Posts Tagged ‘giovanni fasanella’

Caso Moro: gli archivi di Londra rivelano il coinvolgimento del governo britannico

ottobre 13, 2011

Le prove nei documenti di Kew Gardens pubblicati ne “Il golpe inglese” di Mario J. Cereghino e Giovanni Fasanella.

di Rossella Guadagnini, da “Micromega

E’ il 1976. Per un anno intero la diplomazia, i servizi, le forze armate e anche il ministero della Difesa inglesi progettano “un colpo di stato militare da attuare in Italia per impedire il compromesso storico tra Moro e Berlinguer. Quel progetto, organizzato dettagliatamente e sottoposto poi all’esame di altri paesi Nato – Stati Uniti, Francia e Germania – alla fine venne abbandonato, perché gli americani non erano entusiasti, la consideravano un’iniziativa pericolosa”. A sostenerlo sono due studiosi, Mario Josè Cereghino, ricercatore italo-argentino, nato a Buenos Aires ed esperto di archivi statunitensi e britannici, e il giornalista Giovanni Fasanella, autore di diversi libri sulla ‘storia invisibile’ del nostro Paese. Resistenze c’erano anche da parte della Germania e della Francia di Giscard d’Estaing, tanto che “di fronte agli ostacoli provenienti dagli stessi Paesi membri, gli inglesi abbandonarono l’iniziativa e scelsero una seconda opzione, che definiscono testualmente, in un memorandum segreto del Foreign Office datato 6 maggio, il ‘sostegno a una diversa azione sovversiva’”. Il resto del documento è stato poi ‘oscurato’, in quanto non è quella “la sede per discutere nei dettagli gli scenari sopra descritti”. Due anni dopo Moro veniva rapito e ucciso dalle Brigate Rosse.

Chi si chieda come mai negli Anni 70 esplosero il terrorismo, l’eversione, la lotta armata, ci furono stragi, attentati e servizi segreti deviati, insomma tutto ciò che gli anni di piombo rappresentarono, mentre ora malgrado un’analoga situazione di crisi economica, instabilità politica e perdita di prestigio del Paese a livello internazionale non accade nulla di simile, potrebbe trovare in questa nuova prospettiva una risposta convincente. Dopo aver consultato e analizzato centinaia di lettere, cablogrammi, rapporti e analisi di intelligence, ministeri e uffici diplomatici, con diversi gradi di riservatezza (confidential, secret e top secret), contenuti nei National Archives di Kew Gardens, 20 chilometri a sud di Londra, nel Surrey, dove si conserva la memoria storica del Regno Unito in 30 milioni di documenti, dall’anno Mille in poi, (www.nationalarchives.gov.uk), Cereghino e Fasanella hanno pubblicato “Il golpe inglese” (pp. 354, euro16), edito di recente da Chiarelettere. In esso è raccolta questa vasta mole di documenti, desecretati dopo i 30 anni di rito e, dunque, ormai a disposizione di chiunque li voglia consultare: dal 2007 il quotidiano “la Repubblica” ha cominciato a pubblicarne dei brani.  (more…)

COSE DA MATTEOTTI! – NELLE PAGINE DE “IL GOLPE INGLESE” SI SCOPRE CHE – È L’OSCURO AMERIGO DUMINI CHE ASSASSINÒ IL LEADER SOCIALISTA NON ERA UN FASCISTONE MA ERA AL SOLDO DI SERVIZI SEGRETI DI LONDRA – L’INFLUENZA BRITANNICA SULLA POLITICA ITALIANA DURANTE IL VENTENNIO FU TALE CHE ALLA FINE DELLA GUERRA CHURCHILL SI OPPOSE ALLA PUBBLICAZIONE DELL’ARCHIVIO SEGRETO DI DUMINI…

settembre 11, 2011

Estratto dal libro “il Golpe inglese” di Mario José Cereghino e Giovanni Fasanella pubblicato da “il Fatto quotidiano“, da “Dagospia

La prima tessera è proprio l’ambigua figura di Dumini, l’uomo della Ceka che ha guidato il commando dei rapitori e degli assassini di Matteotti. Massone iscritto alla Gran Loggia nazionale di piazza del Gesù con il terzo grado, quello di Maestro, vanta con il regime rapporti stretti almeno quanto quelli che intrattiene con il mondo anglosassone. […].

