Posts Tagged ‘chiesa cattolica’

Capire la Chiesa nella storia

novembre 1, 2010

Walter Brandmüller, da “Avvenire

Già circa al principio degli anni Settanta l’autocomprensione epistemologica della storia della Chiesa ha conosciuto una crisi che finora non è stata superata. Le cause di questa situazione possiamo individuarle nella svolta antropologica della teologia in genere. Le discipline umanistiche come la psicologia, l’antropologia, la sociologia da decenni avevano cominciato a determinare il pensiero teologico in una misura fino a quel momento ignota.

Nell’ambito della storia della Chiesa questo sviluppo ha provocato un acceso dibattito sul suo carattere teologico o non teologico, in cui di fronte all’interpretazione difesa per esempio da Hubert Jedin, altri – come Victor Conzemius – parlavano della essenziale “profanità” della storia della Chiesa. […]

Questa trasformazione da «una storia della Chiesa come teologia, legata alla Chiesa come istituzione» ad una «storia che concepisce la vita politica, sociale, culturale ed economica degli uomini in stretto rapporto con l’identità cristiana» viene descritta da Andreas Holzem di Tubinga in una rassegna altamente istruttiva. Lo stesso Holzem vede come risultato di questa trasformazione «una storia del cristianesimo che nei disegni storico-salvifici è stata sempre considerata deficitaria sul piano teologico», «un tipo d’approccio storiografico più ampio» e ritiene che «l’effettivo ampliamento della disciplina a partire da una storia della Chiesa in senso stretto si è realizzato di fatto da lungo tempo». Quindi si è compiuto «il superamento di una storia della Chiesa che si vede legata ad un’istituzione e alla sua immagine religiosa in direzione di una storia sociale generale del cristianesimo». (more…)

Primo obbiettivo colpire la Chiesa

settembre 4, 2010

alejandro lerroux

di Vicente Cárcel Ortí per “L’Osservatore Romano

Durante il primo trimestre repubblicano, in Spagna dal 14 aprile al 14 luglio 1931, data dell’apertura delle Corti costituenti, l’attività legislativa del Governo provvisorio, che non aveva ancora ricevuto una legittimazione politica, fu alquanto intensa. Molte misure allora adottate, e altre che lo sarebbero state nei mesi successivi, relative alla Chiesa – oggi accettate pacificamente dai vescovi in generale e forse anche dalla maggior parte dei cattolici ragionevoli – nel 1931 risultarono molto conflittuali e polemiche dal punto di vista sia del contenuto sia della forma, in quanto lo Stato per secoli aveva regolato le sue relazioni con la Chiesa tramite concordati e accordi che avevano rango di trattati internazionali e, di conseguenza, effetti civili. Inoltre il nuovo ministro di stato, Alejandro Lerroux, nel primo incontro che ebbe con il nunzio Federico Tedeschini, promise formalmente che nulla, assolutamente nulla di ciò che riguardava la Chiesa, sarebbe stato trattato senza consultare previamente la Santa Sede. (more…)

Cattolici in picchiata

agosto 18, 2010

In America Latina il declino della Chiesa di Roma, che in Brasile ogni anno perde un milione di fedeli

Nell’articolo: Non rompe, nella pratica, le disuguaglianze parallele che angosciano il tessuto sociale latino: da una parte il pacchetto delle grandi famiglie (latifondisti, impresari, gerarchie politiche), dall’altra il 40 per cento della gente (230 milioni di persone) con problemi di sopravvivenza materiale e spirituale. Roma ha un debole per le borghesie devote all’Opus Dei o ai Legionari di Cristo, obbedienze chiuse nel privilegio della società “onori-affari”

Maurizio Chierici per “Il Fatto

Non è vero che Dio è morto come mormoravano i pessimisti 40 anni fa. A volte cambia casa. Protestanti, chiese evangeliche, sette pentecostali stanno conquistando il continente più cristiano del mondo: l’America Latina. Nel 2001 attorno allaChiesa di Roma si raccoglieva il 49,6 per cento della popolazione mentre le diverse anime luterane arrivavano al 31. Adesso le voci che anticipano il censimento 2011 raccontano di trasferimenti clamorosi verso la galassia del protestantesimo, che sta per superare il 40 per cento dei fedeli. Esodo che non finisce nelle chiese tradizionali della vecchia Europa: Calvino e Lutero sono sempre stati minoritari nell’America coloniale. Preferenze ad evangelici, soprattutto pentecostali. Le “sette” passano dai 3 milioni del 1991 ai 21 milioni del 2010. (more…)

