Posts Tagged ‘inghilterra’

Il capitano Lussu e la rivolta della Sardegna contro l’Italia fascista

giugno 14, 2010

Nel 1940 l’esule italiano propose a Churchill di appoggiare un’insurrezione guidata dai reduci della Brigata Sassari. Londra pensava di usare l’isola come portaerei terrestre per colpire le città tirreniche

Nell’articolo: La situazione mutava a fine gennaio ’42, quando Lussu raggiungeva Londra, sotto lo pseudonimo di Meyer Grienspan, preceduto da un’informativa che lo qualificava come «una personalità di massimo prestigio destinato a intrattenere proficuamente rapporti con i nostri ministri e le più altre gerarchie militari».

Eugenio Di Rienzo per “Il Giornale

Da un documento conservato nei National Archives (HS/9/621/7) apprendiamo che, alla fine del 1940, Emilio Lussu (uno dei principali esponenti dell’antifascismo emigrato) entrava in contatto a Lisbona con un agente inglese, comunicandogli di «essere certo che un’organizzazione partigiana in Sardegna avrebbe creato una vasta azione insurrezionale contro il governo di Roma».

La massa di manovra su cui contava Lussu doveva essere costituita dai quadri del Partito Sardo d’Azione, di cui era stato fondatore, «composti da ufficiali e sottoufficiali con una non comune esperienza militare formatasi alla Brigata Sassari che avevano servito ai suoi ordini durante la Grande guerra». Quei reduci, già impiegati durante il conflitto civile che, tra 1919 e 1922, avevano opposto i clan fascisti e antifascisti nell’isola, dovevano operare esclusivamente contro i reparti tedeschi, acquistandosi «il favore dell’esercito italiano che era prevalentemente formato da sardi». L’aspirazione autonomista, continuava Lussu, era diventata generale e in essa poteva riconoscersi l’intero antifascismo isolano. L’azione decisiva, con il concentramento di tutte le bande di guerriglia, sarebbe dovuta avvenire in occasione di una spedizione alleata, alla quale avrebbe fatto seguito «la presa del potere politico e la formazione di un governo provvisorio che avrebbe parlato a tutta l’Italia per spingerla a rovesciare il fascismo». (more…)

Così una piccola isola nebbiosa arrivò a dominare il mondo

Mag 3, 2010

Paul Kennedy racconta l’ascesa e il declino della potenza navale britannica, da Enrico VIII a Orazio Nelson

Lo sbarco dei Mille a Marsala fu agevolato da due navi britanniche. La Royal Navy protesse Garibaldi anche mentre attraversava lo stretto di Messina. Il grande eroe aveva buoni motivi a sentirsi «il beniamino di questi signori dell’oceano». Essi dominavano sul Mediterraneo, vero «lago britannico», e veleggiavano indisturbati sui mari di tutto il globo. Grazie alla sua flotta, Londra aveva creato il più grande impero della storia. Il potere marittimo su scala mondiale permetteva alla Gran Bretagna di arricchirsi col commercio dei prodotti coloniali su cui deteneva il monopolio, tabacco, tè, caffè, zucchero, spezie.

E’ straordinario che un’isola con un limitato numero di abitanti sia riuscita a tenere in pugno il mondo per oltre due secoli. La storia di come è potuto succedere l’ha ricostruita Paul Kennedy con il volume Ascesa e declino della potenza navale britannica, pubblicato da Garzanti (536 pagine, 31 euro). Il primo a intuire l’importanza di una flotta fu Enrico VIII. Sua figlia Elisabetta ne godette i vantaggi. Le imprese corsare di Francis Drake le fruttarono ingenti tesori. E nel 1588 le navi della regina sbaragliarono l’Armada spagnola. (more…)

La guerra in Afghanistan e Iraq uccide anche su un fronte nascosto

aprile 25, 2010

Dato shock: 18 veterani si suicidano ogni giorno

Francesca Marretta
La guerra in Afghanistan e Iraq uccide anche su un fronte nascosto. Quello della depressione di chi la combatte. Specialmente se sei un soldato yankee. Ogni giorno, almeno trenta veterani che hanno combattuto per la bandiera a stelle e strisce provano a togliersi la vita. Diciotto ci riescono. Sono dati cui si stenta a credere quelli diffusi dal dipartimento di Stato Usa per i veterani (Veteran Affairs Department). (more…)

La sottile forma di boicottaggio inglese alle merci israeliane

dicembre 16, 2009

Nei supermercati introdotta la provenienza dei prodotti degli insediamenti. Netanyahu attacca. Livni annulla il viaggio

