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“Così mentii su Tortora”

maggio 27, 2010

L’ex mafioso Gianni Melluso chiede perdono alle figlie di Enzo Tortora. La sua testimonianza nel 1983 causò l’arresto del conduttore televisivo, accusato di spaccio di droga e poi completamente scagionato dopo una lunga odissea giudiziaria

Riccardo Bocca per “L’Espresso

Chiedo scusa, profondamente scusa, ai familiari di Enzo Tortora. Mi rivolgo soprattutto alle figlie Gaia e Silvia, che hanno patito l’inferno per colpa mia. È difficile che accettino di perdonarmi, lo so, ma sento il dovere di contribuire con la massima onestà a questa storia. Voglio dichiarare una volta per tutte che il presentatore Tortora era innocente. Che non c’entrava con la camorra, la droga o qualsiasi forma di malavita organizzata. Tortora è stato una vittima, e come tale va onorato. Lo ribadisco ora che sono uscito dal carcere e riassaporo la libertà: vorrei fosse vivo, Tortora, per inginocchiarmi davanti a lui. Una persona perbene, finita nel tritacarne delle menzogne».

A parlare è Gianni Melluso, negli anni Ottanta noto come Gianni il bello. L’ex mafioso uscito il 3 giugno scorso dal carcere di Catania dopo avere scontato trent’anni per rapine e altri reati commessi anche durante la detenzione. Oggi, quest’uomo di 53 anni in perfetta forma, si rivolge da Sciacca (la cittadina siciliana dove vive) alla famiglia Tortora per offrire quella che definisce la sua «verità definitiva». L’ennesimo capitolo di una storia partita la notte del 17 giugno 1983, quando Tortora viene arrestato con l’accusa di associazione camorristica finalizzata allo spaccio, lanciata dai boss Giovanni Pandico e Pasquale Barra. Melluso entra in scena dopo, nel febbraio 1984, raccontando ai magistrati napoletani di avere fornito a Tortora cocaina da smerciare nel mondo dello spettacolo. Una versione che modifica due volte. La prima nel 1995, scagionando il conduttore e accusando i magistrati a capo dell’indagine, rei a suo dire di aver assecondato apposta le falsità contro Tortora. Dopodiché, con una capriola, Melluso ammette di avere dichiarato il falso per screditare gli inquirenti. (more…)

A 25 anni dall’arresto di Enzo Tortora

giugno 15, 2009

imagesEnzo Tortora ammanettato fra i carabinieri e ripreso da tutti i telegiornali è un’immagine simbolo della tragedia che può investire un cittadino, quando è travolto dalla malagiustizia.
A un quarto di secolo l’uscita del saggio di Vittorio Pezzuto, Applausi e sputi: le due vite di Enzo Tortora, è lo spunto per ricostruire l’affaire e soffermarsi sulla situazione insostenibile dell’amministrazione della giustizia, dominata dagli interessi corporativi di una magistratura sempre più causa principale del suo discredito. (more…)