La Chiesa ha fatto flop

luglio 10, 2010

Pochi fedeli alle messe. Crisi delle vocazioni. Matrimoni religiosi in calo. Un allarmante perdita di consenso tra la gente. Il declino dei cattolici in Italia sembra inarrestabile. E la questione pedofilia c’entra solo fino a un certo punto

Nell’articolo: Non solo il 92 per cento, cioè la quasi totalità, è favorevole al testamento biologico, ma anche l’86 giudica opportuna, a determinate condizioni, l’eutanasia, con uno spostamento massiccio di consensi rispetto al 1997 quando quasi la metà era contraria. E infine l’80 per cento è favorevole alla fecondazione assistita (dato Demos e Pi 2009)

Piero Ignazi per “L’Espresso

Da più di un decennio si parla del ritorno trionfante della religione al centro della scena pubblica e privata. Questa visione viene comunemente accettata come fosse una verità assoluta, quasi rivelata. Nessuno si chiede se sia proprio così.

Se cioè l’impennarsi della presenza mediatica dei religiosi, accompagnata da ali plaudenti di atei devoti, rifletta una analoga ripresa di convincimenti e comportamenti ispirati dalla fede religiosa. In realtà, in base ai dati empirici disponibili, e non alle impressioni, la risposta è inequivoca: la religione continua ad essere in declino in Italia sotto tutti gli aspetti “visibili” ed empiricamente quantificabili. Lo è nei suoi aspetti istituzionali (nel numero dei religiosi e degli istituti religiosi), lo è nella pratica religiosa, lo è nei comportamenti dei cittadini e nella valutazione dell’opinione pubblica sui temi etici sui quali la Chiesa interviene frequentemente e con fermezza.

Partiamo dalla organizzazione della Chiesa cattolica. Il declino dell’apparato ecclesiastico in tutte le sue componenti – clero regolare, clero diocesano e appartenenti agli istituti religiosi femminili – continua perché il numero dei nuovi ordinati non compensa le “uscite” per ragioni demografiche (il clero è molto anziano). Purtuttavia rimane un esercito imponente di poco più di 150 mila persone di cui circa 100 mila donne. (more…)

Ma chi è questo Copernico che dice che la terra si muove?

luglio 9, 2010

Tradotto per la prima volta in italiano il primo opuscolo contro l’eliocentrismo: lo scrisse nel 1547 un padre domenicano. Il quale credeva che l’astronomo polacco scherzasse…

Nell’articolo: Fin dai tempi del papato di Paolo III (1534-1549) il copernicanesimo è considerato eretico per la Chiesa di Roma a causa della sua netta incompatibilità con la cosmologia sacra del Genesi

Luigi Mascheroni per “Il Giornale

Macché terra che gira intorno al Sole… «È stato presentato un libro da poco stampato di cui è autore un certo Niccolò Copernico, di Torun, intitolato De revolutionibus orbium coelestium, al cui interno si tenta di rinfrescare l’opinione di quei pitagorici sulla mobilità della terra che da tanto tempo era stata annientata. Nessuno oggi segue questa opinione, eccetto questo stesso Copernico, che, crediamo, non la ritenga vera, ma abbia voluto dimostrare agli altri con il suo libro la destrezza del suo ingegno senza aver l’intenzione di insegnare la verità della cosa». Sono parole che il domenicano Giovanni Maria Tolosani scrisse nel 1547 nell’opuscolo Sul cielo, la prima opera anticopernicana della storia. Custodito alla Biblioteca Nazionale di Firenze, è stato tradotto in italiano per la prima volta dallo studioso Luigi Guerrini nel volume appena uscito Cosmologie in lotta. Le origini del processo di Galileo (Ed. Polistampa, pagg. 312, euro 18), che ricostruisce la storia del conflitto tra la Chiesa cattolica e i sostenitori della teoria astronomica eliocentrica prendendo in esame i dibattiti cosmologici e teologici fra Cinque e Seicento. (more…)

Mancuso chiede il suicidio alla Sposa di Cristo

luglio 4, 2010

Chiesa prostrata dall’anarchia. Non basta a Mancuso (e a chi vuole distruggerla)

Nell’articolo: Le croci vengano abbattute, le campane tacciano, le cattedrali diventino musei e centri commerciali: qualcosa che dura da duemila anni risulta insopportabile a chi non riesce a camparne cento. La Chiesa è freno e quindi sembra ostacolo, opponendo la legge naturale alla tecnica cieca, incarnando il katechon (per dirla con san Paolo e Carl Schmitt) ovvero la diga che impedisce il dilagare dell’Apocalisse

