Posts Tagged ‘cultura’

Bauman: La cultura attuale? Liquida come un grande magazzino

febbraio 22, 2010
Potremmo dire che la cultura sia attualmente in una fase liquido-moderna, fatta a misura della libertà individuale di scelta (volontariamente perseguita o sopportata in quanto obbligatoria) e concepita per servire tale libertà, per assicurarsi che tale scelta rimanga inevitabile – una necessità a vita, un dovere – e che la responsabilità, la compagna inalienabile della libera scelta, rimanga dove la modernità liquida l’ha costretta: sulle spalle dell’individuo, ora designato come il solo manager della “politica della vita”.

La cultura di oggi è fatta di offerte, non di norme. Come aveva già notato Pierre Bourdieu, la cultura vive di seduzione, non di disciplina normativa, di pubbliche relazioni, non di elaborazione di politiche; essa crea nuovi bisogni/desideri/esigenze, non coercizione. Questa nostra società è una società di consumatori e, proprio come il resto del mondo visto e vissuto dai consumatori, la cultura si trasforma in un magazzino di prodotti concepiti per il consumo, ciascuno in competizione per spostare o attirare l’attenzione dei potenziali consumatori nella speranza di conquistarla e trattenerla un po’ più a lungo di un attimo fuggente. (more…)

Volgarità antiche quanto l’uomo

ottobre 10, 2009

imagesIl lascivo Satyricon, la scostumata Shamela e la pruriginosa Ifigonia portano diritti al postribolo de I promessi sposi riveduti (dal buco della serratura) e corretti, dove la monaca di Monza è lesbo e don Abbondio fa da sé. Il crinale tra cultura e volgarità è sempre sottilissimo

 

Impossibile far convivere serio e faceto. Lo dicono tutti. Dove c’è una capponaia di soubrette tutte agghindate e sculettanti, non può esistere cultura. Dove il conduttore del programma comico seguita a espettorare lazzi leggeri come piume al vento, non può sussistere la pesantezza basaltica della letteratura. Pier Paolo Pasolini, guardando in tivù la prima puntata di Canzonissima, mise a fuoco il problema facendo piovere anatemi, era il 1° novembre 1969, dalle pagine de Il Tempo: «Immagino che si polemizzi perché la trasmissione è brutta. Ma non si tratta di bruttezza. Il livello culturale di ciò che ho visto ieri sera, in quei cinque minuti, è tipico. […] È questione di volgarità. E la volgarità della televisione deriva dalla sotto-cultura». (more…)