Qualche tempo dopo il delitto (Matteotti, ndr), nel 1933 – racconta Peter Tompkins, l’uomo dell’Oss (ovvero l’Office of Strategic Services, il servizio segreto Usa in tempo di guerra, poi ribattezzato Cia) in Italia -, Dumini, forse sentendosi abbandonato dal regime, scrive un memoriale e lo invia a due legali di estrema fiducia, uno in America e l’altro in Inghilterra, con l’invito a renderlo pubblico nel caso in cui venga assassinato. Ma non gli succede nulla. Anzi, viene inserito nei ranghi dei servizi italiani e inviato in Libia. Scoppiata la guerra quando gli inglesi entrano a Derna, nel 1941, lo arrestano e lo fucilano. Viene solo ferito, però, e riesce a scappare dopo essersi finto morto. […]

Nel 1943 Dumini segue Mussolini a Salò, dove continua a svolgere il suo ruolo di agente segreto per conto dell’intelligence della Repubblica sociale e con ogni probabilità anche di Londra. Arrestato nuovamente dagli inglesi nel 1945, a guerra conclusa, due anni dopo viene processato e condannato all’ergastolo per il delitto Matteotti. Ma la pena è prima ridotta a trent’anni e poi, grazie a una serie di indulti, praticamente annullata. […] (more…)

BOBBIO SPIA! – ECCO I GIORNALISTI ARRUOLATI DALLE SPIE INGLESI – DA ARRIGO LEVI A MARIO MISSIROLI, DA LUIGI ALBERTINI A GAETANO AFELTRA, DA LUIGI BARZINI A DOMENICO BARTOLI E PAOLO MURIALDI. COMPRESI JADER IACOBELLI E NORBERTO BOBBIO – LEGATI ALLA PROPAGANDA DEI SERVIZI BRITANNICI, STANDO AI DOCUMENTI, ANCHE IL FONDATORE DELL’ESPRESSO ADRIANO OLIVETTI E FILIPPO CARACCIOLO, PADRE DEL FONDATORE DI REPUBBLICA, CARLO…

settembre 8, 2011

Anticipazione da “Panorama“, da “Dagospia

Opinionisti, intellettuali, direttori di giornale: da Arrigo Levi a Mario Missiroli, da Luigi Albertini a Gaetano Afeltra, da Luigi Barzini a Domenico Bartoli e Paolo Murialdi. Nell’elenco ci sono anche Jader Iacobelli e Norberto Bobbio. Tutti negli elenchi dei «clienti» dell’Ird, l’Information research department, un organismo segreto alle dipendenze del ministero degli Esteri britannico.

Lo svela il libro di Mario José Cereghino e Giovanni Fasanella, Il golpe inglese (Chiarelettere), anticipato a Panorama. Il volume conferma in modo inoppugnabile quello che investigatori italiani come Giovanni Pellegrino, presidente per sette anni della commissione parlamentare di inchiesta sulle stragi e sul terrorismo, e il giudice Rosario Priore avevano intuito e in parte accertato da fonti italiane. Una delle «quinte colonne» usate dagli inglesi contro quella parte autenticamente «nazionale» della classe dirigente italiana della Prima repubblica è stata l’informazione. (more…)

“Intrigo internazionale”, l’indicibile dell’Italia

maggio 24, 2010

Un libro-intervista di Giovanni Fasanella e Rosario Priore sui grandi misteri del nostro Paese. Per raccontare quelle “verità” che non è mai stato possibile provare sul piano giudiziario

Silvana Mazzocchi per “La Repubblica

In Italia i misteri non finiscono mai. E, delle stragi che insanguinarono il nostro paese  dal 1969 in poi,  della strategia della tensione, del terrorismo che, con l’assassinio di Aldo Moro, toccò il suo acme per poi discendere senza mai  esaurirsi,  conosciamo esclusivamente “le ovvietà”. Perché la verità giudiziaria è stata necessariamente parziale e i processi hanno colpito quasi sempre solo la manovalanza, senza mai arrivare alle complicità “interne e straniere”. E’ l’amara analisi da cui parte Intrigo internazionale, firmato da Giovanni Fasanella,  giornalista-scrittore che più volte ha raccontato quelle buie stagioni, e il magistrato Rosario Priore che, per decenni, ha seguito le inchieste collegate ai più importanti episodi eversivi: dall’eccidio di via Fani all’attentato a papa Giovanni Paolo II, alla strage di Ustica. (more…)