Posts Tagged ‘giuseppe ungaretti’

Quegli intellettuali in svendita per il Duce

giugno 15, 2010

Ungaretti

Da Ungaretti ad Ada Negri passando per legioni di giornalisti. Un saggio rivela i nomi di chi era a libro paga del fascismo. Che erogava sovvenzioni solo su richiesta degli interessati per legarli indissolubilmente al regime

Nell’articolo: “Gli intellettuali, insomma, per poter ottenere queste sovvenzioni erano costretti a mettere in moto un meccanismo che prevedeva il loro personale coinvolgimento e attivava, come osserva Sedita, una «triade» formata dal duce, dal capo della polizia e dal ministro della Cultura popolare: l’istanza del richiedente veniva infatti proposta dal Minculpop a Mussolini che l’autorizzava (o, eventualmente, la rigettava) di proprio insieme al capo della polizia. Il beneficiario, poi, doveva rilasciare quietanza con alcune righe di ringraziamento. Il tutto veniva, infine, archiviato in un fascicolo personale”

Francesco Perfetti per “Il Giornale

Sottoposto a processo di epurazione nel 1944, Giuseppe Ungaretti giustificò i finanziamenti che aveva percepito regolarmente ogni mese dal regime per un totale di 144.000 lire sostenendo che si trattava di «una sovvenzione» che si dava a «persone onorevolissime» affinché «potessero proseguire con regolarità il loro lavoro». Si sarebbe trattato, insomma, a suo parere, di una normalissima «sovvenzione statale» paragonabile a quella concessa a un «agricoltore» per consentirgli di «portare a termine lavori di bonifica» o a uno «scienziato» per permettergli di «proseguire le sue ricerche di laboratorio». Il fatto di averla accettata, pertanto, aveva fatto sì che egli avesse potuto dedicarsi ai suoi studi letterari e alla sua poesia «con qualche continuità».

Le cose, in realtà, stavano diversamente. La concessione di sovvenzioni, fisse o saltuarie, a intellettuali o a riviste e giornali rispondeva a una logica ben precisa: quella di costruire il consenso e favorire la formazione di una intellettualità militante. Un saggio dello storico Giovanni Sedita dal titolo Gli intellettuali di Mussolini. La cultura finanziata dal fascismo (Le Lettere, pagg. 258, euro 20), in libreria da oggi, ricostruisce, per la prima volta, sulla base di una ricchissima documentazione inedita, la mappa completa dei finanziamenti erogati dal regime al mondo della cultura e illustra anche le modalità che dovevano essere seguite per consentire agli intellettuali di poter accedere alle sovvenzioni. (more…)

Un grido strappato alla sintassi

dicembre 11, 2009

Dopo quarant’anni i «Meridiani» ripropongono «Vita di un uomo. Tutte le poesie» di Giuseppe Ungaretti

di Claudio Toscani
Con la riproposta, a quarant’anni di distanza, di Vita di un uomo. Tutte le poesie (Milano, 2009, pagine cliv-1.435, euro 55), sono quattro i “Meridiani” che Mondadori ha dedicato a Giuseppe Ungaretti (nel 1974 uscì Saggi e interventi e, nel 1989, Album Ungaretti). Se il volume del 1969 era stato realizzato per la cura di Leone Piccioni, allievo del poeta e critico di gran classe, questo di oggi esce dall’attenzione di un altro studioso di rara finezza e pietra miliare di riferimento esegetico, Carlo Ossola (con la collaborazione di un equipaggiato gruppo di esperti). In più, l’attuale edizione della creativa eredità ungarettiana vanta fertili aggiunte:  rinnovo e aumento degli apparati bibliografici e critici, folta sezione di inediti, cronologia assai più dettagliata, indici storici e altre tecniche appendici.
Testimone e coscienza d’un secolo, Ungaretti (1888-1970) non uscì a piena luce se non pochi anni fa e già parecchi dopo la sua morte, data la smisurata forza suscitativa dei suoi versi, il totale rinnovamento da lui posto in atto della scrittura e del destino della poesia italiana. Una sorta di esitazione, se non di sospetto, ha gravato a lungo sul poeta del mistero:  sul poeta, insomma, cristiano. Lui che aveva ribaltato i canoni della scrittura e della stesura poetiche, più in rispetto alla tradizione che per segno eversivo, e – onesta ingenuità della modestia – per “dire in fretta ciò che sentivo”, causa la guerra, con le poche parole che “avessero avuto un’intensità straordinaria di significato”. Il verso franto e frastagliato, però, più che con un veloce dettato è in ordine con la precarietà della vita, un punto di luce a fronte del brancolante buio delle ore di guerra. (more…)