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Pratolini, cronache di poveri emigranti

agosto 31, 2010

Una sceneggiatura inedita per un film mai realizzato: così lo scrittore, tradito dal Pci, raccontò una saga anarchica

Nell’articolo: Dopo i fatti d’Ungheria, Pratolini non era più lo stesso. Si era allontanato dal Pci e il Pci da lui. La fede, per così dire, restava più o meno salda, ma la vita s’infilava in vicoli sempre più stretti e lo scrittore pagava il conto per la sua ribellione […..]  Per lui si condensava quell’utopia nella quale credeva e che Pratolini accoglieva invece con il sorriso storto del disincanto

Osvaldo Guerrieri per “La Stampa

America dura, America mitologica. Strana l’idea del film Mal d’America sceneggiato nel 1966 e mai realizzato. E chissà che cosa spinse il regista argentino Fernando Birri a cercare Vasco Pratolini per dar forma al progetto. Lo incontrò in lunghi pomeriggi di discussione e poi, mescolando neorealismo e grandiosità visionaria, lo indusse a scrivere la storia di una famiglia anarchica italiana, gli Scota, costretta ad abbandonare San Lupo, nel Matese beneventano, e a emigrare in Argentina dopo il fallimento dell’insurrezione campana del 1877.

Il film parte proprio da qui, dalla sparatoria notturna con i carabinieri. Dopo di che, con una tecnica a intarsio, intrecciando passato e presente, ricorrendo a stacchi illustrativi nello stile dichiarato dei telegiornali (un curioso, efficace anacronismo), si apre un racconto di viaggio e di scoperta, di accoglienza e di sfruttamento, di lavoro e di ribellione. Vediamo gli Scota nel deserto della pampa; la distribuzione della terra; i raccolti distrutti in un solo giorno da una nuvola di cavallette; l’aggregarsi delle comunità immigrate; il successo economico di alcuni e il fallimento di altri. Intanto le generazioni cambiano. Ai nonni succedono i padri, ai padri i figli. E cambia anche l’Argentina: sempre più dura e violenta. Si chiama Matese l’ultimo degli Scota. Dovrebbe imbarcarsi alla volta di Napoli per studiare legge. Ma è un giorno di sciopero generale. Ci sono tafferugli a Buenos Aires, volano pallottole, c’è subito un morto. Quasi senza saperlo, Matese si ritrova dietro una barricata con un fucile in mano e un destino da ribelle. Fine. (more…)