Posts Tagged ‘josif stalin’

Vite parallele nel declino dell’impero zarista

aprile 27, 2010

Il giovane Stalin e l’«ammiraglio rosso»

Escono quasi contemporaneamente in traduzione italiana due studi storici frutto del lavoro di autori anglosassoni, l’inglese Simon Sebag Montefiore (Il giovane Stalin, Longanesi, pp. 554, euro 29) e l’americano Neal Bascomb (Ammutinamento. La vera storia della corazzata Potëmkin, Mondadori, pp. 384, euro 25), che presentano diversi tratti comuni. Si tratta, innanzitutto, di indagini fondate su articolate ricerche d’archivio grazie alle quali nuove fonti e documenti sono stati scoperti e rese pubblici. Nei due casi, poi, siamo di fronte a parziali biografie – la prima, di Stalin giovane, la seconda, dell’«ammiraglio rosso» Afanasij Matjusenko, protagonista dell’ammutinamento celebrato da Ejzenstejn nel suo film del 1925. Ed entrambi gli autori scelgono una forma di narrazione storica che non disdegna la trattazione letteraria, se non romanzata, degli avvenimenti, ma che si fonda su una rigorosa fedeltà alla base documentaria dei dati memorialistici. (more…)

“Da seminarista a rapinatore di banche: il giovane Stalin”

febbraio 24, 2010

Simon Sebag Montefiore, lo storico che ha ricostruito la formazione del futuro dittatore: “Georgiano sino al midollo, applicò all’Urss la logica dei clan”

Un tempo è esistito un bambino battezzato a Gori con il nome di Josif Vissarionovic Dzugasvili. Poi è esistito un gracile ragazzino, chiamato Soso da parenti o amici, che studiava in seminario ma faceva a botte nelle strade pur avendo un braccio quasi paralizzato. Poi è esistito un giovane rivoluzionario georgiano con un piede nel mondo della malavita e un indubbio fascino sulle femmine, tutti lo chiamavano Koba. Dopo, una volta che la Russia è diventata l’Urss, è esistito solo Josif Stalin interessato a far sparire ogni traccia imbarazzante del suo passato. E su quegli anni giovanili sono calati l’agiografia o il silenzio. Oppure la maldicenza feroce degli oppositori, che dell’agiografia è la forma speculare. Ecco perché il saggio Il giovane Stalin (Longanesi, pagg. 554, euro 29) scritto dallo storico inglese Simon Sebag Montefiore – arriverà nelle librerie giovedì – è un libro importante. Ricostruisce in maniera puntuale questa giovinezza rimasta a lungo avvolta nella leggenda. Quello che emerge dal volume è uno Stalin profondamente legato alla Georgia e al sottobosco di clan e banditismo che caratterizzava quella regione. Uno Stalin sospeso tra il seminario dove lo infilò la madre e le risse di strada. Ne abbiamo parlato con l’autore.

Quali documenti ha utilizzato per scoprire i segreti del giovane Stalin?
«Il libro è interamente basato su carte che sono diventate accessibili solo negli ultimi anni. La maggior parte dei documenti inediti vengono dagli archivi della Presidenza a Mosca, dove sono confluiti gli archivi personali di Stalin. Ho poi utilizzato anche quelli georgiani di Tbilisi. Questa documentazione consente di capire come Stalin è diventato Stalin. E anche, in un certo senso, come l’Unione sovietica è diventata l’Unione sovietica». (more…)