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LACTA-CHI?

aprile 28, 2011

LA FAMIGLIA BESNIER, FUTURA PADRONA DI PARMALAT, È UN MISTERO: ZERO INTERVISTE, ZERO BILANCI, DUE FOTINE SFOCATE. EPPURE È IL TERZO GRUPPO LATTIERO MONDIALE – IN SILENZIO, EMMANUEL NEL 2000 HA PRESO LE REDINI DAL PADRE MICHEL, ARTEFICE DELLA CRESCITA DI LACTALIS, ED È PARTITO CON 21 NUOVE ACQUISIZIONI: SOLO IN ITALIA GALBANI, LOCATELLI, INVERNIZZI, CADEMARTORI – UN PATRIMONIO FAMILIARE Da 2,5 MILIARDI €, FATTURATO ANNUALE DI 10…

Marco Moussanet per “Il Sole 24 Ore”, da “Dagospia

Emmanuel Besnier, ovvero l’uomo invisibile alla guida di un gruppo misterioso.

Che non ci siano interviste è comprensibile: spetta a lui decidere e non ne ha mai date. Come d’altronde il padre Michel, che lo ha preceduto alla guida di Lactalis, e a suo tempo il nonno André.

Meno ovvio è che non ci siano immagini. Possibile che nessuno lo abbia mai fotografato? A un matrimonio, un funerale, una riunione? In realtà due foto ci sono. Sul sito del quotidiano finanziario di Zagabria Poslovni Dnevnik, Il diario del business. Pubblicate il 28 marzo e il 5 aprile del 2007. Ma la prima è palesemente datata e quindi solo la seconda è buona. È stata scattata durante un incontro con il ministro dell’Agricoltura croato Cobankovic Petar, in occasione dell’acquisto, da parte di Lactalis, della società Dukat, leader di mercato nel settore del latte. E sembra che Besnier non l’abbia presa bene, anche se ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco. Accennando persino un sorriso.

La vicenda delle fotografie la dice lunga sul culto della riservatezza di cui sono adepti i componenti della famiglia, che pure occupa la quindicesima posizione nella classifica stilata da Challenges sui più ricchi di Francia, con un patrimonio stimato in 2,5 miliardi. Culto della riservatezza ovviamente esteso al colosso di cui i Besnier sono fondatori e proprietari. E di conseguenza ai suoi bilanci.

Eppure è il terzo gruppo lattiero mondiale, con una quota di poco inferiore al 3%, alle spalle di Danone e Nestlé. Il secondo nell’agroalimentare francese, dietro il solito Danone. Leader incontrastato – in Francia, Italia ed Europa – nei formaggi. Con un fatturato di circa 10 miliardi realizzato per il 60% all’estero, 126 stabilimenti in giro per il mondo (6 in Italia), prodotti commercializzati in 148 Paesi (cioè quasi ovunque), 38mila dipendenti (metà dei quali fuori dai confini francesi, 3.300 in Italia), cento marchi e oltre 9 miliardi di litri di latte raccolti.
Senza mai spostare la sede dal luogo in cui è nato, il 19 ottobre del 1933: Laval, ieri poco più di un villaggio e oggi ricca cittadina di 50mila abitanti nel profondo Ovest degli allevamenti francesi.

Se a dare il via alla saga dei Besnier è stato André, la trasformazione da aziendina familiare con una cinquantina di dipendenti a gigante del latte è merito del figlio Michel, che prende in mano l’impresa nel 1955, a soli 27 anni. I marchi (President in testa) e l’internazionalizzazione sono opera sua.

Nel 2000 un’altra morte improvvisa e un altro passaggio di testimone a un giovane erede: tocca a Emmanuel, 29 anni. Anche se da quattro è già direttore generale incaricato proprio dello sviluppo. Una buona scuola, evidentemente, visto che sotto la sua gestione la crescita esterna diventa quasi forsennata, con 21 acquisizioni. C’è molta Italia, in questo processo: se Locatelli era già stata comprata dal padre, lui si porta a casa Invernizzi e Cademartori, fino al colpo grosso: Galbani, nel 2006. E ancora una volta il salto di qualità, nelle intenzioni di Besnier, passa dall’Italia, con Parmalat.

Danone è sempre più vicina. Anche se questa volta, per vincere, sembra proprio che dovrà alzare il velo che ricopre i conti del gruppo. E magari chissà che ci scappi anche una foto.