Posts Tagged ‘fratelli musulmani’

Erdogan, l’Egitto e i Fratelli Musulmani

settembre 19, 2011

Original Version:  أردوغان ومصر والإخوان, da “Medarabnews

La recente visita del primo ministro turco in Egitto ha rappresentato da un lato il tentativo di rafforzare l’ascesa regionale di Ankara attraverso un’intesa strategica con il Cairo, ma dall’altro ha costituito una parziale delusione per i Fratelli Musulmani, quando Erdogan ha invocato la nascita di uno Stato laico in Egitto – scrive l’analista politico libanese Issam Naaman

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Recep Tayyip Erdogan ha preparato la sua visita in Egitto con estrema cura. Gli atteggiamenti, gli eventi, la scelta di tempo e le parole, tutto era stato preparato con cura e precisione. Egli ha agito come un ospite d’eccezione che portava con sé un messaggio importante a un padrone di casa ardentemente desideroso di conoscerne il contenuto. Questo messaggio non era rivolto solo all’Egitto, ma anche agli arabi e alle altre nazioni della regione. Perciò il leader turco ha voluto che la diffusione di tale messaggio fosse ripartita in numerose occasioni affinché esso potesse giungere a tutti.

Forse egli si è immaginato nei panni del sultano ottomano Mehmet, il conquistatore di Costantinopoli (Istanbul), avendo pacificamente conquistato il Cairo, dopo secoli e generazioni, per consacrare “una fase di cambiamento storico, rivoluzionario e democratico”. Egli ha tuttavia mantenuto un comportamento abbastanza umile assegnando il ruolo di Mehmet il Conquistatore alla gioventù egiziana che “ha chiuso una pagina, aprendo la pagina di una nuova civiltà”.

Centinaia di giovani egiziani, ed in particolare di giovani appartenenti ai Fratelli Musulmani, hanno effettivamente immaginato che egli fosse il sultano “Mehmet Recep”, il nuovo califfo dei musulmani, e gli hanno preparato un’accoglienza solenne all’aeroporto del Cairo. Hanno portato bandiere, gli hanno tributato applausi e ovazioni, hanno innalzato grida e invettive, chiedendogli di fondare un califfato islamico sotto la guida della Turchia. Questi giovani hanno confermato ai mezzi di informazione di rappresentare una delegazione dei Fratelli Musulmani, che era stata selezionata sotto la supervisione dell’Ufficio della Guida suprema per esprimere il sostegno e l’appoggio alle politiche del leader turco. Essi hanno intonato rumorosi slogan a sostegno di Erdogan, come: “Erdogan, Erdogan, una grande benvenuto dai Fratelli Musulmani”, “Egitto e Turchia, mano nella mano”, “Egitto e Turchia, vogliamo un califfato islamico”.

Ma Erdogan ha deluso le speranze dei Fratelli Musulmani poiché, durante il secondo giorno della sua visita, nel corso di un’intervista televisiva ha invitato a redigere una nuova costituzione per l’Egitto fondata sui principi dello Stato laico, sottolineando che ciò non vuol dire uno Stato senza religione, ma uno Stato che si pone alla stessa distanza da tutte le religioni. Egli ha aggiunto: “Non abbiate paura dello Stato laico; io auspico l’esistenza di uno Stato laico in Egitto”.

Il leader turco non vuole soltanto uno Stato laico per l’Egitto, ma anche uno Stato moderno. Egli ha affermato che l’Egitto “potrà costruire uno Stato moderno dopo la rivoluzione, se compirà tre passi rappresentati rispettivamente dalla buona amministrazione dei cittadini, dall’interesse nei confronti dell’istruzione, e infine da una buona organizzazione delle sue finanze, così come dall’eliminazione della corruzione e dalla realizzazione della stabilità”.

Forse i Fratelli Musulmani sono d’accordo con lui riguardo a questi tre passi, ma che dire dello Stato laico? (more…)

L’Egitto al bivio: da che parte stanno i Fratelli Musulmani?

aprile 21, 2011

Original Version: Egypt at a crossroads; where does the Muslim Brotherhood stand?

