Posts Tagged ‘droga’

La via della droga va dal Messico agli Usa

ottobre 5, 2011

Carta di Laura Canali

Il confine fra i due Stati è da secoli teatro di illegalità. Oggi, stupefacenti di ogni genere sono la merce principale dei traffici che interessano l’asse sud-nord, e il cui controllo è causa da cinque anni di sanguinosi conflitti

Fabrizio Maronta per “Limes

Quella delle attività illegali al confine tra Messico e Stati Uniti è una storia vecchia quanto il confine stesso. I primi contatti tra coloni americani e residenti messicani (in quello che oggi è il Sud statunitense, strappato al Messico con la guerra del 1845-48 e con il Louisiana Purchase del 1853) risalgono al Settecento, ben prima dell’indipendenza dal Regno Unito, quando i venditori di pellicce di castoro del nord varcavano illegalmente il confine meridionale per vendere la loro preziosa merce. Nei decenni successivi seguirono venditori e imbonitori di ogni tipo, in un curioso gioco a parti rovesciate in cui a sconfinare erano i gringos e a reprimere i messicani, al contrario di quanto avviene oggi.

Nel Novecento, tuttavia, il contrabbando è divenuto sempre più appannaggio delle organizzazioni criminali messicane, benché in stretto contatto con le loro controparti settentrionali. Al crescere del divario economico tra Messico e Stati Uniti, i secondi sono divenuti il mercato di sbocco dei traffici illegali (droga, immigrati clandestini e, durante il proibizionismo, alcol), il cui flusso si è via via consolidato sulla direttrice sud-nord.

Volume e guadagni di queste attività sono cresciuti esponenzialmente tra gli anni Ottanta e Novanta, quando il sensibile miglioramento della sorveglianza aerea e marittima nell’area caraibica ha spostato le tradizionali rotte della cocaina a nord, verso il Messico. È in questo periodo che la città di Guadalajara assume rilevanza come hub del crimine organizzato messicano: la sua collocazione geografica – nella parte centro-occidentale del Messico, vicino al porto di Manzanillo (il più grande del paese) e ben collegata da autostrada e ferrovia – ne ha fatto il cuore logistico dei potenti cartelli della droga messicani.

Se i campi di battaglia sono Tijuana e Ciudad Juarez, a ridosso del confine, dove le “famiglie” combattono fra loro e con il governo messicano una guerra senza quartiere per il controllo dei traffici, grazie anche al fiume di armi acquistate negli Usa con i proventi del crimine, la loro base logistica è Guadalajara, la cui (relativa) pace è presupposto fondamentale della fluidità dei traffici. Fino alla metà degli anni Ottanta, la città è stata saldamente in mano a un cartello composto da nomi “storici” della scena criminale messicana: Rafael Caro, Ernesto Fonseca, Miguel Angel Felix (cui è liberamente ispirata la figura del boss della droga nel film Collateral) furono i primi a intuire e intercettare le opportunità schiuse dalla diversione della rotta caraibica.

Nel 1985 un’offensiva governativa prese di petto il “cartello di Guadalajara”, dal cui smantellamento sorse una galassia di organizzazioni minori in seguito federatesi nel cartello di Tijuana, in quello di Juarez, in quello del Golfo e nella Federazione di Sinaloa, la quale assunse il controllo della piazza di Guadalajara. Il monopolio mafioso era finito, ma nei successivi vent’anni si andò consolidando un equilibrio infranto, nel 2008, dalla rottura della Federazione, la cui costola scissionista (l’organizzazione Beltran Levya) si è alleata agli spietati Los Zetas, attaccando l’infrastruttura dei Sinaloa sulla costa pacifica. (more…)

L’istmo della droga

aprile 18, 2011

I paesi dell’America Centrale gestiscono il triplo della droga di Messico e Caraibi messi insieme. In Guatemala c’è un rapporto di 46 omicidi ogni centomila abitanti: il doppio di quello del Messico

da “ilpost

Quando si parla di guerra dei narcos si pensa istantaneamente al Messico e ai suoi quotidiani massacri, ma da tempo le rotte della droga si sono spinte ben oltre i confini messicani e hanno finito per contaminare gran parte dell’America Centrale. L’Economist ha analizzato quello che è successo negli ultimi anni in un lungo articolo.

