Posts Tagged ‘laicismo’

L’Unità, una conquista laica

settembre 17, 2011

La Breccia di Porta Pia di Massimo Melli

Massimo Teodori per “Il Sole 24 Ore

«L’identità nazionale degli italiani, così fortemente radicata nelle tradizioni cattoliche, costituì in verità la base più solida della conquista dell’unità politica»: queste parole di Benedetto XVI contenute nella Lettera agli italiani per il 150° dell’Unità sono cariche di ambiguità. Infatti, dietro il messaggio papale che ha accompagnato l’ostentata partecipazione ecclesiastica alle cerimonie per l’anniversario del Regno d’Italia, si cela una visione contraffatta del Risorgimento. Non c’è chiarezza sulla laicità, questione fondante della nostra storia nazionale negli anni in cui si sviluppò il movimento unitario e, in seguito, presupposto delle istituzioni dello Stato liberale in formazione. Lo spirito laico non può essere espunto dalla nostra storia unitaria, né variamente distorto come fa la pubblicistica cattolico-tradizionalista ignorando che fu alla base dei movimenti – moderati, liberali, democratici e repubblicani – che ricongiunsero l’Italia all’Europa moderna.
Il messaggio di Benedetto XVI guarda al Risorgimento con un filtro scuro sull’idea laica che connotò lungo l’intero Ottocento il rapporto tra Stato e Chiesa e la concezione dei diritti individuali. Tanta pubblicistica cattolica, sulla scorta del Vaticano, continua a sottovalutare la formazione dello Stato nazionale e a esaltare, in opposizione, una preesistente identità di popolo che, per quanto vera, non può essere ritenuta l’elemento essenziale dei movimenti sviluppatisi tra il ’48 e il ’70. Per ridimensionare il significato del Risorgimento, il vertice d’oltretevere svilisce le leggi liberali – definite «laiciste» – promosse dal parlamento subalpino prima e da quello italiano poi a opera della Destra. È vero, sostiene il pontefice, che «il processo di costruzione dello Stato unitario dovette inevitabilmente misurarsi col problema della sovranità temporale dei Papi» che «ebbe effetti dilaceranti nella coscienza individuale e collettiva dei cattolici italiani», ma ciò accadde perché si estendeva ai «territori via via acquisiti una legislazione in materia ecclesiastica di orientamento fortemente laicista». (more…)

Moneta del potere, genealogia della libertà

marzo 30, 2011

Gianfranco Ravasi

Gianfranco Ravasi per “Il Sole 24 Ore

Il termine “laico”, nonostante l’attuale accezione dominante, ha sostanzialmente una genesi “religiosa” (designava, infatti, il semplice fedele “popolare” – da laós, in greco “popolo” – rispetto alla gerarchia ecclesiastica). Per impostare il discorso sulla laicità è legittimo risalire a una scena evangelica, così nota da diventare proverbiale. È l’unico pronunciamento direttamente politico di Gesù. Egli viene provocato dai suoi avversari a intervenire sulla questione fiscale, ossia sul tributo imperiale da versare da parte dei cittadini dei territori occupati da Roma. La replica di Cristo è lapidaria: «Ta Kaisaros apodote Kaisari kai ta Theou Theo», «rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio» (si può leggere l’episodio sia nel Vangelo di Matteo, sia in quello di Marco o di Luca).

Risposta tagliente e a prima vista netta nel tracciare una linea di demarcazione che dovrebbe esorcizzare ogni teocrazia (la shari’a musulmana, per la quale il codice di diritto canonico diventa il codice civile, non è evangelica) e ogni cesaropapismo. Tuttavia, il discorso è più sofisticato e complesso se si tiene conto della parabola in azione che si consuma attorno a quella frase. Cristo, infatti, argomenta tenendo tra le mani simbolicamente una moneta con l'”immagine”, l’icona (eikon in greco) del l’imperatore, simbolo evidente della politica e dell’economia, alla quale viene riconosciuta una sua autonomia, un campo di esercizio proprio, una sua capacità e indipendenza normativa. (more…)