Posts Tagged ‘camillo langone’

“IL FOGLIO” INFOGLIA GRANATA

luglio 27, 2010

 MA QUALE “STORIA ANTICA, NOBILE E TRASPARENTE DELLA DESTRA ITALIANA”
Camillo Langone per il “Foglio“, da “Dagospia” 

Fabio Granata, ho letto la dichiarazione in cui accusi di favoreggiamento i tuoi colleghi di maggioranza. Bah, te la vedrai con loro. Nel medesimo discorso, per enfatizzare il contrasto fra il sudiciume berlusconiano e il finiano verginal candore, hai pronunciato una frase sulla quale devi vedertela con me: hai detto che nel Pdl voi di An avete fatto confluire “la storia antica, nobile e trasparente della destra italiana”. Avessi sbagliato un aggettivo, non ci avrei fatto caso.

Ne avessi sbagliati due, avrei taciuto. Ma ne hai sbagliati tre e come se non bastasse sei riuscito a sbagliare pure un sostantivo. Ma come parli, Fabio? Sarà che i gigli (e tu assomigli al purissimo lilium che l’Arcangelo Gabriele porge alla Madonna) non hanno molta dimestichezza col vocabolario. Comincerei dal Sostantivo Destra. Voi non siete mai stati di destra, voi eravate neofascisti. Voi siete stati concepiti nel 1943 durante la stesura del Manifesto di Verona e siete perciò repubblicani e non monarchici, rivoluzionari e non conservatori. (more…)

L’etrusco ipnotico di Bortolotto che mi affascina nonostante la musica

luglio 5, 2010

Atto di devozione a una grande scrittura

Nell’articolo: Sono un uomo semplice, detesto le complicazioni, le discussioni e le vie di mezzo, per me esistono solo sacro e profano e il primo è accompagnato dall’organo a canne e il secondo da batteria e chitarra elettrica.

Camillo Langone per “Il Foglio

Ma per chi scrive Mario Bortolotto? Sono mai esistiti lettori in grado di capirlo? Quali studi sono necessari per decifrare “la relazione tre a uno destinata a scarnirsi nell’opposizione binaria della prosodia giambotrocaica”? Non credo basti una laurea in linguistica, nemmeno con l’aggiunta di qualche anno di conservatorio, secondo me ci arriva solo Arbasino. Mi addentro nelle “Corrispondenze” pubblicate da Adelphi come fossero scritte in etrusco, incapace di comprendere il significato ma affascinato dal suono e sfidato da singole cultissime parole: “quissimile”, “equabile”, “specillare”, “amitto”, “chiaria”… Finalmente un elitista! Sono così rari gli autori che sopravvalutano i propri lettori, bisogna tenerseli cari. In confronto Piero Buscaroli (per dire un altro poco democratico scrittore di cose musicali) sembra un divulgatore, siccome la butta sempre in politica e la politica la capiamo tutti, grossolana com’è.

Bortolotto dà per scontato, non spiega un accidenti,
non fa nemmeno la carità di una nota anzi infierisce con certi suoi crudeli intercalari: “Brahms che, come è noto, s’era blandamente addormentato durante un’esecuzione di Liszt”; “il Largo del Serse haendeliano, noto anche alle pietre”… Il lettore che a malapena colloca Brahms e Liszt nello stesso secolo, e che di Haendel ha ascoltato forse un minuetto in una colonna sonora, si sente un ignorantone ed è ottimo, è proprio così che si deve sentire, come diceva Pound chi legge solo ciò che comprende appieno non estenderà mai la propria comprensione. Come dite? La scorrevolezza? L’intrattenimento? Per quella roba lì c’è la televisione. (more…)

Mancuso chiede il suicidio alla Sposa di Cristo

luglio 4, 2010

Chiesa prostrata dall’anarchia. Non basta a Mancuso (e a chi vuole distruggerla)

Nell’articolo: Le croci vengano abbattute, le campane tacciano, le cattedrali diventino musei e centri commerciali: qualcosa che dura da duemila anni risulta insopportabile a chi non riesce a camparne cento. La Chiesa è freno e quindi sembra ostacolo, opponendo la legge naturale alla tecnica cieca, incarnando il katechon (per dirla con san Paolo e Carl Schmitt) ovvero la diga che impedisce il dilagare dell’Apocalisse

