Posts Tagged ‘evasione fiscale’

L’UNICA COLLANTE CHE UNISCE IL PAESE? LA VOGLIA DI NON PAGARE LE TASSE!

maggio 17, 2011

LA PADANIA È AL TOP PER L’EVASIONE FISCALE: RECORD AL VENETO, DOVE SPARISCE IL 22,4% DEL REDDITO – LA PIÙ VIRTUOSA È LA SARDEGNA (13,7%) – FRA I DUE ESTREMI, C´È IL RITRATTO DI UN PAESE CHE SI ATTREZZA IN MILLE MODI PER FREGARE IL FISCO: SAL LAVORO IN NERO AGLI SCONTRINI MAI EMESSI – LO SVIMEZ: “L´ITALIA NON HA RAGGIUNTO L´UNITÀ ECONOMICA, MA È UNIFICATA DALL´EVASIONE. CON UNA DIFFERENZA: AL SUD DISONESTI PER SOPRAVVIVENZA, AL NORD PER ACCUMULARE RICCHEZZA”…

Luisa Grion per “la Repubblica“, da “Dagospia

Un Paese unito nel nome dell´evasione fiscale: nascondere una parte o la totalità del reddito agli occhi dello Stato è un´attività diffusa su tutto il territorio italiano. Ma gli evasori non sono tutti uguali: c´è chi si accontenta di truffare il fisco solo in parte, e chi mette via ogni remora pur di accumulare entrate senza versare le tasse. Al Nord come al Sud, anzi al Nord un po´ di più.

Contrariamente a quanto si pensa per via della maggiore diffusione dell´economia sommersa, il picco dell´evasione si raggiunge nel Settentrione. La regione che sottrae più ricchezza ai fini dell´Irpef è il Veneto, che nasconde in media il 22,4 per cento dei suoi redditi, la più virtuosa è la Sardegna dove l´evasione si contiene al 13,7%. Fra i due estremi, c´è il ritratto di un Paese che si attrezza in mille modi per ingannare il fisco quando il contribuente non versa la ritenuta alla fonte: dalle prestazioni professionali in nero agli scontrini mai emessi. (more…)

O LA BORSA O LE TASSE

novembre 13, 2010

PIAZZA AFFARI LITIGA CON IL FISCO, UNA QUOTATA SU TRE INSEGUITA DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE: DA BENETTON A DEL VECCHIO FINO A ROMITI, STEFANEL E MONTEZEMOLO – SORPRESA: ESCLUSI ECCELLENTI BERLUSCONI E DE BENEDETTI (CHE HANNO QUALCHE GUAIO MA IN SOCIETÀ NON QUOTATE) – O I GRANDI IMPRENDITORI ITALIANI FANNO DI TUTTO PER EVADERE, O IL FISCO ITALIANO NON È CHIARO E HA TROPPE NORME DA INTERPRETARE (MAGARI SONO VERE ENTRAMBE LE COSE)…

Franco Bechis per “Libero“, da “Dagospia

C’è una società su tre della borsa italiana che ha un problema con il fisco. Non un problemino: quasi tre miliardi di euro di tasse non pagate o malpagate. Non c’è praticamente un grande imprenditore italiano che non sia costretto ad arruolare una schiera di avvocati, commercialisti e tributaristi per difendersi da accertamenti della Agenzia delle Entrate o nei processi delle commissioni tributarie.

Nel lungo elenco di società che è pubblicato nella tabella di questa pagina mancano in sostanza solo due imprenditori: Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti. Ma anche loro hanno qualche guaio in società non quotate. Nell’elenco per altro non figura la Mondadori che un contenzioso ha ancora aperto perché stato sanato da una legge del maggio scorso che ha consentito di annullare con il pagamento del 5% del valore della controversia i contenziosi in Cassazione che abbiano già avuto due sentenze favorevoli in primo e in secondo grado. La Mondadori ha pagato e chiuso un contenzioso che durava dall’epoca della guerra fra Berlusconi e De Benedetti. (more…)

Prevedere una crisi? Guardate il sommerso

luglio 14, 2010

Salvatore Padula per “Il Sole 24 Ore

Per dirla con Friedrich Schneider, professore all’Università di Linz e tra i più attivi studiosi della shadow economy, l’ambizione di quantificare l’enorme massa di denaro che ogni anno sfugge al fisco continua a rappresentare «la passione scientifica di conoscere l’ignoto». È l’avvertenza che si legge in ogni studio sul sommerso, fenomeno tanto complesso quanto diffuso – non solo in Italia – che per sua stessa natura rifiuta qualsiasi forma di osservazione diretta, legato com’è a comportamenti fraudolenti sia sotto il profilo fiscale e contributivo sia per l’impiego di lavoro irregolare.

