Posts Tagged ‘eyal weizman’

Se non rompi le regole non ti danno retta

ottobre 23, 2009

246q05a1«Il male minore» di Eyal Weizman

di Oddone Camerana

Oggi la trasgressione sembra essere transitata in chi rispetta le leggi. Ignorato, quest’ultimo, trascurato e reso invisibile dalla sua rettitudine, è un soggetto che non conta. Il suo stato di conformismo lo esclude dall’essere rappresentato. Nella società che ci ha preceduto e che non è certo scomparsa, ma è coperta da una nebbiolina di anonimato e disinteresse – società della disciplina fondata sul tormento della colpa – trasgredire creava dei problemi per lo meno di coscienza. In questa prospettiva il divieto di drogarsi veniva riconosciuto in quanto vincolo e qualcuno ricorderà anche come, con un certo sprezzo per le debolezze umane, si affermava che le droghe capaci di creare distensione allora in voga fossero riservate a chi “se le poteva permettere”. Così dicendo ci si riferiva sia alla disponibilità economica necessaria per acquistarle, sia, darwinianamente parlando, all’energia fisica e psicologica richiesta per non soccombere. Possibilità e dote che scremavano gli utilizzatori, rigettando i più deboli tra i vinti e fuori della cerchia dei privilegiati. (more…)

E liberaci dal male minore

agosto 28, 2009

AR70CE7CAYJ199RCAV30QG6CANX0A8MCA1X00ZKCA5VLP4CCAEROD9XCAKQEQ4DCAUTEKNVCA7L2IR4CAA2NEKQCA5SSHTSCAYM3GOCCAT8GBPRCAH1HNM2CA63SH5XCA5Y3RQKCAHMRW08CA5T8H4RDalla morale individuale al diritto internazionale sembra un’opzione doverosa. Ma è davvero così?

MARCO BELPOLITI
Eyal Weizman è un architetto israeliano. Insegna alla University of London e ha scritto un saggio, Architettura dell’occupazione (Bruno Mondadori, pp. 341, euro 25), che ha fatto molto discutere, dedicato alla costruzione del Muro che separa Israele dai Territori palestinesi. In un piccolo librino, edito invece da poco da Nottetempo e intitolato Il male minore (pp. 52, euro 7), Weizman ha invece posto un problema di grande attualità di questi tempi, la cui formulazione è: se vi trovate di fronte a due mali, è vostro dovere optare per il minore. La questione del «male minore» l’ha sollevata in modo critico per la prima volta un’ebrea migrata in America per sfuggire al nazismo, Hannah Arendt, in una conferenza del 1964, dedicata a «La responsabilità personale sotto la dittatura». Pochi anni prima la filosofa tedesca s’era interrogata, nel corso del processo contro Eichmann, grande organizzatore della deportazione, sulle ragioni della cooperazione offerta ai nazisti dai Consigli ebraici nelle nazioni occupate, atto rimosso da molti, e subito contestato alla Arendt: ebrei eminenti avevano collaborato con i massacratori con l’intento di salvare se stessi e altri ebrei, e per questo avevano lasciato che moltissimi di loro venissero deportati e gasati. (more…)