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11 mesi e 11 giorni. Il mistero irrisolto di Jon Anza

marzo 12, 2010

Militante basco scomparso per undici mesi e undici giorni, con gravi sospetti di guerra sporca. Ieri il ritrovamento del corpo. Ma il mistero resta

Era scomparso il 18 aprile del 2009. Un uomo corpulento, gonfiato dai medicinali, reso quasi cieco da un male che lo stava divorando. Il suo nome era Jon Anza. Aveva un treno alla stazione di Baiona il 18 di aprile dell’anno scorso, direzione Tolosa. Si sedette in uno scompartimento e da allora la sua compagna, Maixo, e la sua famiglia non ebbero più notizie di lui. Fino a un comunicato di Eta e alle denuncie che sono comparse sui quotidiani Gara, basco, Le Monde e Libération, francesi. Per arrivare alla notizia lanciata ieri da France3, quando un mezzobusto ha annunciato che il corpo di Jon Anza era in un deposito di cadaveri non identificati della città di Tolosa, proprio là dove l’uomo di 47 anni doveva arrivare. Cosa è successo a Jon Anza?

Jon Anza. Condannato nel 1982, quando aveva 21 anni, Anza è stato ritenuto colpevole di appartenenza a banda armata, con una pena comminata di 103 anni di carcere. Dopo averne scontati venti torna in libertà. Nel 2005 si trasferisce in Francia. Diplomato in giornalismo, va a lavorare in una fabbrica che produce poltrone. La sua militanza vive della lotta per i diritti dei prigionieri politici baschi. Il 18 aprile 2009 deve viaggiare fino a Tolosa e sarà un comunicato dell’organizzazione armata a fornire dei primi dettagli sulla sparizione dell’uomo. È il 18 maggio 2009: Eta scrive che Anza è ancora un suo militante, incaricato di protare una consistente somma di danaro fino a Tolosa. Ma il primo appuntamento e i due seguenti che vengono stabiliti in caso di pericolo non vengono rispettati. La sparizione di Anza fa parlare del ritorno dell’incubo guerra sucia, la guerra sporca di Stato, che la Spagna aveva avviato negli anni 80 – nei governi socialisti di Gonzales – armando e dirigendo squadroni della morte chiamati gal, i gruppi armati di liberazione che si dotarono anche di manovalanza straniera, pistoleros fra i quali spiccano nomi famosi dell’eversione di destra degli anni bui italiani, quelli delle stragi. L’evocazione della guerra sporca trova alcuni indizi inquietanti nelle notizie che riguardano dei sequestri lampo di altri ex prigionieri politici che vengono interrogati in luoghi appartati di montagna da agenti in borghese dell’antiterrorismo spagnolo, in territorio francese. La cooperazione fra Madrid e Parigi ha permesso che a oggi un centinaio di uomini delle forze di sicurezza spagnole possano girare in maniera autonoma e armata in terra francese. (more…)

Eta: domande senza risposta

settembre 29, 2009

imagesNuovo comunicato dell’organizzazione armata basca: volontà e disposizione totale per un processo di soluzione democratico

L’analisi e il confronto interno sono terminati. La riflessione interna che Eta aveva annunciato mesi fa ha portato a un comunicato dell’organizzaqzione armata. I giornali spagnoli non hanno dubbi nel titolare. Eta va avanti con la lotta armata. El Pais: “Eta advierte que seguirà “con las armas en la mano”. In realtà, restiamo sul titolo on line di El Pais, la notizia si inizia a vedere nel sottotitolo del quotidiano spagnolo: ‘la banda annuncia che insisterà nella via armata, ma aggiunge l’offerta di un processo democratico’.
Cosa abbia deciso Eta è scritto nero su bianco nel comunicato, recapitato al quotidiano basco Gara. Ma sta soprattutto nelle domande che l’organizzazione armata rivolge direttamente ai suoi antagonisti.
Eta pubblica in una giornata speciale, il Gudari eguna, la giornata del soldato resistente basco. E per prima cosa sgombra il campo da qualsiasi illazione di tregua o cessate il fuoco o abbandono dell’attività. Quindi scrive che “proseguirà con le armi in pugno fino a quando i nemici di Euskal Herria scommetteranno solo su repressione e negazione dei diritti”. Detto questo, arriva il nocciolo del comunicato: una offerta, qualche cosa che ha bisogno di un rapporto biunivoco fra chi avanza una proposta e qualcun altro che deve, o dovrebbe, dire se accetta o meno o a che condizione. (more…)

Per Zapatero i fantasmi di Franco

luglio 30, 2009
imagesMIMMO CÁNDITO
Francisco Franco morì nel ’75, in una gelida alba di quel novembre ormai lontano; e qualche anno più tardi, in una fredda notte di febbraio dell’81, dopo decine di morti ammazzati e un golpe fallito pateticamente («Todos al suelo, coño»), morì anche il franchismo. Che si voglia prendere come data della nascita della democrazia in Spagna quella lontana alba di novembre, o anche soltanto la lunga notte del 23-F di Tejero, appare davvero paradossale che sia proprio il nazionalismo basco, l’irriducibile, libertario, democratico, socialista, antifranchista, nazionalismo basco a far resuscitare oggi il fantasma polveroso del Caudillo, dopo trent’anni o anche più che la storia lo aveva abbandonato nelle pieghe perdute del tempo. (more…)