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Cosa cambia se l’Fmi parla cinese

maggio 30, 2010

di Moisès Naim per “Il Sole 24 Ore“, traduzione di Graziella Filipuzzi

Molto probabilmente non avrete mai sentito parlare di Zhu Min. L’economista cinese, personaggio poco noto al grande pubblico, potrebbe essere in grado di prendere decisioni che interesseranno voi e la vostra famiglia. Il dottor Zhu potrebbe diventare il prossimo direttore del Fondo monetario internazionale.
L’Fmi, organizzazione fondata nel 1944 per stabilizzare il sistema finanziario mondiale, conta 186 stati membri e dispone del potere sufficiente per imporre condizioni ai paesi che cercano il suo aiuto economico.

Di solito, le richieste venivano dai paesi africani e sudamericani, ma quelli europei si sono aggiunti alla lista. L’Fmi ha giocato un ruolo fondamentale nel salvataggio della Grecia e ha appena pubblicato un devastante rapporto sulla situazione economica della Spagna. Il Fondo consiglia l’immediata adozione di «radicali riforme ad ampio raggio» che contemplino un drastico taglio alla spesa pubblica, cambiamenti in un mercato del lavoro definito «disfunzionale» e la ristrutturazione di un sistema bancario che «presenta punti deboli… e rischi elevati». Il linguaggio dell’Fmi è tecnico, le riforme proposte sono severe e le conseguenze di questi cambiamenti nella vita degli spagnoli si prospettano enormi. Simile è il tenore degli interventi in Lituania, Islanda, Ungheria e altri paesi in crisi. (more…)

La nuova battaglia dei repubblicani: salviamo gli Stati Uniti e non la Grecia

maggio 22, 2010

di Paul Krugman, © 2010 NYT – distribuito da The NYT Syndicate
(Traduzione di Fabio Galimberti), da “Il Sole 24 Ore

La piattaforma politica del partito repubblicano non è propriamente creativa, ma gli esponenti del partito di tanto in tanto riescono a venir fuori con qualche trovata imprevista (di solito accolta da sconcerto). L’ultima mossa del partito dell’elefantino – arruolare parlamentari repubblicani per dichiarare pubblicamente la propria contrarietà a una partecipazione Usa al salvataggio della Grecia – è interessante per due aspetti: il primo è che gli Stati Uniti non sono impegnati nel salvataggio della Grecia; il secondo, e forse il più importante, è che nessun paese e nessuna organizzazione ci ha chiesto di farlo.

Come dice Ezra Klein del Washington Post, la tesi che l’America stia aiutando la Grecia è fondata su «un gioco di sponda». I repubblicani chiamano in causa l’appartenenza degli Stati Uniti al Fondo monetario internazionale, che ha accettato di mettere a disposizione fondi per coprire una parte del pacchetto di salvataggio.
Secondo i deputati Cathy McMorris Rodgers e Mike Pence, la quota del pacchetto di aiuti a carico degli Stati Uniti equivale a un salvataggio finanziato dagli Usa. Come loro e altri colleghi di partito hanno scritto in una lettera al segretario al Tesoro Timothy Geithnerdel 29 aprile, «probabilmente la Grecia non sarà l’ultima nazione importante dell’Unione Europea a richiedere l’assistenza del Fmi in un prossimo futuro. Le economie più importanti dell’Unione Europea si sono impegnate ad aiutare la Grecia, stabilendo un precedente per salvataggi di altri Paesi oberati dal debito. Quali sono i criteri per stabilire se gli Stati Uniti sono obbligati a prendere parte a questi sforzi di salvataggio?». (more…)