Posts Tagged ‘kamikaze’

Storia di Dzhennet. La vedova teenager esplosa nel cuore di Mosca

aprile 3, 2010

Vendetta. Le kamikaze sono merce “facile”. Non hanno bisogno di addestramento e sono mosse dalla rabbia e dal dolore. È stato così anche per la diciassettenne che è saltata in aria alla stazione di Lubjanka. Ha fatto più di 20 morti. Suo marito, l’emiro del Daghestan, era stato ucciso tre mesi fa

Ha il viso di una diciassettenne arrabbiata con il mondo e un nome che in arabo significa “Paradiso”. Dzhennet Abdurakhmanova lunedì scorso è stata uno dei due “angeli” vendicatori che si sono fatti esplodere nelle viscere di Mosca. Lei, imbottita di tre chili di tritolo, si è suicidata alla stazione di Lubjanka, sotto il quartier generale dei servizi segreti del Cremlino. Il suo bottino di sangue è di più di venti morti. Un’altra donna, 20 anni, pochi minuti dopo si faceva esplodere alla fermata di Park Kultury. Anche lei era giovane e vedova.

Dzhennet veniva dal Daghestan, teatro di un attentato a Kizlyar (12 morti) subito dopo la strage moscovita. Era nata a Kostek, famosa per l’eccellenza nella lotta greco-romana. C’è un detto in Caucaso che recita: «Vinci a Kostek e vincerai in tutto il mondo». Un posto di lottatori, insomma, e – in alternativa – di guerriglieri che non temono la morte. Anzi, la cercano. Dzhennet ha fatto tutto in fretta nella sua breve vita. Sposa a 17 anni e da tre mesi vedova. (more…)

Ingegner kamikaze

novembre 27, 2009

Dietro alla strage dell’11 settembre 2001 che ha sconvolto l’America c’era una sorta di insolito «politecnico islamista» nato sui monti dell’Afghanistan intorno a Osama bin Laden, rampollo di una dinastia di costruttori sauditi.
La mente dell’attacco, l’uomo che propose l’idea al leader di Al Qaeda e ne curò l’esecuzione, era l’ingegnere civile Khalid Sheikh Mohammed, laureato negli Usa. A guidare i dirottatori-kamikaze fu chiamato l’egiziano Mohamed Atta, fresco di studi analoghi ad Amburgo. In totale, su 25 terroristi coinvolti nella progettazione e attuazione degli attentati, risultano 17 quelli con un diploma superiore, di 14 dei quali si conoscono gli studi: otto, cioè il 57%, erano ingegneri. (more…)

Bombe VIVENTI LA RAGIONERIA POLITICA DEL KAMIKAZE

settembre 23, 2009

imagesIntervista al Filosofo Avshai Margalit

A distanza di anni suona minacciosa la previsione che un giovane jihadi talebano fece all’inviato di un giornale inglese nei primi giorni della guerra in Afghanistan: «Gli americani non vinceranno mai perché loro amano la Pepsi Cola, mentre noi amiamo la morte». La ricorda Avishai Margalit, ospite del festival di filosofia di Modena, Carpi e Sassuolo. Filosofo della politica che ha passato tutta la vita alla Hebrew University di Gerusalemme, Margalit insegna oggi allo Institute for Advacenced Study di Princeton dove trovarono rifugio dal nazismo Albert Einstein, John von Neumann e Erwin Panowsky.
Questa visione dell’occidente come una società meccanizzata priva di un’autenticità spirituale praticata dal giovane talebano è paragonabile agli aspetti peggiori del suo contraltare, l’orientalismo, quella visione dei popoli non occidentali che secondo Edward Said spoglia i suoi bersagli della loro umanità. Così come la prima rappresenta l’occidente come una zona corrotta del pianeta, la seconda rappresenta i non occidentali come una specie inferiore. Per Margalit gli ultimi eventi della guerra in corso in Afghanistan, o in Iraq non riaccenderanno un «conflitto di civiltà». La sua idea è di depotenziare il pregiudizio presente in queste rappresentazioni, scoprendo ciò che le accomuna: l’idea dell’altro come essere inferiore che si traduce nella distruzione degli esseri umani. (more…)