Posts Tagged ‘debiti pubblici’

NON TUTTI I DEBITI SONO UGUALI

novembre 21, 2010

Il debito è davvero così centrale nella crisi e nella sua soluzione come si sostiene nei vertici internazionali e nelle discussioni da bar? Il livello del debito è importante perché è importante la distribuzione di quel debito. Insomma, non tutti i debiti sono creati uguali. E la spesa pubblica finanziata in deficit può permettere all’economia di evitare disoccupazione e deflazione, mentre gli agenti fortemente indebitati del settore privato risanano i loro bilanci. Lo Stato potrà rimborsare i suoi debiti una volta che la crisi di deleveraging sia passata

Paul Krugman, da “Lavoce.info”

Se c’è una parola che appare molto spesso nel dibattito sui problemi economici che in questo momento affliggono Stati Uniti ed Europa, questa è sicuramente “debito”.
Tra il 2000 e il 2008, il debito delle famiglie è cresciuto dal 96 per cento del reddito personale americano al 128 per cento, nel Regno Unito è passato dal 105 al 160 per cento e in Spagna dal 60 al 130 per cento. Un debito in rapida crescita, si dice, ha preparato il terreno per la crisi e l’eccesso di debito (rispetto alla capacità di ripagarlo) continua a rappresentare un ostacolo alla ripresa. (more…)

Stampare moneta, vedere ripresa

giugno 23, 2010

Nell’articolo: Insomma, quando, come ora, le economie colpite dalla fragilità del settore finanziario equivalgono alla metà dell’economia mondiale (anzi, se si mette nel conto l’economia giapponese, tuttora fragile, si arriva quasi al 60%), quando la grande economia più dinamica del pianeta (la Cina) segue una politica mercantilista, quando i tassi d’interesse sono prossimi allo zero e quando le famiglie e le imprese faticano ad accedere al credito, l’idea che un risanamento prematuro dei conti pubblici possa produrre effetti solidamente espansivi è sicuramente fuori dal comune. Io spero che sia vero. Ma non ci sono molti motivi per crederlo

di Martin Wolf per “Il Sole 24 Ore“, (Traduzione di Fabio Galimberti), © THE FINANCIAL TIMES LIMITED 2010

Festina lente (affrettati lentamente) è un consiglio che abbiamo ereditato dagli antichi romani. I politici occidentali odierni dovrebbero farne tesoro. Di fronte agli enormi deficit di bilancio, molti sono arrivati alla conclusione che il risanamento va affrettato il più possibile, nella speranza che produca effetti espansivi. Quante probabilità ci sono che vada così? Poche, secondo me. E ci sono anche a disposizione alternative migliori. Ma il loro inconveniente è che si tratta di misure non ortodosse, e purtroppo molte persone “di buon senso” preferiscono recessioni ortodosse a riprese non ortodosse.

In che modo un drastico risanamento strutturale dei conti pubblici può favorire la ripresa? Come osservano i due professori di Harvard Alberto Alesina e Silvia Ardagna in un autorevole saggio (Il Sole 24 Ore del 14 febbraio scorso), se c’è un deficit probabile più contenuto la fiducia di consumatori e investitori può migliorare, facendo crescere i consumi e facendo scendere i premi di rischio sui tassi di interesse.

Contemporaneamente, sul versante dell’offerta, il risanamento potrebbe incrementare l’offerta di manodopera, di capitali o d’imprenditorialità. Le conclusioni generali di questo saggio sono che le correzioni dei conti pubblici «basate su tagli della spesa e nessun incremento delle tasse hanno maggiori probabilità di ridurre il deficit e il debito pubblico in rapporto al Pil di quelle basate su incrementi delle tasse. Inoltre, i risanamenti operati intervenendo sulla spesa piuttosto che sulle tasse hanno minori probabilità di dare origine a una recessione». (more…)