Posts Tagged ‘governo’

Lo scudo dei problemi

febbraio 21, 2010

Meno soldi del previsto, il bis non funziona ma l’Agenzia delle entrate difende il Tesoro.

Ormai dentro la maggioranza la chiamano “Banca d’opposizione”. Così il ministro Roberto Calderoli ha definito ieri la Banca d’Italia: non sono state gradite le sue analisi sui risultati dello scudo fiscale. Secondo Bankitalia, i numeri dati il 29 dicembre dal ministro Tremonti erano un po’ troppo ottimistici: non sono rientrati 95 miliardi, di cui soltanto 2 come regolarizzazioni. Ma 34,9 (cioè i rimpatri con liquidazione, si vendono le attività detenute all’estero e si riportano in Italia i capitali). Per il resto ci sono 50 miliardi di regolarizzazioni e rimpatri senza liquidazione: in Italia arrivano soltanto le commissioni pagate allo Stato per mettersi in regola, ma il frutto dell’evasione fiscale (capitali, beni immobili, opere d’arte) resta all’estero. I dieci miliardi che mancano all’appello, ha spiegato l’Agenzia delle entrate, sono quelli dei rimpatri che non vengono segnalati dagli intermediari alla Banca d’Italia perché di importi minori. (more…)

LA CURA IMMAGINARIA

gennaio 30, 2010

di Giuseppe D’Avanzo

Modesto esercizio definitorio: di che cosa parliamo, quando parliamo di «riforma della giustizia»? Non certo della giustizia, come “servizio”, la prestazione che uno Stato ha il dovere di offrire ai cittadini e, i cittadini, il diritto di avere dallo Stato. Quel “servizio”, e non da oggi, è un arnese arrugginito. Non serve a nessuno. Né al cittadino né allo Stato. Né al «presunto innocente» né alla vittima del reato. Né a una strategia di fiducia reciproca tra i cittadini o tra il cittadino e lo Stato né allo sviluppo economico del Paese (i ritardi della giustizia “costano” a imprese e consumatori 2,3 miliardi di euro, ogni anno).

Nel 2008, dopo il fallimento della XIV legislatura, Berlusconi si presenta agli elettori con un ambizioso programma: restituire efficienza alla giustizia italiana. Da allora, a ogni sortita pubblica, il suo ministro, Angelino Alfano, annuncia contro le lentezze e l’impotenza della machina iustitiae mirabilie e successi a portata di mano. Anche nell’inaugurazione dell’anno giudiziario non ha lesinato «consigli per gli acquisti». Dovunque intervenga, le frasi del guardasigilli suonano sempre più o meno così: «Entro l’anno… entro pochi mesi… già la prossima settimana… approveremo… la riforma del processo penale, la riforma del processo civile, misure di efficienza di rango non legislativo, interventi sul sistema carcerario, una riforma della magistratura ordinaria, una riforma delle professioni del comparto giuridico economico…». (more…)

Il regime militare del partito dell’amore

gennaio 8, 2010

Intervista a Barbara Spinelli

“Se la politica italiana fosse un film, questo inizio di 2010 lo intitolerei Le conseguenze dell’amore. Il regime c’è da tempo. Ma ora si sta consolidando e inasprendo alla maniera classica dei totalitarismi: introducendo nella politica la categoria del sentimento per cancellare qualunque normalità democratica, qualunque ordinaria dialettica fra maggioranza e opposizione, fra governo e poteri di controllo e di garanzia. Il Capo pretende di essere amato, anzi adorato e, dopo l’attentato di Piazza Duomo, gioca sui sentimenti dei cittadini per ricattarli: ‘Chi non è con me è contro di me. Chi non mi adora mi odia’”. Barbara Spinelli non si è mai sottratta alle regole ferree del dizionario: ha sempre chiamato “regime” il berlusconismo. Ma ora vede un’altra svolta, una cesura estrema, un salto in avanti verso il baratro.

Qual è precisamente questa svolta di regime nel regime?

Nella testa di Berlusconi l’attentato di Piazza Duomo ha creato un prima e un dopo. Dopo, cioè oggi, nulla può più essere come prima. Si sente in guerra, anche se combatte da solo. E con il dualismo amore-odio crea una situazione militare: l’immagine del suo volto sfregiato e insanguinato, riproposta continuamente in tv e sui giornali, è per lui l’equivalente dell’attentato alle due Torri per Bush. Stessa valenza, stessa ossessività, stesso scopo ricattatorio. Con la differenza che, dietro l’11 settembre, c’era davvero il terrorismo internazionale. Dietro l’attentato a Berlusconi c’è solo una mente malata e isolata.

Qual è la conseguenza politica?

L’attentato al premier ha ancor di più narcotizzato la stampa italiana, che ha rapidamente interiorizzato il ricatto dell’amore e dell’odio. E il Pd dietro. Viene bollata come espressione di odio da neutralizzare, espellere, silenziare qualunque voce di opposizione intransigente. Cioè di opposizione. Tutti quei discorsi sul dovere del Pd di isolare Di Pietro. A leggere certi quotidiani, ci si fa l’idea che il vero guaio dell’Italia degli ultimi 15 anni non sia stato l’ascesa del berlusconismo, ma quella dell’antiberlusconismo. Quanti editoriali intimano ogni giorno all’opposizione di non odiare, cioè in definitiva di non opporsi! Come se l’azione isolata di un imbecille potesse e dovesse condizionare l’opposizione. Un ricatto che si riverbera anche sugli articoli di cronaca. (more…)