Posts Tagged ‘derivati’

I derivati valgono 10 economie mondiali. E la regolamentazione resta lontana

giugno 11, 2011

601 mila miliardi di dollari, 10 volte il Pil globale. A tanto ammonta il controvalore degli strumenti finanziari derivati scambiati nel Pianeta. A rivelarlo la Banca dei regolamenti internazionale nel suo bollettino trimestrale. Il segretario al Tesoro Usa Timothy Geithner invoca regole globali, un traguardo tuttora lontano

Matteo Cavallito per “Il Fatto

Nella gestione del mercato dei derivati occorre implementare norme più severe evitando di seguire “il tragico esempio” di una regolamentazione soft di scuola britannica. Il segretario al tesoro degli Stati Uniti Timothy Geithner non ha certo usato mezze parole per esprimere quello che evidentemente è un concetto che gli sta profondamente a cuore. Responsabile forse numero uno della crisi finanziaria – o per meglio dire della sua diffusione dalla California all’Islanda fino ai mercati emergenti e all’Europa continentale – la finanza strutturata continua a destare i peggiori timori agli occhi degli analisti. E sì, perché alla luce dei dati odierni non traspare soltanto come la crisi mondiale non sia affatto in remissione. Ma anche come i suoi catalizzatori principali godano tuttora di ottima salute. Grazie anche alla possibilità di alimentare milioni di transazioni nella più assoluta indipendenza. (more…)

L’oceano delle scommesse contro il debito italiano

settembre 14, 2010

Finanza creativa. L’Italia al primo posto della classifica globale dei Cds, i derivati opachi che immunizzano dalla bancarotta. Con 240 miliardi di dollari, la protezione richiesta dagli investitori supera di gran lunga la Grecia, ferma a 78 miliardi

Nell’articolo: Il 39 per cento dei Cds circolanti sull’Italia sono detenuti da cinque soggetti: Paulson, Soros, Moore, Citadel e il fondo sovrano China investment corporation. Quattro hedge fund statunitensi e il principale veicolo d’investimento di Pechino sono attualmente su posizioni ribassiste nei confronti del nostro Paese.

Fabrizio Goria per “Il Riformista

Un oceano di strumenti finanziari derivati è pronto a scatenare uno tsunami in caso di un sussulto, politico o economico. Questa è la situazione italiana dei Credit default swap, i prodotti che immunizzano gli investitori contro il fallimento. Un oceano che per l’Italia vale quasi 240 miliardi di dollari, il 10 per cento dell’intero universo dei Cds. Più che sulla Grecia, sull’Irlanda o sulla Spagna, i mercati stanno puntando contro l’Italia.I dati della Depository trust & clearing corporation (Dtcc) lasciano poco spazio al buonumore. La Dtcc è la principale centrale di compensazione e garanzia dei derivati mondiali, in sostanza il depositario di quanto accade ogni giorni su mercati non regolamentati (Over-the-counter). Dai suoi report giornalieri emerge quanto poco i mercati credano nell’Italia. Non c’è nessuno peggio di noi. Al secondo posto c’è il Brasile, con circa 153 miliardi di dollari, mentre al terzo troviamo la Turchia, 132 miliardi. Il successivo Paese europeo in lista è la Spagna, quinta, con 110 miliardi di dollari sul groppone. La squinternata Grecia, impegnata nella difficile opera di riportare il suo deficit entro livelli di sostenibilità, è ferma a poco meno di 78 miliardi, che vale il decimo posto in classifica. Molto più staccate troviamo l’Irlanda, il Portogallo, il Regno Unito. (more…)

La «salsiccia» indigesta dei derivati finì anche alla mensa dei frati

agosto 31, 2010

Nell’articolo: Nascono così i collateralized debt obligations (Cdo): obbligazioni garantite da altre obbligazioni, a loro volta garantite da mutui. Nuove salsicce. Che vengono subito ri-confezionate da altre banche d’affari: i Cdo vengono infatti spesso mischiati con altri Cdo o con derivati e poi rivenduti sotto forma di «Cdo al quadrato» o di «Cdo sintetici». Insomma: obbligazioni garantite da obbligazioni, garantite da altre obbligazioni a loro volta garantite da mutui […..] Così, nel mito dell’eterno profitto e dello scarica-barile dei rischi, la panna montata della finanza ha creato veri e propri mostri: le cartolarizzazioni di mutui Usa ammontavano a fine 2007 a 4.200 miliardi di dollari, i Cdo a 3mila miliardi, i derivati a 531mila miliardi […..] Così, dall’oggi al domani, titoli che valevano insieme 7mila miliardi di dollari non valgono più nulla: semplicemente perché nessuno li vuole comprare […..] Morale della favola: i governi s’indebitano, la disoccupazione cresce, la popolazione paga il conto della crisi. Antonio Gonzales perde la casa, che ormai vale meno del mutuo. Perde il lavoro. E le banche d’affari? Trovano ben presto il modo per speculare ancora, sfruttando il fiume di denaro concesso in prestito dalle banche centrali

Walter Riolfi per “Il Sole 24 Ore

Nel luglio 2005 Antonio Gonzales, origine messicana ma da anni residente nella cittadina di Brea in California, è convinto di avere realizzato i suoi sogni. La banca Fremont, che ha la sede centrale proprio vicino a casa sua, gli ha appena concesso un mutuo trentennale da 114mila dollari. Nonostante alcuni problemi economici, anche Mr. Gonzales riesce così a comprare una casa. Il miracolo americano diventa realtà. Anche per lui, che statunitense non è.

