Posts Tagged ‘giustizia’

LA NATURA DELLA LEGGE

febbraio 6, 2010

Con la rivoluzione scientifica del XVII secolo viene stabilita la possibilità di giungere alla conoscenza oggettiva della realtà. Un cambiamento di paradigma che investe il diritto. Da allora la ricerca della verità della pena discende dall’applicazione di un rigoroso metodo scientifico

La mentalità dominante, che si riflette nel diritto, invoca lo scienziato per ottenere certezza. Per esempio, sarà lo scienziato a dire al giudice, a seguito di una perizia, se determinate strutture di protezione possano essere sufficienti per evitare una perdita radioattiva. Il suo ruolo processuale, in casi di notevole complessità come nell’ipotesi di catastrofi, può essere chiave. Il giudice «sa di non sapere» e si rivolge allo scienziato per sapere con certezza ciò che non sa. Nel sistema statunitense, dove la verità processuale scaturisce da un conflitto fra opposte verità partigiane (il tanto ammirato sistema adversary) è raro che il giudice ricorra ad un proprio scienziato di fiducia come invece avviene nei sistemi europei continentali più propensi alla ricerca di una verità «oggettiva».
Negli Stati Uniti sono gli avvocati delle parti a farsi assistere da uno scienziato per suffragare le loro affermazioni. Ovviamente, poiché gli scienziati sono pagati dalle parti contrapposte per suffragare una verità partigiana, anche la scienza dimostra la propria partigianeria. Ma l’incrollabile fede del diritto moderno nella verità scientifica non viene meno: lo scontro fra opposte verità scientifiche viene soggettivizzato. Non si tratta di prendere atto di due verità in conflitto ma di comparare la credibilità ed il prestigio di ciascuno scienziato che «descrive» una verità di per sé oggettiva. Un confronto in cui ciascuna delle parti mostra il curriculum vitae del proprio scienziato per dimostrarne la maggior credibilità. E così la parte che avrà potuto permettersi lo scienziato più prestigioso (in relazione allo status della sua sede accademica) potrà avvalersi di una costosa «verità» scientifica. (more…)

PROCURE VUOTE A MEZZOGIORNO*

dicembre 14, 2009

Enna sarà il primo ufficio di procura in Italia completamente privo di sostituti e con il solo procuratore capo. Dunque destinato a non essere più operativo. E’ il primo esempio di un progressivo svuotamento di tutte le procure del Sud. Dovuto principalmente a una norma del 2007 che vieta di destinare a quei posti i magistrati di prima nomina. Ma anche a un contesto di riforme annunciate e a un clima generale di continua delegittimazione della magistratura. In pericolo lo stesso principio di legalità e i fattori vitali di crescita dell’economia del Mezzogiorno.

Tra qualche settimana, anche l’ultimo magistrato lascerà la procura della Repubblica di Enna, perché trasferito in altra sede: il capoluogo siciliano sarà il primo ufficio di procura in Italia completamente privo di sostituti e con il solo procuratore capo, quindi fatalmente destinato a non essere più operativo, come un ospedale con solamente il primario. Non rimarrà un caso isolato, è solo il primo squarcio di un più ampio scenario che sta vedendo il progressivo svuotamento di tutte le procure siciliane e più in generale di quelle del Sud Italia. La percentuale di scopertura media complessiva delle diciannove procure della Sicilia sfiora oggi il tetto del 40 per cento. A essere penalizzati non sono solo gli uffici minori, ma anche quelli di maggiori dimensioni, come Palermo e Catania, che presentano scoperture prossime al 25 per cento. (more…)

Il prezzo della sicurezza non può essere la paura

novembre 13, 2009

disegno_b1Il rapporto tra libertà e giustizia di fronte alle sfide del terrorismo: una proposta in difesa della civiltà giuridica

Nel ventennio della Convenzione dell’Onu sui diritti dei minori (1989) si è verificata una profonda modifica nella storia della società umana. La globalizzazione ha cambiato radicalmente la vita economica, politica e sociale dei popoli e degli individui, senza che i diritti umani, ma potrei più semplicemente dire il diritto, ne abbiano seguito e disciplinato l’evolversi. Delle «quattro libertà» che il presidente F. D. Roosevelt, già nel suo messaggio del 6 gennaio 1941 al Congresso americano, ripreso nella Carta atlantica, indicava come obiettivi della futura politica: «libertà di opinione, libertà di religione, libertà dal bisogno, libertà dalla paura», è proprio quest’ultima che oggi è più che mai venuta a mancare. Nel mondo globalizzato non è fiorita la libertà dalla paura, quanto piuttosto è emersa strisciante la schiavitù nella paura. Strisciante perché indissolubilmente legata all’affabulazione che domina la società dell’informazione, dei media e in generale di tutto il mondo politico e sociale. (more…)

I pericoli connessi alla separazione delle carriere

settembre 7, 2009
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di Bruno Tinti
Dalla mia ultima analisi sono passati pochi giorni.

Gli argomenti che hanno appassionato i lettori sono stati 4:

– Se è bene o no che un politico appartenente ad un partito si faccia eleggere nelle file di un altro partito.

– Se la separazione delle carriere è un bene; oppure no.

– Se la discrezionalità dell’azione penale è un bene; oppure no.

– Se la riforma della responsabilità civile dei giudici è un bene; oppure no.

Io ho scritto un libro sugli ultimi 3 argomenti (di cui so qualcosa, sul primo ho opinioni come qualsiasi cittadino, magari ne parlerò di nuovo visto che c’è stato un certo dibattito). Qui ricomincio con la separazione delle carriere. Sapete com’è, dai e dai, qualcuno capirà. (more…)

da l’Espresso in edicola

giugno 26, 2009

imagesUn incontro carbonaro tra il premier, Alfano, Ghedini e due giudici della Corte Costituzionale. Per parlare di giustizia. Ma sullo sfondo c’è anche l’immunità di Berlusconi

Le auto con le scorte erano arrivate una dopo l’altra poco prima di cena. Silenziose, con i motori al minimo, avevano imboccato una tortuosa traversa di via Cortina d’Ampezzo a Roma dove, dopo aver percorso qualche tornante, si erano infilate nella ripida discesa che portava alla piazzola di sosta di un’elegante palazzina immersa nel verde. Era stato così che in una tiepida sera di maggio i vicini di casa del giudice della Corte costituzionale Luigi Mazzella, avevano potuto assistere al preludio di una delle più sconcertanti e politicamente imbarazzanti riunioni, organizzate dal governo Berlusconi. Un incontro privato tra il premier e due alti magistrati della Consulta, ovvero l’organismo che tra poche settimane dovrà finalmente decidere se bocciare o meno il Lodo Alfano: la legge che rende Silvio Berlusconi improcessabile fino alla fine del suo mandato. (more…)