Posts Tagged ‘ezio mauro’

MENO MALE CHE EZIOLO C’È

dicembre 4, 2010

FENOMENOLOGIA DEL DIRETTORE DI REPUBBLICA CHE OGNI MATTINA VIA WEB VA IN ONDA CON L’“OSTENSIONE” DEL PROPRIO CORPO INAMIDATO, IN UN ESILARANTE “PROVA D’ORCHESTRA” DAVANTI AI GIORNALISTI PIÙ INCRAVATTATI E MENO PAROLACCIARI D’ITALIA CHE ANNUISCONO DEVOTI A PERLE DEL TIPO: “CREDO CHE ABBIAMO FATTO IL TITOLO PIÙ CORRETTO E PIÙ GIUSTO” – E SE DE BENEDETTI, IN ALTRI TEMPI, ASPIRAVA ALLA TESSERA NUMERO UNO DEL PD, MAURO HA L’ARIA DI NON VOLERE NEANCHE LA MILIONESIMA CON LO SCONTO….

Stefano Di Michele per “Panorama“, da “Dagospia

Per cominciare, il problema principale è questo: a Ezio Mauro la sinistra non dà nemmeno la decima parte delle soddisfazioni che gli procura Silvio Berlusconi. Tanto con il Cavaliere la guerra è aperta, la battaglia è in corso e l’antipatia è reciproca, quanto con il Pd bersaniano (e accasamenti vicini) la guerriglia è sotterranea, la battaglia mai dichiarata, l’antipatia velata e trattenuta.

Insomma, una doppia fatica, uno svicolare ormai quotidiano, essendo appunto Mauro direttore di un quotidiano, tra il volere e il non avere. Basta un’occhiata a certi suoi editoriali delle ultime settimane (gli editoriali del direttore di Repubblica rappresentano sempre una mirabile sintesi tra il severo e il giusto, il solenne e la chiamata alla mobilitazione: perfettamente evocativi, verrebbe da pensare, della statua del Santo Vescovo che si può ammirare in una sala del Museo civico della sua Dronero) per avere un’immediata percezione: se per mesi e mesi da largo Fochetti hanno irradiato allarme democratico e appiccicato qualche milione di post-it contro la «legge bavaglio», forte appare la tentazione di buttarsi sull’allarme ai democratici e sistemare qualche bigliettino adesivo direttamente sulle spalle di Pier Luigi Bersani, con sopra scritto: «Svegliatevi!». (more…)

PANSA MIA, FATTI DE BENEDETTI

giugno 15, 2010

“L’INGEGNERE È UN SIGNORE ANZIANO (76 ANNI A NOVEMBRE, UNO PIÙ DI ME), INVECCHIATO, FRUSTRATO E ACIDO. LUI NON HA POLTRONE DA CONQUISTARE, POICHÉ SI È SEDUTO SU TUTTE QUELLE POSSIBILI. QUALCHE VOLTA CADENDO A TERRA IN MALO MODO, VEDI FIAT, OLIVETTI E BANCO AMBROSIANO. CE N’È SOLTANTO UNA CHE GLI È RIMASTA NEL GOZZO, UN FRUTTO CHE NON È RIUSCITO A COGLIERE. È LA POLTRONA DEL DIRETTORE DI “REPUBBLICA” – AVEVA RAGIONE LA MIA MITICA NONNA: NON SONO I SOLDI A FARE DI UNO SCIOCCO UN FURBO”…

IL PENSIONATO FURIOSO CHE GIOCA ANCORA A FARE LA RIVOLUZIONE CARLO DE BENEDETTI PUNTA SULLO SFASCIO DEL PAESE MA NELLA GUERRA DI REPUBBLICA È SOLO UNA COMPARSA

Nell’articolo: “Sotto la direzione di Ezio Mauro, “Repubblica” è diventato un giornale-guerriglia. Pronto all’assalto di chiunque non condivida le sue campagne, la sua idea di società, la sua voglia di potere. Non credo che tra le ambizioni di Mauro ci sia ancora la guida della sinistra italiana, ormai un fantasma. La pensa così l’Ingegnere che, al convegno di Letta, ha definito il Partito Democratico «una balena arenata sulla spiaggia»”

 Giampaolo Pansa per “Libero”

Se fossi Enrico Letta non mi farei sponsorizzare da Carlo De Benedetti. Letta è il giovane vicesegretario del Partito Democratico che vuole la poltrona di Pierluigi Bersani. Invece l’Ingegnere è un signore anziano (76 anni a novembre, uno più di me), invecchiato, frustrato e acido. Lui non ha poltrone da conquistare, poiché si è seduto su tutte quelle possibili. Qualche volta cadendo a terra in malo modo, vedi Fiat, Olivetti e Banco Ambrosiano. Ce n’è soltanto una che gli è rimasta nel gozzo, un frutto che non è riuscito a cogliere. È la poltrona del direttore di “Repubblica”.

All’Ingegnere sarebbe piaciuto un mondo sedersi anche su quella. Ma non è elegante che il padrone di un giornale ne diventi anche il direttore. Tuttavia la voglia deve essergli rimasta. E non essendo riuscito a soddisfarla, in questi ultimi tempi ha moltiplicato le esternazioni, pur di finire sui media. Concionando a destra e a sinistra, rilasciando interviste chilometriche, partecipando a convention dove parla a ruota libera di tutto e di tutti. Ha fatto così venerdì scorso a Lazise, nel convegno “Nord Camp 2010”, organizzato da Letta.