Ben consapevole di questo limite, l’Unione europea impone però che la misura del Prodotto interno lordo includa la stima del sommerso, anche per misurarne l’impatto sulla crescita del sistema economico.

Per il 2008, l’Istat ha quantificato l’economia sommersa tra il 16,3 e il 17,5% del Pil (tra 255 e 275 miliardi di euro, in valore assoluto), in crescita rispetto alla precedente rilevazione. Come leggere questi numeri?
Certo, i dati mostrano un chiaro miglioramento rispetto al 2000. Tuttavia, il 2008 è il primo anno, dal 2001, in cui la rotta si inverte: dopo molti segni meno, l’incidenza dell’economia sommersa torna a riproporre un andamento positivo. (more…)

Evasione, i soli numeri non dicono l’intera realtà

giugno 21, 2010

Nell’articolo: Va rammentato inoltre che chi veramente evade ha cura di non destare sospetti: difficilmente, dunque, si mette in evidenza dichiarando perdite significative e sistematiche

di Angelo Provasoli e Gaudenzio Albertinazzi per “Il Sole 24 Ore

Il contrasto all’evasione fiscale rappresenta, certamente, uno dei punti centrali del decreto legge sulla manovra economica. In questa direzione si muovono due norme del Dl (gli articoli 23 e 24), che individuano una possibile area critica tra le imprese che «cessano l’attività entro un anno dalla data di inizio» e tra quelle che in modo «sistemico» dichiarano perdite fiscali, prevedendo in entrambi i casi una maggiore attenzione dell’amministrazione nella fase di controllo.

Si tratta di fenomeni assai diffusi, come mostrano i dati del Sole 24 Ore. Ed è indubbio che ciò segnali situazioni di possibile rischio di evasione fiscale. Le imprese che aprono e chiudono in tempi brevi possono prestarsi a emettere fatture per operazioni inesistenti, oppure inserirsi nella catena delle “frodi carosello”, non versando l’Iva su operazioni poste in essere con questa finalità. L’immediata dissoluzione dell’impresa impedisce che, in caso di controllo, le somme accertate dal fisco possano essere recuperate. L'”evasione da riscossione”, è invero più agevole da porre in essere quando l’impresa è cessata, sopratutto se gestita in forma giuridica che garantisce la responsabilità limitata al capitale o se intestata a persone nullatenenti. Analogamente, le società in perdita per diversi periodi di imposta possono essere il risultato di sistematici occultamenti di corrispettivi. (more…)

Evasione, processi e condoni, la “favola” fiscale del premier

giugno 3, 2010

Massimo Giannini per “la Repubblica

NELLA sua breve e “inappellabile” telefonata a Ballarò 1 dell’altro ieri, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha fornito agli italiani due importanti “notizie”. La prima in risposta ad una osservazione effettivamente sollevata in studio da chi scrive. “È una menzogna che io abbia fornito qualunque forma di giustificazione morale ai fenomeni di evasione fiscale”. La seconda replicando ad un’accusa che invece nessuno gli aveva mosso: “Non ho mai evaso le tasse, né io né le mie aziende”.

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Rispetto a queste affermazioni, e affidandosi esclusivamente ai fatti oggettivi della cronaca di questi anni, è utile ripercorrere tutto ciò che è realmente accaduto. Senza giudizi. Senza commenti. Ma attingendo semplicemente alle parole pronunciate dal premier, ai processi nei quali è stato ed è tuttora coinvolto, e ai condoni varati dai governi che ha presieduto.

