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Crisi di nervi nel golfo

agosto 22, 2010

La corsa contro l’Iran atomico scatena droni, sabotatori, disinformatia e omicidi

Nell’articolo: Alle cinque e trenta del mattino del 28 luglio la superpetroliera giapponese Morning Star è stata squassata da un’esplosione mentre attraversava lo Stretto di Hormuz con 270 mila tonnellate di greggio. C’è stata una pioggia di frammenti incandescenti in mare, ma pochi danni e nessuna vittima. Le versioni per spiegare la fiancata piegata e annerita sono contraddittorie: in un primo momento si è parlato persino di un’onda anomala gigante o di un maremoto. L’equipaggio insiste: abbiamo visto un lampo di luce. La spiegazione finale è che un gruppo estremista filo al Qaida ha mandato un attentatore suicida con un barchino esplosivo contro la Morning Star. Ma secondo fonti d’intelligence è stata un’operazione d’avvertimento compiuta da due sottomarini iraniani che hanno attaccato la superpetroliera per lanciare un messaggio agli americani: possiamo chiudere lo Stretto di Hormuz, il più vitale tra i corridoi marini del mondo, per il traffico di superpetroliere, quando vogliamo

Luigi De Biase e Daniele Raineri per “Il Foglio

Nelle ultime settimane chi prova a osservare la crisi nel Golfo è sopraffatto da voci che si inseguono e si annullano con frequenza febbrile. Lo scontro, per ora freddo, tra il regime iraniano che vuole la bomba atomica e chi cerca di fermarlo ha scatenato la tempesta della disinformazione o, per dirla meglio, delle informazioni che sono impossibili da verificare: rapporti segreti ma non tanto, teorie del complotto, accuse verosimili, schegge di notizia, chiacchiere di corridoio. Questo che segue è l’elenco aggiornato ma non ragionato.

Sabato comincia l’era atomica iraniana

Il governo di Teheran è pronto a inaugurare la centrale atomica di Bushehr, un impianto progettato nel 1974 che entrerà in funzione “entro la fine dell’anno”. Sabato, i tecnici russi di Rosatom consegneranno il primo carico di uranio alle autorità del paese. Il regime ha organizzato una cerimonia sontuosa con un migliaio di invitati. La delegazione straniera più folta è quella del Cremlino, che sarà guidata dal numero uno dell’agenzia atomica, Sergei Kiriyenko. A Teheran dicono che l’impianto produrrà energia elettrica, ma l’operazione solleva sospetti in occidente perché l’uranio di Bushehr potrebbe essere usato per alimentare armi atomiche. “Questa è una vittoria significativa per l’Iran”, ha detto due giorni fa l’ex ambasciatore americano all’Onu, John Bolton. D’ora in avanti sarà impossibile fermare l’impianto con un raid militare: un bombardamento rischia di provocare una dispersione radioattiva sulle aree circostanti peggiore di Chernobyl. (more…)