Camillo Langone per “Il Foglio

“Albero che cade dàgli dàgli”, con questo detto popolare e insieme girardiano si può perfettamente circoscrivere l’attività di Vito Mancuso, tarlo della Chiesa cattolica. In un articolo apparso su Repubblica il noto filosofo animista chiede alla Sposa di Cristo di autodistruggersi e lo fa perché la vede debole e indifesa: fosse stata trionfante, avrebbe brigato per diventare cardinale e certo ci sarebbe riuscito, insinuante com’è. Stiamo vivendo un assalto al cristianesimo e sottolineo cristianesimo perché si attacca la Chiesa per negare Cristo, per liberarsi dei dieci comandamenti e pure dell’undicesimo (non c’è traccia di amore in un Mancuso che incoraggia le delazioni), per fare del Vangelo carta da cesso o da libero esame, la medesima cosa. La mia amica commercialista mi dice che i clienti disertano l’otto per mille, facciamoli morire di fame questi pedofili; i magistrati belgi profanano le cattedrali a colpi di martelli pneumatici; i tribunali americani vogliono portare il Papa alla sbarra. Che cosa sarà mai Mancuso di fronte a tutto ciò? Giusto la foglia intellettuale di fico degli ateisti che leggono Repubblica e che, immaginando la Chiesa come Umberto Eco e Dan Brown l’hanno immaginata per loro, fremono di sdegno quando leggono che Benedetto ha “pubblicamente umiliato il cardinale Schönborn” costringendolo “a una conciliazione forzata con il cardinal Sodano”. (more…)

Cemento e affari immobiliari, l’altra vocazione del Vaticano

giugno 11, 2010

Un viaggio nell’Italia dei condoni e delle speculazioni edilizie, anche quelle della Chiesa. Lo hanno fatto Andrea Garibaldi, Antonio Massari, Marco Preve, Giuseppe Salvaggiuolo e Ferruccio Sansa, autori di “La colata” (edizioni Chiarelettere). Del libro, in uscita oggi, pubblichiamo uno stralcio 

Nell’articolo: “Nella sua lettera ai sacerdoti della diocesi del 2008, Tartarotti ricorda che “uno dei fini dell’istituto è di mantenere il patrimonio già in possesso e di produrre il maggior reddito possibile”

da “Il Fatto

Palazzi, colonie, alberghi, ospedali, seminari, conventi. Nulla sfugge alla frenesia immobiliare della Chiesa: le parrocchie vendono i terreni ai costruttori, sotto i campi da calcio degli oratori si scavano autosilos. Un esempio: la trasformazione delle Colonie Bergamasche di Celle Ligure. Un tesoro da 13 mila metri quadri di edifici e 70 mila di parco. Una volta ci andavano i bambini, ora si punta sugli affari. Un impegno finanziario da 50 milioni di euro, completamente coperto da un mutuo della Cassa di Risparmio di Genova con partner laici. La nuova vocazione parte da Genova e la Liguria, dove si sono ritrovati cardinali, manager e imprenditori, che il destino, la volontà di Dio o la finanza trasformano nei protagonisti del nuovo corso varato da Tarcisio Bertone e dai suoi fedelissimi. In Riviera la Curia si consola della crisi delle vocazioni con box e seconde case. Nascono preti-manager, come Pietro Tartarotti, “don Cento milioni”. Don Piero è laureato in Economia e presidente dell’Idsc, l’Istituto della diocesi di Savona per il sostentamento del clero. (more…)

Il cardinale: Shoah favorita anche da un tipo di teologia

maggio 31, 2010

Luigi Accattoli per “Il Corriere della Sera”

Il dibattito degli storici su Pio XII durerà «forse fino alla fine dei tempi» ma la Santa Sede non ha «nulla da nascondere» e sta preparando l’apertura degli archivi riguardanti il suo Pontificato che avverrà «tra cinque o sei anni». Quel Papa scelse di «essere moderato» nelle dichiarazioni sul nazismo ma favorì il «nascondimento» in ambienti ecclesiastici romani di « circa 4.500 ebrei»: ad assumere questa posizione pragmatica, tesa a sminare la disputa, è il cardinale tedesco Walter Kasper, uno dei primi collaboratori di Benedetto XVI. (more…)