Qui l’Ingegnere, sfruculiato da un intervistatore intelligente come Antonello Piroso, il direttore del Tg della 7, ha ciacolato sull’universo mondo. Spaziando dal cavalier Berlusconi a soggetti ben più modesti, compreso il sottoscritto. Com’era fatale, “Repubblica” gli ha riservato una lunga cronaca dell’inviato Goffredo De Marchis. Ma neppure in questo servizio ho trovato un cenno al ventaccio politico che soffia sull’Italia. Una bufera malvagia iniziata da un contrasto, assolutamente legittimo, sulla legge che dovrebbe regolare le intercettazioni telefoniche. (more…)

Il papa straniero

Mag 29, 2010

Il caso Ezio Mauro, indagine sulle passioni politiche di un direttore e su un’ipotesi credibile ma non troppo

Marianna Rizzini per “Il Foglio

Ezio Mauro che esce dalla sua stanza a Repubblica e va in piazza, sotto a un gazebo, attorniato dalle folle viola – accadeva qualche mese fa. Ezio Mauro che rende piazza la stessa Repubblica, con il volantino che si fa titolo – accade oggi, mentre cartelli gialli simili ai post-it che cuciono le bocche dei manifestanti anti legge bavaglio campeggiano sulle pagine del quotidiano, nelle due varianti “la legge bavaglio cancella il diritto di essere informati” e “con la legge bavaglio non leggerete più questo articolo”. E’ già un po’ che Ezio Mauro esce dalla sua stanza a Repubblica per andare in televisione – non importa se la tv in quel momento è Lucia Annunziata, Serena Dandini, Michele Santoro, Gad Lerner o un cameraman indigeno di Largo Fochetti. 

Mauro, in quel caso, presiede sotto le telecamere la riunione di redazione, non prima di aver detto, senza sorriso, qualcosa a metà tra la lode e il pungolo – “ieri abbiamo coperto bene questo, oggi ci vuole quest’altro” – e non prima di aver stretto la mano al caporedattore ma non al vicedirettore, forse per stabilire un contatto con la società civile del giornale più che con il suo gotha (e però i frequentatori di Rep. sottolineano la differenza tra le riunioni dirette da Mauro e quelle dirette da Eugenio Scalfari: “Scalfari”, dice un osservatore interno, “era tipo da ‘messa cantata’, ma amava il disordine creativo delle idee in contrasto e degli interventi a sorpresa; Mauro invece ascolta e chiede ordinatamente, un caposervizio alla volta”).  (more…)

Mauro: “Chiamare Travaglio terrorista, un atto gravissimo e da incoscienti”

dicembre 18, 2009

La luce che entra dai vetri della stanza del direttore di Repubblica non restituisce l’idea del covo dei mandanti morali. Come il discorso composto, pacato per via delle radici, fermo per via della convinzione. Eppure Ezio Mauro dovrebbe essere uno dei capi del network dell’odio, evocato da Fabrizio Cicchitto nell’aula di Montecitorio.

Direttore, che effetto le ha fatto essere indicato come istigatore?

Mi ha colpito molto per il momento e per la sede. Cicchitto non si è reso conto che parlava in un’aula parlamentare o ha questa concezione del Parlamento? Era interesse di Berlusconi raccogliere i segnali positivi, arrivati dall’unanime condanna del gesto di un folle, dalla tempestiva solidarietà di tutti. Ma Cicchitto non rappresenta una corrente del Pdl, quanto piuttosto una pulsione interna al partito.

L’ha anche rivendicato: “Ho dato voce al popolo del Pdl”.

Certamente l’istinto profondo di Berlusconi è questo. Ed è facile per queste persone mettersi al riparo di una pulsione. Così non fanno politica, salvo che non abbiano un disegno: far saltare il tavolo. E andare alle urne, tentando un’ennesima prova di forza. Come se l’agire politico della destra in Italia si realizzasse in una serie di forzature successive, nell’ incapacità di esercitare la legittimità del governo per il quale hanno ottenuto mandato dagli elettori. Hanno una maggioranza straordinaria e la loro macchina non produce politica. In questi otto mesi, da Casoria in poi, si sono succedute diverse fasi. Prima quella della verità: Berlusconi ha mentito sui suoi scandali. Poi è diventata una questione di libertà: ha definito eversori i giornali di tutta Europa. E ora di legalità, perché attacca Corte costituzionale e capo dello Stato. E questo potrebbe essere ciò che muove i suoi verso il ribaltamento del tavolo. Andare alle elezioni con una piattaforma estrema: cambiamo la Costituzione e facciamola aderire all’anomalia Berlusconi. L’anomalia non è risolvibile: costituzionalizziamola. È come se Berlusconi dicesse al sistema politico: introietta la mia anomalia, sarai sfigurato per sempre. Ma così tutto diventa coerente. È la biografia del premier trasformata in ultima ideologia del paese. La tentazione suprema potrebbe essere andare al voto su questo. (more…)

CON LA VOCE DI CHI è GIà PRONTO PER GUANTANAMO, TRAGIK SHOW DI EZIOLO MAURO ALLA RADIO DEL ‘COMPAGNO’ SARKO

settembre 11, 2009

imagesDa “Il Foglio”

L’occasione, per il direttore di Repubblica, era di quelle d’oro. Ieri Ezio Mauro aveva davanti a sé i microfoni di France Inter, la radio pubblica francese del network Radio France. Non sarà stata l’autorevole Radio Londra, ma nessuno potrà negare che Mauro avesse la possibilità di informare anche un buon numero di cittadini d’Oltralpe dello stato di salute della resistenza al Cav.

 

In studio erano pronti, come testimonia anche la prima domanda del conduttore – non di quelle che rimarranno nei manuali di giornalismo per il tasso di incisività: “Dopo mesi di rivelazioni della stampa, in Italia tutto è bloccato. (more…)