Posts Tagged ‘hamas’

23 anni di Hamas

dicembre 15, 2010

Decine di migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione indetta in occasione del ventitreesimo anniversario della fondazione di Hamas, a Gaza City. (SAID KHATIB/AFP/Getty Images), da “ilpost

Israele ora ha uno scudo che lo protegge dai razzi degli amici di Teheran

luglio 23, 2010

Nell’articolo: In una serie di test condotti nel deserto del Negev in cui la «cupola» ha distrutto contemporaneamente missili provenienti da molte direzioni, si è sperimentata anche la capacità del nuovo sistema di distinguere missili diretti contro zone abitate da quelli destinati a cadere senza fare danni, e questo potrebbe risparmiare esplosivo e 100mila dollari a missile, tanto ne costa ciascuno

Fiamma Nirenstein per “Il Giornale”

L’arte della guerra è un’avventura psicologica molto più che tecnica; chi riesce a intraprendere le rivoluzioni necessarie, vince. E in genere, soltanto le democrazie riescono a mettersi in discussione fino a scavalcare tradizioni d’arma e gerarchie militari che impongono vecchi sistemi perdenti. Adesso, siamo di fronte a una rivoluzione strategica di valore globale. Tre giorni or sono su Israele è stata virtualmente eretta una «cupola di acciaio», Iron Dome, un sistema di difesa missilistico le cui due prime batterie saranno pronte a novembre. È la risposta ai missili Kassam, Katiusha, Grad, Fajr e simili lanciati, con un raggio fino a 70 chilometri, da Gaza e da Hezbollah in Libano, ovvero i razzi a breve gittata che tengono i civili di Israele ostaggio ogni giorno dell’anno. È la risposta al nuovo pericolo strategico immediato che si affianca, nel programma dell’Idf, l’esercito israeliano, al Magic Wand contro i missili a medio raggio, e l’Arrow, contro i missili a lungo raggio. (more…)

Il prezzo per la libertà di Gilad Shalit

luglio 1, 2010
Nell’articolo L’unica possibile argomentazione morale valida contro la liberazione di Gilad Shalit è legata al fatto che, in base all’esperienza passata, alcuni dei prigionieri liberati potrebbero tornare a commettere atti terroristici e perciò non sarebbe giusto liberare un unico soldato in cambio della possibile perdita della vita di molti altri israeliani.

AVRAHAM B. YEHOSHUA per “La Stampa

Tra le varie argomentazioni di chi si oppone ai termini della trattativa per la liberazione di Gilad Shalit ce n’è probabilmente solo una che abbia un qualche valore morale. Tale argomentazione non ha nulla a che vedere con l’immagine di forza che vuol dare di sé Israele, dal momento che dopo ogni guerra è già accaduto che lo Stato ebraico abbia rilasciato centinaia se non migliaia di prigionieri nemici in cambio di pochi ostaggi israeliani e quegli scambi a mio parere hanno solo rafforzato la sua dignità e il suo valore agli occhi dei suoi cittadini e di altri.

Tale argomentazione non è nemmeno inerente al consolidamento del prestigio di Hamas. La sconfitta di questa organizzazione durante l’operazione «Piombo fuso» getterebbe infatti un’ombra sul prestigio che la sua leadership deriverebbe da uno scambio di prigionieri. Inoltre la salda posizione dell’Autorità palestinese, che già da diversi anni riesce a garantire stabilità e ordine interno ai territori sotto il suo controllo e a sviluppare una solida infrastruttura economica, si basa su contingenze ideologiche e politiche inerenti alla vita e agli interessi palestinesi e non crollerà se qualche centinaio di terroristi di Hamas che hanno trascorso alcuni anni nelle prigioni israeliane verranno liberati. (more…)

Hamas – Video sul soldato Gilad Shalit

aprile 25, 2010

Tra i ‘dead men walking’ di Gaza dove Hamas processa le sue spie

marzo 28, 2010

Da qui non si scappa neanche sulle ali della fantasia. Perché se mai si riuscissero a saltare le grate coperte di lamiera, i cancelli, le spirali di filo spinato e le guardie armate in divisa blu del carcere di Ansar, ci sarebbero sempre, insormontabili, i valichi chiusi e i confini bloccati della Grande Prigione di Gaza: la “gabbia a cielo aperto”, dove un milione e mezzo di palestinesi vivono rinchiusi da quando Hamas ha preso il potere nella Striscia.
Ansar, un accozzaglia di prefabbricati ed edifici diroccati nel cuore della città, ospita 380 detenuti, tutti “definitivi”, privati anche della speranza dell´appello. Per molti di loro un´inaspettata opportunità d´evasione si presentò, un anno fa, durante l´Operazione Piombo fuso: la vecchia prigione centrale venne distrutta dall´aviazione israeliana e i reclusi ne approfittarono per fuggire. Ma dopo qualche settimana, tutti tornarono in cella. (more…)

