Posts Tagged ‘libertà di stampa’

Con la nuova legge neppure una riga

maggio 5, 2010

Se la nuova legge fosse già in vigore neanche una riga sulla casa di Scajola

Cosa c’entrano le intercettazioni con il caso Scajola? Niente: alla base della sua vicenda non ci sono microspie, ma solo assegni bancari e dichiarazioni di testimoni, atti peraltro tutti non più coperti da segreto perché depositati al Tribunale del Riesame. Eppure, se fosse già in vigore la legge proposta dal ministro Alfano sulle intercettazioni, gli italiani nulla saprebbero ancora della casa di Scajola. E nulla gli italiani ancora saprebbero perché nulla i giornali avrebbero potuto scriverne in questi 12 giorni, e ancora fino a chissà quanti altri mesi. Al contrario di quello che i promotori della legge raccontano, e cioè che con essa intendono impedire la pubblicazione selvaggia di intercettazioni segrete, l’attuale testo in discussione alla Commissione Giustizia del Senato vieta, con la scusa delle intercettazioni, la pubblicazione — non solo integrale ma neanche parziale, neanche soltanto nel contenuto, neanche soltanto per riassunto — degli atti d’indagine anche se non più coperti dal segreto, e questo fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza. In più, aggancia la violazione di questo divieto a un’altra legge già esistente (la 231/2001 sulla responsabilità amministrativa delle imprese per reati commessi dai dipendenti nell’interesse aziendale), e per ogni pubblicazione arbitraria fa così scattare non solo ammende maggiorate per i cronisti (da 2 a 10 mila euro, dunque con oblazione a 5 mila euro), ma soprattutto maxi-sanzioni a carico delle aziende editoriali fino a 465 mila euro a notizia. (more…)

Trenta morti affossano la libertà di stampa latinoamericana

gennaio 6, 2010

Trenta. L’America Latina, il continente riemerso dall’oblio forzato in cui dittature e oppressione l’avevano forzatamente rilegato, sta finalmente tornando alla vita grazie a una maggioranza di governi progressisti che soffiano sulla polvere di un passato di morte e miseria, ma ancora c’è molta strada da fare. Quello che era il vecchio cortile dello Zio Sam, ha sì nuova vita e nuove speranze, ma le libertà finora conquistate devono ancora fare i conti con corruzione e violenze incancrenite. Un dato, fra gli altri, fotografa quanta strada c’è ancora da percorrere sulla via per la piena libertà: il 2009 ha visto trenta giornalisti morti ammazzati per aver osservato, raccontato, diffuso in nome del diritto di ogni cittadino a essere informato. Di questi, tredici sono stati uccisi nel solo Messico, che si converte nel paese latinoamericano più rischioso per i giornalisti che perseguono la verità. Subito a ruota si piazza la Colombia, con sei morti, quindi il Guatemala con quattro, l’Honduras e il Brasile con due e infine il Salvador, il Venezuela e il Paraguay con uno. Il continente latinoamericano, dunque, in un contesto di crisi economica globale, negli ultimi dodici mesi ha segnato il passo in materia di libertà di stampa e dei diritti dei lavoratori dei mezzi d’informazione, colpiti da licenziamenti e cassa integrazione. A denunciarlo è la Federazione dei giornalisti dell’America latina e del Caraibi. (more…)

La lista nera

novembre 18, 2009

In Turchia l’esercito controlla siti web conducendo una guerra psicologica contro chi si oppone alle Forze Armate. L’ennesimo scandalo denunciato dai giornalisti, gli attacchi alla libertà di espressione nel Paese. Il rapporto di Bianet

La denuncia da parte di diversi quotidiani turchi, a inizio novembre, dell’esistenza di una lista di siti web controllati dall’esercito, ha provocato una dura reazione da parte del mondo della stampa e delle organizzazioni dei giornalisti del Paese. Questo ennesimo scandalo mostra come, dopo l’assassinio di Hrant Dink, gli attacchi alla stampa indipendente e alla libertà di espressione siano ancora all’ordine del giorno in Turchia.

Il 4 novembre il quotidiano Radikal è stato il primo a parlare di una lista nera dei siti considerati “pericolosi” da parte dell’esercito. Secondo il giornale, in una lettera inviata ai pubblici ministeri del processo Ergenekon da un sedicente “funzionario delle forze armate”, quest’ultimo denunciava l’esistenza di una lista di siti web divisi per categoria (“reazionari”, “separatisti”, “anti-esercito” e “pro-Erdoğan) da tenere sotto controllo. Secondo quanto riportato dal quotidiano Bugün, inoltre, l’esercito non si era limitato a controllare i siti, ma aveva anche creato 43 pagine web per condurre una “guerra psicologica contro organizzazioni civili che si oppongono alle Forze Armate”. (more…)

Regressione

novembre 17, 2009

Per Reporter senza frontiere la libertà di stampa in Albania è in piena regressione. Monopolio di grandi gruppi industriali, assenza contesto legale d’esercizio della professione, pressioni del potere politico, la vita dei giornalisti albanesi è difficile. Se poi sono gli stessi colleghi a giustificare le botte…

“A 18 anni dalla caduta del comunismo l’Albania ha ufficialmente ratificato il trattato d’adesione all’Alleanza Atlantica il 4 aprile 2009. Questo passo, unanimemente sostenuto dai media e dalla classe politica, è parso come un ‘miracolo di libertà’ dal quale avrebbero tratto giovamento anche i media”.