Il potere e il vangelo

aprile 22, 2010

È dalla donazione di Costantino che la Chiesa si dibatte tra l’attuazione del messaggio di Cristo e la difesa del potere temporale

di Eugenio Scalfari

Molti specialisti di Vaticano e di Chiesa hanno commentato i cinque anni di pontificato di Benedetto XVI il cui anniversario è ricorso il 19 aprile. Io non sono uno specialista di questioni vaticane né ecclesiastiche. È tuttavia evidente che la storia di un’istituzione bimillenaria di dimensioni mondiali interessa tutti ed i laici in modo speciale. Perciò sono anch’io partecipe di questo interesse e mi varrò, per introdurre i miei ragionamenti, delle parole del cardinale Carlo Maria Martini, al quale mi sento da tempo legato da sentimenti di grande considerazione. Le pronunciò in un discorso all’Istituto delle Scuole Cristiane a Roma il 3 maggio del 2007. Disse così: “A volte sembra possibile immaginare che non tutti stiamo vivendo nello stesso periodo storico. Alcuni è come se stessero ancora vivendo nel tempo del Concilio di Trento, altri in quello del Concilio Vaticano I. Alcuni hanno bene assimilato il Concilio Vaticano II, altri molto meno, altri ancora sono decisamente proiettati nel terzo millennio. Non siamo tutti veri contemporanei e questo ha sempre rappresentato un grande fardello per la Chiesa e richiede moltissima pazienza e discernimento”. (more…)

La rivelazione del cardinale: Wojtyla ha protetto un pedofilo

aprile 18, 2010

Secondo Castrillon, il papa elogiò l’insabbiamento di un caso

Un cardinale trascina Giovanni Paolo II nella vicenda degli abusi non denunciati. Castrillon Hoyos afferma che papa Wojtyla autorizzò la lettera di elogio a un vescovo francese per aver fatto ostruzionismo alla giustizia. La fragorosa rivelazione cade mentre Benedetto XVI, arrivando a Malta, ha confessato ai giornalisti che il “corpo della Chiesa è ferito dai nostri peccati” e l’unica via di salvezza consiste nel Vangelo, “vera forza che purifica e guarisce”. Il cardinale Dario Castrillon Hoyos non è un porporato qualunque. Colombiano ottantenne, duro e tenace, è stato presidente del consiglio dell’episcopato latino-americano (Celam) negli anni in cui Wojtyla faceva terra bruciata intorno alla Teologia della liberazione, poi dal 1996 al 2006 prefetto della Congregazione per il Clero. Quando Benedetto XVI liberalizza la Messa preconciliare, il cardinale celebra a Loreto il primo rito solenne dopo il decreto papale. Quando scoppiò il caso del vescovo negazionista lefebvriano Williamson, Castrillon Hoyos era a capo della commissione Ecclesia Dei, incaricata di negoziare con i seguaci di Lefebvre. Pur appassionato di Internet, non si era accorto (o non aveva voluto) che il vescovo Williamson contestava la Shoah.

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«Antigiudaismo? La Chiesa non ha fatto i conti con la modernità»

aprile 17, 2010

Guido Caldiron
Prima padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, ha parlato di un clima che ricorda il peggiore antisemitismo a proposito delle critiche verso il Papa per lo scandalo dei preti pedofili. Poi il vescovo emerito di Grosseto, mons. Giacomo Babini, intervenendo sullo stesso argomento ha sostenuto che contro la Chiesa è stato lanciato un “attacco sionista”: «Non vogliono la Chiesa, ne sono nemici naturali, in fondo, storicamente parlando, i giudei sono deicidi», oltre che, più o meno, responsabili della Seconda guerra mondiale. Nell’arco di pochi giorni il dibattito sul dramma della pedofilia nella Chiesa ha così lasciato il campo a un ritorno dei temi antiebraici che hanno per lungo tempo caratterizzato il mondo cattolico. A Piero Stefani, docente di Filosofia della religione all’Università di Ferrara e Direttore scientifico della Fondazione del Museo Nazionale dell’ebraismo Italiano e della Shaoh, sempre a Ferrara, nonché autore di molte opere dedicate a questo tema e alla storia di cristianesimo e ebraismo – tra cui Tradimento fedele. La tradizione ebraica provocazione per il cristiano (Edb, 1983), Il nome e la domanda. Dodici volti dell’ebraismo (Morcelliana, 1988), L’Antigiudaismo. Storia di un’idea (Laterza, 2004) e Le radici bibliche della cultura occidentale (Bruno Mondadori, 2004) – abbiamo chiesto di aiutarci a capire cosa sta succedendo. (more…)

Benedetto XVI ha fallito, i cattolici perdono la fiducia

aprile 15, 2010

di Hans Kung

Negli anni 1962-1965 Joseph Ratzinger  –  oggi Benedetto XVI  –  ed io eravamo i due più giovani teologi del Concilio. Oggi siamo i più anziani, e i soli ancora in piena attività. Ho sempre inteso il mio impegno teologico come un servizio alla Chiesa. Per questo, mosso da preoccupazione per la crisi di fiducia in cui versa questa nostra Chiesa, la più profonda che si ricordi dai tempi della Riforma ad oggi, mi rivolgo a voi, in occasione del quinto anniversario dell’elezione di papa Benedetto al soglio pontificio, con una lettera aperta. È questo infatti l’unico mezzo di cui dispongo per mettermi in contatto con voi.

