Posts Tagged ‘jihad’

La predilezione del jihad per i sacrifici umani e i ‘Ragazzi del Paradiso

giugno 11, 2010

Nell’articolo: L’esempio più famoso di questa nuova forma di sacrificio umano ha avuto luogo nel 2004, quando un bambino palestinese di undici anni fu pagato un dollaro per portare un pacco attraverso i controlli di sicurezza israeliani. Il bambino non lo sapeva, ma il pacco conteneva una bomba che sarebbe stata fatta esplodere con un telecomando

da “Il Foglio”

Secondo un recente rapporto di Amnesty International, sono 300 mila i bambini pronti a morire da soldati in guerre religiose, etniche, regionali.Ma dei figli del jihad, arruolati o giustiziati in tenera età, né Amnesty né altre ong umanitarie si è mai occupata. Il Daily Times, giornale sempre addentro all’intelligence militare britannica, ha rivelato che cinquemila bambini pachistani e afghani sono stati addestrati dai talebani per portare a termine attentati kamikaze. Questi “Ragazzi del Paradiso”, come si chiamano nella narrativa islamista, sono l’altra faccia dei bambini afghani assassinati in questi anni di guerriglia terroristica. (more…)

Jihadisti, ultimi figli della modernità

febbraio 2, 2010

A riaccendere i fondamentalismi è stato il fallimento dei tentativi di laicizzare la società islamica

FRANCESCA SFORZA
Durante quel ventaglio di anni in cui l’Europa si rialzava dalle ceneri della seconda guerra mondiale per correre a grandi balzi verso l’ambigua pacificazione del mondo bipolare, l’Islam cominciava a saldarsi con la politica, dando vita a una forza impetuosa: il fondamentalismo islamico. Le opinioni pubbliche occidentali erano distratte da altre urgenze, ed è passato molto tempo prima che alzassero lo sguardo verso la complessità di quel fenomeno. Quando sono state costrette a farlo era già molto tardi rispetto alla sua genesi, e tanti dettagli erano andati persi, lasciando posto alle paure e a interpretazioni che finivano per identificare il fondamentalismo con una spaventosa cultura del terrore.

La studiosa inglese Beverly Milton-Edwards si è preoccupata di andare a ricomporre tutti quei pezzi smarriti, e nel suo libro Il fondamentalismo islamico dal 1945 (Salerno) individua il punto cruciale della tensione dell’Islam moderno nel momento in cui «le leggi sostituirono le usanze e fecero la comparsa nuove strutture di governo ispirate alla creazione di uno Stato laico». Tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo, dunque, quando i valori occidentali cominciano a penetrare e a essere accolti nel mondo musulmano con esiti diversi a seconda delle geografie, si assiste a un doppio movimento: da un lato all’indebolimento di fatto dei valori musulmani tradizionali – indebolimento che è condizione, non conseguenza, dell’attecchimento di principi ispirati al laicismo -, dall’altro al rafforzarsi di quelle correnti politiche impegnate a portare il secolarismo con le stesse modalità con cui, secoli addietro, ci si stringeva intorno al vessillo dell’Islam per combattere l’avanzata degli infedeli. (more…)

La Jihad corre sul web: gli Usa sparano a salve

dicembre 14, 2009

I cinque giovani uomini arrestati in Pakistan nei giorni scorsi – al pari di un’intera nuova generazione di jihadisti – risultano aver fatto un uso frequente di Internet per il loro sospetto avvicinamento ad al Qaeda. La loro vicenda è significativa: a ben nove anni di distanza dall’11 settembre, i network dei terroristi non soltanto riescono a rimanere in contatto tra loro tramite il cyberspazio, ma oltretutto raggiungono orizzonti sempre più lontani grazie al fatto che lasciamo loro campo libero per farlo.

Silenzio dalla Casa Bianca
Il presidente americano Barack Obama accenna spesso all’obiettivo cruciale e strategico di impedire che al Qaeda trovi rifugio e protezione in Waziristan, ma non dice alcunché in relazione alla possibilità di privare i terroristi del loro “rifugio virtuale” nel cyberspazio. Va detto subito, comunque, che Obama non è di certo l’unico a omettere di farne parola, e in realtà nessuno tra i vari dipartimenti strategici delle forze armate, delle intelligence e delle forze di polizia del governo statunitense ha fatto alcunché per precludere ai terroristi l’uso di Internet.
Quanti cercano effettivamente di tenere d’occhio gli scambi e i contatti dei terroristi nel cyberspazio spesso affermano d’imparare moltissimo sui loro nemici monitorando le loro chat e gli interventi sui siti web della Jihad. Ma se questo avesse davvero potuto fare la differenza, avremmo già vinto la guerra al terrorismo. (more…)