LE PAROLE
1) Autunno del 2000: Berlusconi è il leader dell’opposizione. Il 15 ottobre è a Milano, e interviene alla festa di Alleanza Nazionale, partner di Forza Italia nella nascente Casa delle Libertà. Ai militanti dell’allora alleato di ferro Gianfranco Fini, il Cavaliere dice, testualmente: “Non ne può più neanche il mio dentista, che paga il 63% di tasse. Ma oltre il 50% è già una rapina… Non volete che non ci si ingegni? E’ legittima difesa…”. (more…)

MANOVRA ECONOMICA ED EVASIONE FISCALE

maggio 28, 2010

Vincenzo Visco per “Lavoce.info

Dell’evasione in Italia si sa praticamente tutto. Il problema di fondo consiste nel fatto che vi sono redditi completamente tracciabili e tracciati e altri che non lo sono. Se si ritiene che la riduzione dell’evasione sia utile, andrebbero reintrodotte integralmente le misure varate dal governo Prodi e subito abrogate dal governo Berlusconi. Con un passo ulteriore: grazie all’anagrafe dei conti bancari è possibile oggi richiedere agli intermediari finanziari la trasmissione al fisco dei saldi finali annuali di tutti i contribuenti, come avviene in altri paesi.

Sull’evasione fiscale in Italia si sa praticamente tutto: si conosce il suo ammontare (circa 120 miliardi); la sua distribuzione territoriale a livello sia delle regioni che delle province (l’evasione complessiva è più alta al Nord che al Sud, ma l’evasione delle imprese e dei lavoratori indipendenti è più alta al Sud). Così come si conosce l’incidenza rispetto alle diverse tipologie di reddito: è molto ridotta per i redditi da lavoro dipendente (3-4 per cento); inesistente per le pensioni (ma presente presso i pensionati che hanno un’altra fonte di reddito, spesso in nero); ridotta nell’industria in senso stretto (5-7 per cento), ma molto elevata nel settore delle costruzioni e ancora più in quello dei servizi. Tra i lavoratori indipendenti, i professionisti evadono di meno (33-35 per cento) e gli imprenditori di più (50-60 per cento). Evadono più i giovani degli anziani, più gli uomini delle donne, molto più le imprese piccole, non strutturate a stretto controllo familiare, che non le grandi, che peraltro eludono quello che possono. (more…)

Dalla lista Pessina evasione da 300 milioni

novembre 6, 2009

imagesQuasi tutte del Nord-Est, la maggior parte del Veneto e di medio-piccole dimensioni. Tutte avrebbero portato soldi all’estero, per nasconderli al fisco, secondo l’accusa, e poi riaverli, in qualche caso, anche attraverso gli spalloni. Ecco le 76 società trovate nel pc dell’avvocato svizzero Fabrizio Pessina, arrestato a febbraio nell’inchiesta sulle bonifiche dell’area milanese di Montecity-Santa Giulia. In tutte le 76 sedi, ieri sono arrivati gli agenti della Guardia di finanza di Milano con in mano un decreto di perquisizione: hanno portato via i documenti contabili, per ricostruire questo giro di presunte false fatturazioni che ammonterebbe a oltre 300 milioni di euro. Insieme allo stesso Pessina e a due commercialisti, Mario Merella, marito di Marcella Bella, e Siro Zanoni (accusati di associazione a delinquere e riciclaggio), sono finiti nel registro degli indagati i titolari delle 76 società, un centinaio, per appropriazione indebita e dichiarazione fraudolenta con l’aggravante della trasnazionalità. (more…)

Fisco: nascosti redditi per 13,7 miliardi

giugno 23, 2009

imagesAccertati anche recuperi di Iva dovuta e non versata per 2,3 miliardi e rilievi Irap per 8,7 miliardi

 

Nei primi 5 mesi dell’anno la Guardia di Finanza ha scoperto redditi nascosti al fisco per 13,7 miliardi, cui devono aggiungersi recuperi di Iva dovuta e non versata per 2,3 miliardi e rilievi Irap per 8,7 miliardi; mediamente, queste cifre confermano e sopravanzano del 10% i risultati del 2008 che si era chiuso con il consuntivo più alto degli ultimi decenni. (more…)