Avevo apprezzato molto a suo tempo l’invito di papa Benedetto, che malgrado la mia posizione critica nei suoi riguardi mi accordò, poco dopo l’inizio del suo pontificato, un colloquio di quattro ore, che si svolse in modo amichevole. Ne avevo tratto la speranza che Joseph Ratzinger, già mio collega all’università di Tübingen, avrebbe trovato comunque la via verso un ulteriore rinnovamento della Chiesa e un’intesa ecumenica, nello spirito del Concilio Vaticano II. Purtroppo le mie speranze, così come quelle di tante e tanti credenti che vivono con impegno la fede cattolica, non si sono avverate; ho avuto modo di farlo sapere più di una volta a papa Benedetto nella corrispondenza che ho avuto con lui.

Indubbiamente egli non ha mai mancato di adempiere con scrupolo agli impegni quotidiani del papato, e inoltre ci ha fatto dono di tre giovevoli encicliche sulla fede, la speranza e l’amore. Ma a fronte della maggiore sfida del nostro tempo il suo pontificato si dimostra ogni giorno di più come un’ulteriore occasione perduta, per non aver saputo cogliere una serie di opportunità: (more…)

Lo scandalo pedofilia e le ‘colpe’ degli ebrei

aprile 14, 2010

Vittorio Dan Segre per “Il Sole 24 Ore”

Una storiella yiddish racconta di un ebreo che in treno sente un passeggero dichiarare: «Gli ebrei sono la causa di tutti i nostri guai». Interviene dicendo: «Sono d’accordo. Ma anche i ciclisti ». «Che cosa c’entrano i ciclisti?». «Non c’entrano come gli ebrei?».Questa barzelletta ritorna di attualità quando gli ebrei (coi massoni e gli atei) vengono indicati come una delle cause se non addirittura la principale – della bufera che sta scuotendo l’autorità della Chiesa. Perché è di autorità, è di potere che si tratta, non di fede o di religione. Come in tutte le lotte di potere, anche in questo caso la storia – come diceva Marx – si manifesta prima in chiave di tragedia, poi di commedia. (more…)

VATICANO-ANO-ANO

aprile 7, 2010

IL TEOLOGO HANS KÜNG SI BATTE CONTRO LA CHIESA ANTIMODERNA CON L’USCITA DEL SUO NUOVO LIBRO (NON POTEVA SCEGLIERE PERIODO MIGLIORE) – “LA MORALE SESSUALE HA AVVELENATO IL RAPPORTO TRA RELIGIONE E SCIENZA” – “LE QUESTIONI ETICHE, COME ABORTO, STAMINALI, EUTANASIA, NON DEVONO AVERE RISPOSTE DETTATE DAL FANATISMO RELIGIOSO” – E LA PEDOFILIA?…

da “la Repubblica” (traduzione di Chicca Galli)

Anticipiamo alcune pagine dell´ultimo libro di Hans Küng “Ciò che credo” (Rizzoli) in libreria da oggi.

Come membro della “Repubblica degli eruditi di Tubinga” – come recita il sottotitolo della storia dell´università di Tubinga redatta da Walter Jens – mi dispiaceva allora, come mi dispiace oggi, che ci si richiami sempre a Dio per combattere la scienza moderna. Il caso Galilei, il caso Darwin, ma ai nostri giorni anche quello della morale sessuale (contro pillola, preservativi, inseminazione artificiale, ricerca sulle cellule…) hanno gravato sul rapporto tra religione e scienza, avvelenandolo.

Come potrei non avere comprensione per il fatto che molte persone, di fronte a così tanti decreti romani e pamphlet protestanti, rifiutano una fede in un´autorità, nella Bibbia, in una Chiesa che appare loro irrazionale, antifilosofica, ostile alla scienza? Inoltre, molti credenti oggi capiscono benissimo che l´argomento “Dio” non può avere alcun ruolo nella scienza, se questa deve mantenere la precisione e l´esattezza dei suoi metodi.