Usa il condizionale il rapporto annuale di Reporter Senza Frontiere (Rsf), l’associazione che monitora la libertà di stampa in 175 Paesi del mondo. “Avrebbero”… e invece quest’anno l’Albania viene classificata all’88esimo posto, un scivolone di ben 9 posizioni in un solo anno.

E mai prudenza fu più giustificata, visto il pestaggio in pieno centro di Tirana ai danni di Mero Baze, uno dei giornalisti più noti (e più controversi) del Paese, a pochi giorni dalla pubblicazione del rapporto. (more…)

Cosa vuol dire libertà di stampa

ottobre 2, 2009

imagesdi Roberto Saviano

MOLTI si chiederanno come sia possibile che in Italia si manifesti per la libertà di stampa. Da noi non è compromessa come in Cina, a Cuba, in Birmania o in Iran. Ma oggi manifestare o alzare la propria voce in nome della libertà di stampa, vuol dire altro. Libertà di poter fare il proprio lavoro senza essere attaccati sul piano personale, senza un clima di minaccia. E persino senza che ogni opinione venga ridotta a semplice presa di parte, come fossimo in una guerra dove è impossibile ragionare oltre una logica di schieramento. (more…)

Guida tv all’anti-berlusconismo dal lunedì alla domenica

ottobre 1, 2009
images Hanno ragione quelli di Repubblica. In Italia la libertà di stampa vacilla e il diritto all’informazione scricchiola. Scorrendo i palinsesti della tv di Stato e non, ma soprattutto il menu di mamma Rai, straordinaria cucina pagata da tutti a suon di canone, non si può non fare un salto sulla sedia: dove sono le trasmissioni contro? Dove quelle con la schiena dritta? Dove sono i programmi, satirici o meno, che mettono alla berlina il premier e denunciano la maggioranza di governo? Dove diavolo sono finite? Hanno ragione quelli di Repubblica: vale la pena manifestare e firmare con convinzione l’appello del trio Cordero-Rodotà-Zagrebelsky. Meglio sarebbe inviare una propria foto al sito di largo Fochetti per la campagna «Siamo tutti farabutti» e scendere in piazza dopodomani e ringhiare, gridare al regime, alzare la voce. Perché le voci «contro» sono flebili, limitate, ridotte al lumicino, quasi spente. (more…)

Ferrara:niente bavagli, ma perchè solo Travagli?

settembre 30, 2009

imagesAssurdo ma vero: Silvio Berlusconi è un editore televisivo di sinistra, un padrone della tv che non riesce a impadronirsi del linguaggio della tv.

Sbaraccare i palinsesti e fare posto al capo del governo che adempie le sue promesse e taglia nastri non è il massimo dell’eleganza.
È una provocazione. Ma Berlusconi dell’eleganza se ne infischia, è un uomo pratico, bada al sodo, e delle provocazioni, specie delle sue, non ha alcuna paura.

La storia del terremoto e della grande impresa di umanità e solidarietà della ricostruzione lampo è in effetti una bella storia, che un Bruno Vespa abruzzese può raccontare con la necessaria simpatia umana, e il governo e il suo capo si sono dati parecchio da fare sotto la guida tecnica di Guido Bertolaso, il guru infallibile della Protezione civile. (more…)

La strategia del ragno

settembre 15, 2009

imagesdi Curzio Maltese

C’è qualcosa che gli italiani non sanno, ma soprattutto non debbono sapere, dietro la violenza dell’assalto finale di Silvio Berlusconi al valore di cui s’è sempre orwellianamente riempito la bocca, la libertà.

La libertà d’informazione e di critica del giornalismo, perfino la semplice libertà di scelta degli spettatori televisivi. C’è, deve esserci una disperata ragione se il premier, già osservato speciale delle opinioni pubbliche di mezzo mondo, invece di rientrare (lui sì) nei ranghi del gioco democratico, continua a sparare bordate contro le riserve indiane che ancora sfuggono al suo controllo. (more…)

La verità è là fuori

giugno 26, 2009

imagesA causa delle nuove leggi sui mezzi di comunicazione e sulle trasmissioni radiotelevisive, il numero di giornalisti arrestati in Azerbaijan è in preoccupante aumento

 

In Azerbaijan è pressoché impossibile che il governo elogi un giornalista o un giornale (a meno che non sia filogovernativo); molto più comune, invece, sembra essere l’arresto del giornalista con accuse che vanno da atti di vandalismo, o in casi più gravi, di aggressione, diffamazione, terrorismo e perfino corruzione. Le azioni legali per diffamazione vengono usate dal governo come strumento per intimidire giornalisti indipendenti e dell’opposizione. La diffamazione viene vista come reato penale e comporta pene severe che vanno da multe pesanti fino a tre anni di carcere. (more…)

Noi giornalisti rischiamo il cappio

giugno 22, 2009

imagesEcco un estratto dell’ultimo articolo scritto da Mohammad Ghouchani su «Etemad e Melli» prima di essere arrestato, sabato mattina

 

C’erano giorni in cui in Iran diventare giornalisti era difficile, giorni in cui i quotidiani e le pubblicazioni erano così pochi che escludevano la prima generazione dei giornalisti iraniani. Ma loro, in quei due decenni, hanno continuato a piangere di fronte ai cadaveri dei loro giornali. (more…)