Posts Tagged ‘lev tolstoj’

Tolstoj: cara Sof’ja ti lascio per sempre

maggio 30, 2010

Alberto Cavallari per “La Stampa

Nella notte tra il 27 e il 28 ottobre 1910, a 82 anni, Tolstoj fugge dalla casa in cui è sempre vissuto, a 12 chilometri da Tula. Treno, calesse, traghetto, di nuovo treno, di tappa in tappa, in cerca di pace e di libertà da una moglie ossessiva. Alle 3 del mattino del 31 ottobre, un’altra partenza, prima in carrozza poi in treno, diretto verso Sud, vera meta della fuga. Durante il viaggio si sente male. Dopo molte insistenze si lascia convincere a scendere e viene ricoverato in casa del capostazione di Astàpovo. Qui morirà il 7 novembre, circondato dai figli e dalle autorità locali. Nel centenario della scomparsa, l’attenzione torna a concentrarsi sul grande scrittore russo. Un film, The last station, girato da Michael Hoffmann è appena uscito nelle sale italiane, ispirato all’omonimo romanzo di Jay Parini ora tradotto da Bompiani, oltre a due volumi che arrivano in questi giorni in libreria: Tolstoj è morto di Vladimir Pozner (Adelphi) e La fuga di Tolstoj di Alberto Cavallari, edito da Einaudi negli Anni 80 e ora ripubblicato da Skira con un ricco apparato di immagini storiche. Nel testo di Cavallari, di cui qui proponiamo le prime pagine, sono in corsivo le frasi testuali che lo stesso Tolstoj ha dedicato alla sua fuga nei diari e nella corrispondenza di quei giorni, come pure quelle tratte dai diari dei testimoni diretti e dal saggio biografico Tolstoj di Viktor Sklovskij.

La sera del 27 ottobre 1910 il conte Tolstoj si coricò verso le 11,30. La vecchia casa di Jasnaja Poljana era silenziosa, immersa nel buio freddo di un inverno precoce. Era già caduta la neve, la pioggia aveva infangato la campagna, vapori di umidità velavano il parco, lo stagno, i boschi di frassini che danno il nome al più vicino villaggio Jàsenki, la terra nera della steppa che si stende in tutto il governatorato di Tula, la strada del Sud che taglia la steppa macchiata di foreste. Il buio cancellava tutto, compreso il cielo dove quell’anno era passata la cometa di Halley, portatrice di sventure. (more…)

Tolstoj braccato dalla stampa: fu la prima morte in diretta

maggio 25, 2010

La fuga e la fine dell’autore di «Guerra e pace» scatenarono i giornali di tutto il mondo. Il romanzo-verità di Pozner narra quel che accadde

di Giuseppe Ghini per “Il Giornale

La morte degli scrittori russi è degna delle loro pagine più belle. E quella di Tolstoj non poteva scriverla che lui, l’autore di Guerra e pace e di Anna Karenina, ed è un piacere riviverla nella ricostruzione che Vladimir Pozner approntò nel 1925 e che Adelphi ora presenta al lettore italiano, a cent’anni dalla scomparsa del grande vecchio della letteratura russa.

Il piacere della lettura è molteplice. Anzitutto deriva dall’originalità della narrazione di Pozner, giornalista, scrittore, ma soprattutto sceneggiatore (a partire dal Secondo Dopoguerra, fu infatti questa la sua attività principale, fino alla Dama delle camelie con Isabelle Huppert, 1980). Pozner rende un tema potenzialmente «pesante» – la morte del maggiore scrittore del tempo – con un metodo quasi cinematografico, con un ritmo e un montaggio che, a ottant’anni dalla sua stesura, risultano familiari a ogni lettore. Il racconto della fuga di Tolstoj da Jasnaja Poljana e della malattia e morte nella sperduta stazione di Astàpovo è costituito, infatti, dagli elementi della realtà, dai realia: brevi scambi di comunicazione tra i giornalisti e le redazioni dei quotidiani, diari dei presenti, verbali di polizia, corrispondenze, bollettini medici, necrologi, brani degli articoli del tempo. Il tutto con letterale aderenza ai fatti, ma senza pignolerie da filologi. (more…)