La gola profonda di Israele era un figlioccio di Hamas

febbraio 25, 2010

Francesca Marretta
Traditore per Hamas, eroe nazionale per Israele. Mosab Hassan Yousef, 32 anni, figlio dello sceicco Hassan Yousef, fondatore di Hamas e figura leader del movimento islamico in Cisgiordania, ha spiato palestinesi come lui passando informazioni allo Shin Bet, i servizi segreti interni israeliani, per oltre dieci anni. Lo rivela il quotidiano israeliano Ha’aretz , anticipando, nell’edizione di venerdì prossimo, stralci di “Figlio di Hamas”, un libro autobiografico in uscita negli Stati Uniti. Sottotitolo: “acconto di terrore, tradimento, intrigo politico e incredibili scelte”. Ovvero la doppia vita di Mosab, che ha inizio quando, nel 1996, non ancora ventenne, è reclutato dallo Shin Bet mentre è in carcere in Israele. (more…)

La festa di Hamas lascia un conto da 1,4 milioni

dicembre 21, 2009

Mettete dei fiori nei vostri cannoni: dieci centesimi a stelo. Fate un cielo verde di palloncini: non ha prezzo. Niente alcol, ma bevete quel che vi va: tan­to paga Hamas. Il Gaza party è stato senza risparmio. Cinque giorni di feste in piazza, marcette militari, folla precettata e plauden­te, truci slogan.

Passerà alla piccola storia della Striscia, il ventiduesimo anniversario della fondazio­ne del movimento islamico, celebrato la pri­ma decade di dicembre. E non perché il ca­po storico, Khaled Meshaal, avesse annun­ciato fiero dalla Siria: «Ci sarà una dichiara­zione importante» (e tutti a chiedere: la libe­razione del soldato Gilad Shalit? L’accordo coi rivali del Fatah? «No — aveva alla fine spiegato un suo fido —, vogliamo soltanto dichiarare che la lotta continua»). La storia è tutta in un piedilista che una manina ha passato giovedì alla stampa israeliana: i conti delle celebrazioni dell’anniversario. Un milione e 400 mila euro. Per pagare pull­man, striscioni, coreografie, costumi, ban­diere.

«Una cifra — s’indigna il capomissio­ne di un’ong — che da sola basterebbe a mantenere centomila persone di Gaza per un mese». «Una spesa folle — s’arrabbia un funzionario dell’Unrwa, l’organizzazione Onu per i profughi —: molta gente qui non ha una casa, né il cibo. Dipende in tutto dal soccorso internazionale». (more…)

Forse Hamas non sarà moderato, ma sta combattendo l’estremismo

dicembre 13, 2009

Sebbene stia cercando di favorire l’adozione di uno stile di vita più “islamico” a Gaza, Hamas sta cercando di contrastare le organizzazioni estremiste che, secondo diversi analisti, potrebbero diffondersi in maniera significativa, nel prossimo futuro, all’interno della Striscia

Molti commentatori israeliani hanno sostenuto di recente che Hamas sarebbe pronto a portare a termine l’accordo per liberare Gilad Shalit perché non ha molti risultati da offrire al suo pubblico nella Striscia di Gaza. Tuttavia, diversi commentatori palestinesi sostengono che la situazione del movimento islamico palestinese si è stabilizzata negli ultimi tempi, in particolare a causa della sua capacità di aiutare i residenti in difficoltà nella Striscia attraverso la sua rete di organizzazioni di beneficenza. Altri suggeriscono che la vera minaccia per Hamas oggi provenga dall’estremismo islamico, che entro pochi anni rischierà di diventare un fattore significativo, e potrebbe presentare una seria sfida al regime di Hamas.

Circa due settimane fa, le Forze di Difesa Israeliane hanno attaccato un gruppo di uomini che lanciava razzi Qassam nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Un palestinese è stato ucciso e altri tre sono rimasti feriti. Secondo diverse valutazioni, gli uomini appartenevano a una cellula di attivisti islamici estremisti, affiliati a quello che viene chiamato il movimento Jaljalat. (more…)