Hamas ha festeggiato il ventennale della sua fondazione con un viaggio-premio a Teheran, mentre la succursale londinese dell’emittente araba al Jazeera lanciava la notizia che un tribunale britannico aveva emesso un ordine di cattura, poi ritirato, per l’ex ministro degli Esteri israeliano, oggi capo del partito di opposizione Kadima, Tzipi Livni. Mandato originato da una denuncia per crimini di guerra presentata da “elementi radicali” della comunità locale musulmana in relazione all’offensiva “Piombo Fuso”, condotta lo scorso inverno a Gaza. La minaccia d’arresto è stata sufficiente per annullare il viaggio in Inghilterra di Livni. Israele ha invitato il governo di Londra a intervenire “immediatamente” a protezione dei diplomatici israeliani, pena “un danno alle relazioni” bilaterali. (more…)

La lap dance può salvare l’economia

novembre 28, 2009
RICHARD NEWBURY
Nel 1720, al tempo della Bolla dei Mari del Sud, un membro del parlamento britannico propose che tutti i banchieri fossero chiusi dentro sacchi pieni di vipere e gettati nel Tamigi. Nonostante l’ampio appoggio pubblico, la proposta non diventò legge. Gli elettori britannici oggi sono dello stesso umore. Volenti o nolenti, si trovano azionisti di maggioranza di banche internazionali «troppo grandi per fallire», coinvolti personalmente perché, attraverso il governo, hanno garantito interventi per un miliardo di sterline.

Non solo le banche hanno evitato qualunque «rischio morale» ma oltre mille banchieri della City, com’è riportato nel Walker Report commissionato dal governo e presentato ieri, hanno ricevuto bonus superiori al milione di sterline. Una cifra che è almeno il doppio di quanto i loro nuovi azionisti – cioè i britannici – guadagnano mediamente in tutta la loro vita. Se il governo usasse qualcosa di più delle parole per bloccare questi bonus, i banchieri si sposterebbero all’estero dalla sera alla mattina. E considerevole sarebbe la perdita di tasse e di reddito. (more…)

Mussolini 007 al servizio della perfida Albione

ottobre 15, 2009

foto-id=560225-x=198-y=149Nel 1917, pagare Mussolini affinché si battesse per mantenere l’Italia nella Prima guerra mondiale era come pagare la propria moglie per fare l’amore. È la prima considerazione che mi viene in mente alla notizia, diffusa da uno storico inglese, per cui dall’autunno del 1917 il futuro duce avrebbe ricevuto per dodici mesi uno stipendio sostanziosissimo dai servizi segreti inglesi. La sua missione sarebbe stata duplice: impegnarsi perché l’Italia non uscisse dal conflitto dopo la sconfitta di Caporetto e battersi perché i pacifisti non riuscissero a fermare le fabbriche milanesi con degli scioperi. Per questa missione il direttore del Popolo d’Italia avrebbe ricevuto la bellezza di 100 sterline a settimana, equivalenti a oltre 6.000 euro, per un totale di circa 330.000. Una piccola fortuna. (more…)

IL CASO

giugno 25, 2009

AC4UN1KCA65JK68CA614CWACAWGQ2MQCA62HA19CAOAI2P1CABR9UNOCATCS614CAQ57SYTCAQCGDVOCALZCOFDCAQV4WGGCA5H5FUNCAY0NSQ1CAP5V4VRCA8Z98NOCAPYF0BSCAR9Z0HPCARC5RFCIrlanda, il «libro nero» degli inglesi

 

La storia dell’umanità ha cono­sciuto innumerevoli genocidi, non si contano i popoli e le et­nie sottoposte a stermini, deporta­zioni ed epocali tragedie, ma forse quello dell’Irlanda rappresenta il caso esemplarmente unico di un paese soggiogato, sfruttato e affa­mato da una potenza coloniale che per secoli ne ha schiavizzato, de­portato e ucciso la popolazione con scientifica regolarità. Fin dall’età tardomedievale gli irlandesi hanno cercato di difendere il loro territo­rio elevando lo scontro con l’occu­pante inglese fino a livelli di estre­ma intensità e consentendo alla propaganda nemica di costruire e alimentare il primo dei grandi miti che caratterizzano da sempre il rap­porto tra inglesi e irlandesi: che questi ultimi fossero dei barbari sanguinari, indisciplinati e guer­rafondai che potevano essere ‘ e­ducati’ soltanto usando le manie­re forti. (more…)