Il paese in assoluto più colpito dai traffici dei narcos è il Guatemala, dove c’è un rapporto di 46 omicidi ogni centomila abitanti: il doppio di quello del Messico e dieci volte tanto quello degli Stati Uniti. Subito dopo ci sono Honduras e il Salvador. Poi Nicaragua, Costa Rica, Panama e Belize. (more…)

Invasi dalla droga. Su nuove rotte

marzo 12, 2010
È la “terra-spartiacque” fra due universi: quello della mancanza e quello dell’eccesso, tra il Sud e il Nord del mondo. È questo a rendere il Centroamerica un concentrato di contrasti netti. Sempre più violenti. Negli ultimi anni, “la frontiera si è trasformata in llaga sangrienta (ferita aperta), come ha da poco scritto l’autore messicano Carlos Fuentes.
I numeri dell’ultimo rapporto dell’Organizzazione degli Stati americani sono agghiaccianti. Nella regione ci sono oltre 40 omicidi ogni centomila abitanti. Con punte massime in Salvador – dove gli assassinii sono 55 – Giamaica – 49 – e Guatemala – 45. La cifra più alta al mondo. Tra i giovani, poi, il tasso di violenza aumenta esponenzialmente: le vittime sotto i 24 anni in Salvador sono 92 ogni 100mila abitanti. Le Nazioni Unite hanno calcolato che il 75 per cento dei sequestri del Pianeta si verifica in America centro-meridionale. (more…)

MESSICO E NUVOLE (DI COCA)

dicembre 7, 2009

AL CONFINE CON L’ARIZONA C’è UNA VERA E PROPRIA RETE SOTTERRANEA PER CONTRABBANDIERI – SONO TUNNEL CHE SONO STATI SCAVATI DAI PAVIMENTI DELLE CASE AL CONFINE (NE HANNO SCOPERTI 120) – DA Lì PASSANO COCAINA, MARIJUANA, ARMI E IMMIGRATI – ED è guerra CONTINUA CON LA BORDER PATROL…

Guido Olimpio per “il Corriere della Sera”

L’agente della Border Patrol usa la torcia per far luce nel gigantesco canale sotterraneo. Una condotta che raccoglie, in certi periodi dell’anno, un fiume d’acqua piovana proveniente dal Messico. Ogni tanto si ferma ed esplora l’antro con un visore notturno. Sul pavimento melma, rifiuti, stracci. L’aria è fredda, sa di muffa. Il poliziotto controlla attentamente le derivazioni che si dipanano dall’asse principale.

Anche lì altri resti che segnalano il passaggio di esseri umani. Avanzi di cibo, una giacca. Siamo nelle viscere di Nogales, Arizona, città divisa da una barriera arrugginita dall’altra Nogales, quella messicana. Sopra di noi i frontalieri, le famigliole che vengono a fare la spesa, i campesinos con l’abito della festa e tipi che fissano chiunque passi.

Le due Nogales si guardano, vivono in simbiosi. E tu puoi vedere la vita dall’altra parte. Gente nei negozi, i bimbi che giocano, i venditori di tacos e tamales. Ma è una visuale parziale. Perché non sai ciò che accade sotto terra. A dieci metri di profondità. Magari, proprio in questo momento, stanno scavando un’altra galleria clandestina. (more…)

Da Wolfe a Dick, gli autori che «spingono a drogarsi»

novembre 13, 2009

imagesLibri di scrittori come lo spagnolo Arturo Pérez-Reverte, lo statunitense Tom Wolfe, autore del celebre Radical chic e ancora William Burroughs sono stati inseriti in una “lista nera” del Servizio Antidroga russo per incitazione al consumo dei narcotici. Lo scandalo è scoppiato dopo che una bibliotecaria della piccola città di Orsk, negli Urali, ha denunciato nel suo blog in internet che le autorità avevano inviato alla biblioteca una lista di trentasette volumi libri che si raccomandava di non proporre ai lettori.

 La «lista delle opere che contengono elementi di propaganda e pubblicità di narcotici e sostanze stupefacenti» è stata diffusa dal dipartimento della Cultura del municipio su richiesta dell’ufficio locale del Servizio Federale della Lotta Antidroga russo (SFLA). (more…)

La produzione di droga in afghanistan

settembre 4, 2009

15648Intervista al direttore del programma antidroga dell’Onu a Kabul, Jean-Luc Lemahieu

