Posts Tagged ‘crisi economica grecia’

LA BATTAGLIA FINALE PER L’EURO SARÀ COMBATTUTTA IN ITALIA

giugno 21, 2011

Dall’articolo di Edward Altman e Maurizio Esentato per il “Financial Times”, da “Dagospia
http://www.ft.com
http://video.ft.com/v/1007994235001/Italy-next– (VIDEO)
http://www.cnbc.com/id/43474315

Alcuni analisti ritengono che la Spagna sia l’ultimo bastione per la sopravvivenza dell’euro. Noi no, scrivono Edwaed Altman e Maurizio Esentato, rispettivamente professore di finanza alla Stern School of Business di New York e Ceo, nonché fondatore, di Classis Capital. Noi crediamo che l’ultima battaglia sarà combattuta nella pittoresca Italia, con la conseguente elezione di Roma a eroina oppure a cattiva a seconda che l’euro si salvi oppure no.

La maggior parte dei politici europei vuole ardentemente che la “fuga” da molti dei membri del loro “club” finisca, e che i salvataggi ripristino la fiducia. Ma questo, purtroppo, è un sogno che rischia di essere infranto mentre il prossimo pezzo del domino – la Spagna – è sotto un severo scrutinio circa la propria solvibilità. (more…)

SALVIAMO LA GRECIA? SÌ, MA DAI GRECI!

giugno 21, 2011

ALCUNI MINISTERI HANNO 50 AUTISTI PER OGNI AUTO BLU – 40MILA PENSIONATE PRENDONO 1000 € AL MESE SOLO PERCHÉ FIGLIE NUBILI DI FUNZIONARI STATALI DECEDUTI – SENZA CONTARE LE 600 CATEGORIE PROFESSIONALI, DI “PROFESSIONI STANCANTI” (PARRUCCHIERI, MUSICISTI O PRESENTATORI TV), CHE VANNO IN PENSIONE A 55 ANNI (SE UOMINI, A 50 LE DONNE) – CILIEGINA SULLA TORTA: UN GRECO SU QUATTRO NON PAGA UN CENTESIMO DI TASSE…

Carlo Nicolato per “Libero“, da “Dagospia

A proposito di austerity, di riforme e di tagli, da dove potrebbe iniziare la Grecia per guadagnarsi i nuovi aiuti promessi dall’Europa entro la metà del mese prossimo? Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Basti dire, come già sanno tutti, che di 4,2 milioni di lavoratori (poco più di un terzo della popolazione totale) ben 750 mila sono dipendenti dello Stato. Facile è anche rispondere che sforbiciare i numeri è un conto, le persone è un’altro.

Anche se poi si viene a sapere, tanto per fare un esempio, che in Grecia alcuni dipartimenti dell’Amministrazione pubblica vantano un sicuro primato mondiale, ben 50 autisti per ogni auto blu. Ecco, incominciamo da qui, verrebbe da dire. Certo anche loro dovranno pur mangiare, ma che fanno durante il giorno? Probabilmente si incontrano alla bocciofila con i giardinieri dell’ospedale Evagelismos, uno di più grossi e importanti di Atene. Di fronte al grosso edificio che ospita malati e reparti vari c’è un giardino con qualche pianta e aiuola. (more…)

LO STRABISMO DI MAASTRICHT

Mag 8, 2010

La politica economica europea è sempre stata molto attenta al rispetto di parametri come debito e deficit pubblici e molto poca attenta al debito estero (pubblico e privato). E un deficit del conto corrente con l’estero segnala che un paese spende più di quello che produce e può gettare il paese in crisi di liquidità. E’ quanto accaduto in Grecia. Gli squilibri con l’estero sono complessi da curare. Basti pensare al caso islandese. Ma l’appartenenza all’euro, con un piano di rientro di almeno dieci anni, può essere anche un’opportunità

di Gianpaolo Rossini

In Germania, in Francia e in Belgio dopo l’accordo per il salvataggio della Grecia si invoca severità fiscale. Il cittadino medio non capisce. L’Italia con un alto debito pubblico addirittura contribuisce al salvataggio della Grecia. Soffrono invece Portogallo e Spagna, con debiti pubblici inferiori o simili alla Germania.

DEBITO PUBBLICO E DEBITO ESTERO

E’ un paradosso? Occorre ricordare che la crisi greca nasce da conti con l’estero in rosso, problematici per i mercati. Un deficit del conto corrente con l’estero segnala che un paese nell’insieme (governo, imprese, famiglie) spende più di quello che produce. Accumula debito estero se questo comportamento si protrae nel tempo. Un risparmio nazionale insufficiente e che non trova sostegno estero, getta la Grecia in crisi di liquidità. Il primo a soffrire è il settore pubblico, perché più esposto e meno diversificato. Fino a qualche anno fa questo era pane per il Fmi, incaricato di disciplinare e/o fornire fondi quando i flussi finanziari privati non erano in grado di metabolizzare debiti e crediti tra paesi sovrani.
Con il procedere dell’integrazione finanziaria privata internazionale degli squilibri con l’estero dovevano occuparsi soprattutto i mercati dei cambi e quelli delle attività finanziarie. Una tale fiducia nella Unione monetaria, in cui il cambio è fisso, era affiancata dalla filosofia di Maastricht. Occhiuta sui conti pubblici. Cieca sugli squilibri con l’estero. Non solo per un ottimismo concernente i flussi internazionali ma anche perché affrontare uno squilibrio nei conti pubblici di un paese è più semplice visto che basta imporre delle regole ad un governo solo. Per uno squilibrio nei conti con l’estero occorre invece intervenire su almeno due governi. Chi è in deficit deve rendersi più competitivo e spendere meno. Chi è in surplus spendere di più e smettere di sottrarre domanda ad altri.
Gli squilibri con l’estero sono complessi da curare. Prova ne è che seguitano a causare crisi finanziarie. Ma quale rapporto c’è tra conti pubblici ed esteri? (more…)

Nessuno crede più alla Grecia

aprile 20, 2010

La Grecia non esiste più: non è considerata una nazione debitrice credibile ed è stata cancellata dalle strategie d’investimento di fondi e banche. Il premio di rendimento pagato dai titoli di Stato decennali greci rispetto ai bund tedeschi, misura di quanto viene considerata rischiosa la Grecia rispetto alla Germania, è volato a 452 punti base, massimo almeno dal debutto dell’euro nel 1998. Segno che il piano europeo da 30 miliardi più 15 del Fondo monetario internazionale (per ora soltanto promessi) non è sufficiente a rassicurare gli investitori sulla capacità di tenuta di Atene. E l’Europa sembra non esistere più politicamente, come governo comunitario dell’economia, alla prima vera grande crisi ha fallito ad intervenire. Il Portogallo è su una china pericolosa e rischia in poche settimana di finire come la Grecia. Come si è arrivati a questo punto e di chi sono le responsabilità? Dei greci prima di tutto che hanno falsificato il loro bilancio pubblico per almeno un decennio aiutati dalle grandi banche d’investimento con in testa Goldman Sachs. La banca dei più bei nomi della politica e dell’economia è accusata da Gordon Brown di “bancarotta morale” e che ora è finita nel mirino della Sec, la Consob americana, accusata di aver mentito ad alcuni suoi clienti sulla rischiosità di titoli legati ai mutui sub-prime. (more…)