Questioni notoriamente difficili dal punto di vista etico, quali aborto, ricerca sulle staminali o i trattamenti “fine vita”, dovrebbero però essere indirizzate a una soluzione praticabile e umana: senza risposte dettate dal fanatismo religioso, ma sicure dal punto di vista scientifico e frutto di riflessioni filosofico-teologiche. (more…)

Le balle degli altri

aprile 2, 2010

Ecco parole e numeri che la chiesa dovrebbe utilizzare per smontare gli attacchi della stampa contro il Vaticano

Pubblichiamo un articolo scritto dal professor George Weigel comparso il 29 marzo sulla rivista online “On The Square”. Weigel è docente presso l’Ethics and Public Policy Center di Washington, autore del saggio “The Courage to be Catholic: Crisis, Reform, and the Future of the Church” e biografo americano di Papa Benedetto XVI

di  George Weigel

Gli abusi sessuali e fisici su bambini e ragazzi
sono una piaga mondiale; l’elenco dei reati va dai palpeggiamenti da parte degli insegnanti fino agli stupri da parte di parenti e allo sfruttamento per prostituzione. Nei soli Stati Uniti, le statistiche indicano che ci sono circa trentanove milioni di giovani che hanno subito abusi sessuali. Tra il quaranta e il sessanta per cento di essi hanno subito abusi a opera di familiari, compresi patrigni e fidanzati di ragazze-madri – il che dimostra che i bambini sono le principali vittime della rivoluzione sessuale, del divorzio e della cultura di Internet. La professoressa Charol Shakeshaft, della Hofstra University, sostiene che tra il 6 e il 10 per cento degli studenti di scuole pubbliche ha subito molestie nel corso degli ultimi anni – ossia, tra il 1991 e il 2000, circa 290 mila ragazzi. Secondo altri studi recenti, il 2 per cento dei molestatori sessuali erano preti cattolici – un fenomeno che è esploso tra la metà degli anni Sessanta e la metà degli anni Ottanta, ma che ora sembra praticamente scomparso (nel rapporto dei vescovi statunitensi per il 2009 sono stati segnalati sei casi certi di abuso sessuale, su una chiesa con circa sessantacinque milioni di membri). (more…)

Lotta alla pedofilia, ecco i documenti

marzo 27, 2010

L’Osservatore Romano pubblica oggi la traduzione in italiano della lettera ‘Ad exsequendam ecclesiasticam legem’ del 18 maggio 2001, indirizzata a tutta la gerarchia cattolica dalla Congregazione per la Dottrina della Fede

GIACOMO GALEAZZI
Con la lettera Ad exsequendam ecclesiasticam legem del 18 maggio 2001 a tutta la gerarchia cattolica, la Congregazione per la Dottrina della Fede dava notizia delle norme sui delitti più gravi (“delicta graviora”) riservati alla medesima congregazione. Del testo latino della lettera, pubblicato in “Acta Apostolicae Sedis” (93, 2001, pp. 785-788), diamo la traduzione italiana tratta dall'”Enchiridion Vaticanum”. Per l’applicazione della legge ecclesiastica, che all’articolo 52 della Costituzione apostolica sulla curia romana dice:  “[La Congregazione per la dottrina della fede] giudica i delitti contro la fede e i delitti più gravi commessi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti, che vengano a essa segnalati e, all’occorrenza, procede a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche a norma del diritto, sia comune che proprio” (1), era necessario prima di tutto definire il modo di procedere circa i delitti contro la fede:  questo è stato fatto con le norme che vanno sotto il titolo di Regolamento per l’esame delle dottrine, ratificate e confermate dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, con gli articoli 28-29 approvati insieme in forma specifica (2). (more…)

Vaticano, il male nascosto

marzo 16, 2010

di Barbara Spinelli, da La Stampa, 14 marzo 2010

Nel raccontare lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde, Stevenson descrive la doppia presenza, nell’essere umano, del bene e del male. Le due forze si affrontano, e se alla fine è la parte malvagia a vincere non è perché l’eccelsa viene travolta. Il duello non è fra eccelso e abietto, ma fra l’impeto ardente del male e l’inerzia, la scarsa ambizione, l’energia spenta della parte ritenuta buona. Il male trabocca in Jekyll perché Jekyll è un uomo onorato ma mediocre. Perché non ha combattuto il male ma lo ha semplicemente nascosto (di qui il nome Hyde). Così i crimini di pedofilia di tanti uomini di Chiesa: per decenni sono stati nascosti, più che combattuti. A volte sono stati anche protetti: il prete pedofilo che fu spostato nel 1980 da Essen a Monaco, quando Ratzinger era arcivescovo di Monaco e Freising, fu di fatto immunizzato. Non venne allontanato dalle mansioni ecclesiastiche neppure quando, nell’86, un tribunale lo condannò per abuso di minorenni.