Camillo Langone per “Il Foglio

“Albero che cade dàgli dàgli”, con questo detto popolare e insieme girardiano si può perfettamente circoscrivere l’attività di Vito Mancuso, tarlo della Chiesa cattolica. In un articolo apparso su Repubblica il noto filosofo animista chiede alla Sposa di Cristo di autodistruggersi e lo fa perché la vede debole e indifesa: fosse stata trionfante, avrebbe brigato per diventare cardinale e certo ci sarebbe riuscito, insinuante com’è. Stiamo vivendo un assalto al cristianesimo e sottolineo cristianesimo perché si attacca la Chiesa per negare Cristo, per liberarsi dei dieci comandamenti e pure dell’undicesimo (non c’è traccia di amore in un Mancuso che incoraggia le delazioni), per fare del Vangelo carta da cesso o da libero esame, la medesima cosa. La mia amica commercialista mi dice che i clienti disertano l’otto per mille, facciamoli morire di fame questi pedofili; i magistrati belgi profanano le cattedrali a colpi di martelli pneumatici; i tribunali americani vogliono portare il Papa alla sbarra. Che cosa sarà mai Mancuso di fronte a tutto ciò? Giusto la foglia intellettuale di fico degli ateisti che leggono Repubblica e che, immaginando la Chiesa come Umberto Eco e Dan Brown l’hanno immaginata per loro, fremono di sdegno quando leggono che Benedetto ha “pubblicamente umiliato il cardinale Schönborn” costringendolo “a una conciliazione forzata con il cardinal Sodano”. (more…)

Perché gli architetti di certe chiese moderne non hanno nulla di cattolico

ottobre 29, 2009

chiesa_santo_volto_torinoLangone contro l’incapacità di progettare come Dio comanda

Cambia il vento sulle pietre di Dio: fra pochi giorni, all’Università Europea di Roma, comincerà il master in “Architettura, arti sacre e liturgia” diretto da padre Uwe Michael Lang, una garanzia (il suo libro “Rivolti al Signore” è un inno alla messa teocentrica). Padre Lang mi aiuterà a rendere giustizia a Giuseppe, il mio amico Giuseppe Canali morto a nemmeno quarant’anni e a cui non è stato concesso un funerale in una chiesa nettamente cattolica. L’avevo visto una volta sola, avevamo cenato insieme a Ferragosto a casa di Bianca, amica comune. Mio punto d’onore a Ferragosto è non mescolarmi ai dromomaniaci, salvo cause di forza maggiore resto sempre in città. Il giorno dell’Assunta ci tengo ad andare a messa nel mio santuario abituale, farlo in altra chiesa di altra località mi sembrerebbe un piccolo tradimento, un cedimento alle smanie per la villeggiatura, e comunque non voglio abbandonare la Madonna della Steccata ai turisti, che il diavolo se li porti. (more…)

Langone contro quelli che vogliono dire “ateo” e scrivono “laico”

settembre 29, 2009

imagesHa il più bel seno del giornalismo italiano ma non conosce il significato della parola laico. Secondo lei è sinonimo di ateo. Scrive di qua, scrive di là, scrive sui maschili e sui femminili, sulle riviste e sui giornali, a volte perfino in prima pagina, senza sapere che laico è innanzitutto, trascrivo il De Mauro, “chi non appartiene al clero”. D’accordo, Tullio De Mauro è stato ministro in un governo Amato quindi viene spontaneo diffidare di lui e allora attingo direttamente dal testo base dell’istituzione entro la quale la parola è nata, il Catechismo della chiesa cattolica: “Col nome di laici si intendono tutti i fedeli a esclusione dei membri dell’ordine sacro”. Io sono laico: io porto la croce al collo, ho l’anello del rosario, vado a messa tutte le domeniche, spesso leggo l’Epistola dall’ambone, firmo l’otto per mille, non mangio carne il venerdì, il Mercoledì delle ceneri e il Venerdì santo digiuno a pane e acqua, ma non essendo un sacerdote sono laico. Non conto nulla, non faccio testo? Certo, meglio fare un altro esempio. San Francesco era laico: predicatore trascinante, stigmatizzato, fondatore dei frati minori, inventore del presepe, alter Christus, patrono d’Italia, ma non essendo sacerdote (non ha mai detto messa) era laico. (more…)