In questo momento cruciale della storia egiziana, i Fratelli Musulmani devono dire chiaramente se stanno con le forze rivoluzionarie o con quelle forze che vogliono talebanizzare l’Egitto – scrive l’analista egiziano Emad Gad

da “Medarabnews

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Anche se i Fratelli Musulmani non sono stati uno dei gruppi promotori delle proteste del 25 gennaio, si sono presto uniti alla lotta partecipando con le forze nazionaliste alle manifestazioni che si sono trasformate in una rivoluzione popolare. I giovani dei Fratelli Musulmani hanno svolto un ruolo efficace e vitale nella rivoluzione insieme alle forze civiche provenienti da tutto il panorama politico per creare lo “spirito di piazza Tahrir”. I Fratelli Musulmani non hanno partecipato fin dal primo giorno, a causa del modo in cui il gruppo vede se stesso e le forze nazionaliste. Il gruppo ritiene di essere l’unica forza organizzata nel paese, e che se non avesse partecipato, allora le altre forze non sarebbero riuscite a radunare più di poche centinaia di seguaci, dato che i Fratelli Musulmani rappresentano l’unico gruppo in grado di mobilitare  centinaia di migliaia di partecipanti.

Dal momento che l’appello a manifestare del 25 gennaio non era stato lanciato dai Fratelli Musulmani, il gruppo ha deciso di non prendervi parte. La supposizione preliminare era che le proteste del 25 gennaio avrebbero fallito, e che sarebbero state come le precedenti, alle quali avevano  partecipato poco più di qualche centinaio di manifestanti. Appena la manifestazione del  25 gennaio si è dimostrata un successo ed il movimento si è rafforzato, i Fratelli Musulmani hanno deciso di partecipare in modo da non essere lasciati indietro in questo momento politico di importanza cruciale. (more…)

Chi sono i Fratelli Musulmani

febbraio 8, 2011

Fondati nel 1928 in Egitto, sono un movimento islamico radicale, molto potente e influente. Il leader del movimento Muhammed Badi sostiene che il jihad è un obbligo individuale per ogni musulmano

Elena Favilli per “ilpost

Nelle ultime settimane si è sentito parlare molto dei Fratelli Musulmani e del ruolo politico che potrebbero ricoprire all’intero di un nuovo governo egiziano. Chi è stato dalla parte di Mubarak, in questi anni e in questi giorni, lo ha fatto soprattutto sostenendo che una soluzione democratica avrebbe aperto la strada all’estremismo dei Fratelli Musulmani, portando instabilità nell’intera regione. Il segretario di stato americano Hillary Clinton ha accolto favorevolmente il loro coinvolgimento nei colloqui, ma restano ancora molte perplessità sulla loro reale disponibilità di adesione a un programma politico realmente democratico, che rinunci ai precetti del fondamentalismo islamico. Per capire meglio da dove vengono questi dubbi è necessario ripercorrere la storia della Fratellanza e vedere di che si tratta. (more…)

Egitto: alla ricerca di un’alternativa a Mubarak

giugno 14, 2010

Il figlio Gamal, i Fratelli musulmani, El Baradei. La lunga strada verso le elezioni del 2011. L’Egitto è da anni in pieno fermento. Può esplodere come l’Iran nel 1979

Nell’articolo: “Grazie alle pressioni americane di democratizzare le dinamiche politiche interne, nel 2005 Mubarak ha permesso alla Fratellanza di partecipare alle elezioni legislative e questa si è aggiudicata ben 88 dei 160 seggi in palio. L’imprevisto successo ottenuto da questo movimento ha spaventato in primis gli Stati Uniti che hanno quindi immediatamente smesso di insistere sulla democratizzazione egiziana, consentendo al raìs di escludere questo movimento dalle elezioni legislative del 2007”

Azzurra Meringolo per “Limes

A partire dal 1 giugno scorso e per i prossimi 18 mesi, per ben tre volte i cittadini egiziani si recheranno alle urne. Alla vigilia del primo dei tre appuntamenti elettorali, Adam Shatz aveva affermato sulla London Review of Book che, da qualche anno a questa parte, l’Egitto vive una fase molto simile a quella vissuta dall’Iran pre rivoluzionario, quando il governo dello scià stava per essere rovesciato dalla rivoluzione khomeinista. Come avvenne nel 1979 a Teheran, secondo Shatz la legittimità dello stato egiziano è messa totalmente in discussione, mentre si fa strada, s’intensifica un combinato di fervore islamico e di malcontento popolare.

