Posts Tagged ‘Fernanda Pivano’

Pivano, foto inedite di un amore

aprile 6, 2011

Immagini mai viste, album privati, scambi di pensieri con il fidanzato Ettore Sottsass. Sullo sfondo di una Milano anni Sessanta, piena di sogni e di idee. In un’eccezionale mostra sulla scrittrice scomparsa due anni fa

Enrico Arosio per “l’Espresso

Occhi negli occhi, Ettore e Fernanda. Lui artista-architetto attento alla controcultura. Lei torinese-bene folgorata dall’avanguardia americana. Questa bella fotografia, inedita, è più di una trouvaille per collezionisti. � la firma visiva di un sodalizio personale e creativo che dice tante cose sulla perduta Italia degli anni Sessanta impegnata a riaprirsi al mondo. Tra i materiali mai visti prima, neppure nelle riviste specializzate, della mostra milanese “Fernanda Pivano. Viaggi, cose, persone“, curata da Ida Castiglioni, Francesca Carabelli e Enrico Rotelli (dal 6 aprile alla Galleria Credito Valtellinese in corso Magenta), colpiscono quelli che riguardano il suo allora compagno di vita, l’ex squattrinato e irregolare “Ettorino” Sottsass, nato a Innsbruck da papà architetto suddito di Francesco Giuseppe.

Sorprendono soprattutto gli album privati realizzati dai due. Veri diari lirico-visivi. Per esempio “Storia per Nanda-Palo Alto” del 1962 (Palo Alto è la città californiana dove Sottsass passò mesi in ospedale, sfiorando la morte, per una grave malattia): disegni di lui, testi scelti da lei, riflessioni sulla guerra, l’arte, i processi creativi; è l’idea madre della successiva rivista underground “Room 128”, epitome della cultura beatnik.

Oppure l’ “Enciclopedia per chi ama la vita”, con frasi tratte dal “Mahabharata” e battute di Marilyn Monroe. O l’ironico “Vocabolario italiano-cinese” dedicato a Nanda da Ettore con l’amico pittore Tsai Hsia Ling. O i disegni di gatti, passione di entrambi.

Un sodalizio toccante di due persone libere e curiose. Sullo sfondo di una Milano vivacissima, in cui Chet Baker, prima di andare a suonare al Santa Tecla, passava da Ettorino e Nanda in via Cappuccio, sbucciava una banana e si sedeva scalzo al pianoforte, in un silenzio complice. //

C’è voluto «c…» per pubblicare l’«Urlo»

marzo 30, 2011

Fernanda Pivano

Tommy Cappellini per “Il Giornale

«Cara Nanda, l’editore ha accettato la mia proposta (l’unica, permanendo il moralismo della Magistratura Italiana, che ci permetta di realizzare l’edizione italiana delle poesie di Ginsberg)». Così scrive il 16 dicembre 1964 Elio Vittorini, editor Mondadori, alla traduttrice Fernanda Pivano, proponendole: il testo inglese lo forniamo integralmente al lettore, però bisognerà dare «la tua traduzione con omissioni nei punti incriminabili, contrassegnati da spazi bianchi o da righe di puntini (meglio le righe di puntini)».
Come mai tutta questa cautela? Howl – Urlo di Ginsberg, celebre poemetto-Bibbia della beat generation, circolava già da dieci anni e un po’ di carica trasgressiva l’aveva persa per strada, così come le altre poesie con cui la Mondadori voleva raccoglierlo in volume. Tuttavia «il moralismo della Magistratura» e di chissà quali ulteriori tribunali della coscienza in quell’Italia ancora molto bigotta avevano messo in allarme prima Vittorio Sereni (che stava tentando di portare Ginsberg in Mondadori su segnalazione del 1960 della stessa Pivano, nonostante fosse opzionato Feltrinelli), poi Vittorini stesso, che doveva assicurarsi che la silloge, oltre ad arrivare sui banchi delle librerie non venisse ritirata, dietro sentenza del tribunale. (more…)

«Voglio baciarla. Ho deciso»

marzo 17, 2011

I sentimenti dello scrittore nella mostra che Milano dedica alla grande americanista. I biglietti e le lettere. «Ero geloso come un gorilla»

Ida Bozzi per “Il Corriere della Sera

Del legame che unì Cesare Pavese e Fernanda Pivano, il giovane scrittore già animatore dell’appena nata casa editrice Einaudi e la studentessa che chiedeva «Ma che differenza c’è tra la letteratura americana e quella inglese?», divenuti pilastri della cultura del Novecento, si sa quasi tutto. Eppure altro di nuovo emerge – utile a capire anche la temperie di impegno che animava il mondo culturale di allora – appena si legga un nuovo inedito, quale è la lettera di Cesare Pavese che pubblichiamo in queste pagine e che sarà tra i materiali della mostra «Fernanda Pivano. Viaggi, cose, persone», a Milano dal 6 aprile. (more…)