Nessuno nel 2005 avrebbe mai immaginato che quel piccolo mutuo, insieme a tanti altri che qualche burocrate del credito definiva “subprime”, avrebbe creato la più grande bufera finanziaria che memoria d’uomo ricordi. Nessuno avrebbe mai pensato che avrebbe messo in crisi le banche di mezzo mondo e che avrebbe fatto fallire un mostro sacro di Wall Street come Lehman Brothers. Persino un convento di frati in Italia, qualche anno dopo, ha rischiato la bancarotta per colpa dei mutui subprime. Quel giorno di luglio 2005, Mr. Gonzales non poteva saperlo. A dire la verità non lo sapevano neppure le grandi menti di Wall Street e della Federal Reserve. (more…)

Chi gioca coi derivati si scotta

aprile 26, 2010

di Marco Onado

Comunque vada a finire, l’azione della Sec contro Goldman Sachs è destinata a lasciare un segno profondo nel sistema finanziario globale. Il caso è molto più sottile dei tanti altri che hanno dimostrato come la crisi finanziaria sia stata determinata anche da frodi e falsi contabili di ogni tipo.

Gli esperti concordano nel dire che non sarà facile alla Sec provare l’esistenza di un comportamento fraudolento, ma già i fatti non controversi si prestano ad alcune considerazioni. In sintesi, il caso è apparentemente semplice: nel 2007 la grande banca di investimento ha confezionato un titolo strutturato (un Cdo) che rispondeva alle esigenze di un hedge fund che aveva previsto la crisi imminente e dunque puntava su una caduta del mercato immobiliare e dei titoli emessi a fronte dei mutui ipotecari. Successivamente, ha venduto i titoli senza esplicitare adeguatamente questa informazione. L’effetto netto è stato che Goldman ha incassato una commissione di 150 milioni di dollari (ma ha avuto anche una perdita perché non aveva perfettamente coperto la sua posizione), l’hedge fund ha guadagnato quasi un miliardo di dollari, mentre gli investitori, fra cui Abn Amro (oggi del gruppo britannico Rbs) e la tedesca Ikb hanno registrato perdite consistenti, che aggiunte alle altre hanno richiesto interventi di salvataggio dei rispettivi governi. (more…)

Derivati a Milano e il mistero della rogatoria sospesa

agosto 5, 2009
imagesAlla Procura di Milano, con la Svizzera, sono abituati bene. Fin dai tempi di Mani Pulite, bastava che i pm italiani bussassero e i loro colleghi svizzeri aprivano. Certo, spesso Roma si metteva in mezzo e cercava di ritardare la pratica, visto che formalmente spetta al governo chiedere “assistenza giudiziaria” alle autorità estere tramite rogatoria internazionale. E quando in via Arenula capitò che l’ufficio competente fosse nelle mani di un magistrato troppo rapido ed efficiente, com’era Mario Vaudano, successe che fu fatto fuori il prima possibile. Però, fin dai tempi di Carla Dal Ponte e di Francesco Borrelli, tra toghe svizzere e toghe milanesi ci si dà una mano. Spesso gli aiuti corrono via fax autonomamente, in attesa che le procedure formali siano completate. (more…)

DERIVATI AVARIATI

giugno 17, 2009

imagesORA LA PAURA è L’EFFETTO “CATENA DI SANT’ANTONIO”: A GARANZIA DEI BOND LOMBARDI CI SONO TITOLI DI LAZIO, SICILIA, GRECIA, TELECOM ED ENEL – STESSA COSA PER PUGLIA E LIGURIA – GLI ESPERTI: ERA MEGLIO INVESTIRE IN TITOLI DI STATO

 

Se per ipotesi remota la Sicilia, il Lazio oppure Telecom Italia finissero in bancarotta, a pagarne le conseguenze sarebbe la Regione Lombardia. Altro che federalismo. Il sistema delle emissioni obbligazionarie delle Regioni, con derivati annessi, ha in realtà creato una gigantesca Catena di Sant’Antonio: il rischio di uno si trasmette a tutti.Dietro le quinte di un’emissione obbligazionaria effettuata dalla Lombardia nel 2002 con la consulenza di Ubs e Merrill Lynch, è accaduto proprio questo: per effetto di un fondo attraverso cui le due banche hanno investito i denari della Lombardia, i destini della Regione si sono infatti legati con un doppio nodo proprio a quelli della Sicilia e del Lazio. Ma anche a quelli di Telecom Italia, dell’Enel e della Repubblica greca. (more…)