Ancor oggi cura le anime in una comunità bavarese, nonostante l’offensiva contro la pedofilia iniziata nel frattempo da Ratzinger divenuto Papa. Il prete bavarese non è un caso unico, dicono le cronache da mesi e anni. Se il male s’estende dall’Irlanda alla Germania, all’Austria, all’Olanda, è perché i sosia malvagi di tanti sacerdoti erano più forti e vitali di una Chiesa inerte. Così vasto è l’evento, che nessun commento pare all’altezza. Non mancano parole di contrizione, dolore. Spesso il male è deplorato, ma non la sua radice. Non la mediocrità, che ha consentito all’infamia di sopraffare e le ha risposto con l’occultamento anziché con la verità. In Germania si promettono tavole rotonde: questo sotterfugio dell’astuzia politica che trasforma fatti e misfatti in dibattiti di idee. Il più mediocre dei sotterfugi, e il più lontano dalla conversione. Sono simili stratagemmi a colpire, più ancora di crimini che non sono nuovi, in comunità che cercano il male fuori e non dentro di sé. Quel che veramente disorienta, nella reazione di tanti prelati, è il tono con cui il male viene discusso: allarmato, sì, ma non sconvolto. (more…)

Chiesa, l’ora degli italiani

febbraio 27, 2010

Nuovi cardinali: soprattutto i vescovi di Curia favoriti nel prossimo concistoro

GIACOMO GALEAZZI
CITTA’ DEL VATICANO
I ministri vaticani Amato, De Paolis, Baldelli, Burke. Gli arcivescovi diocesani Dolan, Nichols, Léonard e altri quattordici presuli dei cinque continenti. Sono le nuove porpore di papa Benedetto. Secondo quanto si apprende in Vaticano, il terzo concistoro di Joseph Ratzinger dovrebbe aver luogo alla fine di novembre ed essere annunciato ad ottobre. Sarà il Papa a firmare l’elenco definitivo in cui fino all’ultimo potranno entrare e uscire i nominativi. (more…)

Ferrara: chi si fa scudo del Papa?

febbraio 12, 2010

Lasciamo perdere il professor Giovanni Maria Vian, un simpatico intrigante che ha trasformato l’Osservatore romano, giornale peraltro ben fatto, in un circo Barnum pieno di numeri di ogni genere, e che ha ancora qualche mese di vita direttoriale. Andiamo al sodo, al quasi eterno della vita ecclesiale. Perché litigano, su che cosa litigano i capi della Chiesa cattolica in Italia? Come mai il segretario di Stato Tarcisio Bertone chiama in causa il Papa, con un comunicato inaudito, unico nella storia di quell’organo di governo diplomatico della Santa sede, e si fa scudo di Benedetto XVI in una polemica che avrebbe al massimo dovuto chiudersi con mezzi e lungo canali giornalistici? (more…)

Le carte blindate di Boffo e il riequilibrio dei poteri

settembre 6, 2009

imagesL’inaspettata rovina di un singolo ha gettato un’ombra di sospetto sul sistema dei media cattolici

di Vittorio Messori

È indubbio che è venuto da colui che è pur sempre il Primate d’Italia, oltre che vescovo di Roma, l’input, o alme­no l’accettazione, per le dimissioni di Dino Boffo dalla galassia dei media cattolici. Quo­tidiano nazionale, televisione nazionale, 200 radio in ogni regione: una concentrazione di potere anomala in una Chiesa che non ha sol­tanto trascurata la virtù cardinale della pru­denza (auriga virtutum, la chiamava San Tommaso), lasciando questo suo uomo-im­magine esposto a ogni rischio di ricatto, do­po una sentenza che si pensava fosse irrile­vante e che restasse sepolta per sempre in un tribunale di provincia. Ma è anche, questa, una Chiesa che ha di­menticato un altro principio praticato dalla gerarchia cattolica di un tempo. (more…)

