Posts Tagged ‘crisi economica greca’

Capitali in fuga ed evasione. Le banche greche sono un colabrodo

agosto 29, 2011

Negli ultimi 20 mesi, ha rivelato il Wall Street Journal, la combinazione recessione/timori di default ha indotto un crescente numero di greci a ritirare i propri depositi. Molti imprenditori investono nella vicina e accogliente Bulgaria. Altri mettono i propri risparmi al sicuro nelle banche estere

Matteo Cavallito per “Il Fatto

Non c’è pace per la Grecia, nemmeno dopo l’accordo di salvataggio del luglio scorso che ha sancito il default selettivo dei titoli di Stato ma anche l’impegno europeo a non abbandonare la più disastrata economia del Vecchio Continente. Chiamata a fare i conti con una persistente recessione ulteriormente aggravata dai tagli alla spesa imposti da Bruxelles, la nazione ellenica si trova ora ad affrontare un nuovo, gravissimo, problema: la fuga dei capitali dal settore bancario. (more…)

Lezioni di greco per i gufi

agosto 23, 2010

Nell’articolo: Dal punto di vista italiano, la crisi ha dimostrato che quello che poteva sembrare un ottimistico teorema tutto da dimostrare, espresso dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, è una realtà confermata dai mercati. Avere un alto tasso di risparmio e un basso debito privato, un sistema bancario poco esposto con strumenti finanziari ad alto rischio e un rodato meccanismo di rifinanziamento del debito pubblico è più importante del valore assoluto dell’indebitamento, osservato da Maastricht. Per questo l’Italia, pur avendo a circa 118% rispetto al Pil il più alto debito di Eurolandia, al momento peggiore della bufera non si è trovata in prima linea sotto il tiro dei mercati, che hanno puntato, oltre alla Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda

Enrico Brivio per “Il Sole 24 Ore

Ricordate qualche mese fa dotti premi Nobel e sapienti luminari dell’economia al capezzale della Grecia? Come il corvo, la civetta e il grillo parlante di collodiana memoria non avevano dubbi sull’irrimediabile default del burattino ellenico e interpretavano le lacrime e sangue promesse dal governo greco, non come opportunità di ripresa ma come «il segno che gli dispiace di morire». Scuotendo la testa, indicavano perciò come unica via d’uscita disperati salassi e cure da cavallo all’argentina, ovvero l’uscita dall’euro e la svalutazione di una nuova dracma.

Alcuni vaticinavano un euro a due velocità e c’era chi si spinse addirittura a chiedere di cacciare la reproba Grecia dall’Unione europea.
Può darsi che anche quelle lugubri ricette siano servite a qualcosa e abbiano aiutato la Grecia a ingoiare, proprio come Pinocchio, l’amara medicina del rigore di bilancio e delle riforme strutturali. Fatto sta che in questi giorni la Commissione europea ha elogiato gli «impressionanti sforzi» di consolidamento compiuti dal Governo di George Papandreou. Le misure di riduzione del deficit adottate «appaiono sufficienti» per raggiungere gli obiettivi di risanamento fissati per il 2010, di ridurre dal 13,6% all’8,1% il deficit pubblico.

Certo, non è il caso di eccedere nell’euforia, visto che la divergenza di rendimento dei buoni del tesoro greci resta sopra gli 800 punti base rispetto ai bund tedeschi e pure Bruxelles ammette che «permangono rischi» nella situazione di lungo periodo di Atene e saranno necessari «ulteriori sforzi». Però la situazione non appare più senza uscita. E forse ci si può chiedere, mentre si richiude l’ombrellone o si ripongono gli scarponcini nella borsa, se non ci sia qualche morale da trarre dalla devastante malattia della Grecia e dagli insperati segnali di miglioramento. E se non ci siano almeno cinque lezioni da tenere ben presente. (more…)