’Italia a carico di Diners club Italia, un altro marchio di carte di credito diffuso soprattutto tra la clientela business. (more…)

Tremonti ha puntato l’oro di Draghi

aprile 5, 2010

Il ministro infila una sorpresa sulle riserve auree di Bankitalia nel testo del decreto legge fiscale

Imposta del 6% sulle plusvalenze. In ballo 250 milioni di gettito.

Che tra i due ci fosse la guerra si sapeva. Ma che il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, avesse in preparazione un’autentica cannonata non era minimamente previsto. E invece il titolare del dicastero di via XX Settembre sembra proprio avere esploso un colpo che fa male nei confronti del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Il tutto all’interno del decreto legge fiscale che è stato approvato ieri dal consiglio dei ministri. Ebbene, nel testo compare un articolo, intitolato «imposta sulle plusvalenze su oro non industriale di società ed enti», che di fatto si concretizza in una stangata fiscale nei confronti delle riserve auree di palazzo Koch. Una stangata che, fatti due calcoli, può valere fino a 250 milioni di euro destinati a entrare dritti dritti nelle casse dello stato. Lo strumento con il quale l’operazione viene condotta in porto è un’imposta sostitutiva del 6% che dovrà essere applicata sulle plusvalenze prodotte dalla valutazione, e non dalla cessione, dell’oro. Ma entriamo nel dettaglio dell’articolo. La norma, per essere più precisi, dice che «le plusvalenze iscritte in bilancio derivanti dalla valutazione, ai corsi di fine esercizio, delle disponibilità in metalli preziosi per uso non industriale, anche se depositate presso terzi o risultanti da conti bancari disponibili», saranno assoggettate «a tassazione separatamente dall’imponibile complessivo mediante applicazione di un’imposta sostitutiva». Quest’ultima viene individuata in un’«aliquota del 6%». Importante rilevare che, sempre sulla base del testo, questa imposta sostitutiva non si applica alle plusvalenze «conferite in adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza alle Comunità europee». Ora, già il fatto che l’articolo faccia riferimento ai metalli preziosi «per uso non industriale» contribuisce a far pensare che nel perimetro della disposizione ricada anche la Banca d’Italia. Senza contare il fatto che si parla di plusvalenze derivanti dalla valutazione e non dalla cessione dei metalli preziosi, ovviamente oro compreso. Certo, rimane l’esclusione delle plusvalenze conferite sulla base di obblighi derivanti dalle Comunità europee (il riferimento è al sistema della Bce). A ben vedere, però, solo una piccola parte degli aumenti di valore ottenuti da palazzo Koch sulle riserve auree è conferita alla Bce, circa il 18%. Tutto il resto non è conferito, al massimo depositato presso terzi. E in quest’ultimo caso, come precisa l’articolo in questione, è soggetto comunque all’imposta sostitutiva. (more…)

Lo scudo dei problemi

febbraio 21, 2010

Meno soldi del previsto, il bis non funziona ma l’Agenzia delle entrate difende il Tesoro.

Ormai dentro la maggioranza la chiamano “Banca d’opposizione”. Così il ministro Roberto Calderoli ha definito ieri la Banca d’Italia: non sono state gradite le sue analisi sui risultati dello scudo fiscale. Secondo Bankitalia, i numeri dati il 29 dicembre dal ministro Tremonti erano un po’ troppo ottimistici: non sono rientrati 95 miliardi, di cui soltanto 2 come regolarizzazioni. Ma 34,9 (cioè i rimpatri con liquidazione, si vendono le attività detenute all’estero e si riportano in Italia i capitali). Per il resto ci sono 50 miliardi di regolarizzazioni e rimpatri senza liquidazione: in Italia arrivano soltanto le commissioni pagate allo Stato per mettersi in regola, ma il frutto dell’evasione fiscale (capitali, beni immobili, opere d’arte) resta all’estero. I dieci miliardi che mancano all’appello, ha spiegato l’Agenzia delle entrate, sono quelli dei rimpatri che non vengono segnalati dagli intermediari alla Banca d’Italia perché di importi minori. (more…)

PASTICCIACCIO D’ORO

agosto 2, 2009

imagesPREFERITE ALTRE TASSE O LA TASSA SULLE RISERVE AUREE DI BANKITALIA? – L’OVVIA OPPOSIZIONE DA PARTE DELLE BANCHE CENTRALI: SE LA GOLDEN-TAX SFONDA IN ITALIA, CONTAGERÀ TUTI I PAESI EUROPEI – FU UN’IDEA DI PRODI E LA DESTRA SI OPPOSE

 1 – PREFERITE ALTRE TASSE O LA TASSA SULLE RISERVE AUREE DI VIA NAZIONALE?
Roberto Giovannini per La Stampa

L’incidente (anche stavolta di quelli grossi) si può considerare chiuso. A meno di trovare sgradite e non previste sorprese nel testo che verrà sottoposto all’attenzione degli uffici del Quirinale, tra lunedì e martedì il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano promulgherà e contestualmente emanerà il decreto legge correttivo al decreto «anticrisi».Anche se nell’articolato si trova ancora la contestata imposta sull’oro detenuto da Bankitalia, tanto pervicacemente voluta dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti nonostante le formali proteste preventive della Banca Centrale Europea di Francoforte e gli ammonimenti del Colle, il Capo dello Stato ritiene infatti accettabile il combinato disposto con l’articolo 14 del decreto legge «anticrisi» varato ieri dal Senato. (more…)