LO SCANDALO BOFFO È SOLO UNA DELLE TANTE BATTAGLIE DELLA GUERRA INTERNA TRA DUE ANIME DI CHIESA

settembre 6, 2009

imagesLA FAZIONE DEI RUINIANI E IL FRONTE “POLITICO” LEGATO ALLA DC CHE FU, COAGULANTE POI INTORNO A COMUNIONE & LIBERAZIONE – TUTTO INIZIÒ, A COLPI BASSI DI “VELINE” ANONIME – PER LA CONQUISTA DELL’ISTITUTO TONIOLO CHE DA SEMPRE CONTROLLA L’UNIVERSITÀ CATTOLICA…

Paolo Foschini per il Corriere della Sera

Probabilmente a un certo numero di lettori non c’è bisogno di spiegare cos’è. Ma per gli altri, per chi non se ne intende, ricordatevi questo nome: Istituto Toniolo. Perché è vero che a sparare è stato il Giornale della famiglia Berlusconi. Ma la pistola che alla fine ha fatto fuori Dino Boffo – l’Anonimo redatto in puro stile-servizi, tradotto dal Giornale in allegato giudiziario-aveva cominciato a circolare molto prima proprio là, attorno a quello il cui nome completo è «Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori – Ente fondatore e garante dell’Università Cattolica del Sacro Cuore». (more…)

Il coltello del solito Mackie Messer

settembre 6, 2009

imagesdi Eugenio Scalfari

L’ATTENZIONE pubblica si è spostata dopo le dimissioni del direttore dell’Avvenire. Ora è tutta sulla Chiesa. Che cosa farà la Chiesa? Ci sono correnti all’interno della Chiesa? Quale Chiesa? Chi comanda veramente nella Chiesa?
Perfino la grande stampa internazionale, a cominciare dal Wall Street Journal, si pone queste domande sia pure con la sufficienza e il distacco che si ha quando si affrontano questioni che non riguardano casa propria, questioni esotiche il cui soffio di vento non riesce neppure a increspare l’erba che cresce nel proprio paese. Ma qui in Italia non è certo così; perciò quelle domande scuotono l’intero establishment nazionale, dato ma non concesso che ci sia un establishment e sia degno del nome in questo paese. Riflettevo oggi sulle dimissioni di Boffo e sulla lettera da lui indirizzata al cardinal Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale che ha la proprietà dell’Avvenire. Riflettevo e sfogliavo L’Osservatore Romano, il quotidiano del Vaticano il cui direttore pochi giorni fa ha lanciato un siluro contro il collega dell’Avvenire proprio mentre si trovava sotto il tiro di Vittorio Feltri e di Belpietro. (more…)

Si riaccende lo scontro tra Guelfi e Ghibellini

agosto 15, 2009

A6A1YA3CAY6Y749CAH6H281CA99UOG4CAA3WWYMCAJY2CWHCA70TQX9CAE1CBDZCAVOPE8NCA2ZCTIZCAAOA3SXCALFH6QLCADYFTI0CAVOFIN2CAMB82DLCAJMY0X2CA0PQRVJCA796R2YCA1PZB5Pdi Eugenio Scalfari

Si è riacceso in questi giorni che coincidono con la grande vacanza nazionale di agosto l’antico dibattito tra guelfi e ghibellini, vecchio ormai di otto secoli. Vecchio ma sempre latente e attuale. Il dibattito riguarda il rapporto teorico tra la Chiesa e lo Stato democratico e quello più concreto tra il Vaticano di papa Ratzinger e il governo di Silvio Berlusconi.
Non ci sono molte novità da segnalare per quanto riguarda il rapporto teorico tra lo Stato e la Chiesa: si tratta di due entità che agiscono su terreni ben distinti e che come tali si riconoscono. Lo Stato democratico è laico per definizione e come tale riconosce alla Chiesa (anzi a tutte le Chiese e alle associazioni di qualunque genere) il diritto di usare lo spazio pubblico per diffondere le loro dottrine e tutelare i loro legittimi interessi. (more…)

Tra sciupafemmine e monogami devoti

giugno 13, 2009

imagesCome disse Francesco Cossiga la Chiesa preferisce i primi ai secondi. Ma cosa si intende con la parola Chiesa? La gerarchia o il popolo di Dio che nelle origini aveva un ruolo oggi attenuato?

 

Disse Francesco Cossiga a proposito del caso Englaro e della prudenza della gerarchia ecclesiastica di fronte ai comportamenti oltranzisti del governo: “La Chiesa preferisce uno sciupafemmine collaboratore ad un devoto monogamo contestatore”. Quella frase colpì molto per l’icasticità con cui esprimeva il concetto e per la paradossale affermazione che quel concetto conteneva. Si incrociarono commenti disparati di laici e di cattolici, si chiesero (inutilmente) lumi alla gerarchia d’oltre Tevere. (more…)