Il rapporto annuale delle Nazioni Unite sulla produzione di oppio in Afghanistan, appena pubblicato dall’Unodc, conferma le previsioni di un ulteriore calo dell’estensione delle piantagioni di papavero da oppio e del tariàk, l’oppio grezzo in lingua locale. I campi di papavero, che nel 2008 coprivano 157 mila ettari, quest’anno sono diminuiti del 22 percento, passando a 120 mila ettari.
Il nuemero delle province produttrici di oppio è sceso da 20 a 18: Kapisa e Baghlan sono diventate ‘poppy free’.
Più modesto il declino del raccolto 2009 a causa della maggior produttività delle piante: dalle 7.700 tonnellate dell’anno scorso alle 6.900 di quest’anno, ovvero 10 percento in meno.
Notevole il calo di coltivazione nella provincia di Helmand, la ‘capitale’ dell’oppio, dove le piantagioni di papavero sono diminuite di un terzo grazie al progetto delle ‘Food Zone’ (sementi alternative e sostegno per la vendita ai contadini che abbandonano l’oppio) sperimentato dal governatore provinciale, Gulab Mangal.
Prosegue anche il calo del prezzo dell’oppio, sceso mediamente di un terzo rispetto all’anno scorso. Questa è la vera causa del calo di produzione a cui si assiste negli ultimi anni.
Jean-Luc Lemahieu, direttore in Afghanistan dell’Unodc, ci ha spiegato che la diminuzione che si registra dopo il record di due anni fa non è il risultato della campagna antidroga, ma l’effetto delle leggi di mercato: dal 2004, infatti, l’Afghanistan produce molto più oppio di quello che il mercato mondiale può assorbire, quindi i prezzi sono crollati rendendo necessario un rallentamento della produzione per riequilibrare domanda e offerta. (more…)

Droga libera in Messico, negli Usa scatta l’allarme

agosto 23, 2009

imagesdal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI
NEW YORK – Con una drastica svolta rispetto alla sua politica precedente, il Messico ha varato un’estesa depenalizzazione del consumo di droghe, e non solo leggere. Nessuno potrà più essere perseguito per il possesso di marijuana, eroina e cocaina, purché in modica quantità e per uso personale. La mossa segue il fallimento di anni di battaglia al narcotraffico basata sul pugno duro, e affidata a una polizia corrotta. Ma la riforma suscita allarme negli Stati Uniti, il principale mercato di sbocco per i narcos messicani. L’escalation della violenza dal Messico ha già cominciato a diffondersi negli Stati Usa confinanti. Ora Washington s’interroga sulle incognite di una liberalizzazione che può attirare i suoi concittadini verso un nuovo “turismo della droga”. (more…)

Teatrini di guerra

agosto 5, 2009

AQDH9XLCA8450O8CAEEQXRRCAQ1H0ZBCA3OQ3F7CAD1LKRFCA5AK9QFCA5FP07GCAWIY2K3CAZLRO5GCA0CKR5UCAYHJHMECAPFN4MBCACB23VYCA129ENECAEJDK74CAJMJAT9CAINL4NMCAF7TT3QIn Argentina, il 7 e l’8 agosto, si discuterà su ciò che nasconde la lotta al narcotraffico nella Prima conferenza latinoamericana sull’argomento

 

Le conseguenze della guerra contro le droghe in America Latina. Questo il tema della prima conferenza internazionale sull’argomento che si terrà a Buenos Aires il 7 e l’8 agosto prossimi. Carceri affollate, lavaggio di denaro, popolazioni contadine attaccate e perseguitate, problemi ambientali e di salute dovuti alle fumigazioni aeree, sono solo alcuni degli effetti della lotta contro il narcotraffico, che tutto persegue tranne i narcos. e infatti in America latina si continua a produrre il centro per cento dell’offerta mondiale di cocaina. (more…)

Solo il tempo lo dirà

luglio 29, 2009

imagesLotta alla droga e diritti umani, un connubio che sembra cambiare fini e mezzi della lotta al narcotraffico. Ma credere che sia finalmente una battaglia seria resta difficile

 

Gli scontri tra le mafie della droga in Messico, negli ultimi anni, si sono sparse a macchia d’olio dalla frontiera con gli Stati Uniti fino all’interno del Nordamerica. Dal dicembre 2006, circa 12.300 persone sono state ammazzate. Una carneficina, con cifre da vera e propria guerra. Che continua a crescere d’intensità: nei primi sei mesi di quest’anno, secondo il giornale messicano El Universal, sono caduti in 3.247 per mano del crimine organizzato. Ma se finora il governo messicano ha tentato a testa china di combattere questa piaga, militarizzando il paese e intascando i dollari Usa, adesso alza la cresta e punta il dito almeno sul metodo con cui la Casa Bianca affronta uno dei mercati più redditizi del mondo: la vendita illegale di marijuana. (more…)

Cannabis made in Italy. Garantiscono le cosche

giugno 27, 2009

imagesI boss cominciano a produrre stupefacenti in proprio. La Sicilia centro di coltivazioni e sequestri

 

E’ la cannabis l'”oro verde” delle organizzazioni criminali del Meridione. Dalla relazione annuale della Dcsa, la Direzione centrale dei servizi antidroga, emerge che negli ultimi anni si è registrato un trend di costante aumento dei sequestri di piante di cannabis effettuati nel Mezzogiorno d’Italia: in Calabria, Sicilia e Puglia. Al Sud si sono concentrati l’81,07% dei sequestri di piantagioni di canapa indiana dalla quale si producono marijuana e hashish. (more…)