Che qualcosa nel paese delle piramidi sia in fermento è evidente almeno dal 2005. Da allora il movimento per il cambiamento – più conosciuto con il nome di Kifaya – avendone letteramente abbastanza del regime – kifaya in arabo vuol dire abbastanza – è sceso più volte in piazza al Cairo, prendendo di mira il presidente Hosni Mubarak, in carica ormai dal 1981, accusato di ostruire la strada al ricambio generazionale. In questi anni, centinaia di migliaia di egiziani hanno dato vita a manifestazioni, spesso duramente represse dal regime: islamisti che chiedono la fine dello stato di emergenza in vigore da trent’anni e appena proragato per altri due, lavoratori che rivendicano salari più elevati e magistrati che contestano gli emendamenti costituzionali degli ultimi anni tesi a sottrarre alla loro competenza l’attività di supervisione nei processi elettorali. Saranno questi i primi sintomi di una rivoluzione che sembra bussare alle porte?  (more…)

Le relazioni storiche tra i fratelli musulmani e l’Iran

gennaio 8, 2010

La crisi yemenita e la ribellione Houthi nel paese hanno messo in luce le divergenze esistenti fra le differenti branche dei Fratelli Musulmani e l’Iran – scrive il giornalista Nabil al-Bukairi

Il rapporto con la politica yemenita
Il rapporto tra l’Iran come nazione e i Fratelli Musulmani come gruppo religioso rappresenta una delle principali complessità del fronte politico della penisola araba, in cui ogni crisi politica coinvolge l’Iran, completamente o almeno in parte.

Questa complessità è il risultato dell’estrema suscettibilità dei regimi arabi nei confronti del gruppo, e del senso di (in)sicurezza che dimostrano nel trattare con esso. In questo contesto, la guerra tra il governo yemenita e i ribelli Houthi, che si è estesa fino a coinvolgere l’Arabia Saudita e, di conseguenza l’Iran, non è estranea alla complessità del rapporto tra l’Iran e i Fratelli Musulmani.

I comunicati stampa dei Fratelli Musulmani in Egitto e in Siria in merito agli sviluppi dello sconfinamento Houthi in terra saudita hanno sollevato un’enorme discussione sul rapporto tra l’Iran e i Fratelli Musulmani. Il comunicato egiziano esortava il re dell’Arabia Saudita Abdullah a porre immediatamente fine alla guerra contro i ribelli Houthi, incoraggiandolo ad accrescere i suoi sforzi per raggiungere un accordo tra le due parti yemenite in conflitto. Alcuni hanno interpretato questo atteggiamento come un sostegno ai ribelli Houthi, e quindi come un sostegno all’Iran. (more…)

La spaccatura all’interno dei fratelli musulmani

dicembre 10, 2009

La repressione del regime egiziano nei confronti dei Fratelli Musulmani ha determinato una seria spaccatura nel movimento, e forse la più grave crisi della sua storia – scrivono Roula Khalaf e Heba Saleh dal Cairo

Un anziano leader dei Fratelli Musulmani d’Egitto ha riconosciuto che la repressione del governo ha aggravato la spaccatura all’interno dell’organizzazione, dove gli esponenti più conservatori, che temono per la sopravvivenza del gruppo, si stanno scontrando con i riformisti riguardo ai benefici della partecipazione politica.

Secondo alcuni analisti, questo sconvolgimento interno potrebbe essere il più grave di tutti gli 80 anni di storia del partito, che non è ufficialmente riconosciuto. I Fratelli Musulmani, il più ampio gruppo di opposizione in Egitto, stanno elaborando la loro strategia per le elezioni parlamentari dell’anno prossimo.

La grande manifestazione di forza dei candidati indipendenti legati alla Fratellanza, nelle elezioni del 2005 – essi ottennero il 20% dei seggi – intimorì il regime del Presidente Hosni Mubarak.

Al fine di prevenire una ripetizione di questo risultato, le autorità hanno fatto passare una serie di emendamenti costituzionali, apparentemente adottati per arginare i Fratelli Musulmani e ridurre la trasparenza del processo elettorale, soprattutto ridimensionando sensibilmente l’importante ruolo della magistratura, in gran parte indipendente.  (more…)