Posts Tagged ‘jeff koons’

Jeff Koons, Colouring Book, 1997-2005

ottobre 6, 2014

image

JEFF KOONS COLORING BOOK and GORILLA, GAGOSIAN BEVERLY HILLS

maggio 5, 2014

image

«Creo giocattoli ma amo Poussin»

aprile 22, 2011

Jeff Koons: colleziono il ’600, m’ispiro a Duchamp e faccio ciò che diverte. A Venezia ha inaugurato «Elogio del dubbio»

Pierluigi Panza per “Il Corriere della Sera

Jeff Koons e Damien Hirst sono le star nichiliste dell’arte contemporanea. E sfidano la morte in maniera opposta. Il primo la elude, offrendo alla vista quelli che Ernst Bloch chiamava i «desideri semplici»: un grande cuore, un salvagente colorato… Hirst, invece, l’affronta in un corpo-a-corpo con i suoi animali in formaldeide. Entrambi sono collezionati da François Pinault che, questa volta, punta su Koons per la mostra «Elogio del dubbio». In questa seconda esposizione proposta dal magnate bretone della moda per Punta della Dogana, la curatrice Caroline Bourgeois ha scelto di esporre – tra quelle di diciannove artisti – sei opere di Koons. Tra le quali «Hanging Heart», l’enorme cuore in acciaio color magenta, griffe di questo artista dal sorriso hollywoodiano valutata, spicciolo più spicciolo meno, 23 milioni di euro. «Sono contento di essere qui – ha raccontato Koons passeggiando tra le sue opere all’inaugurazione -. L’architettura di Punta della Dogana è meravigliosa e l’installazione è realizzata con cura. Sono molto soddisfatto della relazione con Pinault: lui ha uno stile molto preciso». (more…)

Jeff Koons, il Re Mida dell’arte. «Io che vivo ad alta quotazione»

aprile 18, 2010

Quattro figli, un altro in arrivo dalla seconda moglie che gli ha fatto dimenticare la prima (Ilona Staller)

A cinquantacinque anni Jeff Koons è uno degli artisti più quotati del mondo. È anche un collezionista: sulle pareti rosa salmone della camera da letto, nella sua casa nell’Upper East di Manhattan, ha appeso quadri di Manet, Courbet e Poussin, solo per citarne alcuni. Da pochi giorni, poi, ha indossato anche i panni di curatore. Ha allestito la mostra Skin Fruit, aperta fino al 6 giugno al New Museum di New York. Scegliendo tra 80 opere della collezione privata del magnate greco Dakis Joannou, che non a caso è uno dei sostenitori del New Museum, nonché uno dei suoi collezionisti (in mostra, tra gli altri, Mike Kelley, Cindy Sherman, John Bock, Nathalie Djurberg e Dan Colen). E per l’occasione si è sdoppiato: il curatore Koons ha scelto, infatti, di esporre anche un’opera dell’artista Koons, One Ball Total Equilibrium Tank, una palla da basket sospesa nell’acqua, realizzata nel 1985. Lo abbiamo incontrato nel suo gigantesco studio di Chelsea, sulla ventinovesima strada, dove lavorano per lui 135 assistenti. E dove ci ha parlato della sua carriera e della vita privata, presentandosi con T-shirt bianca, golf blu e un gran sorriso.
Perché ha deciso di creare una factory?
Il lavoro artistico è il gesto, l’idea. Creo le immagini delle mie opere al computer e i miei assistenti le realizzano al mio posto. Vengono create delle mappe molto elaborate e preparati i colori in modo che non debbano prendere nessuna decisione: sono la mia estensione. Ma non è una factory: produciamo solo 10 quadri e 8 sculture circa ogni anno, cerco di mantenere un livello di qualità molto alto. Esistono lunghe liste di attesa: non tutte le persone che possono permettersi un’opera di Jeff Koons riescono a comprarla. (more…)