Posts Tagged ‘diego anemone’

LA CRICCA NELL’UFFICIO DI FINI

agosto 29, 2010

Franco Bechis per Libero, da “Dagospia

Sono due i passi rilasciati dall’ufficio di sicurezza della Camera dei deputati che legano Gianfranco Fini alla cricca degli appalti pubblici. Sono stati rilasciati fra la fine di novembre 2009 e il gennaio 2010 per recarsi nell’ufficio del presidente della assemblea di Montecitorio a Francesco De Vito Piscicelli, l’imprenditore che con Diego Anemone è diventato il più noto alle cronache della nuova tangentopoli.

De Vito Piscicelli è infatti l’imprenditore intercettato con il cognato mentre rideva e si fregava le mani la notte del terremoto de L’Aquila pensando a quanti affari avrebbe potuto realizzare con le sue imprese. Non è noto se in quelle occasioni avesse avuto un incontro diretto con Fini. È invece documentato – grazie a lunghe intercettazioni e pedinamenti dei carabinieri del Ros – l’incontro con Rita Marino, segretaria particolare del presidente della Camera che fu al suo fianco sia nel Msi che in An nei lunghi anni in cui Fini guidò quel partito.

La Marino è risultata determinante per sbloccare con procedura anomala un pagamento da 1,5 milioni di euro a De Vito Piscicelli per uno degli appalti per i mondiali di nuoto, quello per la realizzazione della piscina di Valco San Paolo, poi finita nel mirino della magistratura. (more…)

ANEMONE’S STORY

luglio 2, 2010

DALLA BOTTEGA DI FALEGNAME IN PERIFERIA FINO AL “CENTRO” DI ROMA – CRESCIUTO A PANE E CAZZUOLA, GLI INIZI TUTTO CASA E CANTIERE POI L’INCONTRO COL SUO ANGELO (BALDUCCI) E L’ASCESA NELL’EMPIREO DEI LAVORI PER IL GIUBILEO – E DA LÌ SEMPRE E SOLO FAVORI, FAVORI E ANCORA FAVORI.…

Nell’articolo: Non c’è potente cui Diego ora non arrivi. Non c’è indirizzo che non frequenti. Non c’è palazzo che non conosca a memoria. O che non sia finito sulla famigerata lista dei favori. Nella sua Settebagni, chi lo conosce da un po’, giura che il salto di qualità in fatto di quattrini e stile di vita sia arrivato poco prima del Giubileo, quando diventa amico di Filippo Balducci, il primogenito di Angelo

Tommaso Cerno per “L’espresso

Dalla bottega di falegname nella periferia nord di Roma s’è arrampicato fin sotto la croce di Cristo. Non proprio quella sul Golgota, ma pur sempre quella da cui Giovanni Paolo II salutò i giovani al Giubileo del Duemila. Quell’altare a Tor Vergata intarsiato di legni pregiati, sobrio e magnificente, era uscito fresco fresco dalla fabbrichetta della famiglia Anemone a Settebagni, due saracinesche nella stradina intitolata al patrono del quartiere, Sant’Antonio da Padova. Che di miracoli, evidentemente, ne dispensa ancora.

“Questa scenografia vuole descrivere la vitalità e la laboriosità del Popolo di Dio”, proclamarono gli organizzatori della giornata mondiale dei giovani cattolici. Ma nemmeno potevano immaginare fino a che punto una delle loro pecorelle li avrebbe presi in parola. Già. È proprio da quella croce sulla spianata benedetta che comincia la parabola di Diego Anemone, giovane figlio della Salaria povera che un bel giorno decide di conquistare Roma.

Certo papà Dino dalle sue parti era uno piuttosto conosciuto: simpatie comuniste e buone entrature in Vaticano erano un bel mix già negli anni Settanta. Pian piano aveva trasformato la piccola impresa di famiglia e ingrossato i suoi affari: le prime ristrutturazioni, qualche costruzione per vivere fra gli agi di un piccolo borghese. (more…)